donna giornali quotidiani

CHE FA LORENZETTO DI NOTTE? LE PULCI AI GIORNALI - DALL’ANSA: “RUNNER FUGGE DAL NEGOZIO CON LE SCARPE ‘RUBATE AI PIEDI’”. E ADESSO CHI LI RISARCISCE? - TITOLO DALLA “VERITÀ”: “CHI SBAGLIA PAGA? ‘LORO NON LO FANNO MAI’”. CIOÈ NON SBAGLIANO MAI? - PARLANDO SUL “MESSAGGERO” DI ARRESTI PER FURTO, LUISA URBANI SPECIFICA CHE SI TRATTA “SOPRATTUTTO DELLE ROM DI ‘SECONDA GENERAZIONE’”. GIUSTO PER DISTINGUERLE DALLE 80 GENERAZIONI CHE SEPARANO TUTTA L’UMANITÀ DALLA NASCITA DI CRISTO…”

Dalla rubrica “Pulci di notte” di Stefano Lorenzetto, pubblicata da "Il Foglio" – Estratto

 

francesca albanese

Vetriolo. Sempre immaginifica Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, soggetti «a vitrioliche polemiche create ad arte», così scrive sul Fatto Quotidiano.

 

L’aggettivo vitriolico non è attestato nei principali vocabolari (Grande dizionario della lingua italiana, Lo Zingarelli 2026, Devoto-Oli, Treccani): trattasi di un calco disinvolto dall’inglese vitriolic («vetriolico; di vetriolo»).

 

Subito dopo: «Ciò che è nuovo – e corrosivo – nel mio caso, per intensità e costanza, e corrosivo, è la distorsione sistematica del mio mandato».

 

FRANCESCA ALBANESE

Ciò che è «vitriolico» probabilmente è anche doppiamente corrosivo. E ancora: «Il mio lavoro si inserisce nel solco tracciato dai miei predecessori, come John Dugard, Richard Falk e Michael Lynk, che hanno documentato, per oltre vent’anni politiche descritte come apartheid». Ci spiace per Albanese, ma la virgola dopo «documentato» separa il verbo dal complemento oggetto («politiche»). [19 febbraio 2026]

 

Imputati. Maurizio Belpietro, direttore della Verità, nell’editoriale di prima pagina: «Innanzitutto, cominciamo col dire che non esiste alcun scudo penale». Innanzitutto, cominciamo col dire che si scrive «alcuno scudo» («I composti di uno, usati come aggettivi, si regolano in proposito come l’articolo indeterminativo: quindi “alcun tempo”, “alcuno straniero”», spiega Luca Serianni in Grammatica italiana, Utet).

 

maurizio belpietro

Belpietro così prosegue: «Le forze dell’ordine finiscono sul banco degli imputati, cioè nel registro degli indagati». Pessimo modo per difenderle: un indagato non è un imputato.

 

Sostenere che le forze dell’ordine «finiscono sul banco degli imputati, cioè nel registro degli indagati» mescola due stadi diversi dell’azione penale, il secondo dei quali non è necessariamente correlato con il primo, giacché un indagato non sempre viene rinviato a giudizio: per lui possono esserci l’archiviazione, il proscioglimento in istruttoria, la richiesta di non luogo a procedere. [25 febbraio 2026]

 

cesare giuzzi

Generazioni. Parlando sul Messaggero di arresti per furto, Luisa Urbani specifica che si tratta «soprattutto delle rom di seconda generazione». Giusto per distinguerle dalle 80 generazioni che separano tutta l’umanità dalla nascita di Cristo. [26 febbraio 2026]

 

Diretto. Sul Corriere della Sera, Cesare Giuzzi appiccica con lo sputo un po’ di virgolette alle dichiarazioni che Carmelo Cinturrino, l’assistente capo della polizia arrestato per il delitto di Rogoredo, avrebbe reso agli inquirenti. Lo fa nel tentativo di trasmettere al lettore la sensazione che siano state raccolte in presa diretta.

 

carmelo cinturrino

Ma il maldestro espediente si traduce in un errore (grave) di slittamento della persona, noto anche come ibridazione tra discorso diretto e indiretto. Prima topica: «Ha “chiesto scusa a tutti quelli che si sono fidati di lui”». Cinturrino può solo aver detto: «Si sono fidati di me». Seconda topica: «Ha detto “di aver perso la testa quando ha visto Mansouri che stava morendo”».

 

Cinturrino può solo aver detto: «Ho perso la testa quando ho visto Mansouri che stava morendo». Terza topica: «Soldi che Cinturrino ha detto di “essersi fatto prestare in questi giorni per sostenere le spese legali”». Cinturrino può solo aver detto: «Mi sono fatto prestare».

 

la verita' chi sbaglia paga

Pare che il poliziotto fosse soprannominato Thor per via «del suo martello nascosto nelle maniche della divisa», informa il cronista: lo avrebbe usato su chi non rigava dritto. Per Giuzzi l’arresto di Cinturrino è stato una fortuna: si sarebbe preso una martellata sulle dita. [25 febbraio 2026]

 

Sbagliare. Titolo dalla Verità: «Chi sbaglia paga? Loro non lo fanno mai». Cioè non sbagliano mai? [18 febbraio 2026]

 

Ralentì. Silvia Truzzi sul Fatto Quotidiano descrive «Sanremo come Venezia», invasa dagli eventi del Festival della canzone, e colonizza l’articolo con un turbine di parole e locuzioni in inglese: brand (due volte), red carpet, glass, metal detector, make up, main sponsor (due volte), the place to be, dimostrando di saper ben padroneggiare la lingua anglosassone. Peccato che sbagli l’ortografia dell’unica parola in francese, «ralentì», che com’è noto si scrive ralenti, senza accento. [26 febbraio 2026]

 

LUCA SERIANNI

• Apostoliche. In un articolo sul Corriere della Sera, a proposito di un’ipotesi che riguarda le opere di Michelangelo formulata da Valentina Salerno, «ricercatrice indipendente» nonché «scrittrice e drammaturga», Roberta Scorranese parla di archivi «delle basiliche apostoliche», che più avanti diventano più semplicemente «romane». La giornalista ignora che non sono mai esistiti edifici di culto così designati: le più importanti basiliche di Roma erano definite patriarcali e ora sono chiamate papali. [21 febbraio 2026]

 

Futurismo. Il 12 marzo andrà all’asta da Christie’s, a New York, l’originale del romanzo On the Road di Jack Kerouac, pietra angolare della Beat Generation, dattiloscritto senza soluzione di continuità su un rotolo di carta lungo circa 37 metri: potrebbe essere aggiudicato per una cifra tra i 2 e i 3 milioni di dollari.

roberta scorranese

 

È forse per rendere omaggio a questa titanica opera che Mario Sechi, direttore di Libero, nel suo editoriale di prima pagina si cimenta nell’esperimento futurista di comporre un capoverso finale di ben 21 righe (587 battute) senza neanche un punto.

 

La parsimonia di virgole, insieme con l’assenza di punti, due punti, punti e virgola, rende ostica la lettura. La difficoltà è accresciuta dalla dimenticanza di una congiunzione e: «Distinguere tra il bene il male», anziché «tra il bene e il male», esercizio notoriamente più agevole della ricerca del bene nel male. [1° febbraio 2026]

mario sechi

 

Numeri. Titolo dal sito del Corriere della Sera: «Il ministero “spegne” 3 autovelox su 4». Titolo dalla prima pagina di Italia Oggi: «Fuorilegge 2 autovelox su 3». Si accettano scommesse. [3 febbraio 2026]

 

Piedi. Titolo dall’Ansa: «Runner fugge dal negozio con le scarpe rubate ai piedi». E adesso chi li risarcisce? [10 febbraio 2026]

 

silvia truzzi

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