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TI STRONCO E TI SVIGNETTO - LE CINE-STRONCATURE A FUMETTI BY STEFANO DISEGNI: “THE TERMINAL” DI SPIELBERG?: “UNA SCORREGGETTA PATETICA. È ARRIVATO AL TERMINAL PURE LUI” - L’AUTOCRITICA SULLA BELLUCCI: “RISPETTO AD ASIA ARGENTO È ANNA MAGNANI”

1. L’AMMAZZAFILM, GUIDA CON DISEGNI

Malcom Pagani per “il Fatto Quotidiano”

   

roberto benigniroberto benigni

Come antidepressivo utile a superare le feste di Natale, nulla di meglio de L’ammazzafilm. L’ha scritto e soprattutto disegnato un eterno ragazzaccio che veste in jeans e finge che gli anni non siano passati. Da cinefilo a disagio con la cinofilia di troppi registi, Stefano Disegni ha raccolto per Gallucci (117 pagine, 19 euro) le strisce disegnate per Ciak e raso al suolo senza riguardi sessanta film del nostro recente passato. Ce n’è per tutti.

 

Clint Eastwood jpegClint Eastwood jpeg

Sceneggiatori, attori e mostri più o meno sacri da Alfonso Cuaròn a Federico Moccia: “Sò Federico Moccia e ve vorrei parlà del mio prossimo film ‘nessuna paghetta vale il tuo amore’”, da Robert De Niro a Roberto Benigni di cui Disegni stronca La tigre e la neve costringendo il comico toscano vestito da Papa: “Pace e bene a tutti, l’amore è bello e l’odio è brutto, a scuola si sta composti, i segnali stradali vanno rispettati” a confrontarsi con il fantasma del Cioni Mario: “Sono il meraviglioso, esilarante cinico toscanaccio che facevi con Giuseppe Bertolucci quando ancora non ti eri rincitrullito” e infine, dopo l’abiura: “Cioni Mario? ‘un ti ‘onosco, mai sentito” ad allontanarlo.

   

Bellucci donnaBellucci donna

Nel libro a colori di Disegni si muovono fantasmi inclini a dialoghi surreali e operazioni cinematografiche di stampo alimentare a cui Disegni, dimenticando i miti di gioventù, non risparmia nulla non risparmiando a sé il dolore: “Questa commissione assegna il premio onestà intellettuale 2010 a Stefano Disegni con la seguente motivazione ‘In questo brutto mondo in cui la gente si fa piacere per forza delle ciofeche, Disegni non esita ad attaccare Clint Eastwood’”.

 

Bellucci caneBellucci cane

Un signore che nel suo ricordo biografico ha avuto gli stessi meriti di tale ‘er Minecchi: “Il mio compagno di Liceo che alle feste portava un sacco di figa”. Il mestiere del critico è duro, ma qualcuno deve pur farlo. Uccidendo per sempre Steven Spielberg alle prese con The Terminal: “È arrivato al Terminal pure lui, dopo I predatori, Incontri Ravvicinati e Schindler’s List ’sta scorreggetta patetica”, rieducando la prole al bel cinema o come nel caso di Hunger Games, impedire ai figli la marginalità sociale.

   

“PAPÀ ho preso otto in filosofia, nove in storia e dieci al tema di letteratura su Leopardi” con il padre, preoccupato: “Oddio, figlia mia! Mi verrai su una disadattata condannata a lavori sottopagati, andiamo subito a vedere Hunger Games, devi diventare più scema”.

   

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Una volta in sala, di fronte a un Donald Sutherland svogliato e irriconoscibile, inutilmente stimolato dai suoi colleghi di recitazione: “Presidente, i distretti si stanno rivoltando!” con il vecchio Donald, imperturbabile: “E ‘sti cazzi”.

   

Disegni ci fa ridere più di quanto normalmente non accada in sala. Spietato, avanza senza curarsi delle altrui sensibilità. Accade con l’italiano Colpo d’occhio sui cui fa calare la mannaia: “Sono Sergio Rubini, vi prego, aiutatemi. A volte vengo colto da incontrollabili raptus che mi fanno fare boiate come questa! È più forte di me, la prossima volta impeditemelo”. Con il controcanto: “Poveraccio, è una malattia… a un certo punto vogliono fare i registi… la prossima volta gli tagliamo le mani…”.

   

Avviene con Spike Lee, autore di Miracolo a Sant’Anna: “Sono Spike Lee, un grande regista, ho fatto questo film perché conosco il vostro paese e una volta ci ho girato una pubblicità”. Pausa: “Cominciamo, se non vi piace non capite un cazzo”.

 

2. L’AUTOCRITICA DI STEFANO DISEGNI: “MONICA MI PENTO, NON SEI UN’ATTRICE CAGNA”

Michele Anselmi per “il Secolo XIX”

FEDERICO MOCCIA FEDERICO MOCCIA

 

Certo una coincidenza, ma curiosa. Monica Bellucci, come forse sapete, è stata scelta da Sam Mendes per fare, a 50 anni suonati, una delle due Bond Girl, l’altra è la giovane Léa Seydoux, nel nuovo capitolo della saga di 007 interpretato da Daniel Craig. Titolo nostalgico, che guarda al passato: “Spectre”.

 

monica belluccimonica bellucci

Ed ecco che Stefano Disegni, classe 1953, vignettista e satirico formatosi al “Male” e poi a “Cuore”, rivaluta a sorpresa l’attrice umbra, da lui sempre disegnata sul mensile “Ciak” con la testa a forma di cagnetta. Preciso il riferimento alle sue doti interpretative. Precise, adesso, le scusa pubbliche.

 

Sulla contro copertina del volumetto “L’ammazzafilm”, una raccolta di cine-stroncature a fumetti edita da Gallucci e presto in libreria, Disegni piazza una vignetta siffatta.

 

“Il momento dell’autocritica” è il titolo. Vi si legge: «Ho sempre disegnato la Bellucci con la faccia canina, onde metaforizzare la sua capacità di recitazione. Non avevo sentito Asia Argento. Monica al confronto è Anna Magnani. Mi scuso e le restituisco il volto». Subito sopra l’attrice, finalmente con sembianze umane, sorride e sospira nel fumetto: «Era ora».

 

Non capita spesso. Disegni, un tempo in coppia con Massimo Caviglia e ora in solitaria ditta, è un satirico piuttosto feroce e temuto dalla gente dello spettacolo. «Un’anima irredenta» l’ha definito il direttore di “Ciak”, Piera Detassis, che non censura mai, ma attende con una certa trepidazione, specie se ci sono di mezzo attori e registi amici, la striscia sul film del mese massacrato regolarmente da Disegni.

Argento 
Asia 
MORGANArgento Asia MORGAN

 

In parecchi negli anni non hanno apprezzato, da Christian De Sica a Nanni Moretti, da Sergio Rubini a Valeria Bruni Tedeschi, da Gabriele Muccino ai fratelli Vanzina. Qualcuno non lo saluta più. Per Disegni il Mostro non è mai Sacro, anche quando, magari, sbaglia bersaglio e infiocina un film che non lo meriterebbe. Dice ancora Detassis: «Vendica tutti i bastian contrari, con invidiabile incoerenza fa a fette film, divi e registi venerati; e quando è in piena forma dichiara che “il re è nudo”, anche se italiano e cioè contiguo, amico, conoscente, naturalmente permaloso e soprattutto facile da incontrare dietro l’angolo».

 

Che è proprio quanto accaduto con Monica Bellucci. Così Disegni lo rivela al “Secolo XIX”. «Era una festa mangereccia con gente di cinema, attori e attrici, veri o autopresunti. Arriva un allegrone e mi fa: “Vieni che ti presento Monica Bellucci”. Volevo obiettare che era meglio mi aiutasse a mimetizzarmi col Ficus accanto al buffet, visto che la Bellucci la disegnavo col muso da cane (bracchetto umbro, per la precisione), come raffinata simbolizzazione delle sue capacità interpretative. Non ne ho avuto il tempo, me la sono ritrovata davanti».

 

E poi che succede? «L’allegrone fa: “Monica, lui è quello che ti disegna col muso da cane”. Perfetto. Bravo. Dopo t’ammazzo. Le ho detto: “Ok, Monica, il cazzotto qua sullo zigomo (non sul naso, per favore, ce l’ho bello)”. Mi ha risposto con un abbraccio, un bacio, un sorriso tipo mille violini suonati dal vento. E ha detto: “Ma scherzi? Mi fai morire dalle risate! Ma sono proprio così cane?”».

Steven Spielberg fu rifiutato tre volte alla scuola di cinema Steven Spielberg fu rifiutato tre volte alla scuola di cinema

 

Un miracolo della natura… «Già. Non solo bonazza da deliquio, pure intelligente e autoironica, altro che certi puzzalnaso che m’hanno tolto il saluto. Quando se ne stava andando è venuta a cercarmi per salutarmi con ri-bacio. Continuo a pensare che non sia esattamente da teatro shakespeariano. Ma chi se ne frega. Così alla fine le ho reso giustizia. Glielo dovevo. C’è decisamente di peggio».

 

In effetti la bellona di Città di Castello ha dimostrato, rispetto all’esordio nel 1991 con “La riffa” di Francesco Laudadio, di essere un’attrice eclettica, anche duttile, ferrata con le lingue. Apprezzata per “Le meraviglie” di Alice Rohrwacher, ha appena finito di girare “Sulla via lattea” di Emir Kusturica e tra un mese sarà la fascinosa Lucia per James Bond, di sicuro facendo impallidire il ricordo di Maria Grazia Cucinotta e Caterina Murino.

 

Sergio Rubini Sergio Rubini

«Il ruolo me l’ha proposto lo stesso Sam Mendes, invitandomi a pranzo a Londra. Una volta, anni fa, c’ero anche andata vicina. Ma io faccio tutto molto lentamente. Prima figlia a 40, seconda figlia a 45. Si vede che era destino: Bond a 50» ha confessato Bellucci. Certo, lei vive a Parigi, si muove in una dimensione internazionale, guadagna un sacco di soldi, un tempo aveva la residenza a Montecarlo per pagare meno tasse.

 

Il pennarello avvelenato di Disegni non deve averla turbata più di tanto. «In fondo una striscia di Disegni è sempre meglio dell’indifferenza e ti fa uscire dal circo critico ormai un po’ consunto» avverte Detassis. Tuttavia, che Monica l’abbia fatto per riflesso autoironico o per strategia divistica, quel bacetto al terribile satirico ha di fatto demolito la parodia. Altre cine-cagnette dovrà trovare “il fumettaro all’amatrixiana” (Disegni così si definisce, citando l’amato-odiato “Matrix”) per tenere alto il prestigio di implacabile stroncatore.

 

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