paolo fresu

PAOLO FRESU, LUI SI’ CHE TROMBA! – "SONO UN UOMO DI SINISTRA, VELTRONI MI CHIESE DI FARE IL COORDINATORE DEL PD IN SARDEGNA, AL PRIMO INCONTRO PUBBLICO A NUORO FECI IL DISCORSO PROGRAMMATICO IMBRACCIANDO LA TROMBA. È STATO UN MOMENTO TOPICO, IL PIÙ CONCRETO: LA POLITICA SI PUÒ FARE ANCHE CON UNA TROMBA" – MILES DAVIS (“STAVO PER INCONTRARLO MA SCAPPAI PER L’EMOZIONE”), IL DIGIUNO PER LO IUS SOLI (“RICEVETTI UNA MIRIADE DI INSULTI”) - IL PROF CHE GLI DIEDE 3 AL CONSERVATORIO - VIDEO

 

 

Elvira Serra per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

Paolo Fresu è nato a Berchidda 63 anni fa.

paolo fresu

Figlio di un pastore, decide di studiare tromba al Conservatorio di Sassari, dove il maestro gli dà un 3 inappellabile.

 

Allora si trasferisce a Cagliari, sotto la guida di Enzo Morandini, e il resto è storia: un’etichetta musicale (Tuk Music), un festival che dall’88 porta in Sardegna artisti da tutto il mondo (Time in Jazz), un quintetto che ha appena compiuto 40 anni (Paolo Fresu Quintet), un quartetto che di anni ne ha 20 (Devil Quartet), una collaborazione con Uri Caine che va avanti da 22. Oltre ai libri, ai dischi e ai concerti ovunque.

 

Fresu, dice che il suo ex prof di Sassari se n’è accorto?

«Credo che lo sappia e immagino ci sia rimasto un po’ male. Non l’ho più rivisto.

Aveva più o meno la mia età, pretendeva che gli dessi del lei e allora lo pretendevo pure io. Non legammo».

walter veltroni 5 foto mezzelani gmt

 

Vive tra Bologna, Parigi e la Sardegna. Dov’è casa?

«Casa per me è famiglia, dunque è quella in collina a Bologna, dove mio figlio Andrea va a scuola, mia moglie (la violinista Sonia Peana, ndr ) svolge le sue attività per l’infanzia, e io ho tante relazioni professionali».

 

Ma il posto del cuore?

«È la Sardegna, il luogo sentimentale del buen retiro dove sai che un giorno tornerai. Dunque Berchidda, dove sono nato e cresciuto, e Alghero, dove è nata Sonia».

 

Il mare preferito?

paolo fresu

«Capriccioli, dove andavo da bambino. Ho imparato a nuotare da grande, so appena stare a galla. Noi di Berchidda non siamo gente di mare, il pesce arrivava una volta alla settimana. Le volte che andavo con i miei genitori erano gite epiche. Ci portavamo la pasta, l’anguria, prima di fare il bagno dovevo aspettare tre ore ed era già il momento di rientrare, un altro viaggio. Odiavo il mare. Oggi amo Cala Banana e il mare di Alghero».

 

Le sue case cos’hanno in comune?

miles davis e juliette greco

«Sono tutte molto curate. Anche quando manchiamo per mesi, sembra che siamo andati via il giorno prima. In ognuna c’è un pianoforte, e alcuni libri e dischi uguali».

 

Per esempio?

« Kind of Blue di Miles Davis e Ballads di John Coltrane. Il libro è Chet di Roberto Cotroneo, che nella precedente edizione si intitolava E nemmeno un rimpianto . L’ho perso più volte, ci ho pure fatto un lavoro teatrale».

 

Il primo viaggio?

«Per ogni sardo il primo vero viaggio è la traversata in mare per Civitavecchia. Ma ho lasciato l’Italia la prima volta nel 1984, per Nuova Delhi.

paolo fresu

L’India non era quella di oggi e forse non ero pronto, non parlavo l’inglese, ho anche dovuto pagare il biglietto del mio concerto perché non riuscivo a far capire che io ero quello che suonava. Da nessun’altra parte ho trovato la stessa povertà».

 

(...)

Non ha mai avuto paura di esporsi politicamente.

«Sono un uomo di sinistra ed è noto. Quando il 15 luglio del 2007 Walter Veltroni mi chiese di fare il coordinatore del Pd in Sardegna, la sua telefonata mi arrivò quasi come una tegola in testa».

 

Al primo incontro pubblico a Nuoro fece il suo discorso programmatico imbracciando la tromba.

«Eravamo nella Biblioteca Sebastiano Satta. C’erano sindaci, prefetti, politici e curiosi. Scesi dal palchetto e feci una nota con respirazione continua per 10 minuti, circondando tutti. È stato un momento topico, il più concreto: la politica si può fare anche con una tromba».

paolo fresu umbria jazz 2007

 

Nel 2017 ha digiunato per lo ius soli.

«E ricevetti una miriade di insulti. Conservo gelosamente i peggiori. Ho anche fatto un disco dove i titoli dei brani derivano dagli errori più clamorosi degli haters».

 

 

(...)

Suo padre non si perdeva una serata di Time in Jazz.

«E commentava: “Questo mi è piaciuto, questo non lo invitare più”. Alla prima edizione, nel 1988, faceva così freddo che lui girava tra il pubblico con un bottiglione di acquavite. Quando è mancato, 10 anni fa, i volontari del festival hanno deciso di tenere vuota la sua sedia».

 

Chi avrebbe voluto a Berchidda?

paolo fresu foto di bacco (2)

«Quando abbiamo cominciato, Miles Davis era ancora in vita, ma non potevamo permettercelo».

 

Lo ha conosciuto?

«A Terni il direttore di Umbria Jazz voleva presentarmelo, ma io scappai. Lo racconto ora a teatro con Kind of Miles .

Chet Baker, invece, venne a farmi i complimenti al Festival Jazz di Sanremo, nell’83, per la mia versione di Round Midnight di Monk. Spero di aver detto almeno grazie, non ricordo».

 

Se potesse parlare con uno dei grandi scomparsi?

«Louis Armstrong, perché è stato il padre del jazz».

Quest’anno il Paolo Fresu Quintet ha compiuto 40 anni.

«Siamo gli stessi componenti del 1984. Grazie a Dio nessuno è mancato, non abbiamo divorziato, non ci siamo fregati le fidanzate. Quando l’ho fondato stavamo uno a Roma, uno a Milano, uno a Cremona, uno a Bergamo, uno in Sardegna. Mi davano tutti del pazzo. Invece abbiamo inciso decine di dischi e fatto migliaia di concerti».

paolo fresu foto di bacco (1)

 

L’emozione più grande?

«Esistono due tipi di emozione: una è quando ti batte il cuore a mille, un’altra quando provi un turbamento interiore che può portarti al pianto».

Scelga lei.

«Durante il tour dei miei 50 anni, 50 concerti in cinquanta posti diversi in Sardegna, uno lo feci al Cottolengo di Bosa: mi emozionai moltissimo».

 

E, invece, il cuore a mille?

«Nei grandi teatri, come alla Scala, e durante le dirette tv, quando migliaia di persone che non vedi ti giudicano e tu non puoi sbagliare. Come un 25 aprile, quando suonai l’Inno di Mameli a reti unificate davanti a Mattarella».

 

Dove vorrebbe suonare?

«Potrei dire la Carnegie Hall, ma io sogno luoghi come Petra, in Giordania, con una storia o una natura così forti che cambia l’energia».

 

omaggio musicale di paolo fresu foto di bacco (5)omaggio musicale di paolo fresu foto di bacco (2)paolo fresupaolo fresupaolo fresumiles davis juliette grecoomaggio musicale di paolo fresu foto di bacco (1)paolo fresu laura delli collipaolo fresumiles davis a umbria jazz PAOLO FRESU

(…)

Ultimi Dagoreport

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?

malago galliani calcagno ulivieri

DAGOREPORT - NELLA CORSA ELETTORALE PER LA PRESIDENZA FIGC, L’ASSOCALCIATORI (AIC) E L’ASSOALLENATORI (AIAC) SONO PRONTE A SCARICARE MALAGÒ, CANDIDATO DELLA LEGA A, PER ACCODARSI A BEPPE MAROTTA E SOSTENERE IL SENATORE FORZISTA ADRIANO GALLIANI - COME GIUSTIFICHERANNO IL REPENTINO VOLTAFACCIA AI LORO STESSI ASSOCIATI? L’AIC DI UMBERTO CALCAGNO NELLA STORIA RECENTE È STATA SOSTENITRICE DELLE DECISIONI DELLA SERIE A, COME L’ASSOALLENATORI DI RENZO ULIVIERI CHE LO SCORSO LUNEDÌ AVEVA DICHIARATO: “LA NOSTRA IDEA RESTA QUELLA DI ESSERE AL FIANCO DELLA LEGA DI SERIE A. ASPETTEREMO DUNQUE QUELLO CHE DECIDERANNO LORO” - L’ASSOCALCIATORI DEVE FRONTEGGIARE UN CRESCENTE NUMERO DI OPPOSITORI INTERNI CHE DANNO BATTAGLIA SUL FONDO DI FINE CARRIERA: “DOVE SONO I NOSTRI SOLDI?” - L’ASSOALLENATORI E' IN PIENA LOTTA DI SUCCESSIONE PER IL POST-ULIVIERI...

edouard philippe melenchon le pen hollande glucksmann

DAGOREPORT! LO SPETTRO DEL BALLOTTAGGIO LE PEN-MELENCHON AGITA LA FRANCIA (E L’EUROPA) – PER QUESTO LA BORGHESIA PARIGINA È IN SOMMOVIMENTO, COME L’EX PRESIDENTE, FRANCOIS HOLLANDE. IL VISPO “BUDINO SCOPAIOLO” NON AVREBBE INTENZIONE DI SCENDERE DIRETTAMENTE IN CAMPO, MA STA LAVORANDO COME “EMINENZA GRICIA”: AVREBBE GIÀ INCONTRATO IL RIFORMISTA GLUCKSMANN, PER CERCARE DI CONVINCERLO A TROVARE UN’INTESA CON IL CENTRISTA EDOUARD PHILIPPE – L’IDEA E’ QUELLA DI LANCIARE PER LA CORSA ALL’ELISEO PHILIPPE, EX PREMIER MACRONIANO, ESPERTO E MOLTO POPOLARE NEL PAESE CON GLUCKSMANN CHE FAREBBE IL PREMIER. OBIETTIVO: EVITARE LA TRAGEDIA DI UN BALLOTTAGGIO LE PEN-MÉLENCHON, ARRIVARE AL SECONDO TURNO E GIOCARSELA CONTRO LA ZARINA SOVRANISTA. CE LA FARANNO I NOSTRI EROI?

meloni tajani crosetto garavaglia giorgetti salvini conte

DAGOREPORT - NON SOLO SALVINI MA ANCHE I COSIDDETTI ''RIBELLI LEGHISTI'' APPARTENGONO ALL'IMMORTALE COMMEDIA ITALIANA: SCALPITANO, BRIGANO, ANNUNCIANO, MA NEL MOMENTO DELLA VERITÀ SI DIMOSTRANO SEMPRE I MEJO “CAGHETTA” DELLA PADANIA - IL CONGRESSO STRAORDINARIO DELLA LEGA, CHE HA MANTENUTO AL VERTICE IL MALCONCIO SALVINI, È L’ULTIMO, LAMPANTE ESEMPIO - TUTTO IL CORAGGIO DI GIORGETTI E' STATO QUELLO DI MANDARE ALLO SBARAGLIO IL FIDO GARAVAGLIA: SE FEDRIGA NON SI E' NEMMENO PRESENTATO (SCUSA CRESIMA DEL FIGLIO), QUEL CUOR DI CONIGLIO DI ZAIA SI E' LIMITATO A FARE CIAO-CIAO CON LA MANINA: COSI', GARAVAGLIA SI E' RITROVATO AL FIANCO SOLO FONTANA (E ROMEO) – LA SPARATA ANTI-UCRAINA DI SALVINI (“DIRÒ STOP ALLE ARMI A KIEV”) DEFLAGHERA' NEL PROSSIMO CDM CHE DOVRA' DARE IL VIA AL PACCHETTO DI AIUTI A ZELENSKY DI 4 MILIARDI, FERMI DA GIUGNO – SUL RIPETUTO NO DI SALVINI, LA MELONI NICCHIA, MENTRE TAJANI PREME PER VOTARLA - TANTA FIBRILLAZIONE, PUR ESSENDO L'ITALIA IN FONDO ALLA CLASSICA DEI CONTRIBUTORI EUROPEI DI AIUTI ALL'UCRAINA, LA SVELO' CROSETTO IN UN'INTERVISTA ALLA BBC: "LA MAGGIORANZA DELL'OPINIONE PUBBLICA ITALIANA E' CONTRARIA A SOSTENERE L'UCRAINA" - E MICA SOLO A DESTRA: SE IL M5S DI CONTE DA SEMPRE SBERTUCCIA I "CESSI D'ORO" DI ZELENSKY, ANCHE PER IL 70% DEGLI ELETTORI DEL PD SERPEGGIA UNA FORTE INSOFFERENZA (EUFEMISMO) PER LE SORTI DELLA DISGRAZIATA UCRAINA... - VIDEO

julianne moore tilman fertitta

FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA: IL MILIARDARIO, AMICO PERSONALE E FINANZIATORE DI TRUMP, SOGNAVA DI INCONTRARE LA DIVA JULIANNE MOORE, NELLA CAPITALE PER PARTECIPARE AL FESTIVAL. LA GRANDE ATTRICE SI È RIFIUTATA, ESSENDO UN’ANTI-TRUMPIANA DI FERRO – FERTITTA SE LA SAREBBE PRESA DIRETTAMENTE CON L’INCOLPEVOLE SALVO NASTASI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA, CHE AVREBBE DOVUTO ORGANIZZARE, SECONDO FERTITTA, UN’IMBOSCATA ALL'ATTRICE PREMIO OSCAR…