elio e le storie tese

FERMI TUTTI: ELIO E LE STORIE TESE NEL ’96 AVEVANO VINTO SANREMO! “CI FU INDAGINE. ALLA FINE DELL’INTERROGATORIO IL CARABINIERE MI DISSE CHE AVEVAMO VINTO NOI, CHE ERANO STATE TROVATE SCHEDE SBIANCHETTATE. LA VINCITRICE GIORGIA MI DISSE CHE ANCHE A LEI AVEVANO RIFERITO LA STESSA IPOTESI. MA NON CI INTERESSAVA. ERAVAMO ANDATI LÌ PER ROMPERE LE BALLE E CI ERAVAMO RIUSCITI” – IL RAP AL PRIMO MAGGIO 1991 (“INTERRUPPERO LA DIRETTA”), LA MORTE DI FEIEZ, L’AUTISMO DEL FIGLIO DANTE E LA PROPOSTA VANNACCI SULLE CLASSI DIFFERENZIALI (“UN’IDEA VECCHISSIMA”) – VIDEO

Walter Veltroni per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

(...)

ELIO

Lo incontro per parlare del tour estivo di Elio e le Storie Tese dal titolo devastante: «Mi resta solo un dente e cerco di riavvitarlo» e del Concertozzo, una lunga performance che si terrà, con il contributo del Trio Medusa, a Monza il 26 maggio.

«Sarà una festa, suoneremo dalle 15 a mezzanotte. È il terzo che facciamo, ospiteremo persone che ci piacciono, come il Trio, e soprattutto sarà musica dal vivo, gente che suona davvero sul palcoscenico, non autotune o diavolerie simili. Tutto reale, dal vivo».

 

E le tante dicerie sullo scioglimento della sua band?

«Ma no, ci piace scimmiottare i grandi gruppi che si sciolgono con facilità e poi magari fanno un’ultima tournée della reunion che dura dieci anni. Anche spaccare gli strumenti in scena, come faceva Jimi Hendrix, è una cosa che ci intriga. Lo abbiamo fatto.

Prendevamo chitarre da poco e ne spaccavamo cinque insieme».

 

Elio, quanto è difficile oggi far ridere?

«Molto, non ci sono più occasioni, sembra sia ormai proibito farlo. Se succede, è come fosse apparsa la Madonna di Czestochowa. Ho fatto un programma, Lol. Lo abbiamo girato a settembre ed è andato in onda a Pasqua, neanche ricordavo di aver partecipato. La gente mi fermava per strada, come accadeva agli altri, e ringraziava perché l’avevamo fatta ridere. Come fossimo dei salvatori dalla tristezza incipiente. Un tempo ci si divertiva tanto. Negli anni Settanta c’erano il terrorismo, la droga, i sequestri. Eppure ridevamo come pazzi. Penso a quando nacque il Derby a Milano, alla vena di follia di chi lo frequentava. Guarda i nomi di chi c’era, solo a leggerli viene da ridere».

ELIO E LE STORIE TESE

 

 

(...)

Voi fate uno spettacolo musicale che è quanto di più vicino al teatro. E non avete mai disdegnato aristocraticamente il grande pubblico.

«Siamo anche andati a Sanremo. Lo avvertivamo come un servizio pubblico da compiere.

Sapevamo che esisteva un pubblico fatto di persone come noi e volevamo rappresentarlo. Una splendida minoranza. Poi però siamo arrivati due volte secondi. Con La terra dei cachi abbiamo rischiato di vincere, anzi forse avevamo vinto».

 

Ci fu persino una strepitosa indagine giudiziaria...

«Sono stato interrogato, ero molto orgoglioso di questo, e mi hanno chiesto cose sinceramente senza senso, tipo se Pippo Baudo avesse interferito sulla composizione della canzone. Alla fine dell’interrogatorio il carabiniere mi disse, off the record , che avevamo vinto noi, che erano state trovate schede sbianchettate. Giorgia mi disse che anche a lei avevano riferito la stessa ipotesi. Il mistero si infittiva. Ma non ci interessava. Eravamo andati lì per rompere le balle e ci eravamo riusciti».

 

elio e le storie tese 55

Il giorno più brutto vissuto da te e dal gruppo credo di saperlo...

«Sì, quando è morto Feiez. Era davanti ai nostri occhi. Non so a quanti sia capitato di vedere morire così un amico, qualcuno con cui hai condiviso giorni, sogni, speranze, rabbie. Lui aveva 36 anni. Quando crollò, suonando, ebbi la sensazione che se ne fosse andato un pezzo di me, che nulla sarebbe stato più come prima.

Accadde il 23 dicembre e ricordo l’atmosfera surreale di quei giorni, tra lutto e festa, con i doni e le cene mischiate alla morte di un tuo amico. Tutto surreale. Ma purtroppo tutto vero».

 

Il giorno più divertente, invece?

«La seconda volta al Festival. Ci eravamo travestiti da ciccioni, oggi verremmo giustamente condannati per body shaming, ma erano altri tempi e bisogna storicizzare tutto.

 

ELIO E LE STORIE TESE

Pensa che sono andato a sentire i Pagliacci di Leoncavallo e mi sono accorto che, quando Tonio viene offeso dalla bella, hanno cambiato la parola “gobba” in “schiena”... Comunque, imprigionati in quei costumi, non vedevamo l’ora di andare in bagno. Ma ci consegnavano tutti i premi possibili. Arrivati esausti al momento della classifica generale, abbiamo temuto di aver vinto. Non so se la nostra tenuta stagna ci avrebbe consentito di ritirare il premio...».

 

A proposito di incidenti, parliamo di quello del Primo Maggio 1991.

«Siamo sempre stati crudeli. Il Concertone del primo maggio già allora si stava trasformando in una specie di Festivalbar e allora noi decidemmo di combinare un po’ di casino. Il giorno prima si facevano le prove. Noi indossammo i panni dei bravi ragazzi, eseguimmo un repertorio classico. Ci fecero giurare che ventiquattr’ore dopo non ci saremmo mossi da lì».

lo spot di elio e le storie tese per mcdonald 4

 

Per quello avviasti l’esibizione dicendo «Depistaggio per il funzionario Rai».

«Esatto. Iniziammo un orrendo rap che raccoglieva tutte le informazioni pubblicate sui giornali in quel tempo su Andreotti, Cossiga, Ciarrapico. Era roba dura, che non piacque. Interruppero la diretta e diedero la linea a Vincenzone Mollica che intervistò Ricky Gianco.

 

Io, quando arrivarono sul palco gli organizzatori per farci smettere, mi buttai per terra urlando “Come Jim Morrison!”. Poi ci siamo chiusi in camerino, che era una tenda, in attesa che accadesse qualcosa. Vedemmo arrivare dei carabinieri e ci dicemmo “Ci siamo”. Invece volevano una foto...».

 

Poi ci fu la rissa che scatenasti a «Night Express», da molti scambiata per autentica.

«Fu molto divertente. Simulammo una contestazione e io mi lanciai per regolare i conti con l’oppositore, tipo Trump oggi. Ma io scherzavo. Per anni tutti pensarono fosse vera.

Ci divertivamo a creare situazioni di tipo futurista, volte a provocare reazioni nel pubblico. Ci piace che sia vivo, partecipi, abbia emozioni. Il mio incubo è vedere gente addormentata».

ELIO A PIZZAUT

 

Prima del Concertozzo, il 25 maggio, voi incontrerete a Monza le associazioni dell’autismo. Un problema che ha fatto irruzione, con tuo figlio, nella vita della tua famiglia.

«Ce ne siamo accorti molto presto. È stata mia moglie a percepire delle anomalie nel comportamento di Dante. Io la consolavo, le dicevo che tutto si sarebbe normalizzato. Ma noi abbiamo due gemelli e le differenze, nel percorso di crescita, si vedevano nettamente. È stato difficile trovare qualcuno che sapesse farci una diagnosi chiara e che ci indirizzasse. Non esiste un numero di telefono a cui rivolgerti, un indirizzo dove andare. Ti rendi subito conto che l’autismo di un figlio si coniuga con la assoluta solitudine dei genitori. E questo vale per ogni tipo di disabilità».

 

ELIO A PIZZAUT

Quali sono i segnali che avete avvertito?

«La prima cosa che vorrei dire ai genitori è che bisogna fare presto, non aspettare i tre anni, non rinviare. Noi abbiamo visto che Dante aveva un’attenzione ossessiva per le trottole, anche lui girava su sé stesso e non finiva mai di farlo. Aveva attenzione per le cose e non per le persone. L’autismo può portare gravi difficoltà relazionali, anche ritardi mentali, motori, cognitivi».

 

A chi avete chiesto aiuto?

«È tutto incerto, la prima reazione è lo sconforto. Sono sincero: è la paura, la disperazione. Manca tutto, credimi. Manca tutto. Manca un protocollo che una mamma e un papà possano seguire, che funzioni da bussola in quel maremoto. Devono cercare con il lanternino, da soli, nel dubbio di non aver trovato persone e soluzioni giuste».

 

Cosa pensi dell’idea di Vannacci a proposito delle classi differenziali?

dante belisari il figlio di elio al concerto del padre

«È un’idea vecchissima, superata dall’esperienza. Quello che fa bene è l’inclusione. È quello che deve accadere per portare benefici ai nostri figli. Bisogna che questi ragazzi siano aiutati a crescere insieme agli altri. Non separati. E questo fa bene a tutti, l’obiettivo è quello dell’autonomia e dell’indipendenza, per quanto possibile. Il percorso delle classi differenziali invece porta alla ghettizzazione».

 

Come sta Dante?

«Ora ha 14 anni, lui è consapevole. Anche troppo, lo dice continuamente. Ha fatto un lavoro impressionante, una fatica struggente. Anche in questo, i ragazzi autistici pagano un prezzo rispetto ai loro coetanei. Per lui tutto è stato fatica: mettersi una maglietta, andare in bagno, parlare. Tutto gli è stato insegnato. Lui ha faticato tanto, ma noi ci siamo potuti permettere che fosse seguito. Ma chi non ha i soldi? Anche qui, proprio quando la mano pubblica dovrebbe riequilibrare le differenze, invece si accentuano le diseguaglianze sociali. Esistono associazioni, ma sono private. Non c’è nulla di pubblico che affronti il problema dell’autismo e sia vicino alle famiglie».

 

dante belisari il figlio di elio al concerto del padre

Come immagini il futuro di tuo figlio?

«Non riesco a immaginarlo. Da una parte è un incubo, la sua solitudine quando noi non ci saremo, dall’altra un sogno, quello di una vita libera e indipendente. È il dramma di centinaia di migliaia di persone in questo Paese. Sembra sia scomodo o inopportuno persino parlarne. In Lombardia hanno tagliato addirittura i fondi per quelli che — nell’uso dell’inglese non risparmiamo — vengono chiamati i caregiver per i casi di disabilità grave».

 

Quindi l’incontro di Monza sarà l’occasione per dare voce alle famiglie e alle associazioni?

«Ci ritroveremo, noi genitori, per parlare con persone competenti, che hanno studiato questo problema che sta crescendo enormemente. E per condividere esperienze fantastiche come quella di PizzAut — fondata da Nico Acampora, padre di un ragazzo autistico — che sta diventando un vero fenomeno.

 

Invece di far stare i ragazzi in istituto, lui ha pensato di occuparli in ristorante e ora sta progettando 107 mezzi mobili con a bordo di ciascuno cinque ragazzi autistici. Non è bellissimo? Così producono persino reddito, diventano contribuenti. Il presidente Mattarella, con la sensibilità che conosciamo, ha voluto segnalare questa esperienza eccezionale. Ma è un padre ad averla inventata. La politica, i governi, non pervenuti».

dante belisari il figlio di elio al concerto del padre

 

È anche, per i ragazzi, una gigantesca esperienza di socializzazione.

«Pensa che uno di loro ha detto: “Quando ero in istituto mi accorgevo di morire ogni giorno un po’”. Fanno un lavoro, stanno insieme, imparano a relazionarsi con le persone, hanno soddisfazioni. Il lavoro, in questo caso, ha un valore di risarcimento. Sembra sia di Darwin la frase “Il lavoro nobilita l’uomo”.

 

Ma nel caso dei ragazzi autistici è di più. Restituisce loro frammenti di vita che altrimenti gli sarebbero preclusi. Sono 600.000 i casi registrati e chissà quanti sono sconosciuti perché nascosti dalla vergogna sociale. Un bambino ogni 75 dei nuovi nati è autistico. E non si sa perché. Ma se non si investe sulla ricerca non si saprà mai. E non si troveranno mai dei rimedi».

 

Siete collegati, voi familiari?

ELIO 2

«Attraverso le associazioni. Ma andando in giro incontro tante persone che mi dicono “Anche io...”. Sono impressionanti la quantità e la misura della solitudine di chi ha avuto la vita sconvolta dall’irruzione dell’autismo nella propria esistenza. Che siano i ragazzi o i loro genitori. Soli, gli uni e gli altri. È importante parlarne, non chiudersi, non nascondersi. È un esercito di persone mute, spesso annichilite da qualcosa che ti cambia tutto. La fatica, per tutti, è spesso insopportabile. Non ci sono pause, non ci sono momenti sgombri di pensieri, mai».

 

Come il Calvero di Chaplin tu vuoi, tu devi dare allegria pur portando questo peso.

«Io ho sempre vissuto la mia attività artistica come qualcosa che mi consente di donare agli altri. Mi piace veder ridere il pubblico. Mi sembra che si semini del bene, di cui c’è un gran bisogno in questi tempi».

rocco elio e le storie teserocco elio e le storie tese

Ultimi Dagoreport

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’