BANANAGATE - BERLUSCONI INFURIATO: “SONO UNA VITTIMA DI QUESTA VICENDA”: SILVIO AFFIDA AD ALFANO E GHEDINI IL COMPITO DI STOPPARE SOSPETTI E CONGETTURE - LA DAGOPISTA (FILMATI DELLE “CENE ELEGANTI” COME ARMA DEL RICATTO) SPOPOLA TRA GLI ADDETTI AI LIVORI - I PATONZA’S CHOCCATI: ‘’IN DICIOTT’ANNI DI REGNO, IL SEQUESTRO SPINELLI È STATO IL SEGRETO MEGLIO CUSTODITO DA BERLUSCONI, FORSE ANZI L’UNICO CHE LUI NON ABBIA SPIFFERATO IN GIRO...”

1-TUTTA LA RABBIA DEL CAVALIERE: "FACCIO ANCORA PAURA"
Salvatore Dama per LiberoQuotidiano.it

In Transatlantico non si parla d'altro. Logicamente. Il sequestro lampo del ragionier Giuseppe Spinelli, l'intera vicenda e i suoi lati oscuri. Sono questi ultimi che solleticano di più l'immaginario del deputato. Destra o sinistra, non c'è differenza. Nei capannelli si favoleggia. Trame bizantine: ha pagato 10 milioni di riscatto; no, il cassiere è stato rapito dalle olgettine che volevano le buste con i soldi. Il livello è questo qui. E, ad alimentare la fantasia del potere legislativo, c'è anche l'assenza prolungata del leader del Pdl. Doveva rientrare ieri sera a Roma, ma ha rinviato: «Perché?».

La verità è che Silvio Berlusconi è molto infastidito dalle illazioni. Di più: si è detto addirittura «indignato» dai «sospetti» che lui «stia nascondendo una parte della verità». E a che pro? «Non ho pagato alcun riscatto. Non mi sono prestato ad alcuna richiesta, non ho trattato. Non sono stato reticente. Sono una vittima di questa vicenda. Io e il ragioniere lo siamo», si è sfogato il Cavaliere parlando dei fatti. Leggere alcune ricostruzioni fatte dalla stampa lo ha fatto letteralmente trasalire.

Tanto da chiedere all'avvocato Niccolò Ghedini di precisare nuovamente la dinamica dei fatti attraverso un lungo comunicato spedito alle agenzie. Il legale di fiducia ha spiegato che Berlusconi non ha avuto alcun ruolo nella vicenda. E che il ritardo nella comunicazione dei fatti all'autorità giudiziaria c'è stato per via dei timori del ragionier Spinelli, che ha avuto paura di una ritorsione dei sequestratori nei confronti suoi e della sua famiglia.

Spinelli ha chiamato al telefono l'ex presidente del Consiglio la mattina del 16 ottobre, all'indomani dell'accaduto. Ma non ha fatto parola del sequestro. A Silvio ha detto di «essere stato avvicinato da alcune persone inviate da uno studio legale che volevano fornire del materiale definito risolutivo per la causa CIR-Fininvest e per questo richiedevano 35 milioni di euro».

Una richiesta che il Cavaliere considera «anomala» e ordina all'avvocato di approfondire. Ghedini esegue. E ne desume che «lo Spinelli si trovava non in una situazione normale, ma in una situazione di costrizione». Al che, prosegue Ghedini, «Berlusconi mi consigliò di avvertire i carabinieri qualora avessi ritenuto che vi fosse una reale situazione di pericolo per Spinelli».

Ma fu il ragioniere a voler attendere. Per paura. Di nuovo è Silvio a insistere con Ghedini perché si rivolga alla procura di Milano: «Spinelli però mi pregò di attendere ancora per consentirgli di avvertire la moglie sull'evolversi della situazione. I coniugi avevano subìto pesanti minacce dai sequestratori nel caso in cui avessero narrato i fatti o addirittura avvertito l'autorità giudiziaria».

Alla fine - ed ecco motivata la giornata di ritardo - Berlusconi e Ghedini persuadono Spinelli a presentare denuncia. Per il resto, ripete l'avvocato, l'ex premier «non ha avuto alcun ruolo nella vicenda», né ha pagato alcun riscatto. Si è solo «preoccupato» dell'incolumità del collaboratore e della sua famiglia «offrendo ospitalità in una sua abitazione e mettendo a disposizione una scorta privata».

In difesa dell'ex capo del governo prende la parola anche il segretario del Pdl Angelino Alfano: «Con la vicenda del sequestro del ragioniere Spinelli si è toccato l'apice nell'arte della costruzione artificiosa di una realtà su misura, che mira a stravolgere la verità dei fatti», è la critica fatta dall'ex Guardasigilli alla stampa per i dubbi adombrati:

«Diventa così tangibile il tentativo di veicolare un messaggio di ambiguità, come la visione di un giallo, come se ci fosse qualcosa di poco chiaro, mentre chiare sono le parole del ragioniere Spinelli e il contesto in cui si è svolta la vicenda». In quest'ottica «perversa», si conclude lo sfogo di Alfano, «Silvio Berlusconi diventa addirittura un soggetto sospetto mentre è inequivocabilmente vittima. Questi ennesimi tentativi di screditamento e di torsione della verità sono inammissibili».

2-IL SILENZIO AMARO DI BERLUSCONI E I DUBBI SULL'ARMA DEL RICATTO
Ugo Magri per LaStampa.it

L'ansia per il collaboratore in pericolo, il cuore in gola, lo sdegno, la paura e chissà cos'altro ancora, sono tutte emozioni svaporate da tempo, nella villa di Arcore. In fondo è passato un mese, anzi di più, da quella notte tra il il 15 e il 16 ottobre, quando i banditi irruppero a casa Spinelli. Allora sì che sarebbe stato interessante scrutare l'animo del Cavaliere, scandagliarne i sentimenti.

Ma adesso sembra tardi: Berlusconi ha avuto tempo e modo di metabolizzare la storiaccia, forse di rimettere un po' di cose a posto. Con chi lo frequenta, si mostra dispiaciuto e distaccato, cupo di umore ma niente affatto «bollito» (come qualcuno in vacanza con lui in Kenya sparge la voce). Del sequestro s'era occupato intensamente nelle 31 ore successive, e quanto ne è tracimato l'altro ieri non costituisce sorpresa per lui, tutto previsto, tutto calcolato.

Né aveva motivo per stare particolarmente sulle spine: i banditi chiedevano tanti soldi in cambio di presunte rivelazioni sul Lodo Mondadori, questo perlomeno ha messo a verbale il suo ragioniere. Presentando così Berlusconi due volte vittima, prima delle «toghe rosse» che gli hanno estorto 560 milioni e poi dei delinquenti comuni, salassato da una parte con le armi della legge e dall'altra con la bruta violenza.

Questa in fondo è l'idea che, tra la gente comune, alcuni si sono fatti, un po' commiserando l'ex premier vittima delle aggressioni e un po' invidiando la sorte dei ricchi, ricattati sì ma sempre in grado di scucire il quattrino... Insomma, da quando è venuta fuori la vicenda pare che l'ex premier non sia né choccato né tantomeno affranto. Da lui nessun pubblico commento, giudicato superfluo; campo libero all'avvocato Ghedini.

Il quale è stato inflessibile nel difendere la versione ufficiale, non solo con i cronisti ma con gli stessi esponenti del partito. Dove, di tutta questa vicenda, non si era percepito nulla. Nemmeno un cenno alla lontana da parte del Capo, zero assoluto. Emilio Fede racconta a «Radio Città Futura» di averne avuto sentore, qualcuno gli aveva sussurrato del sequestro.

Però l'ex direttore del Tg4 è da sempre sulla notizia, in qualche caso c'è pure caduto dentro (deve difendersi dall'accusa di avere procurato escort al Cavaliere), comunque sia l'ambito che bazzica Fede non è certo quello della politica romana. Conferma un esponente Pdl tra i più autorevoli: «In diciott'anni di regno, è stato il segreto meglio custodito da Berlusconi, forse anzi l'unico che lui non abbia spifferato in giro...».

Non tutto però è andato per il verso giusto. Se n'è accorto ieri di buon'ora Bonaiuti, il portavoce: troppi dubbi sparsi dagli inquirenti, troppi i punti interrogativi sul presunto versamento di 8 milioni, con l'idea qua e là affiorante che Silvio sia rimasto vittima delle sue cattive amicizie, mai uno statista dovrebbe figurare in cronaca nera. Allora Bonaiuti si è attaccato al telefono, sollecitando e ottenendo un rinforzo di verità sulle troppe ore di «black out» dopo il sequestro, quando Spinelli ancora non era andato dai magistrati.

La precisazione non ha fermato il fiume di illazioni, cui dà voce con la solita sbloccata franchezza sul suo sito Dagospia: «Dai, Banana, dillo pure che non erano i video di Fini e dei magistrati, né carte segrete sul Lodo Mondadori, ma i video delle tue "cene eleganti" l'arma del ricatto!». È un tormentone che scandirà le prossime fasi dell'inchiesta, man mano che la Boccassini scaverà nella melma. Però intanto l'«alibi» regge, e permette a Berlusconi di gettarsi alla riconquista del partito, che Alfano e i colonnelli gli vorrebbero sfilare...

 

SPINELLI E BANDA jpegSILVIO BERLUSCONI - Copyright Pizzispinelli spinelli silvio berlusconi sparaFRANCESCO LEONE CAPO DELLA BAND CHE HA RAPITO SPINELLI Niccolo GhediniAngelino Alfano SILVIO BERLUSCONI ED EMILIO FEDE ILDA BOCCASSINI IN VERSIONE TOTAL ORANGE Gli inquirenti che indagano sul caso Spinelli

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