2025divano2605

IL DIVANO DEI GIUSTI/1 - AVETE ANCORA VOGLIA DI ANDARE AL CINEMA? PROPONGO DEI PREZIOSI RECUPERI COME “PARANAIA” DI GIANCARLO SOLDI, MUSICAL DA 25’ SULLA NAJA GIRATO NEL 1979 QUANDO IL REGISTA ERA MILITARE. VENNE SEQUESTRATO DAI CARABINIERI CON LA TESI CHE RIVELAVA CHISSÀ QUALI SEGRETI MILITARI. E’ STATO DISSEQUESTRATO ORA, DOPO 45 ANNI - VIENE MOSTRATO ASSIEME A “POLSI SOTTILI”. LI TROVATE STASERA AL CINEMA MEXICO DI MILANO - COSA TROVATE INVECE SULLE PIATTAFORME? SU AMAZON VI CONSIGLIO DI VEDERE “CUTTER’S WAY”, MENTRE SU NETFLIX AVETE LA SERIE "MASCHI VERI”, PIUTTOSTO PIACEVOLE… - VIDEO

paranaia

Marco Giusti per Dagospia

 

Che vediamo stasera? Avete ancora voglia di andare al cinema? Propongo dei preziosi recuperi come “Paranaia” di Giancarlo Soldi, piccolo anzi piccolissimo musical da 25’ sulla naja girato dal regista nel 1979 quando era militare con una telecamera in super8 che gli regalò l’artista Paolo Gioli. Ricordo che lo vidi al defunto festival di Salsomaggiore. Ma venne sequestrato dai carabinieri con la tesi che rivelava chissà quali segreti militari. E’ stato dissequestrato ora dopo 45 anni.

 

stefania casini polsi sottili

Viene mostrato assieme a “Polsi sottili”, film da 60’ di Soldi con Stefania Casini protagonista, girato nel 1985, presentato al Forum del Festival di Berlino. Lo riuscì a girare vincendo un quiz da Mike Bongiorno. I due film li trovate stasera al Cinema Mexico di Milano, il 28 al cinema Farnese di Roma e giovedì 29 alla Cineteca di Bologna alle 18. Sempre al Farnese trovate “Mangia!”, ultimo film prodotto dal mitico produttore pugliese Galliano Juso, assieme al biopic stracult su Tanio Boccia, e opera prima della cantate-attrice-regista barese Anna Piscopo.

 

mangia!

Nato da uno spettacolo teatrale della stessa Piscopo, che Juso vide tre anni fa e decise che sarebbe diventato film, è stato girato con mezzi limitatissimi, ma con grande gusto, dalla Piscopo a Catania, solo perché lì Juso aveva trovato il modo di risparmiare sulla lavorazione. “Mangia!”, che è un po’ un tormentone pugliese, perché tutto si cura col cibo (“e mangia a zio…”), testimonia l’insofferenza della gioventù del sud del paese e il desiderio di cambiamento in un’Italia dove tutto dovrebbe andare bene.

 

mangia!

Ma tutto va male a cominciare dalla famiglia, un padre che gioca, una madre che non c’è. Per Galliano Juso fu l’ennesimo tentativo di dar voce a personaggi giovani, creativi e marginali, e non a caso meridionali, per dare una scossa al nostro cinema inutilmente omologato. La Piscopo, nel film, rielabora con gran divertimento rock brani storici del folklore pugliese e costruisce precisi riferimenti al cinema muto, alle esperienze più dada. Vicina al mondo di Ciprì e Maresco degli inizi, di Rezza, perfino di Nico Cirasola, prima filmaker outsider pugliese di sempre.

maschi veri

Cosa trovate invece sulle piattaforme? Avete grossi film nuovi, come "Un film Minecraft" su Amazon o "Berlinguer. La grande ambizione" di Andrea Segre con Elio Germano su Sky. Non vi lamentate. Ieri sera mi sono visto una ventina di minuti di “Maschi veri”, serie Netflix italiana, già prima in classifica, di otto puntate dirette da Matteo Oleotto (“Zoran”) e Letizia Lamartire (“Baby”), scritti da Furio Andreotti e Giulia Calenda (gli stessi dei film della Cortellesi) con bravissimi attori, Francesco Montanari come Riccardo, Pietro Sermonti come Luigi, Maurizio Lastrico come Mattia e Matteo Martari come Massimo, quarantenni che non vogliono diventare adulti alle prese con ragazze decisamente più serie di loro, Nicole Grimaudo, Sarah Felberbaum, Laura Adriani.

 

our unwritten seoul

In realtà è il remake, devo dire ben adattato al gusto italiano, di una fortunata serie spagnola nata nel 2022 e già arrivata alla terza stagione dal titolo “Machos alpha”, ideata dai fratelli Alberto e Laura Caballero. Piuttosto piacevole. Leggo che ci sono anche apparizioni di Selvaggia Lucarelli e Ilary Blasi. Per fortuna non le ho viste. Devo dire che ero più tentato dalla serie coreana di Netflix appena programmata in tutto il mondo "Our Unwritten Seoul” diretta da Park Shin-woo, scritta da Lee Kang con Park Bo-young, Park Jin-young, Ryu Kyung-soo, su due gemelle che si scambiano le identità.

sirens

 

Ma la serie che sicuramente mi vedrò stasera su Netflix è “Sirens”, diretta da Nicole Kassell, Quyen Tran, Lila Neugebauer, ideata e scritta dalla Molly Smith Metzler di “Maid”, che avrete sicuramente visto, con Julianne Moore, Kevin Bacon, Meghann Fahy e Milly Alcock. Leggo che è tratta da una pièce teatrale (“Elemeno Pea”) della setessa Metzler, dove, in un weekend su un’isola meravigliosa, tre donne di età diversa, ma di ambiente alto borghese, le due sorelle, Devon e Simone, e la potente boss di Simone, Michaela, stabiliscono gerarchie di potere e di manipolazione che non sarà facile rompere.

cutter’s way

 

Su Netflix trovate anche “SHark 2. L’abisso”, cafonata con gli squali e Jason Statham, e il quarto volume di “Love Death + Robots”, la raccolta di cortometraggi horror e fantascientifici ideata da Tim Miller e David Fincher. Va vista, ragazzi. Su Amazon mi sono rivisto ieri, e vi consiglio caldamente di vedere, un bellissimo film anni ’80, “Cutter’s Way”, un giallo post-Vietnam ambientato a Santa Barbara diretto dal regista ceco Ivan Passer con Jeff Bridges, John Heard, Lisa Eichhorn.

pierfrancesco favino e toni servillo in adagio

Quando lo vidi a Venezia nel 1981, oltre a avere colori migliori, la fotografia strepitosa è di Jordan Cronenweth, vantava due attori dal grande futuro come Jeff Bridges, che lo ebbe, e John Heard, che non ebbe e non ho mai capito perché. Su Amazon trovate anche “Adagio” di Stefano Sollima con Toni Servillo, Valerio Mastandrea, Adriano Giannini come poliziotto infame e Pierfrancesco Favino in versione calva. Non è andato bene in sala, ma è un bel film.

 

love death + robots

Tra le rarità segnalo “La contessa di Parma” di Alessandro Blasetti del 1938, “Darò un milione” e “Ma non è una cosa seria” di Mario Camerini con Vittorio De Sica e Assia Noris. Fosse per me vedrei solo questi film antichi degli anni ’30. Non ho mai visto, invece, un vecchio film con Frank Sinatra del 1944, “Il denaro non è tutto”, diretto da Tim Whelan con Michele Morgan, Jack Haley e Sinatra.

 

fountain of youth

Su Apple tv+, dopo aver visto le ultime due puntate di “The Studio”, molto divertenti, ambientate al Comicon di Las Vegas, che chiudono una serie intelligente che avrebbe potuto darci anche di più, mi sono visto l’inizio fracassone di “Fountain of Youth”, altro film un po’ inutile di Guy Ritchie con John Krasinski come ladro internazionale, Natalie Portman come sua sorella gallerista, e la bellissima Eiza Gonzales, Domhnall Gleeson e Carme Ejogo. Francamente soldi buttati via. Noia. Natalie Portman irriconoscibile. 

shark 2. l’abissoelio germano berlinguer la grande ambizionethe studiomaschi veri LA CONTESSA DI PARMAour unwritten seoul valerio mastandrea adriano giannini in adagioadriano giannini toni servillo e francesco di leva in adagio gianmarco franchini in adagiofountain of youth francesco di leva in adagiogianmarco franchini e pierfrancesco favino in adagiodaro un milionecutter’s wayma non e una cosa seriastefania casini polsi sottili love death + robotsjack black un film minecraft mangia!shark 2. l’abisso sirens

Ultimi Dagoreport

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?