rodolfo parisi franco rapetti beppe piroddi e gigi rizzi

BEPPE PIRODDI, PUNTO DI RIFERIMENTO FORTISSIMO PER TRAPANATORI E "AMATEUR" – AMORI E BOLLORI DELL'ULTIMO DEI 4 MOSCHIETTIERI (CON GIGI RIZZI, RAPETTI, PARISI) CHE TENNERO ALTO IL PENNONE DELLA BANDIERA ITALIANA SULLA COSTA AZZURRA, SCOMPARSO A 82 ANNI A GENOVA – "IL SEGRETO DEL SUCCESSO CON LE DONNE? LE TRATTO MOLTO BENE. NON TIRO MAI FUORI UN SOLDO? APPUNTO!" - LE CORNA A ODILE RODIN E A JACQUELINE BISSET, IL RICORDO DI CAIRO E ALAIN DELON CHE GLI CONSIGLIO' DI COMPRARSI UNA PISTOLA QUANDO...

Candida Morvillo per il “Corriere della Sera”

 

RODOLFO PARISI FRANCO RAPETTI BEPPE PIRODDI E GIGI RIZZI

 

Il termine «playboy» non gli piaceva. Beppe Piroddi, morto venerdì scorso a 82 anni, diceva che, tradotto alla lettera, stava per «ragazzo che gioca» e, quindi, poco serio. Lui aveva scelto per sé la parola «amateur», intesa come «colui che ama». Fra gli anni 60 e 80, lo s' incontrava a cena con Aristotele Onassis o Adnan Kashoggi, con Alain Delon o Marlon Brando e con donne bellissime, Jane Fonda, Maria Schneider...

BEPPE PIRODDI COVER

 

Una sera, a Saint Tropez, il miliardario Gunter Sachs, torvo perché era appena stato piantato da Brigitte Bardot, gli chiese: ma tu perché hai così successo con le donne? E lui: perché le tratto molto bene.

 

Al che, Sachs, sprezzante, sibilò: ma se non tiri mai fuori un soldo. E Piroddi: appunto!

Questo scambio di battute è nell'Amateur , l'autobiografia curata da Gigi Moncalvo ed edita da Mursia nel 2007, e dà il senso di innumerevoli passioni, avventure o relazioni clandestine i cui nomi e cognomi Beppe porta nella tomba, da gentiluomo, citando solo le donne che furono sue fidanzate ufficiali, come le attrici Odile Rodin e Jacqueline Bisset.

 

RIZZI BARDOT PIRODDI

Era nato a Genova nel 1940, figlio del medico che inventò la dieta Mediterranea. La sua villa era vicina a quella di Gigi Rizzi, il tipo che soffiò B.B. a Gunter Sachs. Beppe e Gigi erano il primo nucleo dei cosiddetti «quattro moschettieri», o «quattro dell'apocalisse», ragazzi irresistibili che inclusero Franco Rapetti e Rodolfo Parisi.

 

In principio, al volante di una Citroen DS nelle località di vacanza liguri, Beppe conquistava le turiste e le mogli in villeggiatura desiderose di distrazioni. Zazzera nera, occhi penetranti, lineamenti perfetti, modi eleganti, presto sarebbe passato alle gite in motoscafo in Costa Smeralda con Ira von Furstenberg, alle cene al san Lorenzo di Londra con Roman Polanski e George Harrison, alle sbronze alla Mandrague di Brigitte Bardot.

ODILE RODIN BEPPE PIRODDI BRIGITTE BARDOT

 

Girava con la Bentley bianca ottenuta in cambio di una comune Lancia dall'attore Jean Quarrier, affascinato dal fatto che l'auto italiana avesse la guida a sinistra. Le foto di una vita lo ritraggono via via accanto a Omar Sharif, ai giovani Luca di Montezemolo o Gianmarco Moratti, a Christina Onassis, a Marina Doria, a Claudia Schiffer. Conosceva tutti e tutti conoscevano lui.

 

Comprò il motoscafo da Susanna Agnelli. Fece un viaggio in camper in California con Vittorio Emanuele di Savoia e, rimasti in panne, fu il mancato re a riparare il cambio. Presentò lui Stefano Casiraghi a Caroline di Monaco.

 

BEPPE PIRODDI

Ha fondato locali notturni che hanno fatto epoca, a Milano, il Number One e poi il Caffè Roma, replicati poi a Londra e in altre capitali della mondanità. Urbano Cairo, oggi editore di Rcs e del Corriere , se lo ricorda a fine anni 80 al Caffè Roma di Milano: «Lavoravo dalle nove del mattino a mezzanotte, poi facevo una capatina lì. Era simpatico e aveva un tratto romantico. Diceva: ho fatto tutto mai per gioco, ma sempre per amore.

E non l'ho mai sentito vantarsi delle sue conquiste».

 

Quando un mafioso gli chiese il pizzo, Piroddi convocò Alain Delon per chiedergli consiglio: il divo si faceva vanto di una certa competenza, in virtù dei film interpretati.

Alain sentenziò: non devi pagare. Spiegò come e dove comprare una pistola. Gli consigliò di invitare il mafioso in ufficio per contattare il prezzo. Spiegò che, udendo la cifra, doveva tirare fuori l'arma e pam pam pam, scaricarla per terra. Assicurò che i cattivi non sarebbero più tornati.

 

Bepé preferì rivolgersi alla polizia e fece arrestare i malviventi.

 

BEPPE PIRODDI 1

L'accesso decisivo al bel mondo si deve a una donna, Odile Rodin, moglie dell'ambasciatore Porfirio Rubirosa, che aveva avuto storie con Zsa Zsa Gabor, Joan Crawford, Jane Mansfield, Marilyn Monroe, Evita Perón. S' incontrarono nel '63 al Chatham, il night più «in» di Torino.

 

Odile gli sembrò ancora più bella di come appariva nelle cronache mondane. Rubirosa era ubriaco e non si accorse di quanto accadeva sotto i suoi occhi. Odile ribattezzò Beppe alla francese: Be-pé, e così l'avrebbe sempre chiamato negli anni in cui si amarono. Ballarono un twist, un hully gully, un lento, poi, lei gli disse: vado a New York senza Ruby. Vieni? Furono tre giorni indimenticabili. Uno dei tre lei sparì, poi, gli confessò d'aver raggiunto in segreto il presidente John Kennedy. Si lasciarono.

BEPPE PIRODDI

 

Si ritrovarono nel '67, quando ormai Rubirosa si era schiantato in Ferrari, ubriaco, lasciando Odile vedova con un castello a Marnes-La-Coquette, vicino a Parigi, dove Bepé avrebbe ricevuto da Paul Getty a Jackie Kennedy. Nel'68, il settimanale Newsweek scelse la foto di Bepé e Odile travestiti da Antonio e Cleopatra per illustrare una festa in maschera dei Rothschild, incoronandoli come i più ammirati.

 

Poi, lei, stufa dei suoi tradimenti lo lasciò per Warren Beatty. Mentre Jacqueline Bisset, altro suo grande amore, stufa per lo stesso motivo, se ne andrà con un ex di Brigitte Bardot. Piroddi incontrò, alla fine, Kirsten Gille, modella, provetta amazzone, figlia di un ambasciatore Onu, capace di scenate di gelosia di cui parlava tutto il jet set e con la quale divise trent' anni d'amore. Con lui se ne va un protagonista della nostra Dolce Vita.

beppe piroddiGigi Rizzi con Brigitte Bardot Beppe Piroddi e Odile Rodin in una delle notti scatenate a Saint Tropez BEPPE PIRODDI 5

Ultimi Dagoreport

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE LE SUE CERTEZZE: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI NIGEL FARAGE A LONDRA È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…