cannes 2026

LA CANNES DEI GIUSTI - ECCO IL CARTELLONE DI CANNES. NON C’È NEMMENO L’OMBRA IN CONCORSO, O ALTROVE, DI UN FILM ITALIANO, O ALMENO DI UN REGISTA ITALIANO. LA SITUAZIONE, TRA I SOLDI ELARGITI DAL MINISTERO IN MANIERA UN PO’ DISCUTIBILE E LA MANCANZA DI BUONI FILM DA FAR VEDERE (MAGARI NON PIACCIONO AI FRANCESI…), SI FA ALQUANTO NERA PER IL NOSTRO CINEMA - PER IL RESTO, SCORRENDO LA LISTA DEL CONCORSO DI CANNES, SI STA RIPETENDO LA STESSA SITUAZIONE DELL’ANNO SCORSO: SONO POCHISSIMI ANCHE I FILM DI HOLLYWOOD E I FILM FRANCESI, COME AL SOLITO, SONO TROPPI… - VIDEO

 Marco Giusti per Dagospia

 

FATHERLAND

Ecco il cartellone di Cannes. Non fatevi illusioni. Non c’è nemmeno l’ombra in concorso o altrove di un film italiano, o almeno di un regista italiano, anche se “Fatherland” diretto dal polacco Pawel Pawlikowski con Sandra Hüller, August Diehl, Anna Madeley, Joanna Kulig, che mette in scena il viaggio nella Germania distrutta nel 1948 di Thomas Mann e della figlia Erika, è prodotto dalla Our Films di Lorenzo Mieli e Mario Gianani.

 

 Meglio i nostri produttori che i nostri registi, si dirà. Del resto, i soli possibili candidati al concorso, “Succederà questa notte” di Nanni Moretti e “Artificial” di Luca Guadagnino, li vedremo con tutta probabilità a Venezia, il primo non è ancora finito, mancano delle scene, il secondo nemmeno è stato fatto vedere a Cannes. Venezia e poi Roma saranno invece intasati di tanti, troppi, film italiani.

 

succedera questa notte

La situazione, così, tra i soldi elargiti dal ministero in maniera un po’ discutibile, e la mancanza di buoni film da far vedere (magari non piacciono ai francesi…) si fa alquanto nera per il nostro cinema che si appresta a autocelebrarsi, inutilmente, ai David di Donatello, dove trionferà, penso, “Le città di pianura” di Francesco Sossai, uno dei pochi film italiani visto proprio a Cannes un anno fa.

 

Per il resto, scorrendo la lista del concorso di Cannes, si sta ripetendo la stessa situazione dell’anno scorso. Ma se non c’è nessun regista italiano, sono pochissimi anche i film di Hollywood. E questo magari è un problema. Se i grandi film americani della stagione, quelli da Oscar e da grande pubblico, penso a “Sinners” e “Una battaglia dopo l’altra” non vanno né a Cannes né a nessun altro festival, anche per non rischiare inutili stroncature, il concorso si radicalizza nel cinema d’autore europeo, asiatico e perfino sudamericano.

 

minotaur

Così troviamo film di buoni registi internazionali, come “Minotaur” di Andrey Zvyagintsev, due volte candidato all’Oscar, “El ser querido” dello spagnolo Rodrigo Sorogoyen, il regista di “Las bestas”, che vede protagonisti Javier Bardem e Victoria Luengo nei ruoli di padre e figlia, “Parallel Tales” di Asghar Farhadi che vanta un castone, Vincent Cassel, Isabelle Huppert, Virginie Efira, Catherine Deneuve, ma non certo “Digger” di Alejandro Inarritu con Tom Cruise o l’ultimo film di Steven Spielberg, “Disclosure” e nemmeno “Paper Tiger”, crime con mafiosi russi di James Gray con Adam Driver, Scarlett Johansson e Miles Teller, che era dato per sicuro.

 

sheep in the box2

L’unico film americano in concorso è quindi “The Man I Love” di Ira Sachs con Rami Malek, Rebecca Hall, Ebon Moss-Bachrach, ambientato nel mondo artistico newyorkese degli anni ’80. A far la parte del leone sono i registi giapponesi, visto che il massimo dell’attesa è per “Sheep in the Box” di Hirokazu Kore-eda, “All of a Sudden” di Ryusuke Hamaguchi, girato in Francia, con Virginie Efira e Tao Okamoto.

 

Molto ci aspettiamo da “Fjord” di Cristian Mungiu con una coppia esplosiva come quella formata da Renate Reinsve e Sebastian Stan, e da “Gentle Monster” dell’austriaca Marie Kreutzer, quella di “Corsage”, con Léa Seydoux e Catherine Deneuve. E speriamo che non deluda l’ultimo Almodovar, “Amarga Navidad” con Bárbara Lennie, Leonardo Sbaraglia, Aitana Sánchez-Gijón.

her private hell

 

Attesa anche l’ultima stravaganza di Nicolas Winding Refn, “Her Private Hell” con Charles Melton e Sophie Thatcher, presentato però furoi concorso. Non ci sono, ahimé, né Werner Herzog con “Bucking Fastard” né “Ink” di Danny Boyle, il biopic su Rupert Murdoch. Finiscono nei Midnight Screenings anche il curioso “Full Phil” di Quentin Dupieux con Woody Harrelson e Kristen Stewart e “Roma Elastica” di Betrand Mandico con Marion Cotillard e Noémie Merlant, descritto come un omaggio al nostro cinema.

 

moulin

Non vedo invece l’attesissimo ultimo film del messicano Carlos Reygadas, “Estela de sombra”, ma vedo due film di guerra di un certo respiro, “Coward” del belga Lukas Dhont, e “Moulin “ diretto da Laszlo Nemes (“Il figlio di Saul”), filmone su un capo partigiano, Jean Moulin, interpretato da Gilles Lellouch che unì la resistenza francese, ma cadde nelle mani del nazista Klaus Barbie, interpretato da Lars Eidinger. Segno che la guerra sarà ben presente a Cannes.

 

 Occhio al superqueer “La bola negra” degli spagnoli Javier Ambrossi e Javier Calvo, viaggio nella identità gay con interventi di Glenn Close, Penelope Cruz e Lorenzo Zurzolo, che tema sia l’unico attore italiano presente a Cannes. Molte le opere prime di attori, anche molto popolari, tutti fuori concorso, da “Diamond” di Andy Garcia a “Karma” di Guillaume Canet, “Propeller” di John Travolta, mentre “L’inconnue di Arthur Harari (“Anatomia di una caduta”) con Léa Seydoux è in concorso e potrebbe essere una sorpresa. La storia vede un uomo che entra nel copro di Léa Seydoux.

histoires de la nuit

 

I film francesi, come al solito, sono troppi. Esattamente come i film italiani a Venezia. I francesi presentano in concorso anche “Histoire de la nuit” di Léa Mysius, per la prima volta in concorso, con Hafsia Herzi e Benoit Magimel, mentre non sappiamo nulla di “Notre salut” di Emmanuel Marre, al suo secondo film dopo “Generazione Low Coast”, o di “Garance” di Jeanne Herry con Adèle Exachopoulos attrice che beve troppo e non fa carriera, o di “La vie d’une femme” di Charline Bourgeois-Taquet con Marie Christine Barrault. Tutti in concorso. Troppi…

Minotaur di Andrey Zvyagintsev

El ser querido di Rodrigo Sorogoyen

The Man I Love di Ira Sachs

Fatherland di Pawel Pawlikowski

Moulin di Laszlo Nemes

Histoire de la nuit di Léa Mysius

Fjord di Cristian Mungiu

Notre salut di Emmanuel Marre

Gentle Monster di Marie Kreutzer

Nagi Notes di Koji Fukada

Hope di Na Hong-jin

Sheep in the Box di Hirokazu Kore-eda

Garance di Jeanne Herry

L’inconnue di Arthur Harari

All of a Sudden di Ryusuke Hamaguchi

The Dreamed Adventure di Valeska Grisebach

Coward di Lukas Dhont

La bola negra di Javier Ambrossi e Javier Calvo

La vie d’une femme di Charline Bourgeois-Taquet

Parallel Tales di Asghar Farhadi

Amarga Navidad di Pedro Almodovar

FUORI CONCORSO

Her Private Hell di Nicolas Widing Refn

Diamond di Andy Garcia

Karma di Guillaume Canet

Objet du deli di Agnes Jaoui

De Gaulle: L’Age de Fer di Antonin Baudry

UN CERTAIN REGARD

La más dulce di Laïla Marrakchi

Club Kid di Jordan Firstman

Teenage Sex and Death at Camp Miasma di Jane Schoenbrun

Everytime di Sandra Wollner

I’ll Be Gone in June di Katharina Rivilis

Yesterday The Eye Didn’t Sleep di Rakan Mayasi

The Meltdown di Manuela Martelli

Propeller One-Way Night Coach di John Travolta

Kokurojo: The Samurai and the Prisoner di Kiyoshi Kurosawa

SPECIAL SCREENINGS

John Lennon: The Last Interview di Steven Soderbergh

Avedon di Ron Howard

Les Survivants du Che di Christophe Réveille

Les Matins Merveilleux di Avril Besson

 

MIDNIGHT SCREENINGS

Full Phil di Quentin Dupieux

Roma Elastica di Betrand Mandico

Colony di Yeon Sang-ho

Jim Queen di Nicolas Athane e Marco Nguyen

Sanguine di Marion Le Coroller

RIPRESE DEL FILM Parallel Talessheep in the box1sheep in the box3all of a suddenfull philfjordEl ser querido

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