riccone ricco

ÉLITE DIGITALI - ARRIVA L’A-SOCIAL NETWORK PER STRARICCHI: 6MILA DOLLARI DI ISCRIZIONE E 3MILA DI ABBONAMENTO, IL FONDATORE: “É STATO CREATO PER GENTE CHE HA PIÙ SOLDI CHE TEMPO A DISPOSIZIONE”

https://netropolitanclub.com/

 

Pietro Minto per “la Lettura - Corriere della Sera

 

Non tutti hanno la stessa idea di cool. Nella scelta di un ambiente online in cui conoscere nuove persone e comunicare con i vecchi amici, la maggior parte di noi ha optato per Facebook, il gigante del settore. Altri hanno preferito Twitter oppure Tumblr, soprattutto i piu? giovani, che in questo modo sono sicuri di non incappare negli avatar dei loro genitori.

netropolitan 5netropolitan 5

 

E poi, ancora, Instagram. O Reddit, per i piu? ricercati. Tutti questi social network, diversissimi tra loro, hanno una caratteristica in comune: sono gratuiti e fanno della gratuita? un vanto, un orgoglio che si respira leggendo lo slogan che campeggia sulla homepage di Facebook: «...e? gratis e lo sara? sempre».

 

Niente scherzi, quindi, la modalita? free e? unica ed eterna, gli utenti non devono temere sorprese nel futuro. C’e? pero? chi non si trova a proprio agio con questa policy e l’assenza di selezione all’ingresso che comporta: andare online per trovare tutti... ma proprio tutti-tutti? Meglio di no. Sono nati cosi? piccoli social network sperimentali in cui il pagamento — con l’arroganza del censo e sfidando il senso del ridicolo — diventa l’unico modo per evitare le masse e dichiarare al mondo: «Io me lo posso permettere».

 

E visto che si e? disposti a usare il portafogli, tanto vale gonfiare le tariffe in modo da creare esclusivi circoli online per l’1% della popolazione (famosa percentuale che definisce la fascia di popolazione mondiale che dispone di circa la meta? della ricchezza mondiale).

netropolitan 4netropolitan 4

 

La prima di queste e?lite digitali a nascere fu ASmallWorld nel lontano 2004, appena pochi mesi dopo la nascita di Facebook, all’epoca limitato ai soli studenti di Harvard. Inizialmente presentato come una sorta di «MySpace per ricchi», A Small World ha resistito per un decennio in un settore in cui il tasso d’estinzione e? elevatissimo, e lo ha fatto grazie soprattutto a una formula che lo fa somigliare a un Rotary Club a distanza.

 

Il social network e? infatti soltanto una parte del progetto, il cui punto forte e? invece la serie di eventi reali organizzati attorno a questa community eterea: cene, raccolte fondi, serate in discoteca; a garantire l’accesso alle «persone giuste» c’e? un sistema di inviti interno per cui ogni aspirante membro del club deve richiedere l’ingresso a uno dei 250 mila utenti del sito.

 

Un severo sistema di pesi e contrappesi per mantenere inalterata la demografia da 1% del sito (non sia mai che entri un precario o un contratto a tempo determinato) e a cui recentemente e? stata aggiunta la richiesta di una quota d’iscrizione ai suoi iscritti (non particolarmente alta: 105 dollari l’anno) per risolvere una crisi interna dovuta agli scarsi introiti pubblicitari.

netropolitan 3netropolitan 3

 

Esiste da poche settimane un’alternativa piu? social ad ASW ma e?—e non stupisce — molto piu? cara: l’ha creata a settembre un ex direttore d’orchestra statunitense, James Touchi-Peters, e si chiama Netropolitan. Un «asocial network» i cui costi (9.000 dollari, 6.000 per l’iscrizione piu? 3.000 di «abbonamento» annuale) lo rendono il tempio del privilegio su internet, alternativa a Facebook per straricchi.

 

Non parliamo di un sito attorno al quale vortica un giro di eventi «classici», ma di un vero social network in cui ogni utente ha un profilo molto sobrio (poco spazio per le foto e le altre amenità da siti popolari) e può interagire con i suoi parigrado nei forum, nella sezione dedicata alle discussioni e nei gruppi privati. Un luogo esclusivo dove incontrare altre persone fidate, tutte disposte a pagare migliaia di dollari per non incappare nella bolgia di Yahoo Answer o Twitter.

 

L’immagine promozionale con cui Netropolitan apre il suo sito e si presenta al mondo — il restante 99% della popolazione — offre una buona dimostrazione di quello che vi si può trovare al suo interno: un gruppo di giovani a bordo di un aereo privato, sorridenti e ben vestiti; uno di loro mostra ai suoi amici una pagina del social network su un iPad; tutti sorridono bevendo cocktail che si intuiscono molto ricercati e conseguentemente costosi.

netropolitan 2netropolitan 2

 

«È un fenomeno sorprendente e non sorprendente allo stesso tempo», commenta Adam Arvidsson, docente di Nuovi media e Sociologia della globalizzazione all’Università Statale di Milano, autore con Alessandro Delfanti del volume Introduzione ai media digitali (il Mulino). «È inevitabile che nel mondo digitale possano presentarsi le stesse distinzioni di classe che esistono nella vita reale. In fondo qualcosa di simile è già avvenuto anni fa quando agli albori di Facebook il social network veniva considerato una cosa da studenti di college», elitario, mentre MySpace era più popolare.

 

Difficile non notare il velato controsenso di Netropolitan, però: la creazione di uno spazio per l’1% quando, continua Arvidsson, «quelli che davvero appartengono all’élite dell’élite non usano i social network, forse non hanno nemmeno uno smartphone».

 

È un punto su cui si sofferma anche Nathan Jurgenson, teorico dei social media statunitense, che contattato dalla «Lettura» si è chiesto se «davvero i ricchi del mondo abbiano bisogno di connettersi a internet per dimostrare la loro opulenza». Sembra un atteggiamento sospetto, anche perché a molte persone potenti «piace l’idea di essere nei social media senza utilizzarli davvero, è una forma di privilegio».

netropolitan 1netropolitan 1

 

C’è però chi non teme di mostrare i propri eccessi alla gente comune e anzi ricerca i social network più di successo per raggiungere il più ampio pubblico possibile, facendo del vanto un’attività 2.0. «Rich Kids Of Instagram» è un tumblr nato nel 2012 che raccoglie foto e commenti di questa super casta di miliardari, uno sguardo su adolescenze fatte di Lamborghini, iPhone e selfie con mazzette di dollaroni.

 

Un mondo popolato da personaggi incredibili che hanno finito per convincere l’anonimo creatore del sito a provare lo sbarco in libreria con Rich Kids Of Instagram: A Novel, tentativo fallito (molto fallito, a giudicare dalle poche recensioni recuperabili) di portare questo cast di nuovi nobili sul piano della fiction. I suoi protagonisti sono tutte persone per le quali l’idea di un social network chiuso, protetto e tutto dedicato ai ricchissimi sembra una follia, persone per cui il fine ultimo della ricchezza è la discussione della ricchezza in pubblico, perlopiù con gente di ceto inferiore.

NETROPOLITANNETROPOLITAN

 

Il caso-limite in questo senso è sicuramente quello di Lavish P., giovanissimo figlio di miliardari dall’identità enigmatica, che dal suo account Instagram @itslavishbitch mostra al mondo la sua esistenza solitaria di macchinoni, bottiglie di San Pellegrino gettate nel water e mazzette da quattromila dollari attentamente legate a palloncini gonfi d’elio e fatte volar via: non per beneficenza, sembra di capire, ma per disprezzo della povertà.

 

Novemila dollari non regalano solo un discutibile attestato di unicità pecuniaria: visto che il servizio viene pagato di tasca propria dagli utenti, Netropolitan può permettersi di trattare con cura certosina le identità e i dati personali dei suoi utenti.

 

 

RICCONE RICCORICCONE RICCO

Se dietro al fosco trattamento dei dati perpetuato da Google, Facebook e gli altri giganti del web c’è difatti il solito alibi, ormai foglia di fico («Forniamo servizi gratuiti, in qualche modo dobbiamo pur guadagnare»), il Netropolitan Club si caratterizza come un ambiente minuscolo e fondato sul denaro, quindi i suoi contenuti sono al riparo dall’indicizzazione dei motori di ricerca, non vengono ceduti ad aziende esterne e, come dicono i fondatori del sito, «non accetteremo mai denaro per promuovere prodotti o servizi esterni».

 

Che è esattamente il minimo che ci si aspetta da qualsiasi club esclusivo. Non è dato sapere quanto questa attenzione alla privacy sia parte della mission originale del sito o quanto sia stata un piacevole incidente di percorso nella creazione di un Facebook d’élite, ciononostante il caso di Netropolitan sembra confermare un noto adagio di internet, secondo cui «se non paghi per una cosa, non ne sei l’acquirente, sei la merce stessa».

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…