andrea sempio chiara poggi delitto di garlasco

"TENGO SEMPRE PRONTO UN VALIGINO. SONO INNOCENTE, MA VOGLIO ESSERE PREPARATO A OGNI EVENTUALITÀ" - ANDREA SEMPIO HA CAPITO CHE TIRA UNA BRUTTA ARIA E SOSTIENE DI ESSERE PRONTO A UN EVENTUALE ARRESTO - DOPO LA CHIUSURA DELLE INDAGINI, I SUOI AVVOCATI PROVANO A SMONTARE LE PROVE MESSE INSIEME DALLA PROCURA DI PAVIA. SECONDO I LEGALI, GLI AUDIO DEI SOLILOQUI DI SEMPIO SAREBBERO INCOMPRENSIBILI. LE PAROLE DEL PADRE SUL TICKET DEL PARCHEGGIO? "SONO SOLO IRONIA" - LE LETTERE DELLA MAMMA DI SEMPIO, DANIELA FERRARI AD ALBERTO STASI: "NON TI INSULTO, TI BASTA GUARDARTI ALLO SPECCHIO LA MATTINA"

GARLASCO, I LEGALI DI SEMPIO PREPARANO LA DIFESA: «GLI AUDIO SONO INCOMPRENSIBILI. LE PAROLE DEL PADRE SUL TICKET DEL PARCHEGGIO? SOLO IRONIA»

Estratto dell’articolo di Alba Romano per www.open.online

 

ANDREA SEMPIO

La difesa di Andrea Sempio, unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco, è al lavoro sulle contro-consulenze tecniche. Nei venti giorni previsti dopo la chiusura delle indagini, gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti puntano a smontare punto per punto gli elementi raccolti dagli inquirenti.

 

Il 38enne, amico di Marco Poggi, attraverso la sua legale aveva raccontato il clima di forte pressione che sta vivendo nelle ultime settimane: «Tengo sempre pronto un valigino. Sono innocente, ma voglio essere preparato a ogni eventualità».

 

LE PROVE CHE INCHIODEREBBERO ANDREA SEMPIO - 2

Tra le prime mosse, scrive il Corriere della Sera, una serie di esami fisici e psicologici a cui Sempio si è sottoposto a Roma, compresi test finalizzati alla ricostruzione del suo «profilo personologico», affidati alla psicologa e psicoterapeuta Valentina Marsella. Il lavoro della difesa riguarda anche gli aspetti informatici, i dati antropometrici, l’analisi delle tracce di sangue sulla scena del crimine, la cosiddetta “impronta 33” e gli esami medico-legali svolti dagli esperti della Procura.

 

Particolare attenzione è rivolta anche ai file audio (uno, due e tre) contenenti alcuni bisbigli attribuiti a Sempio, che per l’accusa avrebbero un valore quasi confessorio. «Il nostro consulente sta cercando di ripulire l’audio dei soliloqui di Andrea – ha spiegato Cataliotti – coperti da rumori di fondo che li rendono poco comprensibili».

 

Giuseppe Sempio

Al centro del confronto tra accusa e difesa c’è anche il ticket del parcheggio di Vigevano, considerato dagli investigatori un falso alibi perché, secondo la Procura, sarebbe stato fatto dalla madre dell’indagato e non da Sempio stesso. Una tesi supportata anche da alcune intercettazioni familiari. I legali, però, respingono questa interpretazione e sostengono che quelle conversazioni fossero soltanto «commenti ironici» tra i genitori del 38enne sulle ricostruzioni investigative.

 

Intervenendo ancora a Quarto Grado, Sempio ha ribadito la propria innocenza: «Non ho commesso l’omicidio, non ho ammazzato Chiara Poggi: la mia posizione è sempre quella degli inizi». Una dichiarazione che, secondo gli approfondimenti del Racis sul suo profilo comunicativo, segnerebbe una differenza rispetto al passato.

 

LO SCONTRINO DEL PARCHEGGIO DI ANDREA SEMPIO

Nelle precedenti interviste – ricorda il quotidiano – il 38enne non avrebbe mai pronunciato esplicitamente la parola «omicidio», utilizzando invece espressioni più neutre come «la vicenda» o «il caso». Sempio ha infine respinto anche le ipotesi avanzate dagli inquirenti su un possibile interesse nei confronti della vittima: «Non ho mai visto i video di Chiara, non c’è mai stato alcun interesse verso di lei».

 

GARLASCO, ECCO LE LETTERE DELLA MAMMA DI SEMPIO A STASI: «NON TI INSULTO, TI BASTA GUARDARTI ALLO SPECCHIO LA MATTINA»

Estratto dell’articolo di Alba Romano per www.open.online

 

Due lettere scritte a mano e dai toni «durissimi», oggi agli atti dell’inchiesta, scritte da Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio, e indirizzate ad Alberto Stasi mentre era già in carcere per il delitto di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco. La prima è datata 16 dicembre 2018, la seconda 31 gennaio 2019. Il contenuto è stato mostrato ieri durante Ore 14 Sera, condotto da Milo Infante su Rai 2, e in un servizio del TG1.

GIUSEPPE SEMPIO DANIELA FERRARI

 

Nella prima missiva la donna racconta di aver lavorato come vigilante penitenziaria nel carcere di Voghera, dove – a suo dire – in molte celle c’era un cartello con scritto «con i soldi e l’amicizia lo metti in c… alla giustizia». «Quanto è vero – scrive -. La mia famiglia pagherà per anni per qualcosa di ingiusto, mio figlio è innocente. Ci siamo riempiti di debiti per pagare gli avvocati, ci avete rovinati».

 

Nella seconda lettera, Ferrari scrive di non aver ricevuto risposta alla precedente comunicazione e afferma che questo, a suo dire, confermerebbe la correttezza della condanna inflitta a Stasi. «Ti ho scritto una lettera più di un mese fa alla quale come supponevo non ho avuto risposta però mi ha confermato che la giustizia italiana con te non ha sbagliato – ha scritto Ferrari a Stasi -.

 

Stai tranquillo, non ho intenzione di insultarti, ti basta guardarti allo specchio la mattina. Auguro solo a te e a tutti quelli che hanno fatto male alla mia famiglia e a mio figlio Andrea che Dio o il destino o la vita (chiamalo come vuoi) vi riservi né più né meno di ciò che vi siete meritati». [...]

LE PROVE CHE INCHIODEREBBERO ANDREA SEMPIO - 1Daniela Ferrari la madre di andrea sempioANDREA SEMPIO A ROMADaniela Ferrari la madre di andrea sempioCHIARA POGGI ALBERTO STASI

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