TABLOID AL ROGO! – LA COMMISSIONE LEVENSON, CHE INDAGA SUI CRIMINI DEI GIORNALI DI MURDOCH IN GRAN BRETAGNA, RIMETTE IN DISCUSSIONE IL CONFINE, SEMPRE MOLTO LABILE PER GLI INGLESI, TRA DOVERE DI CRONACA E DIRITTO ALLA PRIVACY - HUGH GRANT, LA SCRITTRICE J.K.ROWLING E SIENNA MILLER ACCUSANO LA STAMPA SCANDALISTICA DI AVER VIOLATO LE LORO VITE – LO SCOOP DEL “NEWS OF THE WORLD” SUL FESTINO-NAZI A CUI AVREBBE PARTECIPATO, COSTÒ CARO A MAX MOSLEY: SUO FIGLIO, CHE GIÀ ERA IN DEPRESSIONE, MORÌ DI OVERDOSE…

Andrea Valdambrini per il "Fatto quotidiano"

Vite spiate e paparazzate. Quelle di star dai nomi universalmente note come Hugh Grant, Sienna Miller, JK Rowling, che confessato di provare costante ansia per la presenza di giornalisti e fotografi. Ma anche quelle di famiglie normali finite sotto l'occhio dei riflettori a causa di episodi di cronaca terribili, come il rapimento e l'uccisione delle 13enne Milly Dowler nel 2002 o la sparizione, quattro anni fa, della piccola Madeleine McCann.

La stampa britannica sembra proprio essere andata troppo al di là del diritto di cronaca. Lo ha fatto con i propri tabloid di punta, primo tra tutti News of the World, settimanale scandalistico del gruppo Murdoch, chiuso a luglio, sull'onda dello scandalo, per aver spiato a lungo, a caccia di scoop, i telefoni di almeno 6000 persone, famose o meno che fossero. Per tutta la settimana, davanti alla commissione indipendente presieduta dal giudice Brian Leveson, è andato in scena un esame di coscienza che tutto il Paese sta seguendo, senza smettere di interrogarsi sul sottile confine tra dovere di cronaca e diritto alla privacy.

Tra i vip la testimonianza più eclatante è stata certamente quella di JK Rowling, popolarissima autrice della saga di Harry Potter. In o ltre due ore la scrittrice ha dettagliato il senso dell'assedio provocato dalla presenza di paparazzi davanti alla sua abitazione. Una volta, ha ricordato la scrittrice, uscendo di casa, un fotografo di un tabloid scozzese le ha semplicemente detto: "Sa com'è, oggi è una giornata noiosa in redazione...". L'episodio più intrusivo rimane per lei la pubblicazione nel 2001 da parte del settimanale Ok! di una foto della figlia (allora di 8 anni) in costume da bagno. Per quanto rimossa dal sito della rivista, ha detto l'autrice di Harry Potter, la foto è stata ancora a lungo reperibile sul web.

La modella e l'ex boss F1. La lunga battaglia legale della Miller contro News of the World - cominciata anni fa ai tempi dell'intrusione da parte della stampa scandalistica nella relazione con l'attore Jude Law - si è arricchita di un'ulteriore testimonianza. Miller, ora 29enne, ha ricordato come all'età di 21 aveva intorno a sé 15 paparazzi che la seguivano ogni giorno. Le brucia ancora quando Daily Mirror pubblicò una foto della modella che giocava con un bambino, scrivendo che l'attrice era ubriaca. All'azione legale per diffamazione, vinta dalla modella, segue un titolo "Sorry, Sienna", con cui il tabloid ripara. "Ma intanto il danno è stato fatto", ha commentato amara l'attrice.

Mosley, ex boss della Formula 1 e figlio di Oswald Mosley, fondatore del partito fascista britannico, è anche lui impegnato non da ora in una lunga battaglia contro i tabloid. Ha affermato che la sua reputazione è stata distrutta dopo la pubblicazione come storia di copertina su News of the World dell'orgia a sfondo nazista a cui avrebbe partecipato.
"Non dico che mio figlio sarebbe ancora vivo se quella storia non fosse andata su News, ma chissà", ha detto ieri riferendosi alla scomparsa per overdose del 29enne Alexander , avvenuta nel 2009. "Se qualcuno soffre di depressione e gli succede qualcosa di molto imbarazzante, la cosa rende la sua vita più dura".

Non solo Murdoch. Una piccola bomba contro la stampa scandalistica nel suo complesso l'ha sganciata Hugh Grant. Al contrario di quanto è stato scritto, ha detto l'attore, nessuna telefonata compromettente ricevuta a tarda notte ha messo in crisi la relazione con l'allora compagna Jemima Khan. Un episodio risalente al 2007 che non sarebbe potuto emergere se il suo telefono non fosse stato intercettato. Spionaggio targato Mail on Sunday, accusa Grant. Se avesse ragione, si tratterebbe della prima volta per un giornale di gossip che non fa capo a Murdoch.

 

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