NO, NON MORIREMO BERLUSCONIANI, IL BUON SENSO ALLA FINE PREVARRÀ: MA UN PEZZETTINO DI NOI, COME DICE MICHELE SERRA, CONSERVERÀ CON SIMPATIA IL RICORDO DI QUEL MILIARDARIO SENZA SCRUPOLI, GANASSA E FOTTITORE SEMPRE PRONTO A FARCI RIDERE, RIDERE ANCORA - MA CHI HA SUGGERITO A BERSANI DI ANDARE A “PORTA A PORTA” LA STESSA SERA DELLO SHOW DI SILVIO E MICHELE?...

Riceviamo e pubblichiamo:

Lettera 1
Caro Dago,
Il nostro amato Silvio è stato vittima di un altro complotto. Gli avevano detto che doveva andare a Servizio pubico.
Giovanni Polselli

Lettera 2
Caro Dago, Berlusconi che con la sua pochette pulisce la sedia dove ha scorreggiato Travaglio è una gag che nemmeno la mente del grande Totò avrebbe potuto partorire!
Saluti
Gino Celoria

Lettera 3
Gentile Signora Dagospia,
nel suo paragone tra la coppia Totò-Peppino e Berlusca-Santosubito, ha tralasciato Titina de Filippo interpretata da Marco Travaglio. Comunque glielo perdono, in ogni caso il Cavaliere non è stato affatto perdonabile, avrebbe dovuto donare a Santoro lo scoop più succulento: " A Putin l'ho detto io di dare la cittadinanza russa a Depardieu, per fare un dispetto a quei gallinacci dei francesi, lacchè dei poteri forti".
Amabo

Lettera 4
Non ho mai visto in nessun cimitero una lapide con su scritto "Grande Bugiardo e Puttaniere" . Tutti uomini, mariti, padri buoni e giusti...
Sanranieri

Lettera 5
Dago ma chi è il genio della comunicazione che ha suggerito a Bersani di farsi vedere a Porta a Porta proprio la stessa sera dello show di Silvio e Michele? Possibile che neanche coi due euro due a testa spillati alle primarie siano in grado di pagare per un buon servizio di comunicazione (che con B. in campo serve come il pane?). Onore al PD, che ancora una volta generosamente riuscirà a far vincere qulcun altro...

Lettera 6
Caro Dago,
ieri sera è andata in onda su La7 2013 Odissea nell'ospizio.
A presto,
Riccardo

Lettera 7
Caro Dago,
non so se a noi poveri mortali è concesso di dare un giudizio sulla trasmissione di Santoro con ospite Berlusconi, presentato dalla decadente stampa italica come "la madre di tutti i duelli verbali", con paginate. Di solito non guardo le trasmissioni televisive avendo una particolare idiosincrasia e giudicandole tra l'altro solo passarelle per i partecipanti e per chi le conduce.

Ad ogni modo non mi è parso per niente epico quello che è avvenuto nella trasmissione in questione, con la ripetizione di vicende e con le tante contraddizioni di Berlusconi, anche se nessuno si è peritato di mettere in evidenza che durante i tre anni del governo del Cavaliere i vari ministri, compreso Tremendino Tremonti, dopo gli incontri a livello Ue se la cavavano con un'epressione."Noi stiamo meglio degli altri", il che , putroppo, non era per niente vero. Cordiali saluti.
Giovanni Attinà

Lettera 8
Dago,
La Granada.
Prologo di Santoro, promette scintille, è carico come una molla, ma si capisce che l'acciaio usato non è della solita qualità, infatti, durante la pubblicità a Santoro viene iniettata una dose di calmante e lo stesso si ripresenta pacato, a metà trasmissione l'effetto del calmante scema e lui emette impercettibili tremiti e scuotimenti della testa che fanno presagire un nuovo attacco e così sarà, per fortuna la pubblicità permette una nuova iniezione ma la dose è forse insufficente, Santoro cerca di rinvigorire la trasmissione della quale ha perso il comando con una vibrante, imbarazzante ed esagerata impennata nei confronti del Cavaliere per la lettura dello stesso di una pappardella epistolare simile a quelle che ci propina settimanalmente Travaglio.

La Granada gli scoppia in mano ma l'astuzia e la scuola serale gli permettono di salvare capra, cavoli, panni e bambino, ma ormai è troppo tardi la partita finisce in uno zero a zero che, per chi gioca in trasferta è una vittoria. La consolazione di Santoro è negli ascolti, 8 mijoni e passa, ma non li ha fatti lui.
Avanti gli altri.
Brodino VE

Lettera 9
Caro Dago, Berlusconi da Santoro. Sarà anche chiamato "il banana", ma come verve e dialettica non lo batte ancora nessuno. Ho apprezzato molto la pulizia che Silvio ha fatto col suo fazzoletto della sedia sulla quale si era seduto Travaglio, se fossi stato presente gli avrei passato anche la bomboletta dell' insetticida. Per tutti e due soci.
Renor

Lettera 10
Caro Roberto, è sempre bello ed interessante quando i baciapile litigano.
Esce di tutto. L'intervista della Calabrò a Forlani è la conferma di chi è Riccardi e di quello che ruota dietro la facciata di Sant'Egidio. Un centro di potere nefasto che emana un pessimo odore. Con Todi, questi NON commendabili figuri volevano emulare la P2 di Gelli. Con una differenza: l' Aretino è un laico, intelligente, loro bene o male apprendisti
chierici niente affatto intelligenti, affamati di potere e poltrone. . Degni amici di Monti. E' andata bene così.
Vittorio Pietrosanti

Lettera 11
Caro dago,
il dagoreport di freccero è, ovviamente, perfetto. lui è l'intellettuale più acuto che ci sia sui temi televisivi, dunque capisce e conosce ogni segreto dello spettacolo che ci siamo sorbiti ieri sera su la7. ma il punto è che questa lunga storia di guitti pittati: berluska & santoro & travaglio & ormai pure vauro, è davvero moscia e noiosa. non si può più distinguere fra vespa e lerner, fra santoro e floris. tutto è stantio, crozza compreso, e ormai anche le critiche raffinate sul nulla sanno di nulla, sanno di fine di un mondo.

un po' come l'ennesima apologia dei soliti idioti e delle pernacchie fatta da quell'altro simpatico dagoreportista che è marco giusti. mentre la gente campa peggio, ci vorrebbero serietà e sobrietà, forse. ma poi arrivano monti & bondi, con le loro facce tristi, e scopriamo che invece sono dei modesti guitti anche loro...
dove sbattere la testa?
Rob

Lettera 12
Caro Dago,
partendo dal presupposto - che mi pare evidente - che Santoro e Berlusconi erano d'accordo per fare più cabaret che politica (avrebbe fatto comodo a tutti e due), voglio solo ricordare che la scenetta di Berlusconi che pulisce la sedia dove si era seduto Travaglio è ripresa pari pari dal racconto che Ninetto Davoli fa del suo primo incontro con Totò, prima che i due girassero assieme Uccellacci e Uccellini.

Orbene, Davoli si presenta a casa del principe De Curtis esattamente come era: un giovane borgataro romano degli anni Sessanta, con capelli lunghi, jeans e dall'aria poco pulita. Il principe lo fa accomodare su una poltrona e quando al termine del colloquio gli ospiti se ne stanno andando, si fa portare uno straccio e una bomboletta di DDT (lo spray che si usava all'epoca per mosche, zanzare e insetti nocivi) per scacciare eventuali e indesiderati resti. La citazione, forse inconsapevole forse no, ha fatto guadagnare a Berlusconi un punto sul mio personalissimo cartellino (che comunque, sino a ieri sera, era a quota zero).
Saluti
Bob

Lettera 13
Caro Dago,
giusto per ristabilire un po' la verità, all'indomani delle mille bugie spicciole dette dal banana-pinocchio alla trasmissione di Santoro: Il titolo mediaset raggiunse il suo massimo come quasi tutti gli altri nel lontano 2007 dove era quotato circa 9 euro, non nel 2011 come ha detto lui. Inoltre fu Confalonieri stesso a suggerire al banana di farsi da parte per non compromettere definitivamente le aziende.

La crisi italiana va fatta risalire almeno al 2001, da lì la crescita è sempre stata poco significativa rispetto agli altri paesi europei e non solo. Purtroppo la trasmissione di Santoro è stato un ring televisivo senza nessun contraddittorio da parte di esperti, con i soliti assist invece su escort e processi con i quali va a nozze ormai da 20 anni.
Alessandro

Lettera 14
Milioni di commenti rifritti sul programma , tutti i media grufolano come al solito e fanno la chiosa e la "radiocronaca " dell'incontro ma non parlano di due argomenti fondamentali molto più importanti di tutte le sceneggiate TV : il costo del denaro pagato alle banche private (!) e la conseguente necessita ' di riprendere il controllo e la proprietà ' della moneta e il rapporto 1a100 tra costo del lavoro in Cina e Italia (!). Propongo i due piccoli impresari che ne hanno parlato ma di cui nessuno parla , come prossimi ospiti di Santoro , come senatori a vita , e ministri di un futuro governo a base non" tecnica " ma di vita reale e italiana indipendente . Ciao da olivo della pace.

Lettera 15
ta sempre chi non può più tacciarlo, oggi Don Bosco, ieri Papa Giovanni XXIII: questo è don Gallo, il "prete da marciapiede", come lui stesso si definisce. Ma se questi due grandi santi della Chiesa universale potessero parlare, certamente non apprezzerebbero l'operato di questo antagonista di Cristo ed anzi, molto probabilmente, lo condannerebbero apertamente.

La Chiesa, da sempre, osserva perplessa questo falso profeta travestito da prete che non perde occasione per criticarla e sbeffeggiarla. Che fare? Sospenderlo "a divinis"? Non è necessario: lo ha già fatto lui stesso prendendo le distanze da Cristo e dalla Sua Chiesa ed elevando a propri modelli di verità un florilegio di figuri quali Gramsci, i partigiani, Pannella, De Andrè, nonché esponenti dei vari movimenti femministi, abortisti, omo, lesbo e transessuale; e nel pentolone di Don Gallo galleggiano anche occultisti e satanisti, ma questi stranamente non vengono mai citati! Eppure...secondo il vangelo di don Gallo, anche costoro sono un dono di Dio: "non son gigli, ma son figli" per usare una sua espressione...!

"Prete da marciapiede", ma da sempre pronto a scendere ancora più in basso, anche in quel regno di dannazione che Cristo chiama inferno. Chissà, forse il nostro don Gallo ha fatto propria l'affermazione di Oscar Wilde "Preferisco il Paradiso per il clima, l'inferno per la compagnia...". Stia certo: fra poco verrà accontentato
Lorenzo Gnavi Bertea

Lettera 16
I dati di ascolto della puntata di ieri sera (33,6% di share, 8.600.000 di telespettatori) di Servizio Pubblico confermano che era dai tempi della finale degli Europei 2012 Italia-Spagna 0-4 che un evento televisivo non coinvolgeva tanto gli italiani quanto il confronto televisivo Berlusconi vs. Santoro & Travaglio.

Utilizzando tutti i mezzi della commedia all'italiana, epigono di Totò in chiave meneghina, dalla ripetizione iterativa di luoghi comici ("le scuole serali") alle gag fisiche (lo spolverio della sedia su cui si era seduto Travaglio), Berlusconi ha stravinto anche lui 4-0, con la differenza che di fronte al rischio di affossare un'altra volta e forse per sempre l'Italia, gli italiani questa volta si sono divertiti come non gli capitava da tempo.

Berlusconi è ormai completamente trasformato nel nonno piazzista che ne combina di tutte, lascerà figli e nipoti sul lastrico carichi di debiti, ma in fondo tutto gli sarà sempre perdonato. In fondo chi non vorrebbe il reality con lui 24h al giorno, Berlusconi che va in Senato, poi passa in Mediaset, fa il motivatore ai commerciali in Publitalia, la sera cena con la pasta tricolore, la danza delle sgallettate, lui che ne sceglie una, e mentre l'accompagna nello scannatoio chiude la porta alla telecamera "eh però qui ci lasciate un po' di intimità" e fa l'occhiolino.

Anche questa volta c'è un clamoroso errore a sinistra, nella persona di Santoro che è stato battuto proprio in casa; tornano in mente i diktat di Grillo, molto più pragmatico (a proposito, auguri per il matrimonio con Casa Pound!), che saggiamente invita a non confrontarsi con avversari televisivamente più forti.

No, non moriremo berlusconiani, il buon senso alla fine prevarrà: ma un pezzettino di noi, come dice Michele Serra, conserverà con simpatia il ricordo di quel miliardario senza scrupoli ganassa e fottitore sempre pronto a farci ridere, ridere ancora.

 

STRETTA DI MANO TRA TRAVAGLIO E BERLUSCONI jpegSANTORO BERLU berlu travaglio berlusconi, santorosilvio berluberlusconi, santoroBERLUSCONI SPOLVERA LA SEDIA SU CUI ERA SEDUTO TRAVAGLIO VESPA CON ALLE SPALLE ALFANO E BERSANI Pier Luigi BersaniBruno Vespa Carlo Freccero

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