tilda swinton

QUEL GRAN PEZZO DELLA TILDA - CINEMA, MODA, LETTERATURA E FAMIGLIA QUEER ALLARGATA: TUTTI I SEGRETI DI TILDA SWINTON, ICONA DI STILE, MUSA ISPIRATRICE CHE CON IL SUO ASPETTO ANDROGINO HA CONQUISTATO REGISTI E ARTISTI – “I MIEI FIGLI SONO CIRCONDATI DALL’ARTE. LA NOSTRA CASA È PIENA DI OPERE, LORO GUARDANO FILM DIRETTI DA AMICI DI FAMIGLIA E LEGGONO LIBRI SCRITTI DAI LORO PADRINI. IO SONO CRESCIUTA IN UN AMBIENTE IN CUI MI SENTIVO COME QUEI BAMBINI CHE VENGONO SCAMBIATI NELLA CULLA…” - VIDEO

 

Jeremy O. Harris per "Vanity Fair"

 

tilda swinton

Per anni ho sognato il mio primo incontro con Tilda, un’attrice che non ha bisogno del cognome. Nelle mie fantasie giovanili, quando avevo scoperto il suo lavoro mentre divoravo Derek Jarman, immaginavo di incontrarla a un party frequentato da persone del mondo delle lettere, dell’arte e della moda, a cui io partecipavo, per caso, come «più uno» di qualche invitato. Oppure, immaginavo di essere ricevuto nella casa di famiglia in Scozia, dove avrei trascorso un weekend d’autunno nel suo giardino – come poi è successo a Nikolai von Bismarck, che ha scattato le foto di questa storia nella sua bellissima magione nelle Highlands scozzesi.

 

Ma, come tante fantasie, la mia non si è avverata. Il nostro primo rendez-vous è avvenuto via Zoom: io a Notting Hill e lei in Galles, immersa nei preparativi per un film di Joanna Hogg. Nonostante lo schermo, l’incontro è stato sublime, più intimo di quanto potessi immaginare. Tanto che è partito a letto…

 

tilda swinton e pedro almodovar

Buongiorno, Tilda. Non è incredibile il fatto che entrambi stiamo parlando comodamente dal letto?

«Dovrebbe essere sempre così. Qui in Galles ho un letto un po’ strano, ma la carta da parati è molto bella».

 

Nemmeno io sono in camera mia, ma in un seminterrato, in casa di amici. È riuscita a lavorare durante tutto il lockdown, vero?

«È stato solo un caso. Pedro Almodóvar e io avevamo pianificato per mesi il nostro piccolo film, The Human Voice, poi tutto si è fermato. Ci siamo guardati e abbiamo detto, “Be’, in realtà si può fare: i protagonisti sono solo una donna e un cane”. È stato emozionante: eravamo arrivati al punto in cui i registi si stavano chiedendo che ne sarebbe stato di loro. Noi abbiamo accettato la sfida».

tilda swinton la voce umana 1

 

In generale, questo periodo non dovrebbe essere un momento di pausa, ma di spazio per l’invenzione.

«Concordo. Il bisogno aguzza l’ingegno. È buffo perché mi rendo conto del fatto che chi, come me, è cresciuto in modo non convenzionale sa gestire questo tipo di ostacolo, grazie alla sensazione di potersela cavare con poco ovunque. E c’è una parte di me, come professionista, che trova tutto ciò particolarmente eccitante».

 

Mi sono sempre chiesto come sia passata dalla Royal Shakespeare Company ai film di Derek Jarman, alla collaborazione con il performer Joan Jonas.

tilda swinton

«Sotto molti punti di vista, per me il vero esperimento è stata la partecipazione alla Royal Shakespeare Company. È stata un’ottima opportunità per capire cosa non volevo fare. Mi ero messa a recitare in teatro perché avevo smesso di scrivere ed era un modo di stare con i miei amici che bazzicavano sul palcoscenico».

 

Come mai ha smesso di scrivere?

«Sono arrivata all’Università di Cambridge per diventare scrittrice, e ho mollato appena entrata. Sono ancora un po’ traumatizzata, mi sa».

 

Cos’è successo?

«Ero sopraffatta. Qualche anno fa sono tornata a Cambridge per l’inaugurazione della facoltà di Cinema e media: ero invidiosissima, perché quando studiavo io non c’erano corsi del genere. Quando ho incontrato una mia professoressa dell’epoca, le ho detto proprio così, che ero sopraffatta, a bassa voce. E lei ha risposto: “Oh, succede a molti. Ti esaurisci appena entri nel mondo accademico”. Per fortuna ho ritrovato in fretta la mia strada».

 

Tilda Swinton al Moma

Ha recitato in due film, The Souvenir parte uno e due, con sua figlia Honor. Com’è stato?

«È passato un po’ di tempo da allora: mia figlia ora studia Psicologia e Neurologia a Edimburgo. In ogni caso, Honor è stata straordinaria. Si è messa in gioco con una grande apertura, con grazia e senza nessuna intenzione di seguire un percorso specifico. Mi sembra un dono fantastico poter condividere qualcosa di speciale con chi ami profondamente. Uno dei miei obiettivi è fare un film con più membri della mia famiglia. È una cosa meravigliosa, non vedo l’ora di realizzarla. Ogni tanto penso a come dev’essere per i miei figli. Sono circondati dall’arte.

 

grand budapest hotel tilda swinton

La nostra casa è piena delle opere del padre (il pittore e commediografo scozzese John Byrne, ndr) e del mio attuale compagno (l’artista tedesco Sandro Kopp, ndr); guardano film diretti da amici di famiglia; leggono libri scritti dai loro padrini. Mi sembra il lusso più incredibile che si possa immaginare. Io, invece, sono cresciuta in un ambiente in cui mi sentivo come quei bambini che vengono scambiati nella culla».

 

Ha provato nostalgia durante i vari lockdown?

«La mia primissima reazione è stata tornare ai primi amori: Michael Powell ed Emeric Pressburger, Hitchcock, Carole Lombard. Questo periodo è una sfida all’immaginazione e alla fantasia, che poi sono quello che facciamo al cinema. Ovunque si sono levati cupi presagi sul futuro nero del grande schermo, ma non sono mai stata d’accordo. Come direbbe Slavoj Zizek, abbiamo bisogno del cinema per conoscere i nostri desideri. Penso che la pandemia ci abbia fatto rendere conto ancora di più dell’importanza del cinema e della musica. Certo, siamo grati ai servizi di streaming, ma ci sono corde che non toccano. Mi spiace anche per chi, come lei, lavora in teatro».

Only Lovers Left Alive

 

Già. Sono preoccupato per i miei coetanei e per le persone più giovani di me che non hanno ancora avuto la possibilità di mostrare il loro talento, e forse non ce l’avranno per molto tempo.

«Sono d’accordo ma, allo stesso tempo, non solo perché sono una spudorata ottimista, ma perché credo nell’intelligenza, penso che i giovanissimi capiranno come fare. Sono altri che hanno bisogno di compassione e sostegno: quelli un po’ più grandicelli, che avevano già cominciato a scaldare i motori».

 

tilda swinton in a bigger splash

Tornando all’invenzione, cosa pensa della moda?

«Sono davvero grata di aver conosciuto, proprio all’inizio della mia carriera, una serie di persone geniali che lavoravano nella moda. Sono diventate amiche e poi abbiamo iniziato a collaborare. Per me sono importanti come i registi, gli scrittori o gli artisti con cui ho lavorato».

 

Chi erano queste persone?

«Avevo un rapporto meraviglioso con Karl Lagerfeld, che all’inizio non mi spiegavo visto che io assomigliavo a un gamberetto e lui lavorava nell’impero del bello. Detto questo, è grazie a lui che sono entrata in contatto con Chanel, che continua a essere una grande fonte di ispirazione. Da quando Karl se ne è andato, mi pare che la maison abbia sviluppato uno stile più lirico e aggraziato. La sensibilità di Virginie Viard rende i capi flessibili, adatti al movimento del corpo. L’apertura e la fluidità, che caratterizzano gran parte delle odierne interazioni sociali, si riflettono ovunque, inclusa la moda. È una folata di aria fresca, e sono convinta che sia Karl Lagerfeld sia Coco Chanel – entrambi grandi fautori della modernità – la accoglierebbero calorosamente».

TILDA SWINTON

 

Il capo Chanel che preferisce?

«Stiamo girando nel gelo invernale del Galles rurale e, ogni mattina, quando mi butto giù dal letto, penso a quanto sono fortunata ad avere tre capi Chanel di cui ormai non posso fare a meno: una tuta da lavoro in denim spesso, grigio scuro, che infilo sopra i vestiti o il pigiama; una maglia da marinaio dalla collezione Hamburg e un paio di stivali da neve alla caviglia blue navy. Oggetti eterni. È questa la gloria di Chanel: la capacità di durare e la praticità, a prescindere da quanto siano stravaganti o raffinati».

 

Tilda Swinton by Inez Vinoodh

Altri stilisti che la ispirano?

«Iris van Herpen. E, ovviamente, Haider Ackermann. È come un fratello per me, nonché un collaboratore prezioso. Lavoriamo insieme da vent’anni».

 

Come ha festeggiato i sessant’anni?

«Non mi sarei mai immaginata un compleanno così, perché cadeva il primo giorno di riprese del mio nuovo film con Joanna Hogg, che è la mia più vecchia amica: non nel senso che lei è vecchia, ma nel senso che ci conosciamo da quando avevamo dieci anni. Ho come sentito il rintocco di una campana. Un magnifico suono che segnava l’inizio delle riprese il giorno del mio compleanno».

 

Sono poche le persone che riescono a fare carriera lavorando principalmente con artisti queer, eppure lei ci è riuscita. È stato voluto?

capri pomellato tilda swinton by paolo roversi

«Be’, ho incontrato Derek Jarman quando avevo 24 anni. Ero appena uscita dall’università e stavo per capire che non volevo diventare una performer. Ho lavorato nel teatro sperimentale, al Traverse e all’Almeida, di cui ho ricordi molto belli. Ma sono tagliata fuori adesso – un po’ come Rip van Winkle del racconto di Irving – perché vado molto raramente a Londra. Quando sono nati i miei figli, mi sono trasferita nelle Highlands, quindi vivo isolata dal mondo. So che l’Almeida è stato trasformato in un posto funzionale, all’avanguardia, ma c’era la segatura sul pavimento quando ci lavoravo io negli anni ’80 e nei primi anni ’90. Per me, però, era un luogo fantastico».

 

Che mi dice del cinema?

«Era prima del cinema indipendente con la I maiuscola. C’erano David Lean e Merchant Ivory, oppure il British Film Institute, ed è lì che ho trovato la mia tribù. Derek Jarman, Peter Greenaway, Sally Potter, Peter Wollen. Essere queer, per me, ha a che fare con la sensibilità. Ho sempre sentito di esserlo io stessa: stavo solo cercando il mio “circo”, e l’ho trovato. È il mio mondo. Ora ho una famiglia con i registi Wes Anderson, Bong Joon-ho, Jim Jarmusch, Luca Guadagnino, Lynne Ramsay, Joanna Hogg».

TILDA SWINTON ADDORMENTATA NELLA TECA DI VETRO NELL'ATRIO DEL MOMA DI NEW YORK

 

Il suo prossimo film, The French Dispatch di Wes Anderson, uscirà più avanti quest’anno. Anticipazioni?

«Interpreto J.K.L. Berensen, la corrispondente del giornale che dà il titolo al film. Ho avuto il grande onore di lavorare con Wes e la sua allegra banda diverse volte e, come sempre, è stato un vortice di piacere, talento e genio mozzafiato. Una vecchia fabbrica di feltro riempita con una miriade di set e i loro mondi, dagli abbaini ai campi di grano, dagli aerei divisi in due ai salotti, ai vernissage eleganti. Ogni giorno ci davamo un pizzicotto per capire se fosse tutto vero. Come Wes abbia immaginato, e ottenuto, ogni dettaglio di questa visione sarà sempre un mistero per noi. È un forziere pieno di tesori meravigliosi. E non vediamo l’ora di presentarlo al mondo».

tilda swinton sandra backlund

 

Alcuni artisti emergenti che le piacciono particolarmente?

«Conosce un comico che si chiama Julio Torres?».

Adoro Julio, è un grande amico.

«È come una finestra su un mondo. Amo anche lo stilista Charles Jeffrey, e c’è un’artista francese molto interessante che si chiama Jeanne Vicerial. È straordinaria. In realtà, ho fatto un elenco perché immaginavo che mi avrebbe fatto una domanda sui giovani talenti. Poi, però, mi sono resa conto che alcuni di loro non sono proprio così giovani».

 

Non occorre che siano giovani anagraficamente.

«C’è un pittore interessante che si chiama Salman Toor. Mi imbarazza aver messo nel mio elenco Lizzo e Lady Leshurr, perché tutti li conoscono, ma forse li ho citati perché li ho conosciuti all’inizio della loro carriera. E c’è un meraviglioso regista indonesiano, chiamato Edwin – solo Edwin – che vale la pena cercare. Magari, se citiamo i loro nomi sulle pagine di questo giornale, qualche lettore potrebbe googlarli e scoprirli».

tilda swinton senza trucco agli oscar

 

Lei si cerca mai su Google? Sono curioso di sapere se è consapevole di tutti i meme in cui compare. È diventata un riferimento costante su Twitter e Instagram.

«No, no, no, no, sono una luddista assoluta. Non sono presente su nessun social media, non lo sono mai stata. Ma sono felice che la gente si diverta con queste cose».

 

Non posso credere che lei riesca a vivere completamente senza social.

«Ho altre cose da fare. So che cosa sta succedendo. È come se ci fosse una foresta in fiamme da qualche parte in fondo al giardino, e io mi concentrassi sulle mie rose».

 

Pensa che, un giorno, la scrittura che fa con il corpo si trasformerà di nuovo in scrittura sulla pagina?

«È buffo perché mi è stato chiesto di tenere il discorso in memoria di Derek Jarman al Festival Internazionale del Cinema di Edimburgo del 2002. Volevo dire di no, che non sapevo scrivere, ma poi mi sono seduta e il ghiaccio si è sciolto. E, da allora, ho scritto saggi abbastanza regolarmente. Abbiamo una tartaruga a casa ed è come il mio avatar da scrittrice: se le metti davanti una foglia di lattuga, la sua piccola testa fa capolino. Allo stesso modo la mia testa si sta avvicinando lentamente a una sceneggiatura, ma senza sforzi. Piano piano».

ralph fiennes e tilda swinton in a bigger splash

 

Ho un’ultima domanda per lei.

«Prego».

In tutte le sue avventure ha saputo mantenere uno spirito indipendente senza scendere a compromessi. Nella moda, nel cinema, nelle scelte che fa, che cosa la tiene sempre sulla retta via?

«Non ho mai avuto alcuna ambizione come artista. Può sembrare assurdo e trasgressivo, ma è un dato di fatto. Se me l’avesse chiesto quando avevo 10 o 20 anni, avrei detto che le mie uniche ambizioni erano avere una famiglia, amici che mi fanno ridere e che ridono alle mie battute, vivere nelle Highlands scozzesi, vicino al mare, con un sacco di cani e un orto. Giuro. Riuscire a realizzare i miei sogni è stata una benedizione. Tutto il resto è un di più. È zucchero a velo, fiori e candele».

gabriele ferzetti tilda swinton alba rohrwachertilda swintoncate blanchett tilda swintontilda swintontilda swinton 7tilda swinton 3tilda swinton 11tilda swinton 9tilda swintontilda swinton 4tilda swinton 5tilda swintontilda swinton 13tilda swinton 14tilda swinton 15tilda swinton 17tilda swinton 16tilda swintontilda swinton 10tilda swinton 1pedro almodovar tilda swinton distanziati a venezia la voce umana pedro almodovar tilda swinton tilda swinton e pedro almodovar con la mscherina a venezia tilda swinton pedro almodovar a venezia tilda swinton 2tilda swinton la voce umanatilda swintontilda swinton 1tilda swinton copiatilda swinton sul red carpet a venezia 2tilda swinton 3tilda swinton 1tilda swinton sul red carpet a venezia tilda swinton sul red carpet a venezia 1 tilda swinton sul red carpet a veneziatilda swinton the limits of controltilda swinton e selena gomezluka sabbat, tilda swinton e selena gomeztilda swintontilda swintondakota johnson tilda swintontilda swinton 3tilda swinton in ave cesare TILDA SWINTON E LUCA GUADAGNINOluca guadagnino tilda swintontilda swintontilda swintontilda red carpetLa papessa Tilda Swinton in una mise di Valentino pronta a miracoleggiare

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