alessandra mussolini grande fratello vip

CI VUOLE “IL GRANDE FRATELLO VIP” PER CANCELLARE IL 25 APRILE! ALESSANDRA MUSSOLINI CONQUISTA IL REALITY DI CASA BERLUSCONI A CENT’ANNI DALLE LEGGI FASCISTISSIME, A COLPI DI SGHIGNAZZI, BATTUTE, IMPROPERI, MANI SUI FIANCHI, IMITAZIONI CRUDELI, BALLI DEL VENTRE E DEL QUA-QUA, AMPLESSI FARSESCHI, INSOMMA TUTTO CIÒ CHE IL TRASH IMPONE AL FORMAT E AL SOSTANZIOSO COMPENSO (100 MILA EURO, DI CUI LA METÀ DA VERSARE IN BENEFICENZA) PER LA VINCITRICE  – FILIPPO CECCARELLI: “È DIFFICILE STABILIRE SE LA VITTORIA DEL COGNOME MUSSOLINI SIA REVIVAL O ESCRESCENZA, NORMALIZZAZIONE O RITORNO, CONTINUITÀ O PROLUNGAMENTO CON ALTRI MEZZI, O FORSE È FOLLIA, RIMBAMBIMENTO, MISTERO DI QUESTO PAESE SEMPRE UGUALE E SEMPRE DIVERSO…” - IL MEJO DELLA "DUCIONA POLITIK": DALLA BATTUTA “BASSOLI’, HAI FATTO CROLLA' LA LIRA”, ALLA LITE CON LUXURIA, FINO ALLE DICHIARAZIONI PRO LGBTQ+ PIÙ SPINTE E CONVINTE DI ALMENO MEZZO PD: VIDEO!

 

 

 

Filippo Ceccarelli per "la Repubblica" - Estratti

 

antonella elia alessandra mussolini

Potenza degli anniversari tondi: dalle “leggi fascistissime” di nonno Benito alla vittoria di Alessandra al Grande Fratello Vip corrono cent'anni, un secolo entro il quale si misura, in vertiginosa varietà di scenario, la potenza del cognome Mussolini.

(…)

 

Per cui l'immaginario mussoliniano non solo resiste, ma s'impenna aggiornandosi alle sciagurate meraviglie di questo tempo. Difficile capire se facendo vincere proprio Alessandra – sulla autenticità delle elezioni telefoniche Mediaset, come a suo tempo il suddetto Duce sui “ludii carteacei”, è lecito coltivare qualche dubbio – gli astuti esperti del GF abbiano valutato l'impatto storico, per non dire nostalgico, dell'evento.

 

Certo l'escalation rapida e performativa del personaggio funzionava; nella segregazione della casa l'europarlamentare ha più che resistito come concorrente forte e divisiva teatralizzandosi a colpi di sghignazzi, battute, alleanze, confessioni, improperi, sguardi increduli, mani sui fianchi, imitazioni crudeli, attenzioni pietose, balli del ventre e del qua-qua, amplessi farseschi, insomma tutto ciò che il trash impone al format e al sostanzioso compenso (100 mila bombi, di cui la metà da versare in beneficenza) per la vincitrice.

alessandra mussolini

 

Ma evidentemente non è solo un fatto di quattrini. In tv, come del resto in politica, Mussolini gioca alla grande da più di trent'anni. Acclarata girovaga della destra, ma soprattutto regina del crash-show, splendida garanzia per telespettatori a rischio insonnolimento.

 

Ne hanno fatto le spese un po' tutti, Sgarbi, Luxuria, imam ciarlieri e immigrati strafottenti più un'infinità di ospiti alcuni dei quali minacciati in diretta - “Mo' te do 'na pizza!” - una carriera che vanta la polverizzazione del record di ascolto a Porta a porta durante un match a spintoni con la ministra Belillo.

 

Attrice e cantante con laurea in medicina. L'ideona di candidarla si deve a Fini, con il quale non andò più bene e che lei prese a chiamare sprezzantemente “Filiberto”. Dopo che questi ebbe avventurosamente dichiarato il fascismo “male assoluto”, come una Erinni Mussolini uscì da An e per qualche tempo si aggirò senza costrutto nel mondo infrequentabile dell'ultradestra. Ma siccome stava simpatica a Berlusconi, per diversi anni trovò casa in Forza Italia, sennonché, morto il Cavaliere, finì nella Lega, poi di nuovo in Forza Italia, approdo incerto e transitorio, diciamo pure che la faccenda delle appartenenze lascia un po' il tempo che trova.

 

alessandra mussolini

Più interessante l'esperienza a “Ballando con le stelle”, dove pure ebbe un incidente allorché, con il ventre in equilibrio sulla testa di Maykel Fonts durante una scatenatissima salsa, precipitò a terra facendosi parecchio male.

 

E tuttavia ancora più avvincente, per un giornalismo politico da un certo momento in poi costretto a ondeggiare fra meraviglia e sgomento, è l'imprevedibile quantità e qualità di prestazioni e happening che hanno segnato la sua presenza. Per cui, forse un po' alla rinfusa, si può ricordare che Alessandra:

 

ha fatto lo sciopero della fame in una roulotte; ha calpestato il Giornale davanti alle telecamere; ha condotto una pecora a guinzaglio fuori i cancelli della Rai; ha esposto i suoi quadri realizzati con brutali pennellate; ha coinvolto Vespa in una sorta di agnizione in diretta (“è tutto mio nonno, prima o poi farà coming out”).

 

Ha in seguito aperto una pizzeria a taglio sulla Nomentana; ha litigato con parecchie donne del Pdl, da Meloni a De Girolamo, da Carfagna, che le diede della “vaiassa” dopo che Mussolini l'aveva fotografata in aula mentre inciuciava con il traditore Bocchino; così come prese a capelli Santanchè, che le aveva occupato il posto a Montecitorio nel giorno della visita di Giovanni Paolo II, ritrovandosi una treccia finta in mano.

 

alessandra mussolini

Un po' meno successo Alessandra ha avuto nella vita, ma è pur vero che quando sulla cover del telefonino si pone il motto “Keep calm un cazzo” l'irrequietudine è inesorabile e forse i guai arrivano anche quando non si vanno a cercare.

 

Premessa delicata per ricordare che quando era presidente di una commissione parlamentare per l'infanzia – e proponeva la castrazione chimica per i bruti – le capitò la sciagura di un marito coinvolto in scandalo di prostituzione minorile.

 

A cent'anni dalla marcia su Roma, 2022, del tutto a sorpresa si fece fotografare nei giardini di Palazzo Brancaccio con tuta blu e ali da farfalla arcobaleno proponendosi come madrina del Gay Pride.

 

A riprova che le vie del ripensamento, ma anche dell'intrattenimento sono qui in Italia quantomeno enigmatiche collocandosi ormai in un'area di frontiera – e se vogliamo anche di classificazione - tra scienza politica, società dei media, visual studies e democrazia dei fans.

alessandra mussolini

 

Con il che tocca ripetersi, per cui è difficile stabilire se la vittoria del cognome Mussolini al GF sia revival o escrescenza, normalizzazione o ritorno, continuità o prolungamento con altri mezzi, o forse è follia, forse rimbambimento, forse mistero di questo paese sempre uguale e sempre diverso.

antonella elia alessandra mussolinialessandra mussolinialessandra mussolinialessandra mussolinialessandra mussoliniantonella elia alessandra mussolinialessandra mussolini 3antonella elia alessandra mussolinialessandra mussolinialessandra mussolinialessandra mussoliniantonella elia alessandra mussolini

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