AHI! TECH - UN’AVVENTURA DIFFICILE DA DIMENTICARE: “REMEMBER ME”, QUANDO IL POTERE NON LEGGE LE EMAIL, MA I RICORDI

A cura di Andrea Andrei per Dagospia
(Twitter: @andreaandrei_ )

Il problema degli action game di pubblicazione giapponese è che spesso tendono a cedere alla tentazione irresistibile di cadere nei soliti cliché, fatti di mostri putridi dalle mille zampe e molteplici teste, cosa che poi finisce per andare a discapito della trama e dell'atmosfera, anche se ben rese e congegnate.

Ma anche se oggi trattiamo un titolo pubblicato da Capcom (quella di Resident Evil, per intenderci, che detiene il record di mostri schifosi), è da subito chiaro che ci troviamo di fronte a un'eccezione. Sarà soprattutto perché questo "Remember me", uscito lo scorso 7 giugno per Xbox 360, PlayStation 3 e PC, è stato sviluppato da una software house francese, Dotnod, finora sconosciuta al grande pubblico ma che promette davvero bene.

Si tratta di un action game che mischia vari elementi, fra cui continue sessioni di combattimenti corpo a corpo ad alto tasso di spettacolarità, ben intervallati da sequenze in cui il personaggio principale si arrampica agilmente e salta da una sporgenza all'altra.

È semplice notare una quantomeno vaga somiglianza con "Mirror's edge", titolo ultra-celebrato dell'ormai lontano 2008. Anche in "Remember me" la protagonista è una giovane donna, Nilin (che fra le altre cose ha un taglio di capelli che ricorda abbastanza quello di Faith Connors, l'eroina di Mirror's Edge), la quale appartiene all'invisibile esercito dei dissidenti (qui chiamati "Erroristi") che lottano contro gli abusi del potere che vuole controllare tutto e tutti.

Anche qui c'è una città in stile futurista, anche se al posto delle atmosfere fredde e ipertecnologiche di Mirror's Edge qui troviamo delle ambientazioni molto più dark e decadenti. E poi la differenza più evidente sta nel fatto che in "Remember me" la prospettiva è in terza persona, cosa che permette non solo di concentrarsi sulle azioni del personaggio, ma anche di godersi per bene tutto quello che gli ruota attorno.

LA TRAMA
La trama in "Remember me" ha un'importanza fondamentale. La storia è ambientata a Neo-Parigi, nel 2084. Il mondo è tecnologicamente molto più avanzato, ma non per questo più felice, anzi. Perché la scienza si è spinta talmente in là che lo spettro del "grande fratello" orwelliano si è trasformato in qualcosa di peggio. Ora non sono più i dati personali o la privacy delle persone ad essere in pericolo, ma quello che di più intimo possa esserci, ancor più della stessa libertà: i ricordi.

Un'azienda priva di scrupoli chiamata "Memorize" ha infatti prodotto un dispositivo neurale, il Sensen, che non solo dà la possibilità alle persone di visualizzare informazioni e avvisi di ogni sorta in formato digitale (un po' come se avessero dei Google Glass incorporati), ma anche di poter manipolare i propri ricordi, così da eliminare i più brutti e acquisirne di più felici.

Ecco allora che i ricordi si possono vendere e comprare, e addirittura diventano una merce di scambio. Quelli belli sono sempre più rari, e la gente non può più farne a meno. Diventano una droga dalla quale è quasi impossibile fuggire. Nel giro di poco tempo, il mondo intero diventa schiavo della propria memoria e di chi è in grado di gestirla, cioè la Memorize. Con il risultato che a salvarsi dalla follia sono solo i più ricchi, blindati nel quartiere di Saint Michel, mentre tutti gli altri vivono in una sconfinata periferia fatta di sporcizia, decadimento e popolata da tossici, i cosiddetti "Leaper", esseri ormai trasfigurati e resi schiavi del potere.

Per stroncare sul nascere eventuali rivolte, il governo usa il pugno duro nei bassifondi, dando la caccia a chi, come la protagonista, è considerato un pericolo pubblico. Manco a dirlo, queste persone, una volta arrestate, vengono "svuotate" della propria memoria e rese così inoffensive.

È proprio questo che sta per accadere a Nilin appena il gioco ha inizio. La ragazza perderà però solo una parte dei propri ricordi e riuscirà a salvarsi dall'oblio. Il giocatore vive così tutte le scoperte attraverso di lei, che si muove nelle strade di Neo-Parigi come se fosse la prima volta. Nilin scopre presto di essere un elemento di punta degli "Erroristi", i dissidenti che combattono contro il potere della Memorize, guidati da un personaggio, Edge, che seguirà e aiuterà la ragazza nelle sue missioni. Nilin scopre anche di possedere un potere molto raro, e cioè quello di manipolare la memoria altrui.

La cosa forse più bella di questo titolo è la straordinaria capacità di riuscire a mischiare delle atmosfere che a volte sfociano quasi nel survival horror con una poeticità che accompagna tutte le fasi del gioco. In questo aiuta molto anche la colonna sonora, bellissima, e le riflessioni della stessa protagonista.

Ci sono alcune sequenze infatti in cui Nilin si interroga in assoluta solitudine su quella vita che per lei era sempre stata la normalità nonché l'unica alternativa da seguire e che invece ora le sembra tanto assurda. Una vita di cui non riesce più a ignorare anche i lati più bui e controversi. Questi monologhi esistenziali si potrebbero definire quasi shakespeariani, considerato anche il linguaggio forbito utilizzato dalla protagonista. Roba da brividi, insomma.

IL GAMEPLAY
Come abbiamo detto prima, il gioco si basa essenzialmente su combattimenti e arrampicamenti vari. Intendiamoci, niente che si possa disdegnare in qualsiasi action game che si rispetti. Ma è proprio qui che ci si accorge dello "zampino" giapponese. I combattimenti sono affidati a quel genere di combo modificabili che tanto piacciono agli smanettoni dei picchiaduro e che spesso diventano parecchio complesse.

E il cliché dello schema composto da quadri e livelli che non ha mai abbandonato i videogiochi nipponici qui è religiosamente rispettato. Con tanto di "mostro" alla fine di ogni livello, chiaramente.

Semmai il vero problema sta nel fatto che c'è davvero poco spazio per l'esplorazione. I percorsi, salvo sporadiche deviazioni che vengono premiate con i oggetti bonus, sono obbligati.


Tutto sommato poco male, visto che al contrario le ambientazioni di gioco e i panorami sono da togliere il fiato. Anche se detto così può sembrare strano, l'idea di trasformare la bellissima e romantica Parigi in una distesa di baracche maleodoranti e di pezzi di metallo sparsi ovunque è un vero colpo di genio.

Per chi conosce Parigi anche solo superficialmente, aggirarsi in quelle strade malfamate, girare l'angolo e trovarsi di fronte a le Sacre Coeur di Montmartre fa stringere il cuore. In un attimo si capisce che "Remember me", anche se probabilmente sottovalutato, è un videogioco di grande valore. Perché fa esattamente quello che qualsiasi videogame dovrebbe fare: trasportare il giocatore in un altro mondo, coinvolgerlo, farlo sentire davvero parte di una storia.

Una storia che è distante da lui, ma non troppo. In un mondo che non è popolato di mostri con dieci teste, ma da esseri umani. Perché, in un modo o nell'altro, l'umanità ha dentro di sé tutto quello di cui c'è bisogno per avere paura. Ma anche se siamo in grado di trasformare i nostri sogni in incubi, dietro l'angolo c'è sempre una torre Eiffel che ci aspetta, bella come ce la ricorderemo sempre.

 

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