papa francesco bergoglio diavolo

BERGOGLIO METTE IN GUARDIA LA CURIA DAL ‘DEMONIO EDUCATO’ - "DAVANTI AL VANGELO RIMANIAMO SEMPRE COME DEI BAMBINI BISOGNOSI DI IMPARARE. PRESUMERE DI AVERE IMPARATO TUTTO CI FA CADERE NELLA SUPERBIA SPIRITUALE. NOI SIAMO PIÙ IN PERICOLO DI TUTTI GLI ALTRI, PERCHÉ SIAMO INSIDIATI DAL ‘DEMONIO EDUCATO’ CHE NON VIENE FACENDO RUMORE MA PORTANDO FIORI" - "SCUSATEMI, SE A VOLTE DICO COSE CHE POSSONO SUONARE DURE E FORTI NON È PERCHÉ NON CREDA NEL VALORE DELLA DOLCEZZA E DELLA TENEREZZA, MA PERCHÉ È BENE RISERVARE LE CAREZZE AGLI AFFATICATI E AGLI OPPRESSI"

PAPA BERGOGLIO

(Adnkronos) - Ritornare "all’essenziale della propria vita". Lo ammonisce il Papa nel suo discorso alla Curia romana in occasione degli auguri di Natale. "Il Signore ci dà ancora una volta la grazia di celebrare il mistero della sua nascita. Ogni anno, ai piedi del Bambino che giace nella mangiatoia, veniamo messi nella condizione di guardare la nostra vita a partire da questa speciale luce. 

 

Non è la luce della gloria di questo mondo - avverte Bergoglio - ma ‘la luce vera, quella che illumina ogni uomo’. L’umiltà del figlio di Dio che viene nella nostra condizione umana è per noi scuola di adesione alla realtà. Così come Egli sceglie la povertà, che non è semplicemente assenza di beni, ma essenzialità, allo stesso modo ognuno di noi è chiamato a ritornare all’essenziale della propria vita, per buttare via tutto ciò che è superfluo e che può diventare impedimento nel cammino di santità che non va negoziato".

 

BERGOGLIO A L'AQUILA

Sottolinea il Papa: "E importante avere chiaro che quando si esamina la propria esistenza o il tempo trascorso, bisogna sempre avere come punto di partenza la memoria del bene. Infatti, solo quando siamo consapevoli del bene che il Signore ci ha fatto siamo anche in grado di dare un nome al male che abbiamo vissuto o subito. Essere consapevoli della nostra povertà senza esserlo anche dell’amore di Dio ci schiaccerebbe. In questo senso l’atteggiamento interiore a cui dovremmo dare più importanza è la gratitudine".

 

vaticano

Bergoglio mette in guardia la Curia: "La cosa peggiore che possa accaderci è pensare di non avere più bisogno di conversione, a livello sia personale sia comunitario. Convertirsi è imparare sempre di più a prendere sul serio il messaggio del Vangelo e tentare di metterlo in pratica nella nostra vita. Non è semplicemente prendere le distanze dal male, è mettere in pratica tutto il bene possibile. Davanti al Vangelo rimaniamo sempre come dei bambini bisognosi di imparare. Presumere di avere imparato tutto ci fa cadere nella superbia spirituale".

 

il diavolo in corpo vintage erotica

"NOI PIÙ IN PERICOLO DI TUTTI GLI ALTRI" - "Noi siamo più in pericolo di tutti gli altri, perché siamo insidiati dal ‘demonio educato’ che non viene facendo rumore ma portando fiori" avverte il Papa. "Scusatemi, se a volte dico cose che possono suonare dure e forti - dice Bergoglio - non è perché non creda nel valore della dolcezza e della tenerezza, ma perché è bene riservare le carezze agli affaticati e agli oppressi".

 

Ammonisce ancora il Papa: "E’ troppo poco denunciare il male, anche quello che serpeggia in mezzo a noi. Ciò che si deve fare è decidere una conversione davanti ad esso". "La semplice denuncia -osserva - può darci l’illusione di aver risolto il problema, ma in realtà quello che conta è operare dei cambiamenti che ci mettano nella condizione di non lasciarci più imprigionare dalle logiche del male, che molto spesso sono logiche mondane. In questo senso, una delle virtù più utili da praticare è quella della vigilanza".

 

BERGOGLIO IN CANADA CON IL COPRICAPO TRADIZIONALE DEGLI INDIGENI

"E’ da ingenui - dice ancora Bergoglio parlando del demonio chiamato più volte il ‘tentatore’ - pensare che rimanga lontano per lungo tempo. In realtà, dopo un po’ si ripresenta a noi sotto una nuova veste. Se prima appariva rozzo e violento, ora invece si comporta in maniera più elegante ed educata. Allora abbiamo ancora una volta bisogno di riconoscerlo e smascherarlo. Sono i 'demoni educati': entrano con educazione, senza che io me ne accorga. Solo la pratica quotidiana dell’esame di coscienza può far sì che ce ne rendiamo conto".

 

"L'ERESIA VERA" - "Il contrario della conversione è il fissismo, cioè la convinzione nascosta di non avere bisogno di nessuna comprensione ulteriore del Vangelo" sottolinea il Papa. "E' l’errore - dice - di voler cristallizzare il messaggio di Gesù in un'unica forma valida sempre. La forma invece deve poter sempre cambiare affinché la sostanza rimanga sempre la stessa". 

 

vaticano

"L’eresia vera - scandisce - non consiste solo nel predicare un altro Vangelo, come ci ricorda Paolo, ma anche nello smettere di tradurlo nei linguaggi e nei modi attuali, cosa che proprio l’Apostolo delle genti ha fatto. Conservare significa mantenere vivo e non imprigionare il messaggio di Cristo".

 

"Il vero problema, però - va al nocciolo il Papa - che tante volte dimentichiamo, è che la conversione non solo ci fa accorgere del male per farci scegliere nuovamente il bene, ma nello stesso tempo spinge il male ad evolversi, a diventare sempre più insidioso, a mascherarsi in maniera nuova affinché facciamo fatica a riconoscerlo. 

roberto benigni il piccolo diavolo

 

E' una vera lotta. Gesù nel Vangelo usa un paragone che ci aiuta a comprendere quest’opera che è fatta di tempi e modi diversi: "'Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino'". 

 

bergoglio in carrozzina 4

"Il nostro primo grande problema è confidare troppo in noi stessi, nelle nostre strategie, nei nostri programmi. E' lo spirito pelagiano di cui più volte ho parlato. Allora alcuni fallimenti sono una grazia, perché ci ricordano che non dobbiamo confidare in noi stessi, ma solo nel Signore. Alcune cadute, anche come Chiesa, sono un grande richiamo a rimettere Cristo al centro".

 

il papa si fa aiutare ad alzarsi

Dice ancora Bergoglio: " A tutti noi sarà successo di perderci come quella pecorella o di allontanarci da Dio come il figlio minore. Sono peccati che ci hanno umiliato, e proprio per questo, per grazia di Dio, siamo riusciti ad affrontarli a viso scoperto. Ma la grande attenzione che dobbiamo prestare in questo momento della nostra esistenza è dovuta al fatto che formalmente la nostra vita attuale è in casa, tra le mura dell’istituzione, a servizio della Santa Sede, nel cuore stesso del corpo ecclesiale; e proprio per questo potremmo cadere nella tentazione di pensare di essere al sicuro, di essere migliori, di non doverci più convertire".

COPERTINA DELLA RIVISTA MIRACOLI - AL BANO HA SCONFITTO IL DEMONIOper i texani i gay sono posseduti dal demonioil silenzio di bergoglio nell intervista con lorena bianchetti a sua immagine 1

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