BAGET BOZZO COME MICHAEL JACKSON? - IL SACERDOTE UCCISO DAL SUO MEDICO CURANTE PER INTASCARNE L’EREDITÀ? QUESTO SOSTENGONO I PARENTI: AL PRETE POLITOLOGO SOMMINISTRÒ SOLO DEL GATORADE PER UN’INDIGESTIONE (NIENTE FARMACI) E POI NEL CERTIFICATO DI MORTE SCRISSE “INFARTO MIOCARDICO” - UN TESTAMENTO OLOGRAFO CHE LASCIAVA TUTTO AI PARENTI SAREBBE SPARITO, MENTRE IL MEDICO RISULTÒ EREDE UNIVERSALE…

Giulia Guerri per "ilGiornale.it"

E se Gianni Baget Bozzo non si fosse spento nel sonno la notte dell'8 maggio 2009 nella sua casa di via Corsica a Genova, ma fosse stato ucciso? Ad aprire un nuovo clamoroso scenario sulla morte del sacerdote politologo e collaboratore storico del «Giornale» è il Secolo XIX.

Racconta ieri il quotidiano ligure che c'è una denuncia per omicidio colposo a carico del medico curante di don Gianni, Patrizio Odetti, primario di geriatria al San Martino, e contestato erede universale del testamento del religioso, che qualche giorno prima del decesso, avrebbe prescritto a Bozzo soltanto del Gatorade, e non una medicina vera e propria, per curare un malessere da indigestione, salvo poi scrivere nel certificato di morte «infarto miocardico».

A rivolgersi ai magistrati - il pm Luca Scorza Azzarà si occuperà dell'inchiesta - è stata la cugina del sacerdote, Albertina Montano, esclusa dalle ultime volontà ufficiali di Baget Bozzo. Malgrado i due fossero cresciuti insieme e lei restasse il suo affetto più vicino, la casa dell'uno a pochi isolati di distanza dall'altra, nell'elegante quartiere di Carignano.

Non solo, riporta sempre il Secolo che ci sarebbe anche un secondo testamento olografo, sparito poi nel nulla, redatto tre mesi prima della morte e mostrato agli amici più intimi, nel quale i parenti risulterebbero gli eredi universali.

Insomma, un «giallo» con una decina di persone coinvolte e che ruota tutto attorno ai soldi, una vera e propria fortuna da milioni di euro se si contano i sette fra alloggi e negozi nel centro del capoluogo ligure, gli investimenti di una vita, i risparmi, i diritti d'autore sui libri. Ma a parte che alla nipote Francesca, nel primo testamento, il sacerdote non aveva lasciato nulla ai parenti, né alla chiesa genovese, né alla rivista Ragion Politica.

Toccherà ora ai magistrati appurare la fondatezza delle accuse mosse a Odetti che non solo avrebbe sbagliato la diagnosi per don Gianni, ma avrebbe anche fatto sparire le medicine accanto al letto del sacerdote subito dopo la sua morte. Inoltre, pur avendo detto di non sapere di essere citato nel testamento come erede universale, si era presentato dal notaio. Ma al di là del riscontro giudiziario, una cosa è certa: tutto gravita intorno all'eredità milionaria di Bozzo.

Lui che anche negli ultimi tempi aveva conservato lo spirito di sempre, la passione politica e quella sacerdotale, «il fuoco» delle sue giornate, tutto avrebbe voluto tranne che si litigasse per una questione del genere. «Fa un po' tristezza - dice Alessandro Gianmoena - che il lascito di don Gianni si concluda con una lite così grave sull'eredità.

Mi dispiace e mi amareggia vedere che il suo buoncuore venga disatteso con questa diatriba sui fondi ereditari». Gianmoena è stato l'assistente di Bozzo dal 2000 al 2009 e nel testamento non è mai stati citato. Ma ha vissuto accanto a lui, fino alla fine. Anche gli ultimi giorni, poco prima di morire. «Ero andato a trovarlo, soffriva anche di ansie. Aveva avuto un'indigestione. Ma non sono un medico, non posso valutare».

Invece la sua persona, la sua caratura morale e intellettuale, quella sì, la ricorda perfettamente. Le giornate passate a scrivere, a studiare seduto in poltrona sulla terrazza all'ottavo piano di via Corsica. Da una parte la vista del mare e dall'altra i libri e i giornali. «Era capace di chiamarti la mattina alle 7 o la sera alle undici, non aveva orari, né tempi, né modi - continua Gianmoena -. Ho passato fine settimana e anche qualche Capodanno a scrivere del suo amore per la politica, la polis, il popolo. La sua dote più grande, oltre all'intelligenza e all'umiltà, era quella di sapere ascoltare e parlare con tutti, senza discriminazioni di ordine gerarchico. Metteva sempre i fatti in una cornice d'insieme per leggere meglio la realtà».

E questo più che un lavoro, era diventata una missione, la motivazione delle sue opere.
Quando si parla di Bozzo, si parla anche di Silvio Berlusconi, di cui il sacerdote condivise appieno il progetto politico, il bipolarismo e l'alternativa alla sinistra.

«Non cambiò mai idea su questo, mai - giura Gianmoena -. Dal 1996 in poi sposò completamente l'azione politica di Berlusconi. Partecipò alla scuole di formazione insieme ai fondatori di Forza Italia».

Ma allora la storia di una rottura tra don Gianni e il Cavaliere, al quale rimproverava una caduta nei comportamenti, e il giudizio negativo sulla Carfagna? «È falso. Ho verificato la sua dedizione fino agli ultimi giorni, lo vedevo dagli articoli che scriveva sul Giornale, condivideva sia l'attività del governo, sia i membri dell'esecutivo. Della Carfagna non ha mai parlato male. Sostenere il contrario vorrebbe dire infangare la sua memoria». Di un uomo che si è sempre speso per le sue battaglie, con passione e con l'istinto. «Era la sua guida, ciò che ti fa lanciare il cuore oltre l'ostacolo, ripeteva sempre». Questo era don Gianni.

 

 

Baget Bozzobaget bozzo gianluca negroluciano rossi baget bozzo

Ultimi Dagoreport

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...