
AVVERTITE MELONI E GIORGETTI: LE BANCHE NON VOGLIONO ESSERE IL BANCOMAT DEL GOVERNO – L’IPOTESI, AVANZATA DA FDI E LEGA, DI UN NUOVO “SACRIFICIO” IN VISTA DELLA MANOVRA TROVA IL MURO DEGLI ISTITUTI DI CREDITO: “ABBIAMO GIÀ DATO, ABBIAMO CONCORDATO CON IL GOVERNO IL NOSTRO CONTRIBUTO ALLA MANOVRA DI BILANCIO PER IL 2026” – L’ACCORDO DEL SETTEMBRE 2024 PER IL RINVIO DELLE DEDUZIONI FISCALI VALE SIA PER QUEST’ANNO CHE PER IL PROSSIMO – DOPO IL “PIZZICOTTO” RIFILATO DA GIORGETTI, I BANCHIERI NON SEMBRANO PREOCCUPATI. A FARE LE BARRICATE NELLA MAGGIORANZA CI PENSA IL “MAGGIORDOMO” DI CASA BERLUSCONI, TAJANI – IN PIU’, IL RISIKO BANCARIO IN CORSO POTREBBE RENDERE PIU’ PRUDENTE PALAZZO CHIGI...
Estratto dell’articolo di Mario Sensini per il “Corriere della Sera”
GIANCARLO GIORGETTI AL MEETING DI RIMINI
Non c’è una nuova proposta del governo da discutere, né tantomeno una richiesta di incontro per parlarne, ma soprattutto, dice un banchiere di prima linea, «non c’è molto da dire, se non altro perché noi abbiamo già concordato con il governo il nostro contributo alla manovra di bilancio per il 2026».
L’accordo stretto a settembre 2024 per il rinvio delle deduzioni fiscali vale infatti sia per quest’anno che per il prossimo. Con il posticipo di queste operazioni il governo ha ottenuto un beneficio di bilancio di 4,3 miliardi di euro, 2,5 quest’anno e 1,8 il prossimo.
giorgia meloni e giovanbattista fazzolari
Le banche hanno sopportato un costo di 350-400 milioni sul conto economico del biennio e [...] non si aspettano la richiesta di altri sacrifici.
Per ora comunque non ci sono stati contatti, né formali né informali, anche se dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, come aveva fatto in occasione dell’assemblea dell’Assobancaria a luglio, è arrivata un’altra avvisaglia dal Meeting di Rimini.
I banchieri hanno sentito il «pizzicotto» di Giorgetti, ma non sembrano preoccupati più di tanto. L’anno scorso, fiutando l’aria, si erano predisposti già a luglio alla trattativa con il governo, sfociata in un accordo a settembre.
Lo stop alle deduzioni doveva durare solo per quest’anno, ma alla fine le banche avevano accettato la richiesta di Giorgetti di estenderlo anche al 2026. Era un patto volontario, e ora si aspettano che sia mantenuta la parola data.
[...] ormai i titoli del settore bancario rappresentano il 40% della patrimonializzazione della Borsa di Milano, e ne condizionano gli indici, sui quali puntano i grandi fondi internazionali. Le indiscrezioni sui possibili nuovi interventi del governo, sommate al rischio di una crisi politica in Francia, hanno affossato le principali banche (Unicredit -3,6%, Mps -2,31%, Mediobanca -2,14, Intesa -1,9%), tirando giù il Mib dell’1,3%. Un segnale.
GIANCARLO GIORGETTI AL MEETING DI RIMINI
A spingere il governo verso la prudenza nei confronti delle banche potrebbe esserci, soprattutto, la straordinaria ricomposizione dell’azionariato bancario che si è avviata in Italia da qualche mese.
Un movimento che vede vacillare alcune colonne storiche della finanza italiana, come Mediobanca e Generali, ed affacciarsi nuovi azionisti privati, e nel quale il governo comunque gioca già un ruolo importante, vuoi come azionista del Monte dei Paschi, vuoi come regolatore, nel caso dell’ops Unicredit su Bpm, di fatto bloccata dal Golden Power.
antonio tajani al meeting di rimini
La partita per il controllo delle banche è ancora apertissima. Introdurre una nuova variabile, come un prelievo straordinario, potrebbe scombussolare tutto.