1. “SANTORO, IO NON SONO UNA MARIONETTA SENZA SANGUE CHE S’INCAZZA E SI PLACA A COMANDO, POI VANNO A FARSI DUE SPAGHI INSIEME!”. IL NUOVO EDITORIALE DI TRAVAGLIO METTE UNA PIETRA TOMBALE SULL’EVENTUALE PACE E RITORNO A “SERVIZIO PUBBLICO” 2. ANCORA: “COSA RIMANE, DEL GIORNALISMO COME LO CONOSCIAMO TUTTI, NEI TALK SHOW? ESISTE ANCORA NEL TALK SHOW UNO SPAZIO INDIPENDENTE PER IL TALK INTESO COME RACCONTO DI FATTI VERI AL RIPARO DALLO SHOW, CIOÈ DEL POLLAIO GABELLATO PER “CONTRADDITTORIO” E “ASCOLTO” DOVE CHI HA TORTO E MENTE PASSA DALLA PARTE DELLA RAGIONE?''

marco travagliomarco travaglio

Marco Travaglio per Il Fatto quotidiano

  

Ma è così strano indignarsi davanti allo scempio di una città e di una regione malgovernate da decenni che quasi ogni anno contano i morti e all’ipocrisia dei responsabili che cementificano tutto e poi pontificano in tv col culetto al caldo nei loro salotti?

 

Davvero parlare di queste porcate chiamandole col loro nome e chiedendone conto a chi le ha fatte è violazione del bon ton e rifiuto del contraddittorio? Davvero è bestemmiare gli angeli invitare uno spalatore diciassettenne a guardare il faccione sformato di chi l’ha costretto e sempre lo costringerà a spalare, e a pretenderne spiegazioni anziché farsene ipnotizzare?

 

SANTANCHE  TRAVAGLIO  SANTANCHE TRAVAGLIO

Non sarà che il problema è opposto a quello agitato dalle suorine delle buone maniere e della linesotis delle presunte regole, e cioè che nessuno ha mai detto in faccia a questi sepolcri imbiancati (di calce) quel che si meritavano, aiutandoli a rimpinzarsi di voti e di soldi a suon di grattacieli, palazzi-alveare, parcheggi, ipermercati, porti turistici, dando fra l’altro un sacco di lavoro ai giudici e ai secondini?

 

SANTORO servizio pubblicoSANTORO servizio pubblico

Se i colpevoli sono tutti al potere, convertiti in tarda età al renzismo per rottamare non si sa chi, è anche perché troppa gente si lascia abbindolare dai diversivi retorici tipo “angeli del fango” che, intendiamoci, fanno benissimo e vanno ringraziati, purché però non si prestino a distrarre l’attenzione dai portatori del fango.

 

   Quanto a me, attendo che qualcuno mi dica un solo fatto non vero tra quelli che ho ricordato giovedì. Ma temo che anche stavolta, come sempre dal Satyricon di Luttazzi nel 2001, la domanda resterà inevasa. Molto più facile dipingere i fatti come “insulti” e le critiche come “rissa”, anche se me ne sono andato proprio per evitare di trascendere davvero negl’insulti e nella rissa.

 

travaglio come tina cipollari a uomini e donnetravaglio come tina cipollari a uomini e donne

Restare calmi e zitti in quella bolgia di bugie e ipocrisie è un’impresa che può riuscire ai figuranti da talk show, marionette senza sangue che s’incazzano e si placano a comando, poi vanno a farsi due spaghi insieme. Io, quando sento certe balle e vedo certe facce, mi indigno per davvero, specie se ci sono morti che chiedono giustizia.

 

SANTORO INNOCENZI ANNOUNO SANTORO INNOCENZI ANNOUNO

Chi insinua dissensi politici fra il conduttore renziano e il collaboratore grillino, risentimenti per l’ora tarda, nervosismi da share, gelosie da primedonne, mente per la gola. Qui la questione è un po’ più seria. Esiste ancora nel talk show uno spazio indipendente per il talk inteso come racconto di fatti veri al riparo dallo show, cioè del pollaio gabellato per “contraddittorio” e “ascolto” dove chi ha torto e mente passa dalla parte della ragione e della verità solo perché se ne sta comodo a cuccia, certo dell’impunità politica che gli consente di sgovernare da 30 anni, in una notte dove tutte le vacche sono nere? Prima di domandarsi se il collaboratore fa la pace col conduttore e torna a bordo, andrebbe sciolto un rebus: cosa rimane, del giornalismo come lo conosciamo tutti, nei talk show?

floris conduce tutto e prende il posto di travaglio con santorofloris conduce tutto e prende il posto di travaglio con santoro

 

   Resterebbe da parlare del solito Merlo che, in perfetta simbiosi col mèchato di Libero, mi accusa su Repubblica di essermi “illividito da maramaldo in cattiverie biografiche contro Burlando”, anzi “il povero Burlando”, dopo una vita di “tv dell'insulto” (ma quali? me ne dica uno) “senza contraddittorio, senza risposte né domande, chiuso e protetto nel recinto del monologo sprezzante”.

 

Questo presunto giornalista di cui sfuggono le notizie e soprattutto i lettori (quando Repubblica testava con sondaggi le sue firme più lette, Merlo guadagnava sempre l’ultima posizione), questo finto frondeur che si crede Sciascia e Brancati solo perché è nato in Sicilia Orientale e passa il tempo a intrecciare merletti barocchi senza mai prendere posizione, se non per bastonare chi si oppone al sistema, non ha mai visto una puntata di Annozero e Servizio Pubblico.

 

padellaro ferrucci  pietro pelu gomez travaglio scanzipadellaro ferrucci pietro pelu gomez travaglio scanzi

Sennò saprebbe che in 8 anni ho risposto a migliaia di domande e affrontato centinaia di contraddittorii, senza che nessuno riuscisse a smentire una sola mia parola. Piuttosto, quando mai il Merlettaio s’è sottoposto al contraddittorio? Perché non chiede al direttore di Repubblica di affiancare ai suoi articoli una replica del primo che passa? Forse perché già conosce la replica: “Ma chi è questo Merlo?”.

 

2. TRAVAGLIO, SANTORO E I CANI DA COMPAGNIA

Pino Corrias per Il Fatto quotidiano

  

 

Per la gioia di tutti quelli che hanno paura di avere un’opinione, di doverla eventualmente difendere pagandone un qualunque prezzo – fosse anche un pezzetto di filetto in meno - alcuni annoiati sadici da tiepida vasca da bagno hanno sparato a zero contro Marco Travaglio, colpevole di essersi alzato in diretta tv abbandonando la madre di tutti i talk, quella anziana signora di Servizio Pubblico che si trascina ogni giovedì di questa Terza Repubblica del Tweet. Reclamano per la cattiva educazione del gesto.

 

SANTORO BERSANI A SERVIZIO PUBBLICOSANTORO BERSANI A SERVIZIO PUBBLICO

Ma godono immaginandola il frutto dell’impotenza e della frustrazione. Il segnale che “la stagione delle manette facili” sia in declino al punto da lasciare Travaglio orfano della sua funzione, e dunque dei suoi successi professionali, persuasi che tra chi ruba e chi scrive per denunciare i ladri, sia quest’ultimo a trarne un bottino. E a meritarsi il pubblico ludibrio.

 

Possibile che nessuno di loro sospetti che chiedere conto a Burlando dei suoi trent’anni di pessimo governo del territorio, dei morti per incuria, dei soldi buttati nel fango, sia l’abc del giornalismo? Quello che i manuali battezzano “cane da guardia della democrazia”, ma che in tanti intendono come cane da compagnia?

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