ALL’ARMI, SIAM FAZISTI - BUTTAFUOCO: “INVECE CHE DA ABBADO FAZIO PROVI A FARSI SPIEGARE LA MUSICA DA ISOTTA E IN STUDIO ARRIVEREBBERO LE VALCHIRIE. MA FAZIO NON SA NEMMENO CHI È PAOLO ISOTTA”…

Pietrangelo Buttafuoco per "Il Foglio"
E' la terza rete della Rai, Rai3, però è la prima quanto a imprinting d'azienda. Il passato di Rai3, infatti, è da canone e non nel senso del bollettino postale ma in quanto precetto e regola di quella scienza semplice e paracula qual è "il servizio pubblico".

Tutto quello che va su Rai3, è quello che c'era. Da venti anni, circa, la rete macina "Chi l'ha visto?" mentre da sedici galoppa il cavallo di ritorno di "Un posto al sole". L'altra innovazione che viene da lontano è "Ballarò", quindi la fascia della mattina - da "Agorà" a "Elisir" - poi ancora "Geo" e, infine (al di là degli esperimenti di Andrea Vianello, il nuovo direttore), il più che collaudato "Che tempo che fa", la più importante vetrina del potere culturale.

E' la terza, dunque, ma è la prima per potenza di fuoco anche se lavora col minimo di budget. E siccome la Rai è come l'acqua pubblica bisogna pur dirlo che oggi - più di ieri, senza più i suoi Sandro Curzi e gli Angelo Guglielmi - quello della prima serata di Rai3 è un rubinetto mirato, sempre a secco per chi è fuori dalla cerchia di potere. E' un'estetica tutta da se la canta, se la suona e se la guarda quella di Rai3.

E non è vero, come ha detto il dg Luigi Gubitosi, che Fabio Fazio "garantisce un'informazione trasparente, seria e di altissima qualità invitando tutte le componenti della società". Non è vero perché quello di Fazio è il posto più in assoluto appaltato all'ideologicamente corretto dove mai ha trovato spazio l'altra Italia, altrettanto di qualità e forse molto di più.

Non vale l'obiezione di aver avuto ospite Renato Brunetta perché i politici se li devono ciucciare col bilancino e quelli di centrodestra, poi, poco calano con la qualità e pure con l'altra Italia.

Ci vuole fior di coraggio a dare il microfono a uno come Paolo Isotta. Provasse, Fazio, a farsi spiegare da lui la musica, invece che dal senatore Claudio Abbado, ci provasse: altro che le hostess della Endemol, nel celeste lindore dello studio arriverebbero le Valchirie e sarebbe finalmente un bis di puro genio dopo il remoto apparire di Carmelo Bene a "Domenica In", al tempo di Corrado. Ma il guaio vero è che Fabio Fazio manco lo sa chi è Paolo Isotta, dovrebbe fare le scuole serali già solo per imparare a dirgli voscenza benedica.

Potrebbe però invitare Giuseppe Cruciani e poi sì che ci sarebbe l'informazione trasparente con un fior di componente - perfino strafigo - della società. E' un servizio pubblico che non arriva in tutti i tubi quello di Rai3 a meno che non si voglia ammettere che - altroché, lo ammetto - c'è il pluralismo e c'è la dialettica. Ecco la dialettica: quando non è il Floris di turno a tenere fermo l'ospite puzzone per farlo bastonare dal pubblico in studio, c'è il pubblico boldrinianamente avvertito a spernacchiare l'ospite mentre Floris lo tiene fermo.

Ecco il pluralismo: il pubblico in studio di "Ballarò" è certamente politicamente avvertito, attento al grido di dolore della società precaria ma è pure liberista e crede nel mercato. E vuole il contratto milionario per Maurizio Crozza. E' tutta un'estetica da "professoressa democratica", quella di Rai3 e quel pubblico in studio, già nelle inquadrature, tra cerchietti in testa e cravatte sbagliate, procura flussi lattei in tutte le cartilagini quando nell'acme di un qualsiasi Vito Mancuso ("acme" significa sommo grado, giusto per farlo capire a Fazio senza che scomodi i suoi autori) tutta quella gente fa clap clap come neppure tra le migliori scimmiette ammaestrate davanti al ritratto di Cazzabubbolo.

E' la terza, è la prima per qualità ed efficacia ma, suvvia, non è servizio pubblico. Forse lo è stato perché tutto quello che oggi vale già l'aveva. Ciò che farà, già dagli esperimenti di Vianello si capisce, è però Anima Mundi, estetica da regime, e chissà però se ancora, all'ingresso di Corso Sempione, accanto ai tornelli ci sono le hostess della società Endemol, proprietaria del format di "Che tempo che fa". E' un'immagine proprio affascinante questa delle hostess, incaricate di accogliere gli ospiti mentre gli uscieri della Rai sono costretti a guardarsi intorno.

Non voglio certo rubare il mestiere a Brunetta ma chissà quanto si paga per il cosiddetto "sotto la linea", per i camerini, i truccatori, i turni di montaggio, i tecnici, gli studi, le scenografie, i cameraman, le luci e le telecamere che sono già patrimonio Rai e non certo caravanserraglio del format acquistato? E poi, sempre senza voler rubare il mestiere ad Aldo Grasso, infine, che cos'è questo format: tre interviste, una dopo l'altra, con millesettecento giornalisti e più di ottomila dipendenti? Il punto è che il dg teorizza la piena produzione interna, giusto in tema di fazismo e qualità.

E' la terza rete, ma è pur sempre la splendida Rai3. Paolo Mieli farà Minoli: faccia a faccia con padre Pio. Il passato la salva, si faccia qualcosa per il futuro. Con Cruciani ospite (se proprio non si è in grado di reggere Paolo Isotta, e le valchirie).

 

Pietrangelo Buttafuoco Buttafuoco Mentana PIETRANGELO BUTTAFUOCOfazio e brunetta FABIO FAZIO E ENRICO LETTA CROZZA IMITA BERSANI A BALLAROpaolo isottaIntervento di Luigi Gubitosi

Ultimi Dagoreport

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”

giuseppe del deo andrea pignataro spionaggio dossier

DAGOREPORT - IL MISTERO PIGNATARO S’INGROSSA - LO ZAR DEL GRUPPO ION, COLOSSO GLOBALE NEL SETTORE DEI SOFTWARE, DEI DATI FINANZIARI E DEL FINTECH, HA DATO L’ENNESIMA PROVA DI MANTENERE FEDE ALLA SUA OSSESSIONE PER LA RISERVATEZZA - RULLO DI TAMBURI, FIATO ALLE TROMBE: IL 30 APRILE SCORSO “IL MILIARDARIO OSCURO” HA LIQUIDATO L’EX SPIONE DI STATO, GIUSEPPE DEL DEO, DALLA CARICA DI PRESIDENTE ESECUTIVO DI CERVED SPA, CON UNA LETTERINA INVIATA AI “CLIENTI” (CHE PUBBLICHIAMO) - CERTO, LA SOCIETÀ NON È QUOTATA IN BORSA, COME DEL RESTO TUTTE LE AZIENDE DELL’INTRICATISSIMA RETE GLOBALE DI PIGNATARO, E QUINDI NON HA NESSUN OBBLIGO DI ‘’TRASPARENZA’’ - MA LE POLEMICHE POLITICHE E MEDIATICHE SEGUITE ALLO SBARCO DI DEL DEO ALLA CERVED, IL CUI CORE-BUSINESS È LA RACCOLTA, ELABORAZIONE E DISTRIBUZIONE DI INFORMAZIONI ECONOMICO-FINANZIARIE, UTILIZZATE DA BANCHE, AZIENDE E ISTITUZIONI, BEH, RIENTRAVA PER LO MENO NELLA SFERA DELL’OPPORTUNITÀ DARNE COMUNICAZIONE…

francesco gaetano caltagirone giorgia meloni fabrizio palermo elly schlein roma roberto gualtieri

DAGOREPORT – CALTA QUI, CALTA LÀ! -  DALLE PARTI DI VIA DELLA SCROFA E DI PALAZZO CHIGI CAPITA DI CHIEDERSI: “AHÒ, MA CON 'STO CALTAGIRONE CHE CI ABBIAMO GUADAGNATO? BANCHE? ZERO! ASSICURAZIONI GENERALI? ZERO! CONSENSI? LASCIAMO PERDERE: A PARTE LE PRIME TRE PAGINE DE “IL MESSAGGERO”, TUTTO IL RESTO DEL GIORNALE SUONA LA GRANCASSA PER IL SINDACO DI ROMA, IL PIDDINO ROBERTO GUALTIERI, CHE LASCIA CHE SIA CALTARICCONE, CON IL 5,45% DELLE AZIONI, AD ESPRIMERE LA GUIDA DELLA MUNICIPALIZZATA ACEA (L'AD FABRIZIO PALERMO) - UN FATTO CHE FA ARRICCIARE ANCHE IL NASO AD APRISCATOLE ANCHE DI ELLY SCHLEIN, CUI FA SEGUITO LO SCAZZO ALL'INTERNO DEL PD SULLA REALIZZAZIONE DELL'INCENERITORE ANTI-MONNEZZA DELL'ACEA - I “CONSIGLI” DI GUALTIERI A PALERMO DI USCIRE DAL CDA DI MPS (FATTO) E DA QUELLO DI ASSICURAZIONI GENERALI (LETTERA MORTA) - APPUNTAMENTO ALL'ASSEMBLEA DI ACEA DEL 3 GIUGNO...

andrea martella simone venturini venezia sondaggi

DAGOREPORT - LE PREVISIONI FLOP SU VENEZIA SCOPERCHIANO, PER L'ENNESIMA VOLTA, LA FALLA DEL SISTEMA SONDAGGI – I PICCOLI ISTITUTI CHE HANNO EFFETTUATO RILEVAZIONI LOCALI (I GRANDI COSTANO TROPPO PER ELEZIONI COMUNALI), DAVANO PER VITTORIOSO IL DEMOCRATICO ANDREA MARTELLA, CHE INVECE È STATO SCONFITTO AL PRIMO TURNO DAL DESTRORSO SIMONE VENTURINI – COLPA DEL CAMPIONE TROPPO PICCOLO DI INTERVISTATI, UNITO ALL’ALTA VOLATILITÀ DEL VOTO D'OPINIONE E ALLA GRANDE PERCENTUALE DI INDECISI - PESA MOLTO LA DISTANZA ORMAI SIDERALE TRA POLITICA E TERRITORIO (PRIMA I PARTITI AVEVANO IL “POLSO” DELLA COMUNITÀ GRAZIE ALLE SEZIONI LOCALI E ALLE FESTE A SUON DI SBRACIATE, ORA AL MASSIMO SI ACCONTENTANO DEI LIKE E DI QUALCHE COMMENTO SU INSTAGRAM)

venezia elezioni sindaco simone venturini andrea martella elly schlein

DAGOREPORT - LA TRAGEDIA VENEZIANA È L’ENNESIMA CONFERMA DELL'INADEGUATEZZA (PIETOSO EUFEMISMO) DI ELLY SCHLEIN A GOVERNARE LA POLITICA – LA MINCHIATA, LA PIU' MADORNALE, E' STATA LA SCELTA DEL CANDIDATO ANDREA MARTELLA: A VENEZIA SI DIVIDONO TRA CHI NON LO CONOSCE E CHI NON L’HA MAI VISTO; IN QUANTO SENATORE, STA INFATTI PIÙ A ROMA CHE A MESTRE E DINTORNI – AL RESIDUATO BELLICO DEGLI APPARATI DEL NAZARENO, IL CENTRODESTRA HA OPPOSTO SIMONE VENTURINI: UN ASSESSORE, BRACCIO DESTRO DI BRUGNARO, CHE I VENEZIANI DEI CETI MEDI E BASSI, COSÌ COME LA PARTE PRODUTTIVA, CONOSCONO, E BENE - I CASI VENEZI E BIENNALE NON HANNO SPOSTATO VOTI: SE LA “BACCHETTA NERA” FA GIRARE LE GONDOLE AI 50MILA ABITANTI DI VENEZIA, I RESTANTI 150MILA ELETTORI SONO TRA MARGHERA, MESTRE E FAVERO, NON PROPRIO GENTE CHE VA ALLA FENICE - MENTRE DELLA RUSSIFICAZIONE DEL PADIGLIONE DELLA BIENNALE DA PARTE DI BUTTAFUOCO, AL DI LÀ DELLE ÈLITES, GLI ELETTORI SE NE FOTTONO, AVENDO PROBABILMENTE ALTRI PROBLEMI DA FAR QUADRARE NELLA LORO VITA QUOTIDIANA...