dargen d'amico

DOVE SI BALLA? NO, DOVE SI SCAZZA – DARGEN D’AMICO E LA LITE A "X FACTOR" CON MORGAN: “UNA DELUSIONE. È STATO QUALCOSA DI MEDIATICO PIÙ CHE DI PERSONALE TRA DI NOI. SE ACCETTI DI FARE QUEL TIPO DI TV COME GIUDICE, E QUINDI COME ATTORE, NON GIOCHI CON IL FANGO PRETENDENDO DI USCIRNE PULITO” – E POI LA FAMIGLIA EMIGRATA A MILANO DALLA SICILIA (“VIVEVANO IN 7 IN 30 METRI QUADRI”), SANREMO E IL MOTIVO PER CUI NON TOGLIE MAI GLI OCCHIALI NEANCHE DI NOTTE - VIDEO

 

Carlo Moretti per repubblica.it - Estratti

 

DARGEN D'AMICO

Ha scritto il pezzo per Sanremo pensando che i primi a emigrare siamo stati noi. Gli risuonavano nelle orecchie i discorsi dei genitori emigrati a Milano dall’isola di Filicudi, ma anche i racconti dei nonni volati in America a cercar fortuna. Anche la sua è stata una famiglia all’avventura per necessità: «A parte la mia nonna materna, sono tutti andati negli Stati Uniti.

 

Questo tema a casa mia è sempre stato un argomento di conversazione», spiega Dargen D’Amico. Rapper, cantautore, produttore e giudice nelle due ultime edizioni di X Factor, porta in gara al Festival Onda alta, una provocazione dance in cui, accanto alla festa della melodia e del ritmo ballabile, racconta di un barcone pieno di migranti che naviga, a largo di Malta, nel mare in tempesta.

 

 

Con Dove si balla lei invitava a ballare per uscire dal lockdown, in Onda alta si balla come sul Titanic.

DARGEN D'AMICO

«Una canzone può nascere guardandosi dentro o guardando fuori: questa è nata dalla considerazione che l’anno che si è chiuso è stato quello con il maggior numero di ingressi di irregolari, più di 150 mila persone. Noi siamo tutti abituati a camminare e a spostarci da un punto a un altro, l’essere umano non è nato dove siamo adesso, ci siamo arrivati».

 

Qual è un possibile approccio al tema?

«Sono cresciuto in una famiglia emigrata a Milano dalla Sicilia, peraltro in un gruppo familiare in cui tutti i membri sono emigrati negli Stati Uniti. Ho riletto vecchie lettere in cui venivano descritte le difficoltà dei primi giorni, le differenze nello stile di vita. Ho ascoltato anche tanti racconti sulle difficoltà che la mia famiglia ha dovuto affrontare quando è arrivata Milano, vivere in sette in trenta metri quadri. Sono dinamiche che si ripetono ogni qual volta si va a tentare la fortuna, a rappresentare la propria dignità».

 

Abbiamo cominciato a parlare con la luce del giorno e Dargen D’Amico indossava gli occhiali, poi sul terrazzo si è fatto buio pesto ma gli occhiali non li ha mai tolti.

Ha una grande passione per gli occhiali.

DARGEN D'AMICO MORGAN

«Per me gli occhiali sono un accessorio quotidiano, come le calze, ma sottovalutavo quanto possano attirare l’attenzione in chi non se li aspetta. Io li porto per tante ragioni ma la prima è forse più chiara per me che per gli altri: mi impegno a fare questo mestiere cercando però di rimanere anonimo, di avere un filtro anche dai social. Non vorrei perdere il contatto con cose semplici che mi piacciono, come prendere la metropolitana».

 

(...)

Lei ha sempre un look ricercato e molto colorato, si avvale di un armocromista?

«L’armocromista ottimizza i tuoi punti forti con dei colori, invece a me piacciono i colori per le sensazioni che mi danno, non necessariamente perché mi stiano bene indosso. Ho la possibilità di avere una stylist bravissima, mi segue da tanto tempo».

 

 

A X Factor ha litigato con Morgan.

dargen a x factor

«C’è stata un po’ di delusione perché tra i giudici c’era l’intenzione di concentrarci sul lavoro con i ragazzi, di fare un passo indietro. Poi so benissimo che in un programma come quello ci sono dinamiche da rispettare e un pochino di tv urlata va fatta. La mia delusione è stata quando le urla hanno coperto i ragazzi. Non conoscevo perfettamente Morgan nel meccanismo televisivo, è stato comunque qualcosa di mediatico, più che di personale tra di noi. E se accetti di fare quel tipo di tv come giudice, e quindi come attore, non giochi con il fango pretendendo di uscirne pulito».

dargen d amico scazza con morgan dargendargenambra angiolini morgan dargen 1fedez ambra angiolini morgan dargen 2dargen ambra angiolinidargen d amico

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…