parolin papa francesco bergoglio

“IL PAPA NON HA MAI SMESSO DI GOVERNARE LA CHIESA NEMMENO NEI GIORNI DEL SUO RICOVERO AL GEMELLI” – IL SEGRETARIO STATO VATICANO, CARDINALE PAROLIN, MANDA UN “PIZZINO” A CHI SPERA CHE BERGOGLIO FACCIA UN PASSO INDIETRO: “CERTO, COME SAPPIAMO, HA DOVUTO RALLENTARE LA SUA ATTIVITÀ E AVRÀ BISOGNO PIÙ O MENO DI DUE MESI MA IL GOVERNO DELLA CHIESA È NELLE SUE MANI. CI SONO POI TANTE QUESTIONI PIÙ ROUTINARIE SULLE QUALI I COLLABORATORI DELLA CURIA POSSONO PROCEDERE ANCHE SENZA CONSULTARLO, SULLA BASE DELLE INDICAZIONI GIÀ RICEVUTE IN PRECEDENZA E DELLE NORMATIVE ESISTENTI…”

Estratto dell’articolo di Gian Guido Vecchi per il “Corriere della Sera”

 

papa francesco pietro parolin

Eminenza, intorno alla convalescenza di Papa Francesco c’è tanta confusione. Come si può descrivere il governo della Chiesa in questo periodo?

«Il Papa non ha mai smesso di governare la Chiesa nemmeno nei giorni del suo ricovero al Gemelli. Certo, come sappiamo, ha dovuto rallentare la sua attività […] avrà bisogno più o meno di due mesi».

 

Il cardinale Pietro Parolin […] «Quello che dobbiamo fare è accompagnare il Papa con la nostra preghiera», […]

 

Cambia qualcosa?

«Non c’è nessun cambiamento, nell’essenziale. Il Santo Padre ha bisogno di stare tranquillo per cui, affinché non si affatichi troppo, gli si presentano le questioni sulle quali lui e solo lui può e deve decidere. Il governo della Chiesa è nelle sue mani. Ma ci sono poi tante questioni più routinarie sulle quali i collaboratori della Curia possono procedere anche senza consultarlo, sulla base delle indicazioni già ricevute in precedenza e delle normative esistenti».

papa francesco bergoglio e il cardinale parolin

 

In che senso?

«Nel senso che i dicasteri della Santa Sede lavorano a nome del Papa. Ovviamente, tutte le decisioni più importanti devono essere prese dal Pontefice, ma ce ne sono altre che possono essere adottate all’interno di ciascun dicastero, seguendo le linee guida che il Papa ha tracciato».

 

Avviene anche nei periodi normali, per così dire?

«Certo, non è che tutto debba passare per il Papa. Il Pontefice ha nella Curia i suoi collaboratori, ai quali egli stesso dà le indicazioni da seguire e la potestà di prendere anche determinate decisioni».

 

papa francesco bergoglio e il cardinale parolin

[…] «In questa fase, come ho già detto, non si può pretendere che il Santo Padre possa fare tutto quello che faceva prima. Però, anche quand’era ricoverato in ospedale […] Papa Francesco vedeva i dossier. Gli si mandavano i documenti e lui poi ne prendeva conoscenza e decideva di conseguenza...».

 

Si racconta li siglasse con una «f»...

«Sì, lo ha fatto, ma adesso firma anche per intero… Non è la situazione ideale, si capisce, ma torno a sottolineare che il Papa è nella possibilità di governare ancora la Chiesa, e siamo felici che sia potuto tornare a casa».

 

[…] Nessun passaggio di poteri, quindi?

IL CARDINALE PAROLIN CON PAPA FRANCESCO

«Alcuni, come dicevo, sono già attribuiti dal Papa ai dicasteri, come prevede la Praedicate Evangelium . Altri poteri possono essere trasferiti in casi particolari. Ad esempio, nel caso delle canonizzazioni: è il Papa che pronuncia la formula, ma anche questo, se necessario, può essere delegato a un collaboratore, che la pronuncia nel nome del Pontefice».

 

Lo potrà fare il cardinale Marcello Semeraro, il prefetto delle Cause dei santi?

«Sì, solo se il Papa gli darà l’autorizzazione a leggere in suo nome la formula, nel caso lui non fosse in grado in quel momento. Vedremo quale soluzione si troverà, dipenderà anche da come si sentirà il Santo Padre in quei giorni». […]

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