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IL CARO ENERGIA FINISCE SEMPRE IN CULO AI SOLITI - NON BASTAVA L'AUMENTO DELLE BOLLETTE, ORA ANCHE LE IMPRESE SONO IN CRISI E POTREBBERO BLOCCARE LA LORO ATTIVITÀ, SPEDENDO I DIPENDENTI IN CASSA INTEGRAZIONE - TRA I SETTORI PIÙ IN DIFFICOLTÀ CI SONO L'INDUSTRIA METALMECCANICA, QUELLA SIDERURGICA, LA CHIMICA, IL TESSILE MA ANCHE L'ALIMENTARE: LE IMPENNATE DEI PREZZI ARRIVANO ANCHE A 400-500 PER CENTO IN PIÙ…

Jacopo Orsini per "Il Messaggero"

 

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Il caro-energia rischia di bloccare l'attività delle imprese. E potrebbe costringere molte aziende a mettere in cassa integrazione i dipendenti. A soffrire di più gli aumenti delle bollette sono le filiere energivore, quindi l'industria metalmeccanica, quella siderurgica, la chimica, il tessile ma anche l'alimentare.

 

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«Non è un rischio quello di dover fermare la produzione, è una certezza», dice Olivo Foglieni, alla guida del gruppo bergamasco Fecs, specializzato nel recupero dell'alluminio e vice presidente di Confindustria Bergamo. «Oggi è impossibile produrre con questi costi energetici e molte imprese hanno anticipato le fermate già previste per le feste di Natale».

 

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L'ATTIVITÀ

Gli aumenti delle materie prime intanto, insieme al dilagare della variante Omicron, mettono in dubbio la risalita del Pil. L'Italia è oggi su un «sentiero scivoloso», avvertono gli economisti di Confindustria che individuano fra gli ostacoli principali alla ripresa il caro-energia e la crescita dei contagi.

 

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Il centro studi dell'associazione degli imprenditori rileva una «impennata abnorme del prezzo europeo del gas e, quindi, dell'elettricità in Italia (+572% a dicembre sul pre-crisi)». Un aumento che «se persistente, mette a rischio l'attività nei settori energivori».

 

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Gli economisti di viale dell'Astronomia confermano poi nel quarto trimestre «una frenata dell'economia italiana: preoccupano la scarsità di commodity, i prezzi alti dell'energia, i margini erosi, l'aumento dei contagi».

 

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Ma «il trend di risalita» dell'economia dovrebbe proseguire: «dopo il rimbalzo del terzo trimestre (+2,7%), il Pil italiano è a -1,3% dal livello pre-Covid (da un minimo di -17,9%) ed è previsto completare il recupero a inizio 2022».

 

Dall'ultima indagine di Federmeccanica emerge che il 26% delle imprese del settore dichiara di correre il rischio di dover interrompere l'attività produttiva. Senza contare la forte crescita dei prezzi alla produzione: a settembre 2021 l'incremento rilevato è pari all'11,6% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.

 

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E nel frattempo la corsa al rialzo della bolletta energetica non si è interrotta. «Materie prime, energia, chip, trasporti continuano ad essere un problema molto serio che non vede schiarite e che sta frenando la ripresa», sottolinea Diego Andreis, vicepresidente di Federmeccanica.

 

Di situazione di emergenza ha parlato nei giorni scorsi Franco Gussalli Beretta, presidente di Confindustria Brescia, che ha messo in evidenza anche un altro rischio, quello di vedere ridotti drasticamente i margini nonostante la crescita del fatturato.

 

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I conti li mette in fila ancora Foglieni: se l'incidenza del costo energetico è intorno al 4% per una azienda, con un rincaro del 300% si sale al 16%, un livello che rischia di bruciare tutti i margini, «Siamo in un momento pericoloso per il sistema Italia, non solo per le imprese.

 

Oggi una azienda di medie dimensioni non può fare programmi perché non sa a che costi energetici andrà incontro. C'è il rischio che tanta gente debba andare in cassa integrazione.

 

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Finché dovevamo sopportare rincari del 100, 200 o anche 300 per cento era un conto ma ora siamo a 400-500 per cento in più. È devastante», insiste Foglieni che invita il governo a muoversi per aiutare anche le imprese oltre che le famiglie.

 

LE PREVISIONI

Anche per le famiglie comunque il conto dello «choc energetico» rischia di essere parecchio salato. L'Italia, si legge nell'Outlook 2022 della Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, «appare più vulnerabile rispetto alla media dei Paesi dell'Eurozona, vista la maggiore dipendenza dall'energia importata e il più ampio ricorso all'uso del gas naturale».

 

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L'istituto stima quindi che il rincaro delle principali materie prime energetiche «possa sottrarre circa 8 miliardi al reddito disponibile reale delle famiglie» tra la fine di quest' anno e il prossimo (mezzo punto percentuale di crescita in meno nel 2022)».

 

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Secondo le simulazioni di Facile.it, inoltre, se nel primo trimestre del 2022 il costo della materia energia aumenterà nella stessa misura in cui è salito nell'ultimo trimestre di quest'anno, tra luce e gas l'aggravio sulle bollette dei consumatori sarà di oltre 370 euro rispetto a dodici mesi prima.

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