FARSA ITALIA - LE COLOMBE SONO GIA’ FUORI DAL PARTITO E SABATO NON SI FARANNO VEDERE AL CN - DOPO LA SCISSIONE, IL GOVERNINO RESTERA’ IN PIEDI?

Amedeo La Mattina per "la Stampa"

Mancano quattro giorno al Consiglio nazionale che chiuderà i battenti del Pdl e resusciterà Forza Italia. Quasi sicuramente i governativi di Alfano non andranno al Palazzo dei Congressi dell'Eur. Daranno forfait, sancendo così la scissione. Ancora una decisone formale non è stata presa, ma sembra proprio questa la strada che imboccheranno le colombe che ieri hanno scritto un documento da rendere pubblico oggi.

Un documento con la firma di quasi cinquanta componenti la direzione nazionale del Pdl (in tutto sono 128) e che già segna la distanza dall'altro organismo, il Consiglio nazionale che si riunirà sabato. Nel documento si riafferma una posizione politica di responsabilità nei confronti del governo. Chi sostiene questa posizione non può essere tacciato di tradimento, scrivono gli alfaniani, anche perchè si inserisce nel solco indicato dallo stesso Berlusconi. Sarebbe «sorprendente» che ora si rinnegasse questa indicazione ribadita sempre da Berlusconi il 2 ottobre al Senato.

Si sta al governo, certo per cambiare le cose, migliorare la legge di stabilità, ed è quello che si sta facendo, nei limiti delle risorse disponibili. Era chiaro fin dall'inizio, sottolineano ancora le colombe, che la riforma della giustizia non faceva parte degli accordi di governo, mentre le riforme istituzionali e della legge elettorale ne rappresentavano uno dei capisaldi. Ora buttare per aria tutto significa mandare a rotoli il Paese. La decadenza infine non arriverà per un atto politico, ma per via giudiziaria, al di là del voto del Senato.

Insomma, ancora non c'è l'ufficializzazione della rottura definitiva, ma siamo un passo. Ci dovrebbe essere un ultimo incontro tra Berlusconi e Alfano. Un incontro tra sordi. Intanto stasera i governativi si vedranno per discutere se andare o meno, anche se la decisione di non andare sembra sia già stata presa. Ci saranno tutti i parlamentari che stanno seguendo il vicepremier.

Alcuni, come Formigoni, vorrebbero esserci sabato per dare battaglia. Altre colombe, la maggior parte, pensano che ormai sia inutile, che non ci siano le condizioni di un accordo, di una convivenza paritaria sotto lo stesso tetto. Tra questi Quagliariello e Cicchitto. «Forza Italia - spiega Sergio Pizzolante, vicino al ministro per le riforme e all'ex capogruppo del Pdl - non è un partito dove organizzare una tua corrente, magari, stando all'opposizione interna con i tuoi diritti. Saremmo costretti a rimanere in un angolo zitti e buoni, se parli in dissenso ti dicono "traditore"».

Tra l'altro il programma del Consiglio nazionale, in un primo momento, prevedeva il solo intervento di Berlusconi e poi il voto sul documento che Alfano e gli altri ministri non hanno mai voluto sottoscrivere. Sembra invece che verrà concesso il dibattito. Ma per le colombe si tratterebbe di mettere in scena una lite plateale, una sorta di «che fai mi cacci 2» che segnò la rottura di Fini.

Alfano vuole evitare una scena simile e non vuole passare all'opposizione, come gli chiede il Cavaliere. L'ex premier tuttavia teme che i senatori del Pdl «traditori» crescano. Allora, per non spaventare quelli lealisti che potrebbero essere sostituiti alle prossime elezioni, Berlusconi ha annullato l'incontro con le «nuove leve» del partito previsto per lunedì sera a Villa Gernetto. Non dovrebbe andare nemmeno all'appuntamento di stasera organizzato da Santanchè con i cosiddetti «falchetti».

 

 

BERLUSCONI E ALFANO AL QUIRINALE FOTO LAPRESSEALFANO E BERLUSCONISILVIO BERLUSCONI E ANGELINO ALFANO LORENZIN E QUAGLIARIELLO MANGIANO IL GELATO FOTO LAPRESSE BEATRICE LORENZIN GAETANO QUAGLIARIELLO LA CONDANNA DI BERLUSCONI PELLEGRINAGGIO A PALAZZO GRAZIOLI MAURIZIO LUPI Fabrizio Cicchitto intervistato

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