monnezza roma raggi cantone

CANTONE METTE LE MANI NELLA MONNEZZA - LA RAGGI LO IMPLORA DI INTERVENIRE. DAL 2009 NON ESISTE UN CONTRATTO PER LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI A ROMA NEGLI IMPIANTI DI CERRONI. GUASTI SOSPETTI, CAOS FRA I CASSONETTI, FATTA FUORI LA SOCIETA’ DI CONSULENZA. IL COMUNE SOTTO RICATTO

 

Giuseppe Salvaggiulo per La Stampa

 

MONNEZZA ROMAMONNEZZA ROMA

C’è un altro dossier che rischia di rendere infausto il ritorno dalle vacanze di Virginia Raggi: i rifiuti. A metterla in allarme, i dati che le sono arrivati anche in Corsica sulle disfunzioni del sistema di raccolta e smaltimento, sotto tre aspetti: le inefficienze all’interno dell’azienda comunale Ama; i ripetuti e sospetti blocchi degli impianti, sia pubblici che privati; i comportamenti ambigui del gruppo Colari, il monopolista privato che fa capo al «re della monnezza» Manlio Cerroni.

 

Una nuova emergenza, nel pieno della campagna elettorale siciliana e dell’incoronazione di Luigi Di Maio a candidato premier, sarebbe un guaio. Perciò la sindaca di Roma teme l’isolamento e negli ultimi giorni ha deciso di rivolgersi al presidente dell’Autorità Anticorruzione, Raffaele Cantone. 

 

raggi cantoneraggi cantone

Ci sono due ragioni per cui i rifiuti possono rimanere in strada, causando un’emergenza ambientale, sanitaria e sociale: perché non si riesce a raccoglierli o perché, pur potendo raccoglierli, non si sa dove smaltirli. Roma rischia sotto entrambi i profili. 

 

Il primo riguarda l’efficienza dell’azienda comunale dei rifiuti, messa in discussione da alcuni fatti: la metà dei mezzi che dovrebbero essere nelle strade è in riparazione; manutenzioni affidate all’esterno e programmate per tre giorni si prolungano di una settimana senza motivazione oggettiva né previsioni di penali nei contratti; il rinnovo di migliaia di cassonetti ritarda di tre anni; bracci meccanici rotti nel 2014 non sono ancora stati sostituiti. Tutto ciò in un’azienda che, ha spiegato il presidente Lorenzo Bagnacani in audizione parlamentare, ha almeno 4000 dipendenti di troppo su 8000.

MANLIO CERRONIMANLIO CERRONI

 

Il secondo profilo riguarda gli impianti di conferimento. I due di Cerroni sono essenziali: devono prendere ogni giorno 1250 tonnellate di rifiuti indifferenziati su 2700 prodotte a Roma. Da aprile, Cerroni è gravato da un’interdittiva antimafia che gli impedisce di avere rapporti con le pubbliche amministrazioni. Per garantire la continuità del servizio ed evitare «un grave pregiudizio ambientale e sanitario», gli impianti sono stati affidati a un commissario nominato dal prefetto Paola Basilone. 

 

Un’operazione che ora appare inadeguata. Il commissario Luigi Palumbo, assai solerte nel reclamare più soldi pubblici per l’azienda di Cerroni, non lo è stato altrettanto nel garantire il funzionamento degli impianti al servizio della Capitale: da quando si è insediato, solo in tre settimane su 20 ha rispettato l’impegno sulla ricezione dei rifiuti nella quantità stabilita. 

 

MANLIO CERRONIMANLIO CERRONI

Da giugno, anche in sedi istituzionali, l’Ama denuncia «fatti improvvisi» che comportano «la riduzione anche del 60% della quantità di rifiuti presa dagli impianti di Cerroni e a volte un fermo completo». Il tutto «senza preavviso». Anomalie che si sono amplificate in estate (con un picco a cavallo di Ferragosto), a dispetto delle ordinanze della Raggi. Inoltre si sono moltiplicati guasti e rallentamenti simultanei, negli impianti di Cerroni e in quelli dell’Ama. Il che ha aumentato l’allerta in Campidoglio, facendo sospettare operazioni di sabotaggio e consolidando la sensazione di essere, su diversi fronti, «sotto ricatto».

 

A questa fragilità operativa fa da sfondo la questione dei rapporti con Cerroni. Come Cantone ha scoperto con una certa incredulità, questi rapporti dal 2009 non sono regolati da un contratto. Il presidente dell’Anticorruzione, d’accordo con il prefetto, ha ordinato al commissario Palumbo di stipularlo in tempi rapidi. Il commissario per due mesi ha eluso le richieste dell’Ama, poi ha rilanciato chiedendo un contratto di almeno cinque anni, conforme ai desiderata di Cerroni. A fine luglio, Cantone lo ha zittito, imponendogli un contratto-ponte annuale.

 

NICOLA ZINGARETTI NICOLA ZINGARETTI

È passato un mese e del contratto non c’è traccia. Il commissario s’è dileguato, mentre Cerroni con i suoi uomini ha ripreso in mano il pallino, con una lettera-ultimatum in cui sfida Cantone, detta condizioni capestro, chiede più soldi (sebbene la Regione a guida Pd non lesini generosi e reiterati aumenti di tariffe), paventa blocchi degli impianti e sfiducia i consulenti della PricewaterhouseCoopers, ingaggiati d’accordo con le istituzioni. La prestigiosa società di consulenza aziendale ha risposto con una lettera in cui manifesta «perplessità e stupore», rinunciando all’incarico.

 

AMA MALAGROTTAAMA MALAGROTTA

Se finora Roma ha evitato una nuova emergenza è solo perché ad agosto i rifiuti calano. Ma a settembre? Dopo gli ultimatum alle istituzioni e la lettera di Cerroni, dialogante, a Di Maio e Di Battista, la Raggi aveva preparato un comunicato molto duro, bloccato da una parte del M5S romano. L’escalation l’ha indotta a chiamare Cantone, assicurando disponibilità a soluzioni draconiane. Resta da capire se fino al punto di sopportare il costo di ritorsioni, dentro e fuori il Movimento. 

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....