michael cohen trump

COHEN HA LE SUE RAGIONI CHE LA RAGIONE NON CONOSCE – UNA VOLTA DICEVA CHE ERA DISPOSTO A PRENDERSI UNA PALLOTTOLA PER LUI, ORA L’EX AVVOCATO DI TRUMP È IL SUO PIÙ GRANDE ACCUSATORE – È UNA QUESTIONE SERIA O SOLO UNA CATARSI PERSONALE COME SOSTIENE DAVID AXELROD? – NONOSTANTE LE RANDELLATE DI COHEN, L’OPPOSIZIONE NON AFFONDA IL COLTELLO NELLA PIAGA, E “THE DONALD” SI RAFFORZA CON LA SUA BASE

1 – DONALD TORNA NELLA BUFERA USA, MA I DEM RINVIANO L’OFFENSIVA

Gaia Cesare per “il Giornale”

 

michael cohen al congresso 2

Il flop del summit con Kim Jong-un. E ora pure gli strascichi di quella che è già stata definita «la testimonianza più scottante contro un presidente in carica dai tempi del Watergate». Donald Trump torna a casa con un successo in meno (niente firma sulla dichiarazione congiunta per la denuclearizzazione della Corea del Nord che pensava di avere in tasca) e una grana in più, la testimonianza del suo ex avvocato Michael Cohen, che mercoledì lo ha definito un «razzista e truffatore» in diretta tv, durante l' udienza pubblica alla Camera che ieri è proseguita a porte chiuse davanti alle commissioni intelligence dei due rami del Congresso.

Michael Cohen e Trump

 

«La prima udienza non ufficiale del processo di impeachment», l' ha chiamata il commentatore della Nbc Chuck Todd. E in effetti il giorno dopo l' attacco-valanga sul presidente (secondo Cohen sapeva delle e-mail hackerate ai democratici, pagava assegni per comprare il silenzio della pornostar Stormy Daniels e di altre donne, mentiva sulle trattative per la costruzione di una Trump Tower a Mosca), ora tutti si fanno la stessa domanda: è arrivata l' ora per i democratici di avviare il procedimento di impeachmnent? Il j'accuse di Cohen può segnare l' inizio della fine politica di Trump? La base democratica e qualche megadonatore liberal vorrebbero di sì, ma fra l' establishment democratico la parola d' ordine è «cautela».

donald trump palpatore

 

«Non è interessante che nessuno dalla nostra parte abbia pronunciato la parola impeachment? si chiede il deputato dem Elijah Cummings, presidente della Commissione di Vigilanza. «Proprio nessuno», sottolinea.

 

E in effetti anche Nancy Pelosi, la Speaker finita ormai diverse volte ai ferri corti con il presidente negli ultimi mesi, prima nega di aver visto l' audizione di Cohen, poi aggiunge: «Mi preoccupo molto di più delle cattive politiche di Trump che della sua pessima personalità». Un modo per derubricare la testimonianza di Cohen al livello di sfogo personale sui punti deboli del presidente invece che elevarla a preludio di una possibile messa in stato d' accusa.

 

michael cohen al congresso 4

«Non siamo ancora a questo punto», ammette anche Jamie Raskin, uno dei repubblicani che ha tartassato Cohen durante l' audizione, convinto che ci saranno ancora molte udienze e che «ci sono intere categorie di crimini che non sono state nemmeno menzionate» ma potrebbero portare agli affari all' estero del presidente. Il capogruppo democratico alla Camera Stent Hoyer è chiaro: «Dobbiamo aspettare il resoconto del procuratore Mueller e vedere cosa dice».

 

L APPLAUSO DI NANCY PELOSI A DONALD TRUMP

Un lavoro che potrebbe arrivare in qualsiasi momento e l' unico veramente significativo per arrivare al nodo della questione: «Il cuore dell' indagine è se Trump o i suoi stretti collaboratori durante la campagna presidenziale hanno lavorato con spie russe per svendere la nostra democrazia», spiega il dem Hakeem Jeffries.

 

Ma a offrire, come sempre, l' interpretazione più centrata e smaliziata sul caso Cohen è l' ex consigliere di Obama, David Axelrod, uno degli analisti più lucidi della politica made in Us, che non a caso definisce la testimonianza di Cohen più una «catarsi personale, il prodotto della sua frustrazione» che un atto «in grado di incidere sulle dinamiche politiche del Paese». «Le sue dichiarazioni sarebbero state più dannose se fossero state meno personali».

incontro tra donald trump e kim jong un ad hanoi, in vietnam 6

 

Mentre Trump accusa l' ex avvocato «di aver mentito al 95%, tranne quando ha detto di non avere prove della collusione tra me e la Russia», Axelrod è convinto che siano stati i repubblicani a segnare un punto dalla loro: «Sono riusciti a presentare la vicenda come un esercizio politico, cosa che spinge gli elettori a polarizzarsi e a correre ognuno verso il proprio angolo, rosso o blu. E Trump siede lì, strapopolare con la base».

 

2 – "AFFARI COI RUSSI E SESSO. E DEI NERI DICEVA: SONO TROPPO STUPIDI PER VOTARE ME"

 

Michael Cohen

Da “la Repubblica” - Traduzione di Fabio Galimberti

 

Un fiume in piena. Rivelazioni e toni duri. Michael Cohen, ex avvocato di Trump, si è presentato così al Congresso Usa. Con la sua memoria difensiva. E accennando, durante l' audizione, alle indagini penali in corso contro Trump. Ecco il documento da lui presentato.

 

 

michael cohen al congresso 3

Ho conosciuto Donald Trump molto bene, avendo lavorato per lui più di 10 anni. Quando lo incontrai la prima volta era un imprenditore di successo e un' icona. Stargli vicino ti dava alla testa. Ti sembrava di essere parte di qualcosa di grande.

 

La presidenza Trump si è candidato alla presidenza per fare grande il suo marchio, non l' America. Non aveva nessuna intenzione di guidare la nazione, ma ampliare le sua ricchezze e il suo potere. Diceva che la campagna sarebbe stata il più grande spot pubblicitario nella storia della politica. Non si aspettava di vincere le primarie, figuriamoci le elezioni.

trump stormy daniels

 

Le email dei democratici Molti mi hanno chiesto se Trump seppe in anticipo della pubblicazione delle email rubate al Comitato democratico. La risposta è sì. Nel luglio 2016, a pochi giorni della convention democratica, ero nell' ufficio di Trump quando chiamò Stone e lui lo mise in vivavoce. Stone disse di avere appena parlato al telefono con Julian Assange e che nel giro di un paio di giorni ci sarebbe stata la pubblicazione di un gran numero di email, che avrebbero danneggiato la campagna di Hillary Clinton.

 

Il razzismo Trump è un razzista. Lo abbiamo visto corteggiare suprematisti bianchi e fanatici. In privato è ancora peggio. Una volta mi chiese se c' era un Paese guidato da un nero che non fosse un "cesso": alla guida degli Stati Uniti c' era Barack Obama. Mi disse che i neri non avrebbero mai votato per lui perché erano troppo stupidi.

 

Gli imbrogli

michael cohen

Trump è un imbroglione. Vi fornisco tre anni di suoi rendiconti finanziari, dal 2011 al 2013. Gonfiava il suo patrimonio complessivo quando serviva ai suoi scopi, per esempio per farsi inserire da Forbes nella classifica dei più ricchi, e lo sgonfiava per pagare meno tasse.

 

Una volta mi ordinò di trovare un finto acquirente che comprasse un suo ritratto messo all' asta in un evento degli Hamptons.

michael cohen al congresso 1

 

L' obiettivo era fare in modo che venisse battuto per ultimo, strappando il prezzo più alto della giornata. Il finto acquirente lo comprò per 60mila dollari. Trump fece rimborsare il finto compratore dalla Trump Foundation, che teoricamente è un' associazione di beneficenza, pur tenendosi il quadro per sé.

 

Le truffe

Trump mi chiese di pagare una pornostar con cui aveva avuto una relazione. Vi fornisco copia del bonifico di 130 mila dollari da me effettuato all' avvocato della signora Clifford durante gli ultimi giorni della campagna presidenziale per mantenere il silenzio sulla relazione.

 

donald trump

Mi disse di usare miei fondi personali per evitare che i soldi fossero riconducibili a lui e potessero danneggiare la campagna elettorale. Feci anche questo senza chiedermi se fosse corretto. Sto per finire in prigione anche a causa del mio aiuto a tenere nascosto questo pagamento ai cittadini americani, pochi giorni prima del voto. Quando dico truffatore, parlo di un uomo chedice di essere brillante, ma mi fece minacciare il suo liceo e le università che ha frequentato per non pubblicare mai i suoi voti.

 

La Russia

ivanka e don jr

Mi si chiede se sono a conoscenza di prove dirette di collusione tra Trump o il suo staff e la Russia. No, ma ho sospetti. Lessi sui giorali di un incontro alla Trump Tower con i russi nel giugno del 2016, a cui parteciparono Don Jr. e altri. Ricordo un giorno di giugno che nella stanza di Trump entrò Don Jr, parlò voce bassa col padre e sentii solo: «L' incontro è fissato». Trump diceva spesso che suo figlio Don Jr. è uno sciocco. E Don Jr. non avrebbe mai organizzato nessun incontro rilevante senza aver chiesto al padre.

 

Le conclusioni Non sono un uomo perfetto. Ho fatto cose di cui non sono orgoglioso e dovrò convivere con le conseguenze delle mie azioni per il resto della vita. Forse non posso cambiare il passato, ma qui, oggi, posso rendere giustizia al popolo americano.

don jrmichael cohen al congresso 5la famiglia di donald jr e vanessa trumpmichael cohen al congresso 6

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…