2020divanogiusti0411 emanuelle in america laura gemser

IL DIVANO DEI GIUSTI – SE NON CE LA FATE PIÙ A SENTIR PARLARE DI TRUMP E BIDEN, AVVISO CHE STASERA SU CINE 34 ALLE 22, 50, ARRIVA “EMANUELLE IN AMERICA”, TERZO FILM DELLA SERIE DELLA EMANUELLE, IL SECONDO DIRETTO DAL MAESTRO DEL PORNO JOE D’AMATO – LA NOSTRA EMANUELLE, QUESTA LA STORIA, INCONTRA UN GIOVANE ECOLOGISTA NEVROTICO CHE CALMA CON IL “METODO EMANUELLE”, CIOÈ UNA MEGAPOMPA, FUNZIONA SEMPRE – VIDEO

 

 

Marco Giusti per Dagospia

 

emanuelle in america 1

State ancora vedendo Mentana su La7? O Giovanna Botteri sul tg3? O la Maglie che dilaga sulle rete sovraniste? Probabile. Se avete un attimo, se non ce la fate più a sentir parlare di Trump e Biden, avviso che stasera su Cine 34 alle 22, 50, arriva “Emanuelle in America”, terzo film della serie della Emanuelle, una emme sola, di Laura Gemser, ma il secondo diretto dal nostro maestro del porno Joe D’Amato, ancora scritto da Maria Pia Fusco e da Piero Vivarelli, e tra i primissimi a inserire scene hard sullo schermo, addirittura con Marina Frajese, che debutta così nel genere.

emanuelle in america 6

 

Assieme a Laura Gemser ci sono Gabriele Tinti, Roger Browne, celebre 007 all’italiana che torna a fare la spia, Riccardo Salvino, la bellissima Lorraine De Selle e la star del cinema erotico Paola Senatore.

 

Come ho detto è però il primo film dove Joe D’Amato, osa inserire, sembra solo per l’estero, ben quattro vere scene hard con Marina Frajese e Rick Martino (Grattarola, storico dell’hard scrive fellatio+coito). Ripeterà l’operazione due anni dopo, nel 1979, con “Immagini di un convento”, sempre con la Frajese in versione hard, che vidi personalmente in sala nel celebre Teatro Filodrammatico di Trieste.

emanuelle in america

 

E ne rimasi davvero sbigottito. La nostra Emanuelle, questa la storia, fa la fotoreporter scandalistica in giro per il mondo, da Venezia ai Caraibi. Incontra così un giovane ecologista nevrotico che calma con il “metodo Emanuelle”, cioè una megapompa, funziona sempre, poi un miliardario collezionista di donne alla Trump, quindi finisce in un harem, in un bordello per sole donne e infine in mezzo a un’orgia in quel di Villa Medici a Roma.

 

Mi raccontò un artista romano, che faceva da arredatore sul film, che i dirigenti di Villa Medici, la gloriosa Académie de France, non sapevano minimamente che stessero girando un porno e Joe D’Amato si scatenò in quella che è la scena più di culto del film, secondo il mio amico assolutamente hard, che certo non vedrete per intero nella copiazza supertagliata di Cine 34.

 

emanuelle in america 4

Per Joe D’Amato la scena hard di Marina Frajese, che si vide sicuramente in Germania e in Francia, è probabilmente la prima di tutto il nostro cinema a luci rosse. Lui non sapeva ancora chi fosse Marina Frajese, che aveva esordito nel cinema italiano con “Donna cosa si fa per te” di Giuliano Biagetti e finirà poi come streghette porno in “La pretora” di Lucio Fulci e in questo primo set hard.

 

vacanze per un massacro 13

Nel finale c’è anche un finto “snuff” movie, con dei guerriglieri che torturano le donne, ma è tutto costruito da Giannetto De Rossi, il mago degli effetti prospettici di “Zombi 2”. Da noi il film venne massacrato dalla censura, ritenuto “offensivo del comune senso del pudore e privo di valori artistici” (ma va?) dal Tribunale di Avellino.

 

amori che non sanno stare al mondo 1

Paola Senatore, che scivolerà poi nell’hard, venne multata con tre mesi di reclusione e 400 mila lire di multa. Alternative a “Emanuelle in America” possono essere, su Rai Movie alle 23, 10, la commedia romantica e molto fluida “Amori che non sanno stare al mondo” di Francesca Comencini con Lucia Mascino, e, soprattutto, il più stracult e erotichello “Vacanze per un massacro”, Cielo 23, 15, diretto da Fernando Di Leo con Joe Dallesandro drogatissimo, la strepitosa Lorraine De Selle, che aveva un ruolino in Emanuelle, e GiannI Macchia. E’ un piccolo, folle thriller con risvolti sadici-erotici girato in dodici giorni e uscito in piena estate con distribuzione minima.

 

 

vacanze per un massacro

Mi ricordo di averlo visto in quel di Torino, in una sala supervuota. ”Quello fu un film di convenzione”, diceva Di Leo, “lo girai per aiutare un amico produttore in gravi condizioni economiche, il copione era di un altro regista [Mario Gariazzo], che però la distribuzione non gradiva, ma che avrebbe accettato se lo avessi filmato io”. La storia è piuttosto semplice, con una coppia di piccolo borghesi orrendi che si ritrovano nella loro casa di campagna un evaso violento e strafatto che ha lasciato lì, anni prima, il bottino di un colpo.

 

femina ridens 3

Come entra in scena Little Joe, allora ancora una star wahroliana, c’è chi se lo vuole fare, Lorraine De Selle, e chi invece lo vuole accoppare per prendersi il malloppo. Stupri e fucilate a volontà. Ricordo che mi impressionò molto la carica erotica e violenta che Di Leo riusciva con pochi mezzi a far uscire da questo piccolo film e da un cast così poco controllabile.

 

Ma è proprio grazie a Little Joe, a Lorraine de Selle, alla meteora Patricia Behn, fidanzata di uno che aveva messo soldi nel film e mai più vista, al folle Gianni Macchia, il thriller funzionava perfettamente. Se volete, su Cielo all’1 in punta, parte un erotico con pretese, un po’ risibile ma di gran culto come “Femina Ridens” scritto e girato da Piero Schivazappa nel 1969 con Philippe Leroy, la divina Dagmar Lassander e Lorenza Guerrieri.

 

femina ridens 1

Primo film italiano di Dagmar, che veniva dallo scandaloso “Andrée”, film erotico svizzero addirittura bruciato dai censori italiani. In questo “Femina Ridens”, Philippe Leroy è scocciato di testa e pensa che le donne vogliano ucciderlo dopo che hanno fatto l’amore con lui. Finge così di torturarle o ucciderle per vendicarsi.

 

dagmar lassander femina ridens

Poi incontra la fatalona Mary, Dagmar Lassander, che non solo starà al suo gioco, ma finirà per dominarlo completamente eliminandolo, in quanto maschio, come una mantide. Molto amato dalla stessa Dagmar (“raffinato, molto elegante”). E con delle folli scenografie “vaginali” che dominano continuamente la scena, sculture di Niki De Saint Phalle, Claude Jaubert, ecc. Quello che ci vuole per digerire queste elezioni americane. Mentana starà ancora parlando?

vacanze per un massacro 3laura gemser emanuelle neravacanze per un massacro 4amori che non sanno stare al mondoemanuelle nerafemina ridens 2

Ultimi Dagoreport

peter thiel donald trump

SE SIETE CURIOSI DI SAPERE DOVRÀ ANDRÀ A PARARE IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA TRUMPIANA, È INTERESSANTE SEGUIRE LE MOSSE DELLA SUA ‘’EMINENZA NERA’’, IL MILIARDARIO PETER THIEL - PUR NON COMPARENDO MAI IN PUBBLICO, ATTRAVERSO PALANTIR TECHNOLOGIES, UNO TRA I POCHI COLOSSI HI-TECH CHE COLLABORA CON LE AGENZIE MILITARI E DI INTELLIGENCE USA, THIEL HA CREATO UNA VERA E PROPRIA INFRASTRUTTURA DI POTERE CHE NON SOLO SOSTIENE IL TRUMPONE, MA CONTRIBUISCE A DEFINIRNE L’IDENTITÀ, LE PRIORITÀ E LA DIREZIONE FUTURA - LA SVOLTA AUTORITARIA DI TRUMP, CHE IN SEI MESI DI PRESIDENZA HA CAPOVOLTO I PARADIGMI DELLO STATO DI DIRITTO, HA LE SUE RADICI IN UN SAGGIO IN CUI THIEL SOSTIENE APERTAMENTE CHE ‘’LIBERTÀ E DEMOCRAZIA SONO INCOMPATIBILI’’ PERCHÉ IL POTERE SI COLLOCA “OLTRE LA LEGGE” – OLTRE A INTERMINABILI TELEFONATE CON L'IDIOTA DELLA CASA BIANCA, THIEL GODE DI OTTIMI RAPPORTI CON LA POTENTE CAPOGABINETTO DEL PRESIDENTE, SUSIE WILES, E COL SEGRETARIO AL TESORO, SCOTT BESSENT, CON CUI ORDISCE LE TRAME ECONOMICHE - SE MEZZO MONDO È FINITO A GAMBE ALL’ARIA, IL FUTURO DELLA MENTE STRATEGICA DEL TRUMPISMO SEMBRA TINTO DI “VERDONI”: LE AZIONI DI PALANTIR SONO QUINTUPLICATE NEGLI ULTIMI 12 MESI, E NON SOLO GRAZIE ALLE COMMESSE DI STATO MA ANCHE PER GLI STRETTI INTERESSI CON L’INTELLIGENCE ISRAELIANA (UNO DEI MOTIVI PER CUI TRUMP NON ROMPE CON NETANYAHU...)

roberto vannacci matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - C’ERA UNA VOLTA LA LEGA DI SALVINI - GETTATO ALLE ORTICHE CIÒ CHE RESTAVA DEI TEMI PIÙ IDENTITARI DEL CARROCCIO, DECISO A RIFONDARLO NEL PARTITO NAZIONALE DELLA DESTRA, SENZA ACCORGERSI CHE LO SPAZIO ERA GIÀ OCCUPATO DALLE FALANGI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA, HA PERSO IL LUME DELLA RAGIONE: UNA FURIA ICONOCLASTA DI NAZIONALISMO, SOVRANISMO, IMPREGNATA DI RAZZISMO, XENOFOBIA, MASCHILISMO E VIOLENZA VERBALE - SECONDO I CALCOLI DEI SONDAGGISTI OGGI QUASI LA METÀ DEI CONSENSI DELLA LEGA (8,8%) APPARTIENE AI CAMERATI DEL GENERALISSIMO VANNACCI CHE MICA SI ACCONTENTA DI ESSERE NOMINATO VICESEGRETARIO DEL CARROCCIO: CONSAPEVOLE CHE L’ELETTORATO DI ESTREMA DESTRA, AL SURROGATO, PREFERISCE L’ORIGINALE, SI È TRASFORMATO NEL VERO AVVERSARIO ALLA LEADERSHIP DEL CAPITONE, GIÀ CAPITANO - OGGI SALVINI, STRETTO TRA L’INCUDINE DELL'EX GENERALE DELLA FOLGORE E IL MARTELLO DI MELONI, È UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSISSIMO, CAPACE DI TUTTO, ANCHE DI GETTARE IL BAMBINO CON L'ACQUA SPORCA...

giorgia meloni nicola fratoianni giuseppe conte elly schlein matteo ricci

DAGOREPORT – BUONE NOTIZIE! IL PRIMO SONDAGGIO SULLO STATO DI SALUTE DEI PARTITI, EFFETTUATO DOPO LA SETTIMANA DI FERRAGOSTO, REGISTRA UN CALO DI 6 PUNTI PER FRATELLI D'ITALIA RISPETTO ALLE EUROPEE 2024 (IL PARTITO DELLA MELONI, DAL 29% PASSEREBBE AL 23) - A PESARE È LA SITUAZIONE ECONOMICA DEL PAESE, DALLA PRODUTTIVITÀ CALANTE DELLE IMPRESE A UN POTERE D’ACQUISTO AZZERATO DAI SALARI DA FAME - IL TEST DELLE REGIONALI D’AUTUNNO, CHE CHIAMA ALLE URNE 17 MILIONI DI CITTADINI,   POTREBBE DIVENTARE UN SEGNALE D'ALLARME, SE NON LA PRIMA SCONFITTA DELL’ARMATA BRANCAMELONI - A PARTIRE DALLE PERDITA DELLE MARCHE: IL GOVERNATORE RICANDIDATO DI FDI, FRANCESCO ACQUAROLI, È SOTTO DI DUE PUNTI RISPETTO AL CANDIDATO DEL CAMPOLARGO, IL PIDDINO MATTEO RICCI - LA POSSIBILITÀ DI UN 4-1 PER IL CENTROSINISTRA ALLE REGIONALI, MESSO INSIEME ALLA PERDITA DI CONSENSI ALL'INTERNO DELL'ELETTORATO DI FDI, MANDEREBBE IN ORBITA GLI OTOLITI DELLA DUCETTA. NEL CONTEMPO, DAREBBE UN GROSSO SUSSULTO AI PARTITI DI OPPOSIZIONE, SPINGENDOLI AD ALLEARSI PER LE POLITICHE 2027. E MAGARI FRA DUE ANNI LA "GIORGIA DEI DUE MONDI" SARÀ RICORDATA SOLO COME UN INCUBO...

meloni giorgetti fazzolari caltagirone nagel donnet orcel castagna

DAGOREPORT - GENERALI, MEDIOBANCA, MPS, BPM: NESSUN GOVERNO HA MAI AVUTO UN POTERE SIMILE SUL SISTEMA FINANZIARIO ITALIANO - MA LA VITTORIA DI OGGI DEI CALTA-MELONI PUÒ DIVENTARE LA SCONFITTA DI DOMANI: “SENZA UN AZIONARIATO DI CONTROLLO STABILE IN GENERALI, NON BASTERÀ LA SBILENCA CONQUISTA DI MEDIOBANCA PER METTERE AL SICURO LA GESTIONE DEL RICCO RISPARMIO ITALIANO (800 MLD) CHE TUTTI VORREBBERO RAZZIARE” - L’ULTIMA, DISPERATA, SPERANZA DI NAGEL GIACE TRA I FALDONI DELLA PROCURA DI MILANO PER L'INCHIESTA SULLA TORBIDA VENDITA DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL MEF A CALTA-MILLERI-BPM – UNA SGRADITA SORPRESA POTREBBE ARRIVARE DAGLI 8 EREDI DEL VECCHIO - PIAZZA AFFARI? SI È FATTA GLI AFFARI SUOI: METTERSI CONTRO PALAZZO CHIGI PUÒ NUOCERE ALLA SALUTE DI UNICREDIT, BENETTON, MEDIOLANUM, FERRERO, LUCCHINI, UNIPOL, ENTI PREVIDENZIALI, ETC. – L’ERRORE DI NAGEL E GLI ''ORRORI'' DI DONNET: DA NATIXIS AL NO ALLO SCAMBIO DELLA QUOTA MEDIOBANCA CON BANCA GENERALI…

donald trump vladimir putin giorgia meloni

DAGOREPORT - IL VERTICE DELLA CASA BIANCA È STATO IL PIÙ  SURREALE E “MALATO” DELLA STORIA POLITICA INTERNAZIONALE, CON I LEADER EUROPEI E ZELENSKY IN GINOCCHIO DA TRUMP PER CONVINCERLO A NON ABBANDONARE L’UCRAINA – LA REGIA TRUMPIANA: MELONI ALLA SINISTRA DEL "PADRINO", NEL RUOLO DI “PON-PON GIRL”, E MACRON, NEMICO NUMERO UNO, A DESTRA. MERZ, STARMER E URSULA, SBATTUTI AI MARGINI – IL COLMO?QUANDO TRUMP È SCOMPARSO PER 40-MINUTI-40 PER “AGGIORNARE” PUTIN ED È TORNATO RIMANGIANDOSI IL CESSATE IL FUOCO (MEJO LA TRATTATIVA PER LA PACE, COSÌ I RUSSI CONTINUANO A BOMBARDARE E AVANZARE) – QUANDO MERZ HA PROVATO A INSISTERE SULLA TREGUA, CI HA PENSATO LA TRUMPISTA DELLA GARBATELLA A “COMMENTARE” CON OCCHI SPACCANTI E ROTEANTI: MA COME SI PERMETTE ST'IMBECILLE DI CONTRADDIRE "THE GREAT DONALD"? - CILIEGINA SULLA TORTA MARCIA DELLA CASA BIANCA: È STATA PROPRIO LA TRUMPETTA, CHE SE NE FOTTE DELLE REGOLE DEMOCRATICHE, A SUGGERIRE ALL'IDIOTA IN CHIEF DI EVITARE LE DOMANDE DEI GIORNALISTI... - VIDEO

francesco milleri gaetano caltagrino christine lagarde alberto nagel mediobanca

TRA FRANCO E FRANCO(FORTE), C'E' DI MEZZO MPS - SECONDO "LA STAMPA", SULLE AMBIZIONI DI CALTAGIRONE E MILLERI DI CONTROLLARE BANCHE E ASSICURAZIONI PESA L’INCOGNITA DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA - CERTO, PUR AVENDO IL 30% DI MEDIOBANCA, I DUE IMPRENDITORI NON POSSONO DECIDERE LA GOVERNANCE PERCHÉ NON HANNO REQUISITI DETTATI DALLA BCE (UNO FA OCCHIALI, L'ALTRO CEMENTO) - "LA STAMPA"  DIMENTICA, AHINOI!, LA PRESENZA DELLA BANCA SENESE, CHE I REQUISITI BCE LI HA TUTTI (E IL CEO DI MPS, LOVAGLIO, E' NELLE MANI DELLA COMPAGNIA CALTA-MELONI) - COSA SUCCEDERÀ IN CASO DI CONQUISTA DI MEDIOBANCA E DI GENERALI? LOR SIGNORI INDICHERANNO A LOVAGLIO DI NOMINARE SUBITO IL SOSTITUTO DI NAGEL (FABRIZIO PALERMO?), MENTRE TERRANNO DONNET FINO ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI...