bill skarsgard it clown stephen king

IL CINEMA DEI GIUSTI - “IT”, CON I SUOI 600 MILIONI DI DOLLARI INCASSATI IN TUTTO IL MONDO E CON UN SUCCESSO DI PUBBLICO E DI CRITICA COSÌ GLOBALE, È UN FILM DA NON PERDERE ANCHE PER I NON APPASSIONATI DI HORROR TRUCULENTI - VIDEO

 

Marco Giusti per Dagospia

 

IL FILM DI IT

Bella dentatura il nuovo Pennywise, il clown assassino inventato da Stephen King, e fa pure parecchia paura nella nuova versione di It diretta per il cinema dall’argentino Andy Muschietti. Preparatevi, perché con i suoi 600 milioni di dollari incassati in tutto il mondo e con un successo di pubblico e di critica così globale, questo It, semplice nella struttura ma non così facile nella sua messa in scena, è un film da non perdere anche per i non appassionati di horror truculenti.

 

E che It sia truculento lo capiamo fin dalla prima scena che vede sbranato il piccolo Georgie. Non in fuori campo, come accadeva nella vecchia versione tv in due puntate con un indimenticabile Tim Curry nei panni di Pennywise e la regia di Tommy Lee Wallace, ma ben visibile, con la bocca piena di denti spalancata.

IL FILM DI IT

 

E’ un buon biglietto da visita che ci condiziona per il resto del film, anche se nella seconda parte, sia noi spettatori che i bambini protagonisti, siamo ormai così abituati alla paura che riusciamo a gestirla. Perché questo It, come il romanzo di Stephen King, è un film sulla nostra paura. E il clown Pennywise, interpretato stavolta da un meraviglioso Bill Skarsgard che non scorderemo facilmente, è una specie di specchio che prende le forme e le voci delle nostre paure più profonde.

 

IT FILM

Da quelle dei film che vediamo, nel romanzo e nella prima versione erano i grandi horror anni ’30 e ’40 visto che la storia si svolgeva negli anni ’50, in questa invece i mostri del cinema anni ’80, da Goonies e Poltergeist a Freddy Kruger, visto che siamo a cavallo tra il 1988 e il 1989, alle paure più consistenti della realtà di tutti i giorni. Perché i bambini protagonisti della storia, a cominciare da Bill, Jaaden Liebermer, il fratello maggiore dello scomparso Georgie, all’unica ragazzina, Beverly, interpretata da Sophia Lillis (già una star), si confrontano anche con l’universo miserabile della loro città, Derry, nel Maine, dove gli adulti o sono assenti o sono sprofondati nei divani o addirittura abusano di loro.

IT FILM

 

Mettiamoci anche i bulletti della città che, come in tanti film americani anni ’80, cercano di fare cose orrende ai bambini più timidi, il ciccione Ben, Jerry Ray Taylor, o all’unico nero, Mike, Chosen Jacobs. Come il gruppetto dei ragazzini, che si autodefiniscono Losers, perdenti, inizia a metabolizzare la paura rispetto alla realtà del paese, anche Pennywise diventerà per loro meno pauroso.

 

Frutto di un lungo e travagliato processo produttivo, che in qualche modo si sente, It, nella versione di Andy Muschietti, il notevole regista di Mama sponsorizzato da Guillermo Del Toro, è in realtà un film molto classico nella linea di Poltergeist e Goonies e dello stesso vecchio It.

IT FILM

 

Non solo ambientato alla fine degli anni ’80, ma anche costruito come uno di quei film, con una fotografia di altissimo livello, Muschietti ha addirittura chiamato il coreano Chung-hoon Chung, il direttore della fotografia di Old Boy di Chan-wook Park, le scenografie di Mara LePere-Schlopp e la musica perfetta e paurosissima di Benjamin Wallfisch (Blade Runner 2049). Muschietti ha limitato il più possibile gli effetti speciali digitali che vanno di moda adesso, preferendo giocare sulla fisicità stessa del Pennywise di Bill Skarsgard, e per questo ci fa più paura, e sulla sua capacità di interpretare gli orrori delle sue piccole vittime.

 

IT FILM

Rispetto alla versione molto adulta e più cattiva che voleva farne Cary Fukunaga, primo regista del film, rimpiazzato per dissapori con la produzione a causa di una serie di scene di sesso violnete che riguardavano soprattutto i bulli, Muschietti preferisce qualcosa di meno esplicito ma non meno conturbante, soprattutto per quel che riguarda il personaggio di Beverly e i rapporti con l’orrendo padre.

 

Inoltre Muschietti, assieme al suo sceneggiatore Garu Dauberman, re-inseriscono nel copione già scritto da Fugunaga e Chase Palmer (e prima ancora da David Kajganich), molte scene classiche del libro che erano state tolte. Se Fukunaga tendeva a un It molto diverso da quello di King e da quello del film per la tv, Muschietti cerca di recuperare come un valore d’epoca proprio la loro classicità.

IT FILM

 

Non a caso ha ambientato il suo It negli stessi anni che venne girato il primo film, e ne ha ripreso la divisione in due capitoli. Come in Blade Runner 2049 siamo insomma ancora una volta di fronte a una lettura post-postmoderna di un classico, come dimostra anche il nuovo Pennywise, che nella versione di Fukunaga doveva essere interpretato da Will Poulter.  Perché a Muschietti interessano i piccoli spettatori del primo It e i primi lettori del libri nel lontano 1986.

 

IT FILM

A loro, alla loro perdita di innocenza è dedicato il film. E anche il rituale ossessivo del clown assassino che si risveglia ogni 27 anni in cerca di sangue infantile, sembra far parte di questo gioco, visto che proprio 27 anni sono passati dall’uscita del primo It. Probabile che Fukunaga volesse davvero essere meno classico e più aggressivamente moderno, nella linea non del suo True Detective ma del suo film per Netflix Beasts of No Nation, e per questo aveva bisogno di fare non pochi cambiamenti che, ovviamente non piacevano alla produzione. Muschietti ha fatto un It meno moderno, forse un filo accomodante, ma totalmente funzionale e rispettoso dell’opera di King e del ricordo degli spettatori. Ma non è affatto un horror addolcito. Fa paura. In sala da giovedì.  

IT FILM

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