giorgio pietrostefani marina petrella

LA CASSAZIONE FRANCESE OGGI DECIDE SULL'ESTRADIZIONE DI GIORGIO PIETROSTEFANI E DEGLI ALTRI TERRORISTI ITALIANI - POTREBBE ESSERE IL CAPITOLO FINALE DI UNA STORIA LUNGA 40 ANNI. LA SUPREMA CORTE HA ESAMINATO IL RICORSO DELLA PROCURA DI PARIGI CONTRO LA SCELTA DELLA CORTE D'APPELLO DI NON MANDARE IN ITALIA GLI EX BRIGATISTI, TRA CUI MARINA PETRELLI E GIORGIO PIETROSTEFANI. TUTTI PREVEDONO UN NUOVO, A QUESTO PUNTO DEFINITIVO, RIFIUTO. A MENO DI CLAMOROSI COLPI DI SCENA…

Estratto dell'articolo di Giovanni Bianconi per il “Corriere della Sera”

GIORGIO PIETROSTEFANI

 

A quasi due anni dall’operazione «Ombre rosse» pianificata dai governi e dalle polizie di Parigi e Roma per riportare in Italia dieci «terroristi e assassini», come continua a chiamarli il ministro della Giustizia d’Oltralpe Eric Dupond-Moretti, la Corte di cassazione francese sta per pronunciare l’ultima parola su questa riedizione della quasi quarantennale questione degli «esuli», o «rifugiati» o «latitanti» che lì hanno trovato riparo dalle condanne inflitte durante gli «anni di piombo».

 

E tutti prevedono un nuovo, a questo punto definitivo, rifiuto. A meno di clamorosi colpi di scena, che potrebbe riportare la questione alla Corte d’appello.

 

Il nome più noto dell’elenco è anche l’unico che non ha mai fatto parte di una banda armata, giudicato più tardi rispetto agli altri. Giorgio Pietrostefani è stato un dirigente di

 

pietrostefani e gli altri arrestati a parigi

Lotta continua che ha sempre agito alla luce del sole tranne quando, secondo la sentenza di condanna, partecipò alla pianificazione dell’omicidio del commissario di polizia Luigi Calabresi, assassinato a Milano il 17 maggio 1972. Pietrostefani, che compirà ottant’anni a novembre, andò in Francia alla vigilia dell’ultimo verdetto (2000) mentre gli altri due condannati (Adriano Sofri e Ovidio Bompressi, come lui proclamatisi sempre innocenti per quel delitto) rientrarono in carcere per scontare la pena.

 

ex terroristi giorgio pietrostefani

Altre sei persone comprese nella lista aderirono invece alle Brigate rosse, e tra loro due donne condannate all’ergastolo: Marina Petrella, 68 anni, e Roberta Cappelli, 67, entrambe appartenenti alla «colonna romana». Petrella è tra responsabili dell’omicidio del generale Enrico Galvaligi, ucciso la sera del 31 dicembre 1980, e fu coinvolta nel sequestro del giudice Giovanni D’Urso; nel 2008 fu vicinissima all’estradizione finché l’allora presidente francese Nicolas Sarkozy decise di bloccarne la riconsegna (per le sue precarie condizioni di salute) su sollecitazione della cognata, l’attrice italiana Valeria Bruni Tedeschi.

Giorgio Pietrostefani adriano sofri

 

Anche Cappelli è stata condannata per il delitto Galvaligi, a cui si aggiunge l’omicidio dell’agente di polizia Michele Granato assassinato nel novembre ‘79. Tra i reati addebitati alle due ex brigatiste c’è il ferimento del vice-questore della Digos di Roma Nicola Simone, colpito il 6 gennaio 1982, per il quale fu ritenuto responsabile pure Giovanni Alimonti, 67 anni, che dovrebbe scontare undici anni e mezzo di prigione.

 

marina petrella

Delle Br hanno fatto parte anche Enzo Calvitti, 68 anni, condannato a 18 anni e 7 mesi di prigione per associazione sovversiva, banda armata e altri reati, e Maurizio Di Marzio, 62 anni, chiamato a espiare una pena (presumibilmente prescritta, ma l’Italia insiste nel dire di no) di cinque anni e nove mesi. E ancora Sergio Tornaghi, 65 anni, militante della colonna milanese «Walter Alasia»: su di lui pesa un ergastolo per l’uccisione di Renato Briano, direttore generale della «Ercole Marelli», assassinato la mattina del 12 novembre 1980 mentre andava al lavoro in metropolitana.

 

 

ovidio bompressi giorgio pietrostefaniGiorgio PietrostefaniMARINA PETRELLAadriano sofri giorgio pietrostefani e ovidio bompressiadriano sofri, il suo avvocato massimo di noia e giorgio pietrostefani Giorgio Pietrostefani

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