LA CALDA PROVINCIA ITALIANA - SALUZZO SI ECCITA PER LA STORIA DEL PROFESSORE FINITO A LETTO CON LE SUE ALLIEVE

Pierangelo Sapegno per "la Stampa"

Suo figlio dice che è difficile da capire: «Vede, mio padre, quando mi spiegava Dante e leggeva il Conte Ugolino, si metteva a piangere perché non reggeva l'emozione di quei versi». Era tenero e silenzioso. Una sua allieva, Alice, ricorda che uno dei giorni più belli della sua vita fu quella volta alla gita scolastica di Firenze, «quando lui ci portò tutti in cima al Duomo e ci recitò a memoria il passo di Dante con l'Ulisse nella Divina Commedia».

Allora, nemmeno noi riusciamo a capire cos'è successo. La storia del professore di Saluzzo che sarebbe andato a letto con le sue allieve è come quei romanzi di provincia che raccontano un posto attraverso la tragedia di un uomo perbene, i suoi silenzi e la sua solitudine, quella discesa nell'abisso dell'assenza, che sta a volte soltanto nelle camminate sotto i portici di corso Italia e nella flagranza luminosa di un giorno come questo.

Anche se nessun giornale ieri ha fatto il suo nome, lo sanno tutti chi è. Ne è venuto fuori un abbraccio di solidarietà e di incredulità che si è allungato fino a Facebook, dove Sofia Camisassi scrive: «Ora, come sempre, partirà la caccia all'identità del professore e delle ragazzine coinvolte. Che schifo!». «Da un professore stimabile come lui non me lo sarei mai aspettato» (Melissa Marinangeli). «Io non riesco a crederci, e non me ne faccio una ragione» (Paola Ravazzi). «L'ho conosciuto a luglio. Mi aveva fatto un'ottima impressione. Mi sembra impossibile» (Manuela Ingaramo).

Parlano tutti così. I carabinieri che l'hanno arrestato venerdì scorso l'hanno intercettato e pedinato per mesi, a margine di un'altra indagine. Le ragazze coinvolte sarebbero due, una allieva e una ex allieva. La preside, Alessandra Tugnoli, esclude assolutamente il ricatto dei voti: «Impossibile. Ne avrei avuto sentore». Di lui - Valter Giordano, 57 anni, da 15 docente di lettere al liceo Soleri - dice che era il miglior professore che uno sperasse di avere.

Che sono le stesse cose che ripetono i suoi allievi: «Non ci insegnava soltanto. Sapeva persino capire se avevamo gli occhi tristi. Si fermava a lavorare dopo l'orario, seguiva tutti noi con dedizione, uno per uno». E' piccolo, capelli corti, l'aria dimessa. «Sembra un prete», dice la preside. E una studentessa lo descrive come una persona «fisicamente poco attraente. Uno sfigato, per capirci». Contro di lui ci sarebbero delle foto, dei filmati e un diario, in cui avrebbe tenuto conto delle sue storie.

Ma forse, come in quel libro di Kate Summerscale, «La rovina di Mrs Robinson», sarà proprio quel diario che dovrà stabilire se le cose erano realmente accadute o se erano solo fantasie letterarie. La signora Isabella Robinson annotava in quelle pagine il suo struggimento per un giovane medico e nell'Inghilterra vittoriana l'adulterio era un reato gravissimo. Ne venne fuori un processo storico, durante il quale lei tentò disperatamente di convincere anziani giudici conservatori che non era stato commesso nessun peccato.

Non sappiamo come sarà questa volta. Saluzzo sembra un paese rivoltato da questa storia, come se gli avessero incrinato delle certezze. Ma tutto questo stupore non serve a spiegare la solitudine di una sconfitta. Certo, se c'è una minorenne è reato, e basta. Suo figlio dice che forse si è solo innamorato. Ma dove finisce il sentimento e comincia il peccato?, qual è il labile confine che a volte separa la colpa dall'innocenza? Anche la Bibbia ci ripete che «tutto è vanità e tormento di spirito. E come muore il savio? Come lo stolto».

Il professore prima di essere arrestato, era finito in ospedale, forse dopo un tentativo di suicidio. «Era disperato», confessa il figlio. Un'altra sua allieva ricorda che due anni fa passò un tempo bruttissimo per la separazione dalla moglie: «Continuava a seguirci con la stessa passione, ma era depresso, triste». Eppure, anche nella sua generosità verso gli altri, alla fine doveva essere rimasto un uomo solo. Leggeva Dante con l'amore per le cose belle e non è da tutti capire le cose belle.

Forse basterebbe solo entrare nella sua casa per coglierne l'assenza di carnalità, in un rifugio tappezzato di libri che hanno il suo odore e quello di libri non spolverati, di riviste che ingialliscono, di fascicoli ammucchiati sullo scrittoio e delle sue pagine, sfornate con l'ordinata fiducia dei corpi in attesa della Resurrezione, sospesi come tutti noi tra il Paradiso e l'Inferno, che persino il pacato, gentile, generoso professore forse non ha potuto fare a meno di immaginare altro che indispensabili alla Giustizia di Dio. Ecco, qui dentro, fra questi volumi e le ombre lunghe di qualche pomeriggio, è stato intercettato e ascoltato per mesi.

Dove scriveva le sue lettere e confessava i suoi peccati, come in un rito liberatorio. Sono ricordi e storie che verranno scarnificati durante tutto il suo processo.
Toccò questo in sorte a Isabella Robinson. Però finì che l'assolsero, incredibilmente. E il marito, che l'aveva denunciata, uscì senza più un soldo, umiliato e oppresso da una moglie che, come ormai tutto il mondo sapeva, lo disprezzava. Storia vera, pure quella.

 

 

STUDENTI STUDENTESSA MUNICIPIO DI SALUZZO

Ultimi Dagoreport

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO