carmen di bizet by leo muscato al maggio musicale fiorentino

LA ‘CARMEN’ È DEBOLE, IL SESSO NO - FACCI: ‘POVERO BIZET, LA SUA CARMEN RISCRITTA IN NOME DEL FEMMINISMO, PRESA DALLA SPAGNA DELL’OTTOCENTO E SBATTUTA IN UN CAMPO NOMADI DEGLI ANNI 80. IO PREGO PERCHÉ IL SOVRINTENDENTE DEL MAGGIO FIORENTINO E IL REGISTA POSSANO MARCIRE ALL’INFERNO DEI VIVI, PER AVER RIVOLUZIONATO UN’OPERA CHE ERA GIÀ RIVOLUZIONARIA’

 

Filippo Facci per Libero Quotidiano

 

leo muscato

L' umiliazione, ora, è non poter passare subito all' insulto (ciò che unicamente meritano il sovrintendente del Maggio Fiorentino e il regista della Carmen di Bizet in programma dal 7 gennaio) perché prima ci tocca ricostruire l' antefatto, il chi, che cosa, dove, quando: sennò i lettori giustamente non capiscono.

 

Carmen - teatro del Maggio fiorentino 3f

Tuttavia vi scongiuro, lettori medesimi, concedete solo un rapidissimo anticipo, uno spoiler, un preview, piccolo come questo: signor sovrintendente del Maggio Fiorentino Cristiano Chiarot, e signor regista Leo Muscato, io prego perché voi possiate marcire all' inferno dei vivi, laddove Georges Bizet (compositore) e Prosper Mérimée (autore della storia) e Carmen stessa (la protagonista, animale selvaggio e immorale) provvedano a fustigarvi in eterno o a rinchiudervi per venti minuti in un campo rom autentico, non quello scenografato e puerilmente provocatorio che avete osato sbattere sul palcoscenico del Maggio con l' aggravante poi più grave, imperdonabile, da dannazione eterna e inferi dell' arte: cambiare la storia di Mèrimèe e Bizet, far sopravvivere Carmen che si mette pure a tirar pistolettate e ammazza quello che doveva uccidere lei.

 

Volevate farvi notare, bravi, che originali: ma siete come un ragazzetta che decide di mostrare le tette in prima serata e fare scandalo, nulla di più.

 

Bene, ora possiamo pacatamente esporre la notizia.

La mitica Carmen di Bizet, che verrà rappresentata a Firenze e ha già registrato il tutto esaurito, di norma finisce così, anzi finisce così e basta: ll cadavere di Carmen giace sul palcoscenico e Don Josè, assassino per troppo amore, è riverso su di lei e piange: «Arrestatemi, sono io che l' ho uccisa». Sipario.

 

cristiano chiarot

Insomma, viene fatta fuori perché l' amore viene confuso con il possesso e lei non vuole essere posseduta da nessuno. Volete chiamarlo femminicidio? Cazzi vostri, il punto è che l' arte operistica non è lo sfondo musicale sopra il quale sovrapporre le vostre misere vanità, altrimenti si chiama vilipendio, o - in gergo millenials - stronzata. Come lo è il trasferire la Spagna dell' Ottocento in un campo nomadi degli anni Ottanta, tra le roulotte scarcassate e gli abiti patchwork dei rom, con Don Josè ridotto a sbirro di quartiere ed Escamillo, il toreador, che almeno lui per fortuna resta un toreador altrimenti dovevano cambiare pure la musica e il testo.

 

E invece no, si sono limitati a far sopravvivere Carmen e a far fuori tutti i maschi. Il toreador viene incornato, chi l' avrebbe mai detto. Don Josè si becca una revolverata e resta lì, vivissimo, a festeggiare assieme alle «scrittrici, poetesse, società civile» che interverranno alla prova generale del 5 gennaio e «daranno una loro testimonianza sulla violenza alle donne», che fortuna per tutti noi.

 

Per dovere di cronaca dovremmo pure riportare le opinioni del sovrintendente e del regista, ma sono così insulse che passa la voglia.

Chiarot dice frasi tipo «credo nel teatro come strumento di sviluppo critico», cioè non dice nulla, oppure si chiede: «Se la nostra società è piagata dal femminicidio, come possiano osare di applaudire l' uccisione di una donna?».

 

carmen di bizet by leo muscato al maggio musicale fiorentino

Domanda che è sbagliata in premessa (la nostra società è la meno piagata d' Europa) e semplicemente è comica al pensiero che da ogni opera d' arte o d' intrattenimento possa essere abolito l' assassinio di ogni donna. Mentre il regista, Muscato, fa semplicemente capire che tiene famiglia anche lui: all' inizio era molto perplesso, «poi ho capito che la chiave era sensatissima». Un senso che prima o poi potranno anche spiegarci, altrimenti rischiamo di capire che la soluzione al femminicidio è sparare all' uomo.

 

Nel frattempo ci industrieremo a cambiare il Tristano e Isotta, l' Aida, Luisa Miller, la Traviata, Turandot (con finale aggiunto), Madame Butterfly, persino Suor Angelica e insomma tutte le opere che maledizione vedono sempre una donna che schiatta, alla fine. Femminicidio ogni volta? Boh, tanto ormai tra assassinio di una donna e femminicidio la differenza non si coglie più.

 

filippo facci selfie

Ah, se solo sapessero, il sovrintendente e il regista, che Carmen fu già un maschicidio: perché fu l' opera in cui Carmen uccise Bizet. La sua Carmen non era una soldatessa di Gomorra, era l' amore, l' ambivalenza del sentimento, quel doloroso intreccio di slancio e di rinuncia, di oblazione e di sadismo, di adorazione e di odio, la donna portatrice di infinite promesse di appagamento e di risarcimento, promesse non mantenibili che un giorno diverranno tormento e disillusione.

 

Sono opposti psichici che solo la passione può riunire. Per Georges Bizet tutto questo aveva preso il nome di Carmen, creatura letteraria di Mérimée che, pur non esistendo, consumò Bizet con lo stesso fuoco d' amore che pure avrebbe consumato i protagonisti dell' opera.

 

Carmen divenne la femmina che preferisce morire piuttosto che costringere il suo cuore alla menzogna, la femmina che ama e che ama, capace di darsi con tutta se stessa come l' uomo mai potrebbe, fisicamente ed emotivamente, Carmen è animale schiavo dell' istinto, donna di terra e perciò priva di quella stronzetteria di buon ceto d' origine che spesso accompagna la noia di vivere di certe nate fortunate che ora rompono i coglioni col «femminicidio», e domani s' inventeranno chissà quale altra ineludibile battaglia.

 

Carmen fu già una rivoluzione, non puoi rivoluzionarla. Bizet scelse una cantante sanguigna che conosceva la danza e che potesse trascinare nel proprio vortice, e alla Prima, nel 1875, al posto di una cangiante Grande Opéra, il pubblico si ritrovò un' accozzaglia di cenciosi e quell' operaia insolente e dai fianchi ondeggianti, quella dissoluta impunita che sfrontatamente cantava «voglio essere libera anche nella morte».

FILIPPO FACCI ALLA SCALA con l'ex sovrintendente carlo fontana e moglie

 

Bizet non sopravvisse a Carmen. Si ammalò definitivamente proprio nei giorni della Prima, contrasse ogni tipo di malattia psicosomatica e si fece ansioso e bulimico. Morì quattro mesi dopo, proprio nell' ora in cui calava il sipario del suo ultimo spettacolo. Aveva solo 37 anni.

 

Fece giusto in tempo ad apprendere che la Corte di Vienna aveva acconsentito a rappresentare la sua Carmen, ma non seppe mai che ne sarebbe cominciata la marcia trionfale in tutta Europa. L' opera tornerà a Parigi solo otto anni più tardi, e gli applausi stavolta saranno indescrivibili. Nietzsche dirà: è musica perfetta.

 

Brahms, Stravinskij, Mahler e Ciaikovskij grideranno alla perfezione. Carmen. Bizet non le sopravvisse. È stato testimoniato che le sue ultime parole, poco prima di morire, furono: «Carmen, perché?». E però adesso arrivano quelli del Maggio Fiorentino che trasformano Carmen in Monica Vitti ne "La ragazza con la pistola" di Monicelli.

L' inferno, dicevamo.

George Bizet

 

 

Ultimi Dagoreport

marine le pen giorgia meloni vannacci

DAGOREPORT - GIORGIA D'ARABIA, PRIMA DI DECOLLARE PER IL SUO BLITZ IN KUWAIT (A CACCIA DI PETROLIO, GAS E INVESTIMENTI), AVREBBE ANNUNCIATO AI "FRATELLINI" DELLA FIAMMA: SI VOTA A MAGGIO! - RINGALLUZZITA DAI DECRETINI SICUREZZA E DAL PUGNO DI FERRO CONTRO I MARANZELLI IN RIVOLTA, RASSICURATA DAI SONDAGGISTI "AMICI" CHE DANNO FDI AL 29% E IMPANTANATA LA MARCIA SU ROMA DI ROBERTO VANNACCI, ALLA DUCETTA NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE DI STARE TROPPO CON LE MANI IN MANO - IL VOTO IN ESTATE È ESCLUSO: CON LE VACANZE CHE DIVENTANO UN MIRAGGIO E IL PORTAFOGLI VUOTO, MEJO EVITARE - PEGGIO ANCORA LE URNE A OTTOBRE, CON UNA FINANZIARIA DAVANTI - INOLTRE, BISOGNA SCHIVARE CHE L'INTERNAZIONALE PUTINISTA BY LE PEN-AFD SI PRENDA L'EUROPA - LA NUOVA ATTITUDINE SECURITARIA CHE HA PORTATO MELONI A FARE L'ENDORSEMENT ALL'AMAZZONE LEGHISTA SILVIA SARDONE A MILANO... - VIDEO!

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...

matteo salvini giorgia meloni autotrasportatori

QUANDO NON SANNO CHE FARE, A DESTRA LA BUTTANO IN CACIARA – IL GOVERNO HA SCELTO DI ATTACCARE GLI AUTOTRASPORTATORI CHE PROTESTANO AL SUD EVOCANDO LE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, CON IL SOLITO TIC DI PREGIUDIZIO ANTI-MERIDIONALE - UNA PARABOLA RIDICOLA PER GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI, DUE PROFESSIONISTI DELLA PROTESTA, QUANDO ERANO ALL’OPPOSIZIONE. DUE PROTAGONISTI POLITICI CHE HANNO FATTO DELLA PROPAGANDA URLATALA LORO CIFRA POLITICA E DI COMUNICAZIONE, FINO A QUANDO SI SONO RITROVATI AL GOVERNO – LA DUCETTA AVREBBE FATTO MEGLIO AD ANDARE AL VOTO SUBITO: I NODI STANNO VENENDO AL PETTINE E SARÀ UN AUTUNNO DI FUOCO

meloni piantedosi crosetto militari droni

FLASH! - DOPO 4 ANNI DI GOVERNO, L'ARMATA BRANCA-MELONI SI RITROVA I MARANZA IN RIVOLTA E INVECE DI PENSARE A VANNACCIZZARSI E DI MILITARIZZARE LE STRADE DI MILANO CON 500-SOLDATI-500, TIPO STATO SUDAMERICANO, PERCHE' I CAPOCCIONI DI PALAZZO CHIGI NON PROVVEDONO A COPRIRE IL GRAVE DEFICIT DI ORGANICO NELLE FORZE DELL'ORDINE E ASSUMONO I 30MILA AGENTI CHE MANCANO ALL'APPELLO? - E POI, UNA MODESTA PROPOSTA: PERCHE' NON UTILIZZARE I DRONI, GIA' NELLA DISPONIBILITA' DEL MINISTERO DELLA DIFESA, PER MONITORARE LE CITTA' E CONTROLLARE L'ORDINE PUBBLICO? - INFINE, C'E' L'EXTREMA RATIO: DISCONNETTERE NELLA ZONA DELLA GUERRIGLIA I CELLULARI...