1. CACCIARI A CACCIA DI MONTEPREZZEMOLO: "DUE ANNI E MEZZO FA IN EPOCA NON SOSPETTA SPERAVO CHE MONTEZEMOLO FOSSE IN GRADO DI CONTRIBUIRE A COSTRUIRE UN'ALTERNATIVA. ORA PUO' FARE SOLO IL PREZZEMOLO SULLA CANDIDATURA DI MONTI. ANCORA NEMMENO SI CAPISCE COSA VOGLIA ESATTAMENTE IL SUO MOVIMENTO" 2. E TRAVAGLIO FA UN TERRIBILE SHAMPOO AL CIUFFO E ALLA MEMORIA DI LUCHINO: “DOVREBBE RICORDARE LE SUE TELEFONATE CON BISIGNANI. SI POTREBBE RICORDARE QUALCHE PECCATUCCIO DI GIOVENTÙ, COME I SOLDI CHE SCUCIVA AI RAMPANTI TORINESI IN CAMBIO DI UNA STRETTA DI MANO CON L’AVVOCATO AGNELLI. MA SOPRATTUTTO PERCHÉ AIUTÒ BERLUSCONI, CHE LO VOLEVA MINISTRO, A STRAVINCERE LE ELEZIONI DEL 2001?”

1. MASSIMO CACCIARI: "MONTEZEMOLO? ORMAI PUO' FARE SOLO IL PREZZEMOLO DI MONTI"
"Non vado a votare alle primarie del centrosinistra. Ormai da tre anni non ho più la tessera del Pd e non ho capito nulla dei programmi dei candidati. Non si sa cosa vogliono fare, con quali alleati, come e dove trovare le risorse per il Paese. Come al solito l'unico che dà i numeri veri è solo Monti".

Così il filosofo Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia, a La Zanzara su Radio24. "Solo Monti può sparigliare tutto - dice Cacciari - perchè se si candida col centro di Montezemolo e altri può prendere anche il 25 per cento. La gente ne ha le tasche piene dei comizianti, uno con il suo stile potrebbe anche sfondare in campagna elettorale. Ma non credo lo farà".

E Montezemolo? "Due anni e mezzo fa in epoca non sospetta speravo che Montezemolo fosse in grado di contribuire a costruire un'alternativa. Ora è prezzemolo sulla candidatura di Monti. Ancora nemmeno si capisce cosa voglia esattamente il suo movimento".

Poi Cacciari attacca Bruno Tabacci, uno dei candidati alle primarie di domenica: "Tabacci non c'entra nulla, cosa ci fa lì? Non c'entra nulla col Pd, non ha fatto nulla per formarlo. A un certo punto è andato con Rutelli, poi fa l'assessore a Milano senza aver appoggiato Pisapia. Un vecchio politichese senza alcun costrutto".

E la Puppato?: "Persona stimabilissima, ma qui bisogna risolvere problemi nazionali non di Montebelluna. Se serviva una donna quelle del Pd dovevano trovare una accordo per una candidatura credibile".

2. MONTESMEMOLO!
Marco Travaglio per il "Fatto quotidiano"

Si potrebbero dire tante cose di Montezemolo, l'uomo che senza candidarsi vuole regalarci per altri cinque anni un premier che non si candida nemmeno lui, Monti, perché questa classe politica "ci ha fatto vergognare per vent'anni di essere italiani".

Si potrebbe dire che la sua "Terza Repubblica" somiglia tanto alle prime due, quando lui non viveva su Marte, ma alla Fiat, alla Cinzano, alla Rcs, alla Juventus, alla Ferrari, ad Azzurra, a Italia 90, al Corriere, alla Stampa, alla Fiera di Bologna, alla Confindustria, alla Luiss, alla Indesit, alla Merloni, alla Poltrona Frau, all'Ntv treni veloci, alla Tod's, alla Federazione Editori, al Cnel, al board Citigroup, al fondo Charme con sede in Lussemburgo. E non sempre con risultati eccelsi.

Si potrebbe aggiungere che nemmeno i suoi discepoli riuniti sabato sono proprio di primo pelo, da Umberto Ranieri a Linda Lanzillotta, da Albertini ai fratelli Vanzina. Si potrebbe osservare che la sua testa d'uovo Andrea Romano è reduce da un giro delle sette chiese che Rondolino al confronto è coerente: dalla dalemiana ItalianiEuropei alla berlusconiana Einaudi, dalla Stampa al Riformista al Sole 24 Ore a Italia Futura.

E ancora quattro anni fa scriveva: "La Lega potrebbe diventare il motore riformatore del governo Berlusconi", è "un movimento politico ormai lontano dalla rappresentazione zotica e valligiana", "ha accantonato definitivamente il teatrino secessionista" per sposare "l'esempio della Csu bavarese", insomma un modello di "buona amministrazione locale", piena di "giovani preparati come il piemontese Cota", "il reagente indispensabile a una vera stagione di rinnovamento" (La Stampa, 16.4.2008).

Si potrebbe ricordare qualche peccatuccio di gioventù, come i soldi che il giovine pupillo di Agnelli scuciva ai rampanti torinesi in cambio di una stretta di mano con l'Avvocato. Ma sarebbero, nell'Italia di oggi, tutti colpi a salve. Il personaggio è senz'altro cambiato, rispetto ad allora: come presidente di Confindustria osò criticare spesso e volentieri il nulla del berlusconismo al potere e qualche mese fa ci aveva garantito che "ove mai entrassi in politica, metterei in un blind trust le mie azioni Ntv o le venderei a un altro socio", mantenendo la promessa.

Ma c'è qualcosa di più importante e attuale che meriterebbe una sua risposta. Per esempio le sue imbarazzanti telefonate di due anni fa con il faccendiere della P2 e della P4 Luigi Bisignani, già condannato per la maxitangente Enimont. Montezemolo gli ha assunto il figlio alla Ferrari, ma solo perché "è in gamba". Un caso di meritocrazia? E poi resta indelebile l'annuncio che B. fece a Porta a Porta l'8 maggio 2001, vigilia delle elezioni politiche: "Nel mio governo ci sarà Montezemolo, che potrebbe andare allo Sport o al Commercio estero. Ho la sua parola".

Lui non smentì nulla, anzi fece sapere che l'annuncio era concordato, anche se per sciogliere la riserva attendeva l'esito delle elezioni. Pochi giorni dopo B. trionfò, anche grazie ai voti dei tifosi della Ferrari, in quel momento vincentissima. Ma Montezemolo, dopo averglieli regalati, cambiò idea e restò a Maranello.

Tanto ormai il danno era fatto. Ora dice che si vergogna di essere italiano da vent'anni. E la domanda è semplice: perché aiutò B. a stravincere le elezioni del 2001? All'epoca eravamo in pochi a vergognarci, e soprattutto a dirlo pubblicamente. Perché non lo disse anche lui? O cominciò a vergognarsi con un certo ritardo?

Non gli bastavano il decreto Biondi, i condoni fiscale ed edilizio del '94, i casi di corruzione e di fondi neri degli anni 90? Oppure si vergognava anche quando lo sosteneva? Queste vergogne posdatate sono troppo comode. A meno di non pronunciare quattro paroline che sono tabù, per i politici e anche per i manager: "Ho sbagliato, chiedo scusa".

 

 

Massimo CacciariMARIO MONTI E IL CALICE DI VINO Luca Cordero di Montezemolo BRUNO TABACCI tabacci, puppato, renzipuppato x09 gianni agnelli luca cordero montezemolo 1975LUIGI BISIGNANI AGLI INTERNAZIONALI DI TENNIS FOTO ANSA jpegMONTEZEMOLO E BERLUSCONI

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