giuliano amato

AMOR CH’A NULLO AMATO – IL RITRATTONE BY PIROSO DEL DOTTOR SOTTILE: “UN TIPO COERENTE E TUTTO D’UN PEZZO, UN HOMBRE VERTICAL? O UN SUPER-VISSUTO ALLA VASCO ROSSI, ABILE A PASSARE INDENNE TRA LE TURBOLENZE DELLA PRIMA REPUBBLICA, UOMO-OMBRA DI CRAXI, MA ANCHE DELLA SECONDA?” – ALCUNI PASSAGGI STORICI DA PRECISARE: AMATO NON SI CANDIDÒ NEL 2001 A CAUSA DI ALCUNI SONDAGGI-PATACCA SVENTOLATIGLI DA VELTRONI, CHE DAVANO RUTELLI IN VANTAGGIO SU BERLUSCONI – A FERMARE LA CORSA AL QUIRINALE DEL 1999 FU MASSIMO D’ALEMA, CHE LO SCARICÒ PER IL “NEUTRO” CIAMPI  - IL MANCATO VIAGGIO AD HAMMAMET E IL RAPPORTO CON GIANNI DE GENNARO...

DAGOREPORT

giuliano amato

Il pregevole ritrattone di Giuliano Amato by Piroso, pubblicato ieri dalla “Verità”, restituisce un affresco dettagliato del Dottor Sottile.

 

Una rassegna di luci, ombre, veleni altrui e meriti indiscutibili per uno dei grandi protagonisti della Prima Repubblica (ma anche della Seconda e della Terza).

 

Nell’articolo ci sono, però, alcuni passaggi storici che vanno meglio precisati.

 

1. Le elezioni politiche del 2001.

 

Scrive Piroso:

 

CIAMPI AMATO

“nel 2000 riecco il Sottile capo del governo, dopo le dimissioni di Massimo D’Alema. Pronto a duellare, alle politiche del 2001, con Silvio Berlusconi.

 

Ma per fronteggiare il Cavaliere, che lo dardeggiava: «Lei scorrazzò nottetempo nei conti correnti dei cittadini», i sinistrati gli preferirono Francesco Rutelli. «E allora beccatevi Cicciobello» sbottò lui, (non) facendosene una ragione”.

 

Ciò che Piroso non scrive è che Walter Veltroni, allora kingmaker dell’alleanza di centrosinistra, caldeggiò la candidatura di “Cicciobello” Rutelli appigliandosi a dei fantomatici sondaggi che davano l’allora sindaco di Roma in vantaggio sul Cav. Peccato che, le rilevazioni fossero delle mezze patacche.

 

paolo baratta francesco rutelli giuliano amato giuseppe

2. La mancata elezione al Quirinale del 1999

Secondo Piroso a essere fatale fu un “non possumus” scattato per via dello “stigma craxiano”. In aggiunta alla “colpa” di essere stato l’eminenza grigia di Bettino, ci fu l’opposizione di Massimo D’Alema, che, incontrando gli altri leader per proporre la candidatura Amato, non rilevò grandi entusiasmi e preferì scaricare “Eta Beta” a favore del più “neutro” Ciampi.

 

3.  Il mancato viaggio ad Hammamet

Scrive Piroso: “Amato non andò mai a trovare Craxi in Tunisia (per quanto Vauro lo disegnasse come «Giuliano Am-amet»).

 

craxi amato

Anche per questo, dal suo esilio/latitanza Craxi gli riservò parole al miele: «Professionista a contratto». «Vomitevole voltagabbana».

 

Un opportunista che «non può ergersi a giudice delle presunte malefatte del Psi, di cui porta per intero la sua parte di responsabilità. Io trattato alla stregua di gangster e condannato all’ergastolo. Guarda caso invece ad Amato, vicesegretario vicario del Psi impegnato nella gestione del partito, forte delle sue amicizie e altolocate protezioni non è toccato nulla di nulla».”

 

Silvio berlusconi giuliano amato

Semplicemente, Amato veniva già considerato un lacchè di craxi e, se fosse andato a incontrarlo in Tunisia, si sarebbe scavato la fossa da solo. Un comportamento forse cinico, ma politicamente comprensibile.

 

 4. Il rapporto con Gianni De Gennaro

Ecco cosa scrive Piroso:

 

“Amato uomo di relazioni. Nel 2000, tra i primi atti del suo secondo governo, nominò - con consenso bipartisan- capo della Polizia il potentissimo prefetto Gianni De Gennaro […].

 

 

AMATO, NAPOLITANO, DE GENNARO

L’amarcord è utile per una circostanza: se nel luglio 2001 il G8 di Genova fece da sfondo alla guerriglia urbana e alla morte di Carlo Giuliani, le prove generali della «macelleria messicana» alla scuola Diaz si tennero alla caserma Raniero di Napoli in marzo, in occasione del Global Forum.

 

Presidente del consiglio: Amato. Ministro dell’Interno: il dem Enzo Bianco. Ma il precedente non è mai evocato.

 

Quando nel 2007 De Gennaro cesserà dall’incarico, lo ritroveremo al ministero dell’Interno come capo di gabinetto «in diretta collaborazione» con il ministro.

 

Chi? Toh: Amato. Che quando - seconda decade del secolo - lascerà la presidenza del Centro Studi Americani a Roma, mantenendone la qualifica onoraria, sarà sostituito. Da chi? Toh: De Gennaro. […]”.

 

WALTER VELTRONI GIULIANO AMATO

Va precisato che dopo il G8 di Genova, Gianni De Gennaro fu costretto alle dimissioni, primo capo della Polizia a farlo. Uno smacco enorme per un civil servant.

 

Quando, sei anni dopo, sarà chiamato come capo di gabinetto al Viminale, De Gennaro si ritrovò in un incarico più formale che sostanziale, visto che il super tecnico Amato non aveva bisogno dei suoi servigi. Fu più una mano tesa per un rientro nelle istituzioni.

 

Anche il passaggio citato da Piroso sull’avvicendamento tra i due alla guida del Centro Studi Americani manca di un dettaglio: nel 2013 Amato lasciò l’incarico per andare alla Corte Costituzionale. A “consigliargli” De Gennaro furono le autorità statunitensi, nello specifico l’FBI.

 

 

GIULIANO AMATO BILL CLINTON

IL PAPABILE RIMASTO SENZA FEDE E SENZA COLLE

Antonello Piroso per “La Verità”

 

Cognome e nome: Amato Giuliano. 87 anni appena compiuti (auguri). In regalo, un’intervista del Giornale sul nuovo Papa.

 

Giusto: anche lui in fondo è sempre stato un papabile, ma per il Quirinale. Senza però conquistare mai la vetta del Colle.

 

Su Leone XIV si è intrattenuto da laico: «Non ho ricevuto, per dirla alla Blaise Pascal, la grazia. Ma l’apprezzamento, e forse l’invidia, resta», bontà sua.

 

Ammissione non inedita: «Sono convinto che la fede religiosa sia una qualità positiva, chi la possiede ha una passione d’amore, quindi una marcia in più», così con Stefania Rossini per L’Espresso del 6 marzo 2004.

 

GIULIANO AMATO

Titolo della conversazione «sentimentale»: «Non sarò bello ma piaccio».

«Avendo un alto concetto di me, ritengo di essere il solo giudice della mia persona».

Ma anche della costituzionalità delle leggi di Stato e Regioni, come membro della Consulta dal 2013 e presidente della stessa da gennaio a settembre 2022.

 

Amato, «ch’a nullo amato amar perdona»: «Ho una grande passione per etica e verità».

È questo a non renderlo «amabile»?

«Amato non è amato», copy creativo di Romano Prodi.

«Il sentimento che questo rampollo genera è il rovescio del suo cognome. Il contrario delle cucine Scavolini», Luigi Pintor del Manifesto.

bettino craxi giuliano amato

 

«Amato per il 33% è di Bettino Craxi, per il 33 di Gianni Agnelli e per il rimanente 33 di Carlo De Benedetti», malignità di un «compagno» senza nome «davanti alla quale non batté ciglio» (così Giampaolo Pansa in Tipi sinistri).

 

Insomma: Amato un tipo coerente e tutto d’un pezzo, un hombre vertical?

O un super-vissuto alla Vasco Rossi, abile a passare indenne tra le turbolenze della Prima Repubblica, uomo-ombra di Craxi, ma anche della Seconda?

giuliano amato

 

Versatilità che gli ha fruttato nomignoli e soprannomi.

Richelieu.

Mazarino.

Topolino.

Eta Beta, il suo preferito. Che si guadagnò - così Gian Antonio Stella in Avanti Popolo, Rizzoli 2006 - «spiegando come immaginava il partito del futuro: “un grande cervello, un corpo esile, una tasca da cui esce fuori una risposta per ogni bisogno”».

 

Per tutti, il dottor Sottile.

Appellativo appioppatogli da Eugenio Scalfari.

Prendendolo da una commedia seicentesca di Ben Jonson, protagonista un alchimista truffatore che non si limita a raggirare il prossimo, ma ricorre a qualsiasi espediente pur di soddisfare la propria avidità. Finendo per essere «sopraffatto dalla complessità dei suoi intrighi».

 

GIULIANO AMATO MARIO DRAGHI

In Invano (Feltrinelli, 2018) Filippo Ceccarelli fa invece risalire la primogenitura alla Costituente, omaggio alla sagacia giuridica del comunista Umberto Terracini.

 

L’interessato non ha comunque mai gradito: «Se i giornalisti prendessero atto dello stupore che quell’incallito stereotipo fa emergere ogni volta che ci si accorge che ho cuore e passioni, ne sarei umanamente felice».

 

Amato aderì al Psi negli anni Cinquanta. Lo mollò quando il Psi si unì alla Dc, nel primo centrosinistra. Passò al Psiup, il Partito socialista italiano di unità proletaria.

Poi l’acronimo significò «Partito scomparso in un pomeriggio», quello delle politiche del 1972 (zero seggi).

 

giuliano amato

Sicché Amato rientrò nel Psi.

Antonio Giolitti se lo portò al ministero del Bilancio, come capo - a 35 anni - dell’ufficio legislativo.

Era il 1973, il governo era presieduto dal dc Mariano Rumor, segno evidente che Amato - sulle «convergenze parallele» con lo scudocrociato - non aveva più riserve mentali.

 

Da lì, un crescendo.

Nel partito, fino alla carica di vicesegretario unico (con Craxi).

E a Palazzo Chigi, sottosegretario della presidenza del Consiglio, 1983-1987 (sempre con il leader socialista).

Quindi ministro del Tesoro con Giovanni Goria prima, e Ciriaco De Mita poi.

Infine premier nel 1992, dopo la caduta del muro di Bettino.

 

Agendo con il favore delle tenebre, l’11 luglio il suo governò approvò una manovra da 93.000 miliardi di lire, con un decreto legge da 30.000, deliberando il prelievo forzoso del 6 per 1.000 su tutti i depositi bancari.

Le indimenticabili mani nelle tasche degli italiani.

 

GIULIANO AMATO

«Il Paese non aveva più soldi in cassa. Non avevamo niente.

N-i-e-n-t-e», ha scandito al Corriere della Sera lo scorso 30 settembre Andrea Monorchio, allora ragioniere generale dello Stato.

Confessando la sua contrarietà alla misura: «Ci voleva coraggio per prenderla, il giorno dopo avresti avuto l’Italia contro. E così fu».

 

Amato mise tutti davanti al fatto compiuto.

Ministri.

Capo dello Stato.

Governatore di Bankitalia (Carlo Azeglio Ciampi, che s’imbufalì).

L’intervento sul prelievo non fu neppure verbalizzato.

E non è agli atti perché «per non menzionarlo, il premier si trincerò dietro una sorta di scioglilingua e passò avanti».

 

Giuliano Amato assediato dai giornalisti

Vabbè: a mali estremi, estremi rimedi.

Pure una supercazzola.

O la vaselina, distribuita da alcuni buontemponi deputati leghisti a Montecitorio in flaconcini realizzati ad hoc: «La crema del dottor Sottile. Nuova ricetta del dottor Amato».

Con tanto di «bugiardino»: «In caso di stangate e superstangate, per alleviare il dolore delle irritazioni. Uso esterno.

Esente da ticket».

 

Un esecutivo nato in pieno tsunami di Tangentopoli, con l’apocalisse dei conti pubblici e il tracollo dei partiti, non poteva durare tanto.

«Basta, me ne vado, non ci sto a presiedere un governo che tutti considerano una sputacchiera» si sfogò lui.

 

bettino craxi giuliano amato e giorgio benvenuto

Promettendo: «Darò io l’esempio del ricambio. La conclusione di questa mia esperienza come presidente del Consiglio sarà la conclusione della mia esperienza politica».

 

Un Matteo Renzi ante litteram.

E difatti: nel 2000 riecco il Sottile capo del governo, dopo le dimissioni di Massimo D’Alema.

Pronto a duellare, alle politiche del 2001, con Silvio Berlusconi.

 

Ma per fronteggiare il Cavaliere, che lo dardeggiava: «Lei scorrazzò nottetempo nei conti correnti dei cittadini», i sinistrati gli preferirono Francesco Rutelli.

«E allora beccatevi Cicciobello» sbottò lui, (non) facendosene una ragione.

 

Giuliano Amato

Eta Beta è stato dato regolarmente in corsa per il Quirinale, ma altrettanto regolarmente è scattato il «non possumus».

Per «il grumo irrisolto del passato che finisce per condizionare le ripulse del presente», così Pierluigi Battista sul Corriere il 12 maggio 2006.

Lo stigma craxiano.

 

I suoi trascorsi come consigliere del Principe, «producevo idee destinate alla testa di un altro e non sempre mi curavo di dove andavano a finire».

Una conferma? L’affettuosa lettera al Foglio di Rino Formica, altra testa pensante ai chiodi di garofano, su Amato al Colle dopo Ciampi.

 

GIULIANO AMATO E LA MOGLIE AGLI INTERNAZIONALI DI TENNIS 2010

I suoi meriti? «Vestire con arte avvocatesca la volontà altrui. Ingannare con la parola la verità dei fatti. Piegare la logica comune all’opportunità politica di parte. Coprire i propri desiderata con l’illusione del bene comune».

Bene.

 

I difetti invece?

«È noto perché sa fare benissimo il numero due. Un re Mida rovesciato: trasforma l’oro in friabile argilla. È sottile se è al servizio, sfuggente se si mette in proprio. La sua storia politica è accettabile quando ha saputo eseguire. È da rigetto quando ha dovuto decidere da solo».

 

GIULIANO AMATO ROMANO PRODI FOTO LAPRESSE

Amato non andò mai a trovare Craxi in Tunisia (per quanto Vauro lo disegnasse come «Giuliano Am-amet»). Anche per questo, dal suo esilio/latitanza Craxi gli riservò parole al miele: «Professionista a contratto». «Vomitevole voltagabbana».

 

Un opportunista che «non può ergersi a giudice delle presunte malefatte del Psi, di cui porta per intero la sua parte di responsabilità. Io trattato alla stregua di gangster e condannato all’ergastolo. Guarda caso invece ad Amato, vicesegretario vicario del Psi impegnato nella gestione del partito, forte delle sue amicizie e altolocate protezioni non è toccato nulla di nulla».

 

giuliano amato al copasir 1

Una dispar condicio su cui pure i figli si sono interrogati, da ultimo Stefania Craxi nel 2022: «Come mai il vice di Craxi è periodicamente indicato come potenziale candidato alla presidenza della Repubblica, mentre mio padre dovette seguire la via dell’esilio? O sono manigoldi entrambi o entrambe sono brave persone».

 

Amato uomo di relazioni. Nel 2000, tra i primi atti del suo secondo governo, nominò - con consenso bipartisan- capo della Polizia il potentissimo prefetto Gianni De Gennaro, il Joseph Fouché d’Italia (l’originale era il gendarme di Napoleone Bonaparte). L’amarcord è utile per una circostanza: se nel luglio 2001 il G8 di Genova fece da sfondo alla guerriglia urbana e alla morte di Carlo Giuliani, le prove generali della «macelleria messicana» alla scuola Diaz si tennero alla caserma Raniero di Napoli in marzo, in occasione del Global Forum.

 

giuliano amato gianni agnelli cesare romiti

Presidente del consiglio: Amato. Ministro dell’Interno: il dem Enzo Bianco. Ma il precedente non è mai evocato. Quando nel 2007 De Gennaro cesserà dall’incarico, lo ritroveremo al ministero dell’Interno come capo di gabinetto «in diretta collaborazione» con il ministro.

 

Chi? Toh: Amato. Che quando - seconda decade del secolo - lascerà la presidenza del Centro Studi Americani a Roma, mantenendone la qualifica onoraria, sarà sostituito. Da chi? Toh: De Gennaro. Del resto, si sa: «La Polizia e i Gesuiti hanno la virtù di non abbandonare mai né i loro amici né i loro nemici» (Honoré de Balzac a proposito di Fouché in Un tenebroso affare).

Elisabetta II con Giuliano Amatogiuliano amato a orbetellogiuliano amato a mixer 1986 3giuliano amato prima conferenza stampa da presidente della corte costituzionale 1GIULIANO AMATOgiuliano amato clemente mastella GIULIANO AMATO E ROMANO PRODIGIULIANO AMATO ALLA STAMPA ESTERA

craxi giuliano amatoFRANCESCO COSSIGA - GIULIANO AMATO BERLUSCONI ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI NICOLO AMATO CON STEFANIA CRAXI FOTO LAPRESSE GIORGIO NAPOLITANO E GIULIANO AMATOCRAXI E GIULIANO AMATO giuliano amato bettino craxi GIULIANO AMATOGIULIANO AMATO AL FORO ITALICO PER GLI INTERNAZIONALI DI TENNIS 2013 GIULIANO AMATO JACQUES CHIRACGIULIANO AMATO E IL CASO USTICA - VIGNETTA BY GIANNELLIFRANCESCO COSSIGA - GIULIANO AMATO TONY BLAIR GIULIANO AMATO IL DIETROFRONT DI GIULIANO AMATO SU USTICA - VIGNETTA BY MAKKOX

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – DAJE E RIDAJE, CON CONTE IN MODALITÀ VENTRILOQUO DI TRAVAGLIO, CON I SONDAGGI CHE SPROFONDANO UN PD SUBALTERNO AL M5S SOTTO IL 20%, CON IL CAMPO LARGO RIDOTTO A UNO SPETTACOLO SEMPRE PIÙ UMILIANTE E GROTTESCO, ELLY AVRÀ PENSATO CHE ERA GIUNTA L'ORA DI FINIRLA: CARO GIUSEPPE, HA ROTTO IL CAZZO CON 'STE PROVOCAZIONI QUOTIDIANE SU EUROPA E UCRAINA, E SEMPRE CON QUEL TONETTO DA "PICCOLA, TORNA A PETTINARE LE BAMBOLE". ORA LA MISURA È COLMA: VEDIAMO CHI CE L'HA PIÙ LUNGO: “NEL PROGRAMMA UNO NON VALE UNO, IL PD HA IL DOPPIO DEI VOTI” - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE I NEURONI DI SCHLEIN FUORI DALLE SINAPSI È STATA LA DICHIARAZIONE DELL'AZZECCAGARBUGLI STELLATO: “ERO A FAVORE DI UN FEDERATORE NEL CENTROSINISTRA, MA MI È STATO DETTO DI NO”. UNA FRASETTA CHE HA STIZZITO OVVIAMENTE ELLY (MANCO NOMINATA), MA ANCHE GLI ESPONENTI DI SPICCO DEL VERTICE DEL M5S (IN PRIMIS, PATUANELLI), I QUALI DI UN EVENTUALE "TERZO UOMO" NON NE AVEVANO MAI SENTITO PARLARE - STASERA CONTE HA REPLICATO AL TURBO-VAFFA SPARATO DA ELLY FARFUGLIANDO LA SOLITA SUPERCAZZOLA CON SCAPPELLAMENTO NEL VUOTO DEI GAZEBO: "A QUESTO PUNTO NON CI SONO ALTERNATIVE ALLE PRIMARIE" (E LA GIOSTRA RICOMINCIA...) - VIDEO

sicilia toto cuffaro renato schifani gaetano armao geremia lombardo elvira amata gaetano galvagno

DAGOREPORT – IL TINTINNIO DI MANETTE FA TREMARE IL CENTRODESTRA SICILIANO IN VISTA DELLE ELEZIONI REGIONALI DEL 2027 – LA RICHIESTA DI ARRESTO PER L’EX VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE, GAETANO ARMAO, MARITO DELL’EX “ZARINA” GIUSI BARTOLOZZI, ACCUSATO DI CORRUZIONE, HA FATTO SCALPORE. MA LE ANTENNE DI DAGOSPIA IN SICILIA CI SEGNALANO CHE IL NOME PIÙ “PESANTE”, IN TERMINI POLITICI, TRA I NOVE COINVOLTI NELL’INCHIESTA È QUELLO DI GEREMIA LOMBARDO, NIPOTE DELL’EX GOVERNATORE RAFFAELE - LOMBARDO È DEPUTATO DELL’MPA E PRESIDENTE DELL’UFFICIO DI QUESTURA DELL’ASSEMBLEA REGIONALE, DA DOVE PASSANO LE DECISIONI SULLE SPESE – I GUAI GIUDIZIARI DEL CENTRODESTRA NELL'ISOLA NON RISPARMIANO FDI: SONO A PROCESSO PER CORRUZIONE L’ASSESSORE AL TURISMO, ELVIRA AMATA, E IL PRESIDENTE DELL’ARS GAETANO GALVAGNO – E ORMAI È FUORI DAI GIOCHI ANCHE TOTO’ CUFFARO...

report sigfrido ranucci giorgio mottola italo bocchino valter lavitola giorgia meloni - giampaolo rossi

DAGO-“REPORT” - MA LA RAI ALLA FIAMMA VUOLE VERAMENTE LIBERARSI DEL “SINISTRO” SIGFRIDO RANUCCI? – MESSO ALLO SPIEDO DA ANNI PER LE INCHIESTE DI “REPORT”, UNIDIREZIONALI CONTRO LA DESTRA DI GOVERNO, COME MAI L’AD DI TELE-MELONI, GIAMPAOLO ROSSI, NEL 2024 HA MANTENUTO NEL RUOLO DI VICEDIRETTORE AD PERSONAM L'''AMICO FRATERNO'' DI LAVITOLA? - MAGARI ROSSI NON VUOLE ESSERE ACCUSATO DI AVER EPURATO "IL PIÙ IMPORTANTE GIORNALISTA D'INCHIESTA DELLA TV PUBBLICA", BENCHE' SIA FINITO NEL VERMINAIO DEL PESCIVENDOLO DEL “CEFALÙ BISTROT’’? – SERPEGGIANO ALTRI RUMORS: ROSSI POTREBBE AVER RICEVUTO DIKTAT DA ALTRI PALAZZI A CUI RANUCCI, AL DI LÀ DELLE POLEMICHE E DELLE QUERELE, SERVE ED APPARECCHIA? – NON SOLO LAVITOLA: IL RAPPORTO AMICALE DI RANUCCI CON L'UBIQUO ITALO BOCCHINO - SALE IL CLIMA DI TENSIONE NELLA SQUADRA DI “REPORT” DOVE SONO IN MOLTI A CREDERE AL REINTEGRO DI “SIG”: E METÀ REDAZIONE È PRONTA A GIRARE I TACCHI…

roberto vannacci giannetta reggio calabria meloni salvini tajani occhiuto roscioli cannizzaro lotito

DAGOREPORT – LA CALABRIA NON È STATA LA SASSONIA, MA VANNACCI HA LANCIATO UN SASSO PESANTE – IL CENTRODESTRA HA AVUTO L’ORDINE DI ESULTARE PER LA VITTORIA DI FABIO ROSCIOLI ALLE SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA, EPPURE IL RISULTATO DI FUTURO NAZIONALE IN DOPPIA CIFRA HA SPIAZZATO LA MAGGIORANZA – L’OBIETTIVO ERA SUPERARE IL 60%, MA ROSCIOLI SI È FERMATO AL 51% IN UNA CITTÀ “BLINDATA” – L’11% DI GIANNETTA DIMOSTRA CHE L’EX GENERALE SI STA ORGANIZZANDO SUI TERRITORI, AGGIUNGENDO IL “VOTO STRUTTURATO” DEI CACICCHI LOCALI A QUELLO DI OPINIONE, CHE RIESCE A INTERCETTARE IN PRIMA PERSONA – A QUESTO PUNTO A GIORGIA INTERROMPERE L’ASCESA DI VANNACCI STA DIVENTANDO UN ROMPICAPO...

andrea stroppa elon musk beppe grillo

DAGOREPORT - PER CAPIRE IL SENSO DELL’INCONTRO TRA IL LUOGOTENENTE DI MUSK IN ITALIA, ANDREA STROPPA, E BEPPE GRILLO BISOGNA CAPIRE IL CONTESTO DELLA DESTRA “MAGA” – ARCHIVIATO IL TRUMPISMO, IN PATRIA THIEL E MUSK PUNTANO LE LORO FICHES SU JD VANCE. MA HANNO BISOGNO DI UNA RETE INTERNAZIONALE DI “SUPPORTO” – IL SUDAMERICA SE L’È INTESTATO THIEL (CHE FLIRTA CON L'ARGENTINO MILEI), MA L’EUROPA È TERRENO DI MUSK - IN GERMANIA IL FONDATORE DI TESLA HA TROVATO SODDISFAZIONE AIUTANDO I NEONAZISTI DI AFD - E IN ITALIA? DOPO IL ''TRADIMENTO'' SULL'AFFARE STARLINK DI MELONI, CON SALVINI ALLA FRUTTA E QUEL VANNACCI SU CUI ALEGGIANO DUBBI E SOSPETTI, ECCO CHE MUSK CHIEDE AL SUO REFERENTE STROPPA DI TASTARE IL TERRENO PER CAPIRE COME E QUANDO INTERVENIRE SULLO SCENARIO ITALIANO - ANCHE INCONTRARE QUEL VECCHIO GRILLO, CHE GRAZIE ALL'EMINENZA GRIGIA TECNO-VISIONARIA DI CASALEGGIO PORTO' IL M5S AL 33%, PUO' STIMOLARE QUALCHE IDEUZZA...

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO