nagel costa bazoli cairo

LA RESA DEI CONTI TRA FINANZA LAICA E CATTOLICA PASSA ANCORA PER IL ''CORRIERE'' - L'OPA DELL'EREDE BONOMI CONTRO IL PARVENU CAIRO È DAVVERO LA FINE DELL'ERA BAZOLI, CUI AGNELLI AVEVA AFFIDATO LE SORTI DEL GIORNALE. FORSE NON AVEVA CALCOLATO LA FUGA DEL NIPOTE - NAGEL DICEVA CHE IL CAPITALISMO DI RELAZIONE È FINITO. MA SI CONTRADDICE SPESSO...

Alberto Statera per “la Repubblica

 

marisela federici  giovanni bazolimarisela federici giovanni bazoli

«Ascoltate anche in futuro quello che vi propone il professor Bazoli per il 'Corriere'», dispose Gianni Agnelli a Franzo Grande Stevens dopo un incontro a villa Frescot con il banchiere a fine dicembre 2002, poche settimane prima della morte dell' Avvocato. Passati quasi tre lustri, il banchiere che creò quasi un successo edificando la prima banca del Paese, ha dovuto subire il de profundis (almeno a parole) del capitalismo di sistema e ridimensionare il suo ruolo.

 

enrico mentana premiato da urbano cairoenrico mentana premiato da urbano cairo

Ma soprattutto disattendere il mandato morale dell' Avvocato per il "Corriere della Sera", croce e delizia del capitalismo italiano, 140 anni di storia, icona della borghesia milanese e oggetto per decenni di appetiti, scontri politici e finanziari, trappole evitate e subìte, come se tutto tutto ruotasse intorno a questo eterno oggetto del desiderio.

 

Bazoli lascia suo malgrado alla Rizzoli-Rcs il disastro di una gestione disattenta e improvvisata, azioni dissennate, che unite al declino del settore e alla litigiosità degli azionisti (chi non ricorda gli insulti tra Diego della Valle e John Elkann ?) hanno prodotto soltanto nei primi tre mesi di quest' anno 22 milioni di perdite con un indebitamento finanziario netto di 411 milioni, considerando la cessione della Rizzoli- Libri.

nagel e montezemolonagel e montezemolo

 

Ma l' ultima raffica dei banchieri di sistema che che per mezzo secolo ha fatto da balia pagante al capitalismo italiano tra conflitti d' interesse, salotti buoni, affari opachi e politica, pare non ci sia più insieme al capitalismo relazionale e quando c' era era "contronatura", come dice ora il capo di Mediobanca Alberto Nagel, tardo epigono del capostipite dei banchieri di sistema Enrico Cuccia.

 

Ecco allora che per il "Corriere", tra i debiti e gli azionisti rissosi, spunta l' outsider, certo non un uomo dell' establishment dai nobili lombi, il quale propone senza troppi fronzoli la sua Ops al prezzo di Borsa del giorno di lancio. Se non altro, lo stagno s' increspa. Si può lasciar fare Cairo ? Andrea Bonomi, spalleggiato da Nagel, lancia un' Opa a 0,70 per azione, con mezzi propri.

alberto nagel carlo messinaalberto nagel carlo messina

 

Cairo e Bonomi, due personaggi e due storie che più diverse non potrebbero essere. Il primo, nasce come assistente di Berlusconi alla Fininvest, passa in Publitalia, alla Mondadori Pubblicità, durante Tangentopoli patteggia 19 mesi per falso in bilancio, ma oggi è bianco come un giglio. Compra il Torino Football Club e nel 2013 si porta via La7 da Telecom per un milione di euro. Sul rilancio dell' emittente i consensi sono quasi generali, un po' meno sui settimanali popolari che lancia di continuo.

ANDREA bonomiANDREA bonomi

 

Bonomi è un po' il suo opposto: nato nel Sessantacinque a New York, studi in Francia, è nipote di Anna Bonomi Bolchini, che negli anni Sessanta e Settanta a Milano si fregiava del titolo "Lady Finanza". Capo di un gruppo variegato con tredici aziende e 5 miliardi di fatturato, possiede l' 8,5 della Banca Popolare di Milano, ma gli è sfuggito il controllo. Pare subisca assai il fascino e i consigli di Alberto Nagel, che lo ha messo in campo perché non voleva che la Popolare finisse in mani non gradite a Mediobanca. Giusto per conservare almeno un po' di capitalismo "contronatura".

anna bonomi bolchini jpeganna bonomi bolchini jpeg

 

Si legge nei Diari di Carlo Azeglio Ciampi al 12 settembre 1984: «Maccanico ha visto Cuccia che si interessa al Corriere. Agnelli è disponibile ». L' Avvocato aveva detto sì a intervenire nella Rizzoli per salvarla dal fallimento dopo le gesta della P2, di Gelli, Ortolani, il Vaticano e il disastro del Banco Ambrosiano. Un' operazione pazzesca, da certosini autoflagellanti. Il povero Cuccia dovette persino subire nello studio di Piazza Duomo 19 una sfuriata di Bettino Craxi, il quale pretendeva di essere lui a imporre i nuovi assetti.

 

anna_bonomi_bolchinianna_bonomi_bolchini

Passati trentadue anni chissà se i tempi sono veramente cambiati o chi tocca i fili del "Corriere" rimane ancora folgorato. Certo, il mito dell' editore "puro" rimane una chimera da coltivare per i postumi, visto ciò che sta accadendo con le interferenze politiche specie nell' informazione televisiva, imbottita di zelatori di questo o di quell' altro e soltanto di qualche spirito libero che cerca di fare informazione.

 

Matteo Renzi, in materia, si era presentato bene con uno dei suoi calembour: «L' Italia è stata gestita da troppi patti di sindacato che in realtà erano pacchi di sindacato ».

JOHN ELKANN E GIANNI AGNELLI JOHN ELKANN E GIANNI AGNELLI

Sul "Corriere" ci aspettiamo di vedere se per una volta prevale il mercato (oltre a progetti ragionevoli e realizzabili) o il "pacco".

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA : CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?