RICCI TV! - ‘HO VISTO CON PIACERE MIKA, ‘CELEBRATION’ DI MARCORÉ ERA TETRO E SUPPONENTE. MA CLAMOROSO E' IL PASSAGGIO DI FAZIO SU RAI1. PRIMA SU RAI3 FACEVA LA STESSA AUDIENCE, MA LA RAI POTEVA SCHIERARE LE GRANDI FICTION SUL PRIMO CANALE. INVECE FAZIO HA IMPOSTO DI NON AVERE CONCORRENZA E LE FICTION MEDIASET TRIONFANO GRAZIE A LUI!’ - ‘SONO MOLTO BRAVO A CRITICARE, MA SE MI DESSERO IN MANO UN’AZIENDA LA FAREI CHIUDERE IL GIORNO DOPO. PERCHÉ…’

antonio ricci

Paolo Crespi per Eurosat, pubblicato su http://www.striscialanotizia.mediaset.it/

 

Il deus ex machina di numerosi programmi di successo, primo fra tutti “Striscia la notizia”, ci parla della televisione italiana di oggi, evidenziando cosa gli piace di più e cosa di meno

Classe 1950, “anno santo”, ligure come gli amici di gioventù Fabrizio De André e Beppe Grillo, è il “deus ex machina” di numerosi programmi di successo della tv italiana e in particolare di quella commerciale.

 

Un’epopea raccontata in parte in prima persona, in parte rispondendo alle domande del giornalista Luigi Galella nel libro di recente pubblicazione “Me tapiro” (Mondadori, 2017, arrivato già alla seconda edizione). Il titolo allude naturalmente al trofeo di “Striscia la notizia”, l’intramontabile tg satirico di Canale 5 la cui conduzione, tenuta in gennaio dalla coppia Michelle Hunziker-Gerry Scotti, passa dal 5 febbraio (e sino a fine stagione) nelle mani di Ficarra & Picone.

ME TAPIRO ANTONIO RICCI LUIGI GALELLA

 

Quando nacque, trent’anni fa, la sua trasmissione non aveva precedenti noti. Nel 2018, invece, è raro assistere a debutti “fuori formato”. Cosa vede, Ricci, dal suo osservatorio privilegiato di autore e padre nobile di cotanta tv?

<<Poco o niente. Io sono uno di quelli che i format, da sempre, tendono a farseli da soli, mentre in generale vedo confermata l’attitudine tutta italiana a clonare in maniera ripetitiva cose già viste da altre parti. E’ chiaro che, se fai una cosa originale, poi la durata è molto più sostanziosa. Il caso di “Striscia” è abbastanza emblematico>>

 

In anni “buoni” lei ha avuto la capacità di fabbricare programmi inediti e la forza di imporli. Oggi, però, i dirigenti televisivi sono molto più prudenti, per non dire pavidi…

antonio ricci

<<A dire il vero, già vent’anni fa, in un libello scritto per Einaudi (“Striscia la tv”, ndr), io mettevo in guardia gli aspiranti autori televisivi: se vi capita di sottoporre un programma a qualche dirigente tv, non dite assolutamente che è una vostra idea originale. Giurate che si tratta di un formato olandese che avete rubato. Solo così potrete aspirare a un po’ di attenzione da parte di chi non rischierebbe mai niente di niente… Il male è antico e uno come me non ha mai avuto particolari privilegi.

 

Quando in anni più recenti proposi ai miei referenti un’idea controcorrente come “Velone”, non pensavano che l’avrei fatto veramente, ma che fosse una delle mie boutade, che mi prendessi gioco di loro. E quando vide che non era così, l’azienda (Mediaset, ndr) non mandò in onda gli spot per fare i casting alle over 65. Se personalmente l’ho quasi sempre spuntata, è solo perché la mia forza si regge sulle mie altre trasmissioni che funzionano. Ma la fatica, le assicuro, è quella di tutti>>.

 

Oggi, a parte quella che fa, quale tv guarda, e soprattutto come la giudica?

<<Ultimamente ho visto con piacere “Stasera CasaMika”, mentre mi ha angosciato e atterrito lo spettacolo di Neri Marcorè “Celebration”, di cui – confesso – ho visto solo una puntata. Nel primo caso Mika è riuscito a mettere allegria in televisione: nel suo show ci sono idee, buonumore, voglia di condividere la gioia con gli altri. Nel programma di Marcorè, che peraltro stimo molto, ho visto più che altro tetraggine e supponenza, due cose che possono magari andar bene in un cabaret ma non in prima serata su Raiuno.

antonio ricci beppe grillo

 

Fra gli ingredienti della tv di oggi ce n’è uno di cui sembra non si possa proprio fare a meno: i programmi dei cuochi. Da amante della buona tavola e amico personale di alcuni chef, come valuta questo presidio “all food”?

<<Conoscendo un po’ il settore e analizzando quello che passa in tv devo constatare che lo spettacolo, com’è ovvio, non ha nulla a che fare con la realtà. E’ chiaro che volendo ingaggiare una vera gara tra cuochi della domenica si finirebbe a prosciutto e melone o al massimo alla parmigiana, non certo a pietanze come “ali di razza mediterranee” o “astice blu con mela verde, mango e gel di gin tonic”. Per imbandire lo spettacolo della cucina, questi signori devono pescare tra chi ha seguito dei corsi, o ha frequentato la scuola alberghiera, o comunque ha una tecnica nel preparare e impiattare che non si può improvvisare, e dunque non è quella dell’agente immobiliare che si diletta di gastronomia…>>.

 

Il mercato (impoverito) delle star che migrano da un’azienda a un’altra porta qualche novità nel panorama televisivo?

<<Non mi sembra. E’ come per i calciatori quando passano da una squadra a un’altra: ai centroavanti chiedi sempre di fare goal, ai portieri di parare. Oltretutto per molti personaggi non c’è più nemmeno il vincolo dell’esclusiva: per risparmiare è stato abolito dai contratti. Ma la migrazione, secondo me, è quasi sempre un errore…>>.

fabio fazio

 

In che senso?

<<Non trattenere i talenti, spezzando un’abitudine e un legame creato nel tempo con il pubblico, comporta sempre forti rischi: sia per il personaggio che si sposta (cosa di cui spesso godono i dirigenti che l’hanno lasciato o fatto andar via), sia per l’emittente che, orfana del personaggio, non riesce più a ottenere gli stessi risultati che venivano garantiti dal quel tale prodotto in un determinato punto del palinsesto. L’esempio più clamoroso di questa stagione televisiva è il passaggio a Raiuno di Fabio Fazio.

 

Oggi, pur essendo sull’ammiraglia Rai, “Che tempo che fa” viene regolarmente battuto da “Paperissima Sprint”. Non solo: l’operazione ha comportato per l’azienda del servizio pubblico la necessità di esaudire la richiesta di Fazio di non avere concorrenza su Raidue e Raitre. E con un uomo solo al comando, sta soffrendo oltre ogni previsione in termini di ascolti.

 

nancy brilli neri marcore celebration

Prima, sul terzo canale, l’audience era più o meno la stessa di oggi, ma la Rai in compenso era libera di schierare su Raiuno le grandi fiction, di cui è leader. Pensi che danni poteva fare alla programmazione di Canale 5 con il raddoppio alla domenica di un titolo forte come “Scomparsa”, in onda solo il lunedì con ottimi risultati. E invece… la fiction Mediaset si è infilata nello spazio lasciato libero: un trionfo, dovuto esclusivamente a Fabio Fazio!>>.

 

Nell’ambiente lei è considerato un “guru” del piccolo schermo. Le hanno mai chiesto ufficialmente di fare da consulente nell’ambito della sua azienda?

<<Veramente no. Ho una mia azienda che lavora con Mediaset, senza alcun tipo di esclusiva. In più non sono un “volto” che va in onda. Certo, parlando posso dire la mia, ma come tutti, senza un ruolo specifico>>.

 

E se le offrissero un palinsesto da dirigere?

NERI MARCORE E SERENA ROSSI IN CELEBRATION

<<Credo di essere molto bravo a criticare, soprattutto in casa Mediaset, che conosco come le mie tasche. Tuttavia sono certo che se mi dessero in mano un’azienda da gestire la farei chiudere il giorno dopo. Perché la mia specialità è individuare le magagne, ma se qualcuno nel mercato televisivo contasse su di me per decidere le politiche economico-editoriali farebbe un buco nell’acqua>>.

 

Il pubblico forse gradirebbe. E alcuni suoi traguardi professionali parlano da soli. Qual è il segreto della longevità di un programma di culto come “Striscia”?

<<Dando per scontato il fattore “c”, che naturalmente è fondamentale, abbiamo sempre cercato di meritarcelo con l’impegno a non mollare mai e a lavorare continuamente sull’attualità, che è il cuore di ogni tg, per quanto satirico. Certo, non tutte le ciambelle riescono col buco, ma noi siamo in grado dire ogni giorno che ce l’abbiamo messa tutta. In trent’anni, per stare sul pezzo, abbiamo più volte rinnovato dall’interno la squadra e ci siamo violentemente autocriticati piuttosto che sederci sugli allori. Se dopo tutto questo ancora ci divertiamo, credo sia semplicemente perché facciamo molto casino>>.

mika

 

Quali sono, se ci sono, i limiti di questa macchina da guerra?

<<Come ovunque, anche da noi c’è l’inerzia dell’apparato burocratico che ti paralizza: ogni anno è sempre più faticoso venirne a capo>>.

 

Le manca mai la dimensione del varietà, sperimentata ai tempi del “Drive in”?

<<No, ai tempi fu una scelta precisa quella di uscire dal varietà e andare per le strade, tentando una sorta di nuovo “neorealismo”: non affidarsi più solo alla parodia o alla battuta su ciò che era successo, ma provare ad andare in presa diretta sulla realtà, provocando, era una scommessa che andava fatta: a conti fatti ha pagato>>.

 

E la concorrenza del Web, come l’avete digerita?

mikaela neaze 4

<<A dire il vero noi fummo la prima trasmissione italiana ad avere un proprio sito Web, e questo ci diede subito un vantaggio pazzesco. Negli ultimi tempi avevamo perso molti punti perché nessuno presidiava veramente quest’area, ma dopo la mia sfuriata alla conferenza stampa di fine settembre le cose sono tornate a regime grazie al distacco di un nostro autore su web e social: i motivi per diventare virali, dopotutto non ci mancano>>.

 

Come ha vissuto, personalmente, l’irrompere sulla scena dei canali tematici e delle nuove piattaforme televisive?

<<All’inizio ero veramente ghiotto: mi guardavo tutte le trasmissioni sui giardini, sui pesci mostruosi, sulle malattie imbarazzanti, sui tizi che svuotano i box… Dopo un po’ mi sono rotto le scatole: si trattava pur sempre delle stesse cose riproposte all’infinito. I negozi specializzati non fanno per me, che prediligo ancora la tv generalista. Netflix e compagnia, invece, non le guardo perché non ne ho materialmente il tempo. Per fortuna a casa mia c’è chi guarda tutto e mi mette al corrente: mia moglie e le mie figlie non si perdono una puntata di una nuova serie originale>>.

 

 

mika virginia raffaele

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...