LO CHIAVANO SFIBRA-HIMOVIC - UN CALCIATORE CHE GUADAGNA 9 MLN € ALL’ANNO (QUALCUNO DICE 12 MLN) PUÒ SCAPRICCIARE DICENDO CHE NON HA PIÙ VOGLIA DI SGAMBETTARE DIETRO A UN PALLONE, NEANCHE PASSASSE LE GIORNATE IN MINIERA? - ANCHE PLATINI E VAN BASTEN SMISERO PRESTO: IL PRIMO DEVASTATO DALLA TRAGEDIA DELL’HEYSEL, IL SECONDO PER UN DRAMMATICO INFORTUNIO - E IBRA? FORSE PERCHÉ A TRENT’ANNI (CON TUTTE LE ARIE CHE SI DÀ) NON HA ANCORA VINTO UNA CHAMPIONS…

Giancarlo Padovan per "il Fatto Quotidiano"

Zlatan Ibrahimovic non conosce Ugo Foscolo. Eppure, come al poeta, anche a lui ruggisce dentro uno "spirto guerrier". Purtroppo quel combustibile ha smesso di alimentarlo ("il calcio non mi brucia più"). In compenso - è ufficiale - il fumo gli esce dalle narici. Bastava guardarne l'espressione - torva, tempestosa, cupa, minacciosa - durante la disastrosa prestazione, sua e del Milan contro la Juve, per capire che umore gli cresceva in petto, presumibilmente spegnendo il resto.

Non è una novità: il soggetto è difficile, provocatore e impunito, discretamente cafone, sprezzante e arrogante con tutti. Ha un'idea muscolare della vita e della competizione, naturalmente gli piace più darle che prenderle (e non solo metaforicamente) anche se non si tira indietro quando c'è da prenderle. I difetti sono più dei pregi. Ma un pregio è la trasparenza: Ibrahimovic è esattamente quel che sembra.

Non sorprende, dunque, quanto detto in un'intervista rilasciata dall'attaccante svedese nel ritiro della sua Nazionale: "Nella vita capitano talmente tante cose che in ogni momento ce ne sono di nuove e per me, rispetto al calcio, è arrivato il tempo di cominciare a pensare anche ad altro". Parla così perché non gli piace perdere e l'inizio di stagione è stato un piccolo carico di amarezze: dalle sconfitte con Napoli e Juventus (una delle tante squadre affrontate da grande ex) all'infortunio agli adduttori dal quale non si è ancora completamente ripreso a livello di condizione fisica generale.

Parla così perché segna poco e incide meno, oltre ad avere capito che il Milan ha problemi che lui, da solo, non può risolvere e nemmeno mimetizzare. Parla così perché ha trent'anni, non ha ancora vinto una Champions e la quasi certezza di non farcela neanche quest'anno, accrescendo l'intimo sospetto di non esserne pienamente all'altezza. Parla così perché ancora una volta vorrebbe cambiare squadra. E, però, ormai ne ha passate tanteche non resta, forse, che il Real Madrid di Mourinho, l'unico con il quale potrebbe riprovarci misurando alla pari ambizioni e egotismo.

Eppure, appena a metà luglio, Ibrahimovic sosteneva di essere un uomo felice e diceva che il Milan era l'ultima società nella quale avrebbe giocato. Ha cambiato idea in fretta. Quando si è ritrovato in una squadra, peraltro falcidiata dagli infortuni, non competitiva come sembrava. Forse, oltre che insoddisfatto e un po' frustrato, adesso è anche stanco di vivere una vita calcistica con i pugni in tasca, sempre pronto a dimostrare a tutti di essere il più bravo e, soprattutto, il più forte.

"Mi spiace - ha detto nell'intervista - ma non funziona più come in passato. Non giocherò ancora a lungo, non andrò avanti all'infinito". Premesso che due anni e mezzo (il contratto con il Milan scade nel 2014) non sono esattamente un'eternità, le parole di Ibra aprono almeno un paio di questioni. La prima: vuol dire che da qui in avanti giocherà con minore entusiasmo? La seconda: se sì, come sembra dalla seguente freudiana frase "quando ero giovane il calcio era tutto per me e ogni cosa gli ruotava intorno", lui e il suo manager Mino Raiola chiederanno al Milan un adeguamento al ribasso dell'ingaggio?

Già, perché tutto nelle affermazioni dello svedese fa intendere che qualcosa è venuto meno anche per l'aspetto strettamente professionale: "Ora il calcio è più un fatto di routine. È un ritmo che ti è entrato dentro: vai sul campo, ti riscaldi, ti alleni e poi torni a casa. Prima, invece, capitava che rimanessi anche dopo la fine della seduta perché c'era sempre qualcosa da fare".

Ufficialmente Ibrahimovic guadagna 9 milioni di euro netti all'anno. Qualcuno, invece, ipotizza che siano dodici (quanto percepiva al Barcellona), ma non esistono riscontri obiettivi in proposito. Comunque è tanto. Più di tutti i calciatori del campionato italiano. Ibra stacca di tre milioni Buffon e Sneijder (sei milioni all'anno) e doppia il compagno di squadra più pagato dopo di lui il francese Flamini.

I soldi, in questa faccenda, c'entrano. Non perché siano il corrispettivo del rendimento, ma perché devono almeno fornire la teorica misura di un impegno assoluto, totale. Ibrahimovic non è il primo calciatore a soffrire di tedio esistenziale. Più semplicemente è il più ricco a denunciarlo senza prevederne conseguenze.

Quando capitò a Marco Bernacci, discreto attaccante di Cesena e Bologna, solo un anno fa ceduto al Torino, la decisione fu repentina. Risoluzione del contratto e rinuncia all'ingaggio di 500 mila euro. Un'inezia rispetto a Ibrahimovic. Probabilmente Bernacci era vittima di una depressione. Tuttavia la sua onestà è merce rara, visto che avrebbe potuto restare in organico e provare a farsi curare. Invece scelse il taglio netto. Quest'anno ha ripreso, gioca a Modena, in Serie B per meno di 150 mila euro.

Drastico fu l'addio di Platini che lasciò il calcio a 32 anni, solo due in più di Ibrahimovic. La sua ultima partita fu nel maggio dell'87, contro il Brescia in casa, appena ventiquattro mesi dopo la tragedia dell'Heysel. Quella carneficina gli aveva scavato dentro un vuoto senza fine, gli aveva ucciso la gioia di giocare. Uscì dal Comunale sotto la pioggia e inzaccherato di fango. La penna magistrale di Roberto Beccantini lo descrisse così: "Da re sole a re solo".

 

BELLI SENZA MAGLIETTA- ZLATAN IBRAHIMOVICIbrahimovicinter zlatan ibrahimovic lapJose_MourinhoGigi BuffonSNEIJDER platini micheleuropei08 van basten lap

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni tommaso longobardi giovanbattista fazzolari gian marco chiocci filini

DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI – SI VOCIFERA CHE PALAZZO CHIGI PENSI A GINO ZAVALANI, VOLTO DI ESPERIA, PER RILANCIARE I SOCIAL – LA PRECISAZIONE DI ZAVALANI

giorgia meloni antonio tajani maurizio lupi alessandro onorato giuseppe conte matteo renzi roberto vannacci ignazio la russa

DAGOREPORT! - GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME - IL BLITZ E' UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI - L'APPOGGIO DI CONTE ALL'ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN "BACIO DELLA MORTE": "PROGETTO CIVICO" STA DIVENTANDO "PROGETTO PEPPINIELLO"? - GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA' VOTI AL CENTRODESTRA E FARA' VINCERE IL PD?

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")