MAHMOOD RIFIUTA DI TESTIMONIARE NEL PROCESSO IN CUI LO STILISTA RICCARDO TISCI, EX DIRETTORE CREATIVO DI GIVENCHY E BURBERRY, VIENE ACCUSATO DI VIOLENZA SESSUALE DALL'ATTORE PATRICK COOPER - IL CANTANTE, CHE ORA VIVE IN SPAGNA, NON È INDAGATO, MA GLI AVVOCATI DI TISCI GLI HANNO CHIESTO DI COMPARIRE IN QUANTO PERSONA INFORMATA SUI FATTI. INFATTI, COOPER SOSTIENE: "MAHMOOD MI HA PORTATO L'UNICO DRINK CHE HO BEVUTO, CREDO CI FOSSE QUALCHE TIPO DI DROGA DENTRO". DOPO AVER TRACANNATO IL COCKTAIL, COOPER HA SOSTENUTO DI AVERE AVUTO UN BLACKOUT FINO AL MATTINO SEGUENTE, QUANDO SI RISVEGLIÒ DISORIENTATO, CONFUSO E COMPLETAMENTE NUDO, NEL LETTO DI TISCI - TUTTO QUELLO CHE NON TORNA NELLA VICENDA...
COME MAI I GIORNALONI "NASCONDONO" LA NOTIZIA DI MAHMOOD E DEL PROCESSO PER STUPRO CHE COINVOLGE RICCARDO TISCI? IL CANTANTE NON È INDAGATO, MA L'ACCUSATORE DI TISCI, PATRICK COOPER, NELLA SUA TESTIMONIANZA HA DETTO: "È STATO MAHMOOD AD AVERMI PORTATO L'UNICO DRINK CHE HO BEVUTO, CREDO CI FOSSE QUALCHE TIPO DI DROGA DENTRO” - COME MAI “REPUBBLICA” E “LA STAMPA” TENGONO BASSA LA NOTIZIA (CON TITOLI STRANAMENTE IPER-GARANTISTI COME "MAHMOOD TESTIMONE DI UN PROCESSO PER STUPRO", O "MAHMOOD CHIAMATO A TESTIMONIARE), E “IL CORRIERE DELLA SERA” NEANCHE CE L’HA IN HOMEPAGE?
Estratto dell'articolo di Francesco Raiola per https://www.fanpage.it/
Mahmood è coinvolto in un processo che vede lo stilista Riccardo Tisci – ex Direttore creativo di Givenchy e Burberry – accusato di violenza sessuale da parte dell'attore Patrick Cooper. Il cantante non è indagato, ma per gli avvocati di Tisci è persona informata dei fatti, per questo motivo è stata chiesta la sua deposizione, ricevendo un rifiuto.
È stato lo stesso Tisci a chiedere che il cantante vincitore due volte del Festival di Sanremo testimoniasse. Nel memorandum dell'accusato, infatti, si legge: "Il Convenuto ha chiesto a Mahmoud (vero nome del cantante, ndr) di comparire volontariamente per una deposizione, ma egli ha rifiutato.
Pertanto, non vi è altra alternativa che procedere con una Lettera di Richiesta affinché venga esaminato in Italia da un tribunale italiano". Il Fatto Quotidiano riporta che nella prima denuncia, però, il nome del cantante non fosse presente.
La difesa chiede che il cantante sia ascoltato da un tribunale italiano e allega anche 64 domande da porgli. La richiesta avviene perché Mahmood sarebbe un testimone oculare di quanto avvenuto la sera in cui si sarebbe consumata la violenza sessuale nei confronti dell'attore. Cooper, infatti, accusa Tisci di averlo drogato durante una serata a quattro in cui era presente anche il cantante (che non conosceva prima di quella sera) e successivamente di averlo aggredito sessualmente. I quattro (oltre ai tre c'era un amico dell'attore, tale Michael Alexander) si sarebbero incontrati e avrebbero passato la serata in un bar di Harlem.
Cooper sostiene di non essere né ubriaco né di avere assunto droghe quella sera e che consumò solo un drink che avrebbe pagato il suo amico e gli sarebbe stato portato proprio da Mahmood.
L'uomo avrebbe consumato quel drink mentre era con le altre tre persone, che sarebbero le uniche con cui avrebbe interagito. Quando il suo amico Alexander uscì per prendere una cosa dall'auto avrebbe perso i sensi. A quel punto non ricorda nulla fino al mattino seguente quando si risvegliò "disorientato e confuso, senza alcun ricordo di come fosse arrivato o di dove si trovasse" e completamente nudo, nel letto di Tisci.
Lo stilista, stando alle parole di Cooper, era su di lui, anch'egli nudo, che cercava di baciarlo. Rendendosi conto della situazione chiese spiegazioni e lo stilista gli avrebbe risposto solo che Alexander aveva "sponsorizzato la serata". Ma lo stesso Alexander – che tornando nel locale non ha più trovato i tre – pare abbia più volte cercato Cooper sul cellulare senza ricevere alcuna risposta.
Mahmood – che nel frattempo si è trasferito in Spagna – non è indagato, ma Cooper sostiene che sia stato lui a dargli il bicchiere con l'eventuale droga e che a metterci la sostanza sarebbe stato Tisci o "Mahmood agendo su istruzione del Convenuto". Nel memorandum si legge che Cooper "sostiene che, prima di arrivare, il Convenuto (Tisci, ndr) e Mahmoud abbiano parlato tra loro in italiano, lingua che Cooper e Alexander non capivano. [...]
Mahmood, insomma, sarebbe l'unico che potrebbe confermare che nessuno abbia alterato il drink mentre era nelle sue mani e soprattutto spiegare cosa si fossero detti in italiano, lingua che gli altri al tavolo non conoscevano. Ma il cantante non ha ritenuto di dover testimoniare e così la difesa ha richiesto che l'esame sia condotto da un giudice italiano, la testimonianza sia resa sotto giuramento, i legali statunitensi di Tisci possano registrare l'esame tramite stenografo o videoregistrazione, sia fornito un traduttore e che tutti i legali statunitensi siano informati della data per poter essere presenti.
Il Fatto Quotidiano sottolinea alcune incongruenze nel caso, innanzitutto che nella prima denuncia non sia mai stato fatto il nome di Mahmood, che sarebbe apparso solo successivamente. [...]





