gwyneth paltrow bianco rosso e verdone

IL DIVANO DEI GIUSTI/2 – STASERA IN CHIARO C’È “BIANCO ROSSO E VERDONE”, CAPOLAVORO DI CARLO VERDONE COSTRUITO SU TRE EPISODI CON MARIO BREGA COME ER PRINCIPE (“STA MANO PO’ ESSE PIOMBO E PO’ ESSE PIUMA…”), LA MITICA SORA LELLA COME NONNA (“CHE NIPOTE, NON SA DISTINGUE’ LA FREGNA DA UN PAR DI MUTANDE”), IRINA SANPITER COME MAGDA (“NON NE POSSO PIÙ”), MOGLIE MAL SPOSATA CON FURIO CHE SCAPPERÀ CON ANGELO INFANTI - ERA UN BEL FILM “PARADISO PERDUTO” DI ALFONSO CUARÓN: RICORDO SOPRATTUTTO LE TAVOLE DI FRANCESCO CLEMENTE E IL GRANDE NUDO FRONTALE DI GWYNETH PALTROW CHE STUPIRONO TUTTO IL PUBBLICO – VIDEO

 

 

Marco Giusti per Dagospia

 

bianco, rosso e verdone

E stasera che vediamo in chiaro? Intanto, su Cine 34 alle 21, c’è “Bianco rosso e Verdone”, capolavoro di Carlo Verdone costruito su tre episodi con Mario Brega come er Principe (“sta mano po’ esse piombo e po’ esse piuma…”), la mitica Sora Lella come nonna (“che nipote, non sa distingue’ la fregna da un par di mutande”), Irina Sanpiter come Magda (“non ne posso più”), moglie mal sposata con Furio che scapperà con Angelo Infanti.

 

verdone milena vukotic bianco rosso e verdone

Carlo si sdoppia nel socio Aci ( "...Secondo lei faccio in tempo a lasciarmi la perturbazione alle spalle diciamo nei pressi di Parma?”), Mimmo, il nipote tontolone di Sora Lella (“Nonna, m'hanno fatto un buono, che vor dì, vor dì che...?" "... che te la piji n'der culo!"), il coatto Ametrano che torna dalla Germania per votare ("Ametrano, rifatte la foto che sei peggiorato"). Capolavoro assoluto, giusto vederlo il 2 giugno. Ma so che si prepara il restauro in 4K a Bologna.

 

Tv2000 alle 21, 10 passa “In guerra per amore”, film di amore e di guerra diretto interpretato da Pif alias Pierfrancesco Diliberto con Andrea Di Stefano, Sergio Vespertino, Maurizio Bologna.

 

 

in guerra per amore

Dopo averci raccontato i rapporti tra mafia e la DC in La mafia uccide solo d’estate, Pif ci spiega nel suo secondo film come il patto segreto tra l’esercito americano e i capi mafiosi legati a Lucky Luciano durante lo sbarco alleato in Sicilia nella Seconda Guerra Mondiale abbia finito per spingere l’isola nelle mani della mafia.

 

Anche qui, una piccola vicenda umana, una ossessione sentimentale, servono a Pif per raccontare in maniera ironica, ma chiara, una storia più grande che il cinema non sempre racconta. Il giovane Arturo, italiano a New York, per non perdere la bella Flora, Miriam Leone, promessa dallo zio al figlio di un boss, si arruola nell’esercito americano pronto a partire per la Sicilia.

 

pif miriam leone in guerra per amore

Potrà così chiedere la mano di Flora direttamente al padre di lei, che vive in un paesino sperduto siciliano. Per impedire tutto questo, il perfido boss chiede agli amici siciliani di eliminare Arturo. Morto più, morto meno, durante una guerra … Se la cornice, coi mafiosi e gli americani, è la cosa più spassosa, mentre l’intreccio ha qualche malfunzionamento e qualche scivolamento nel Benigni drammatico-poetico, il desiderio di Pif di riscrivere la storia della Sicilia è in gran parte riuscito.

 

Su Canale 27 alle 21, 10 trovate la commedia americana piuttosto rara “Due padri di troppo” di Ivan Reitman con Robin Williams, Billy Crystal, Nastassja Kinski, Charlie Hofheimer, Patti D’Arbanville, scritto da Lowell Ganz e Babaloo Mandel e remake di un film francese scritto da Francis Veber, “Les compères” con Pierre Richard e Gerard Depardieu.

 

due padri di troppo 2

Iris alle 21, 10 passa uno dei migliori film della serata, “Uomini e cobra”, unico western di Joseph L. Mankiewicz con Kirk Douglas, Henry Fonda e Warren Oates, copione meraviglioso pieno di colpi di scena e di serpenti a sonagli di Robert Benton e David Newman, un set incredibile ricostruito nel deserto da Edward Carrere fresco di “Mucchio selvaggio”.

 

Mankiewicz preferiva la sua versione lunga da 165’ a questa da 126’, che taglia via gran parte del ruolo di Lee Grant. Io ricordo bene nella versione italiana di allora, però, il gran nudo integrale di Barbara Rhoades che venne tolto da quella americana.

 

 

uomini e cobra

Su Rai Movie alle 21, 10 andrebbe recuperato un film di George Clooney che è sfuggito ai più, “Erano ragazzi in barca” con Joel Edgerton, Courtney Henggeler, Hadley Robinson, Chris Diamantopoulos, Callum Turner, storia del gruppo di ragazzi americani canoisti dell’Università di Washington che si preparano per le Olimpiadi del 1936 a Berlino.

 

Su Canale 20 alle 21, 10 il fantasy “Dungeons & Dragons: L’onore dei ladri” di John Francis Daley, Jonathan Goldstein con Chris Pine, Regé-Jean Page, Michelle Rodriguez, Chloe Coleman, Sophia Lillis.

 

Era un bel film “Paradiso perduto” di Alfonso Cuarón con Ethan Hawke, Gwyneth Paltrow, Anne Bancroft, Hank Azaria, Robert De Niro, La7 Cinema alle 21, 15, liberamente tratto da “Great Expectations” di Charles Dickens, ma ricordo soprattutto le tavole di Francesco Clemente e il grande nudo frontale di Gwyneth Paltrow che stupirono tutto il pubblico.

 

gwyneth paltrow nuda in paradiso perduto

Rai4 alle 21, 20 presenta “Io, Robot”, fantascientifico di Alex Proyas con Will Smith, Bridget Moynahan, Alan Tudyk, James Cromwell, Bruce Greenwood. Poco noto, potrebbe rivelarsi una sorpresa il thrilller con complotto, la Cia, una moglie morta ammazzata, parecchio da chiarire, “Chief of Station – Verità a tutti i costi” di Jesse V. Johnson con Olga Kurylenko, Aaron Eckhart, Alex Pettyfer, Laëtitia Eïdo, Daniel Bernhardt, Italia 1 alle 21, 20. Ha buone critiche.

 

Non venne accolto bene in quel di Venezia, ingiustamente, “America latina”, terzo film di Damiano e Fabio D'Innocenzo con Elio Germano, Astrid Casali, Sara Ciocca, Filippo Dini, Carlotta Gamba, Federica Pala, Rai5 alle 21, 20. Gli stessi che avevano esaltato “Favolacce”, attaccarono “America latina”, più o meno simile. Visto che non ritenevo "Favolacce" un capolavoro, ma un buon secondo film, forse un po' troppo alla moda, che prendeva qua e là spunti dal cinema sudamericano da festival, non sono rimasto affatto deluso da "America Latina".

 

elio germano in america latina dei fratelli dinnocenzo

 

Diciamo che è una specie di favolaccia ulteriore dedicata agli orrori della piccola borghesia italiana, in questo caso è di scena un dentista di Latina (da cui il titolo…) che formavano già il nucleo narrativo sostanziale del loro film precedente. Mi sembra inoltre che questo sia tecnicamente e artisticamente superiore al troppo osannato “Favolacce”, con la musica dei mitici Verdena, la fotografia di Paolo Carnera, il montaggio di Walter Fasano.

 

Magari quello che hanno guadagnato in professionalità lo hanno perso in freschezza rispetto ai film precedenti. Non saprei. Certo, anche in questo caso saranno divisivi per il pubblico e per i critici, ma comunque avercene di giovani registi aggressivi che parlano della società italiana più profonda e non di inutile commedia borghese.

 

gwyneth paltrow nuda in paradiso perduto 1

Anche qui, come in “Favolacce”, troviamo Elio Germano come pater familias in crisi in una sorta di assurda villa dalle parti di Latina, dove vive con la moglie e le due belle figlie. Ricco dentista del posto dovrebbe vivere una vita tranquilla.

 

Ma capiamo subito che non è così. Perché anche qui, gli orrori degli ultimi vent'anni di vita italiani, orrori tangibili a cominciare da quelli dell'edilizia residenziale, prendono vita come in un film di vampiri in un maniero tenebroso dove non capiamo se gli occupanti siano demoni o martiri o tutte e due le cose. E se il malessere nasca dal posto o viceversa.

 

elio germano america latina

Capiamo presto che il dentista ha un problema di memoria, ha un problema con un amico, Simone, che sembra la sua copia, con cui va a bere ogni tanto, ha problemi col vecchio padre, Massimiliano Wertmuller, e soprattutto ha problemi con qualcosa di inaspettato come una ragazza legata in cantina. Chi è? Chi c'è l'ha messa? Da quanto tempo sta lì? 

 

Magari, e qui hanno forse un po’ di ragione i critici alla Mereghetti e Morreale, costruendo il film in maniera così matematica, qualcosa non torna o va a vuoto, ci vorrebbe un Jordan Peele più che un Carlos Reygada a correggere il copione. E non bastano un po’ di numeri di un sempre perfetto Elio Germano per risolvere una costruzione registica che forse poteva essere più controllata.

 

bianco, rosso e verdone

Ma se le vostre aspettative non sono quelle del capolavoro a tutti i costi, vedrete "America latina" come un ottimo film molto dark su un modello di cinema sudamericano o coreano o sub garroniano da festival e troverete Germano bravissimo. Che è forse la lettura più giusta. E posiziona i D'Innocenzo tra i registi italiani più moderni e interessanti di questi ultimi anni.

 

Su Canale Nove alle 21, 30 passa l’action comedy “Corpi da reato” di Paul Feig con Sandra Bullock, Melissa McCarthy, Demián Bichir, Marlon Wayans, Michael Rapaport. Passiamo alla seconda serata con un film che ebbe un certo lancio due anni fa Venezia, “Una sterminata domenica” opera prima del romanissimo Alain Parroni, che lo ha scritto assieme a Giulio Pennacchi e Beatrice Puccilli, anche loro nuove leve della scena romana post-garroniana e post-d’innocenziana.

 

 

 

SANDRA BULLOCK E MELISSA MCCARTHY IN THE HEAT CORPI DA REATO

Riconosciamo al film, scrissi vedendolo, una bella vitalità e la capacità di sapersi destreggiare, uscendone sempre un attimo prima di diventare maniera, tra i marchingegni più estetizzanti del cinema alla Garrone e alla D’Innocenzo. Così, anche se la storia presentata da Parroni e dai suoi sceneggiatori, è in fondo niente di più di un vistissimo triangolo amoroso, lui-lei-lui, tra tre ragazzi emarginati che si muovono tra il litorale e le borgate piene di balordi e di lavoretti malavitosi, messi in crisi dalla gravidanza di lei e dalla giovane età di tutti (“Ma io ho sedici anni!” urla a un certo punto drammaticamente il più piccolo dei tre), la sua direzione dei giovani e inediti interpreti, Enrico Bassetti, Federica Valentini, Zavkaery Delmas, rispettivamente, Alex, Bruna e Kevin, e le sue trovate registiche ne fanno qualcosa da vedere con estrema attenzione.

 

ROBIN WILLIAMS HOOK

Perché non solo Parroni mostra un talento visivo non indifferente, sapendosi muovere in un terreno fin troppe volte calpestato da giovani registi, ma riesce a uscirne con dei salti mortali inediti che potrebbero davvero lanciarlo verso un cinema personale e non così ovvio. L’uso della musica del giapponese Shiro Sagisu, autore storico delle musiche di “Evangelion” e di “Shin Godzilla”, ad esempio, danno al film una carica che non avremmo pensato in un film che sembrerebbe davvero ideato come opera prima romana.

La7 Cinema alle 23, 20 passa “Hook – Capitan Uncino”, il Peter Pan di Steven Spielberg con Dustin Hoffman come Uncino, Robin Williams come Peter Pan, Julia Roberts come Campanellino, Bob Hoskins come Spugna, Maggie Smith come la nonna. Non è del tutto riuscito, ma è un grande film lo stesso grazie a questi attori incredibili.

 

 

mario brega e carlo verdone in bianco rosso e verdone

Quando Robin Williams morì è il film che volle vedere il suo amico Steven Spielberg. Ma piangeva troppo e lo interruppe a metà. Pieno di curiose apparizioni, Glenn Close come pirata con la barba che finisce nella cassetta degli scorpioni, Carrie Fisher e George Lucas.

 

Su Cine 34 alle 23, 20 torna un altro classico di Carlo Verdone, “Stasera a casa di Alice” con Carlo Verdone, Ornella Muti, Sergio Castellitto, Yvonne Sciò. Italia 1 alle 23, 25 passa l’action “Live – In corsa col tempo” di Steven C. Miller con Aaron Eckhart, Dina Meyer, Giancarlo Esposito, Ben McKenzie, Courtney Eaton, Jessica Lu.

 

Su Iris alle 23, 40 trovate “Cimarron” western meno riuscito del solito di un maestro come Anthony Mann con Glenn Ford, Maria Schell, Anne Baxter, Arthur O'Connell. Poi scopri che Mann venne licenziato dalla produzione a poco dalla fine delle riprese e sostituito con Charles Walters, poco adatto al western.

 

panatta la profezia dell'armadillo

Il film ovviamente fu un fiasco e la MGM, non potendo incolpare i registi, incolpò il povero Glenn Ford, reo anche del flop del drammaticissimo “I quattro cavalieri dell’apocalisse”, che venne quindi confinato a fare piccoli western di serie B. Mann non fece mai più un western in vita sua. Per di più Anne Baxter raccontava che Ford e Maria Schell erano stati molto vicini sul set durante le riprese, ma a film finito neanche si parlavano più.

 

la profezia dell armadillo 5

Su Canale Nove a mezzanotte passa l’action “Bastille Day” di James Watkins con Idris Elba, Richard Madden, Charlotte Le Bon, Kelly Reilly, José Garcia, Thierry Godard. Così così. Rai Movie all’1 recupera addirittura “Benvenuta”, sofisticato film di André Delvaux con Fanny Ardant, Vittorio Gassman, Mathieu Carrière, Françoise Fabian, Claire Wauthion.

 

Rai Due all’1, 25 riesuma il film di Zerocalcare non riuscito, cioè “La profezia dell’armadillo” diretto da Emanuele Scaringi con Simone Liberati, Pietro Castellitto, Laura Morante, Valerio Aprea, Claudia Pandolfi. Non piacque a nessuno. Soprattutto al suo autore.

 

SANDRA BULLOCK E MELISSA MCCARTHY IN THE HEAT CORPI DA REATO

Vediamo cosa scrivevo quando uscì. Lo aspettavano da anni tutti i pischelli, non solo romani, che hanno letto e riletto le graphic novel di Zerocalcare e conoscono tavole e battute a memoria. Del resto era un’occasione strepitosa per un produttore. E ricordiamo che il progetto di La profezia dell’armadillo, uscito alla fine per la regia di Emanuele Scaringi, con la sceneggiatura dello stesso Zerocalcare, cioè Michele Rech, Oscar Glioti, Valerio Mastandrea e Johnny Palomba, era nato per la regia di Valerio Mastandrea già qualche anno fa per poi essere accantonato in vista di tempi produttivi migliori. Bene comunque, però, ha fatto Domenico Procacci di Fandango a metterlo in piedi anche senza Mastandrea con la regia dell’esordiente Scaringi.

 

la profezia dell armadillo 1

L’idea di trasformarlo in un vero e proprio film con attori, lasciando personaggio-animale da fumetto sono l’armadillo del titolo, che poi è Valerio Aprea con un buffo costume da armadillo, può anche andare bene e la scelta dei due protagonisti, Simone Liberati come Zero e Pietro Castellitto come il suo amico Secco, è perfetta. Magari si potrà obbiettare che la mamma di Zero, che era una chioccia e qui diventa una Laura Morante un filo radical chic tra Quartiere Triste e Prati, sembra esser poco adatta a Rebibbia, il regno di Zerocalcare e dei suoi amici, ma quasi tutti gli altri personaggi, da Diana Del Bufalo a Gianluca Gobbi, da Teco Celio a Kasia Smutniak, sono molto divertenti e fumettistici.

 

la profezia dell armadillo 4

Si perde, è vero, il racconto interiore buffo, triste, ma sempre divertente del protagonista, ma forse avrebbe appesantito il racconto. Anche perché la storia del film non può che essere quella del fumetto, che vede il ventisettenne Zero, un ragazzo che sta per trasformarsi in adulto, alle prese con la morte della sua amica d’infanzia francese e primo amore non dichiarato, Camille, interpretata nei flash back da Sofia Staderini. Certo.

 

Trasformato in film, il racconto perde un po’ del suo parlarsi addosso romano, ma quasi tutte le scene tra Secco e Zero sono divertenti, quelle con l’armadillo pure, per non parlare delle lezioni che Zero impartisce al ragazzino di Roma Nord, Blanka, Samuele Biscossi, sui film da vedere, con L’odio di Kassovitz in testa a tutto, e comunque il film non tradisce l’impostazione da centro sociale+Caligari movie che avevano in testa Mastandrea e probabilmente anche Zerocalcare.

 

la ragazza con la pistola 1

Ovvio che non è dato per scontato che il pubblico non romano conosca esattamente dove stanno Rebibbia e Pigneto e abbia interesse all’eterno scontro delle periferie con Roma Nord. Concludiamo che il film, ricordando che è un’opera prima, è un compromesso accettabile tra un film Fandango e il fumetto di culto. Ma non vale, evidentemente, le serie curate dallo stesso Zerocalcare su Netflix, più vicine al suo mondo.

 

Su La7 Cinema all’1, 55 trovate “La ragazza con la pistola” di Mario Monicelli con Monica Vitti, Stanley Baker, Carlo Giuffrè, Stefano Satta Flores, Anthony Booth. All’epoca fu un film di grande successo. Oggi è davvero dimenticato.

 

la seconda moglie 1

Rete 4 alle 2, 45 propone il bellissimo film di Ermanno Olmi su Papa Giovanni, “E venne un uomo” con Rod Steiger, Adolfo Celi, Giorgio Fortunato, Ottone Candiani, Alfonso Orlando. Piuttosto raro “Amore mio, uccidimi!” un melodramma girato nelle Filippine da Franco Prosperi con Pamela Tiffin, Farley Granger, Orazio Orlando, Giancarlo Prete, Cine 34 alle 3, 30. La Tiffin lo fece solo perché le dettero un sacco di soldi e la portarono nelle Filippine. Nella sua autobiografia Farley Granger non lo cita nemmeno.

 

Iris alle 4, 40 lancia “La 25° ora” di Henri Verneuil con Anthony Quinn, Virna Lisi, Michael Redgrave, Serge Reggiani, che ricordo come un ricco polpettone. Chiudo col rarissimo “La seconda moglie” diretto dallo sceneggiatore Ugo Chiti con Maria Grazia Cucinotta, Giorgio Noé, Lazar Ristovski, Jessica Auriemma, Cine 34 alle 4, 50.

 

 

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