vladimir putin xi jinping

SOCCORSO ROSSO - LA CINA, IN ATTESA DI PAPPARSI TAIWAN, OSTENTA LA PROPRIA “NEUTRALITÀ” SULLA QUESTIONE UCRAINA, MA MANDA MESSAGGI AMOROSI A PUTIN: “RISPETTIAMO LA SOVRANITÀ, MA COMPRENDIAMO LE LEGITTIME PREOCCUPAZIONI DELLA RUSSIA SULLA SICUREZZA” - MOSCA E PECHINO HANNO MOLTI INTERESSI IN COMUNE. PRIMO TRA TUTTI: L’INDEBOLIMENTO DEGLI STATI UNITI. MA LA MOSSA DI PUTIN POTREBBE COMPATTARE L’OCCIDENTE ANCHE CONTRO PECHINO

putin xi jinping

1 - CINA, RISPETTO SOVRANITÀ DEI PAESI, MA COMPRENDIAMO RUSSIA

(ANSA) - La Cina rispetta "sempre la sovranità e l'integrità territoriale di tutti i Paesi. Allo stesso tempo, abbiamo anche visto che la questione Ucraina ha latitudine e longitudine storiche complesse e speciali e comprendiamo le legittime preoccupazioni della Russia sulla sicurezza".

 

Lo ha detto il ministro degli Esteri Wang Yi, nella telefonata con la controparte russa Sergei Lavrov, aggiungendo che "la Cina sostiene che la mentalità da Guerra Fredda dovrebbe essere del tutto abbandonata e che un meccanismo di sicurezza europeo equilibrato, efficace e sostenibile dovrebbe essere finalmente formato attraverso il dialogo e la negoziazione"

soldati ucraini

 

2 - LA CINA PROVA A CALMARE LE ACQUE, MA L’ATTACCO RUSSO IN UCRAINA INFASTIDISCE XI: ECCO PERCHÉ

Estratto dell’articolo di Lorenzo Lamberti per www.lastampa.it

 

C'è chi intravede un allineamento vero e proprio tra Pechino e Mosca, ma come sempre bisogna leggere tra le righe quando si parla di Cina. Il governo di Xi Jinping appare infastidito su diversi piani per l'azione russa. Alla quale comunque il governo ha sottolineato che non offrirà assistenza militare.

 

XI JINPING E VLADIMIR PUTIN

«La Cina non fornirà mai armi a una delle parti in conflitto in Ucraina», ha fatto sapere il ministero degli Esteri. Aggiungendo: «A differenza degli Stati Uniti». Un'aggiunta cruciale, visto che la retorica del Partito comunista si concentra proprio sull'addossare le colpe della crisi su Washington e sulla Nato. Tra le altre cose, vengono condannate le sanzioni internazionali che «infiammano» la crisi.

 

invasione russa in ucraina 6

Senza però entrare tra le pieghe delle rivendicazioni territoriali russe né del riconoscimento delle repubbliche separatiste. Sviluppi che, anzi, mettono in difficoltà Pechino su diversi piani che aveva finora provato a mantenere una posizione neutrale, come sua tradizione, su una vicenda che però rischia ora di intaccare ulteriormente i suoi rapporti con l'occidente.

 

Gli interessi di Mosca e Pechino collimano soprattutto su un punto: la retorica anti-americana. Sul dossier ucraino i media cinesi non hanno mai criticato Kiev: i «cattivi» sono sempre Washington e la Nato. Per Cina e Russia, magnificare la profondità del rapporto rappresenta una leva negoziale nei confronti degli Usa o dei rispettivi vicini. Sotto la patina formale, però, c'è anche qualcosa che continua a dividere i due partner non (ancora) alleati.

 

VLADIMIR PUTIN XI JINPING BY EDOARDO BARALDI

Il complesso di inferiorità dei tempi di Mao è diventato un netto senso di superiorità: Pechino si sente il fratello più grande e non ha intenzione di condividere il timone. Anzi, osserva con inquietudine le mosse avventate di un partner che percepisce funzionale a livello retorico ma talvolta scomodo su quello pratico. Ora, però, l'invasione russa rischia di mettere a nudo i limiti della politica estera di Xi.

invasione russa in ucraina 4

 

3 - "IL DESIDERIO CONDIVISO RUSSO-CINESE DI RIVEDERE L'ORDINE ESISTENTE SI È TRASFORMATO IN UNA CONVERGENZA IDEOLOGICA"

Articolo di “Le Monde” - dalla rassegna stampa estera di “Epr comunicazione”

 

In un articolo per "Le Monde", il consulente Laurent Malvezin osserva un'analogia tra la crisi innescata da Mosca sull'Ucraina e il desiderio cinese di riunificare Taiwan, che potrebbe assumere la forma di un'annessione parziale.

 

invasione russa in ucraina 14

Questo desiderio condiviso di rivedere l'ordine esistente si è trasformato in una convergenza ideologica e auto-realizzante: la Dichiarazione congiunta russo-cinese su un mondo multipolare e la creazione di un nuovo ordine internazionale è stata adottata a Mosca il 23 aprile 1997 durante la visita ufficiale del presidente della Repubblica popolare cinese, Jiang Zemin, nella Federazione Russa.

 

PUTIN E XI JINPING

La dichiarazione è stata firmata da parte russa da Sergei Lavrov, l'attuale ministro degli affari esteri, che rappresentava il suo paese all'ONU in quel momento.

 

Questa dichiarazione congiunta del 1997 segue un accordo fondatore per la ricostruzione della fiducia tra i due paesi: il Partenariato strategico di uguaglianza, fiducia reciproca e coordinamento reciproco, firmato il 26 aprile 1996 a Pechino. Da allora è diventato il quadro per il progressivo approfondimento delle relazioni bilaterali.

 

Fermezza e ostilità verso l'UE

invasione russa in ucraina 7

Nelle parole del ministro degli Esteri cinese Wang Yi, intervistato il 30 dicembre 2021 da un media ufficiale, il coordinamento strategico e la cooperazione con la Russia sono "globali per i nostri due paesi e globali nell'influenza (...) e a tutto tondo". Inizialmente limitato ai voti all'ONU (compreso l'uso del veto), il coordinamento tra gli apparati politici russo e cinese è stato esteso ai campi dell'intelligence e della sicurezza, alle strategie economiche e commerciali, all'innovazione e ai grandi programmi industriali.

PUTIN E XI JINPING

 

Da allora, si è imposto uno stretto meccanismo di consultazioni basato sulla non dissimulazione e sulla complementarietà strategica e operativa. Pechino ha potuto sviluppare rapidamente il suo campo d'azione in un altro trattato di sicurezza, firmato lo stesso giorno dell'accordo bilaterale di partenariato strategico sino-russo del 1996: il trattato di cooperazione di Shanghai ribattezzato, nel 2001, "Shanghai Cooperation Organisation" (SCO).

 

invasione russa in ucraina 5

La SCO è stata in sordina negli ultimi anni - così come l'Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO), che è sotto il controllo russo ed è stata rivitalizzata sulla scia dei recenti disordini in Kazakistan - ma Pechino potrebbe farne un uso maggiore, anche sul fronte militare.

 

Da gennaio, il suo segretariato generale è caduto di nuovo alla Cina, guidato dall'ex ambasciatore cinese presso l'UE (2017-2021), Zhang Ming, noto per la sua posizione ferma e persino ostile verso l'UE.

 

invasione russa in ucraina 8

Ucraina e Taiwan nella stessa situazione

 

Ma ciò che significa per l'élite del Partito Comunista Cinese (PCC) entrare in una "nuova era" non è solo militare o legato alla sicurezza. Secondo il rapporto del 19° Congresso del PCC nel 2017: "La nazione cinese, che ha a lungo sofferto dall'era moderna, ha fatto un grande balzo in avanti, passando dallo stare in piedi, arricchendosi, allo stare forte (...); il socialismo con caratteristiche cinesi apre le possibilità di modernizzazione dei paesi in via di sviluppo, offrendo una nuova scelta ai paesi e alle nazioni del mondo che desiderano accelerare il loro sviluppo pur mantenendo la loro indipendenza. (...) Porta la saggezza cinese e le soluzioni ai problemi dell'umanità.”

 

GLI AEREI CINESI ENTRANO A TAIWAN

Un avvicinamento tra la crisi provocata da Mosca intorno all'Ucraina e il desiderio cinese di riunificare Taiwan, che potrebbe assumere la forma di un'annessione parziale, paragonabile a quella della Crimea, è allettante. Tanto più che Pechino usa lo stesso termine ("bukefenge", letteralmente "infrangibile") in cinese per designare il carattere "indivisibile" della sua relazione con Taiwan e il concetto di "indivisibilità" della sicurezza, riabilitato da Mosca.

 

caccia cinesi sopra taiwan

Tuttavia, dove i casi taiwanese e ucraino si uniscono veramente è che rappresentano due "conquiste" democratiche definitive: nel 2014, con il ribaltamento del popolo ucraino verso l'Europa, e, nel 2020, a Taiwan, con quello del popolo taiwanese che, rieleggendo il presidente Tsai-Ying-wen, di orientamento pro-indipendenza, si confronta con il candidato del Kouomintang (KMT), (KMT, partito nazionalista) candidato, Han Kuo-yu, sostenuto da Pechino, ha suonato la campana a morto dei tentativi di imporre politicamente, da parte di un taiwanese, il software politico del partito comunista incarnato nella formula "Un paese, due sistemi".

 

VLADIMIR PUTIN E XI JINPING

Entrambi questi casi consacrano l'emancipazione delle "masse" da un futuro che era stato descritto come nel loro interesse ma che le privava della loro libertà. Quello che José Ortega y Gasset (1883-1955), ne La rivolta delle masse (1930), chiedeva per il futuro del continente europeo: l'avvento di una federazione degli Stati Uniti d'Europa, dove i popoli si sarebbero liberati dall'"assorbimento di ogni spontaneità sociale da parte dello Stato". Le masse agirebbero da sole. L'episodio ucraino non è che la continuazione di un processo coordinato di contenimento delle società aperte su scala globale, guidato da Cina e Russia.

putin e xi jinpingXI JINPING E VLADIMIR PUTIN

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