DOWNING STREET È UNA CAMERON A GAS: PIOVONO SCANDALI SUL GOVERNO BRITANNICO (SESSO E LOBBISMO)

Enrico Franceschini per "La Repubblica"

Un tempo si diceva che i conservatori restano coinvolti in scandali di sesso e i laburisti in scandali di soldi: era sottinteso che ai primi il denaro non mancava, quindi si facevano corrompere da questioni di letto, mentre i secondi, appartenendo a un ceto meno elevato, cedevano alle tentazioni dei quattrini.

Ma sono scandali di sesso e di soldi, sia pure non mescolati insieme, che ora fanno tremare Downing street, il primo ministro David Cameron e il suo partito. Di quello di sesso si sa soltanto che è scoppiato, ma non sono noti i nomi dei protagonisti né le circostanze: o meglio non si possono raccontare pubblicamente, perché c'è un'ingiunzione della magistratura che, su richiesta degli interessati, impone la censura. Almeno per ora.

Quello di soldi è invece di dominio pubblico, riguarda un deputato dei Tories costretto a dimettersi per avere accettato di elargire favori in cambio di quattrini. Ad aggravare ulteriormente la situazione, in questo campo di scandali né è saltato fuori un altro, che coinvolge un conservatore, un laburista e un unionista dell'Ulster, tutti membri della camera dei Lord, attirati in una trappola dalla Bbc e dal Sunday Times, che li hanno indotti in tentazione con l'amo di una ricompensa per ottenere favoritismi, filmando tutto e poi annunciando lo scoop in servizi diffusi nelle ultime 24 ore.

Nei guai ci sono soprattutto il partito di maggioranza e il suo leader, già alle prese con altri
problemi, come la debolezza dell'economia, le polemiche sul matrimonio gay, la sfida alla leadership portata avanti dal sindaco di Londra Boris Johnson e l'avanzata dell'Ukip, il partito antieuropeo, populista e xenofobo, che porta via consensi ai conservatori.

Nella sua edizione domenicale, il Daily Mail ha aggiunto un nuovo grattacapo alle ansie di Cameron, rivelando appunto l'esistenza di una «segreta relazione amorosa» tra due personaggi «di mezza età», un caso talmente grave e importante da rischiare di deragliare i programmi del governo, scrive il quotidiano filo-conservatore.

Quando il premier è stato avvertito della tresca, che si sarebbe ormai conclusa, Cameron è rimasto «stupefatto», afferma una fonte, precisando: «Nessuno di noi poteva crederci. Questa rivelazione è vera dinamite. Un casino pazzesco, che ha causato profondo dolore alle persone coinvolte». Ora bisogna vedere se l'ordine giudiziario ai giornali di mantenere il segreto sulla vicenda reggerà.

Il primo ministro era già in difficoltà dopo che venerdì il deputato Patrick Mercer si è dimesso dal posto di capo della maggioranza conservatrice ai Comuni perché beccato in uno scandalo di "soldi in cambio di favori".

Poi ieri un programma della Bbc e un'inchiesta del Sunday Times hanno dimostrato che tre lord erano pronti a fare altrettanto. E intanto tra i Tories continua la ribellione alla legge sul matrimonio gay, che dopo l'approvazione ai Comuni è ora all'esame dei Lord: un provvedimento, dicono molti deputati, che «tradisce l'identità dei conservatori e il loro impegno in difesa dei valori della famiglia».

2. SE WESTMISTER SI VENDE ALLE LOBBY
Fabio Cavalera per "Il Corriere della Sera"

Tutto sommato David Cameron era stato un buon profeta quando nel 2010, con le ferite ancora fresche dei rimborsi parlamentari falsi o gonfiati, aveva predetto: «Il prossimo grande scandalo sarà quello del lobbismo». Forse aveva intuito che dentro a quella grande istituzione che è Westminster si era manifestato il virus dell'affarismo senza regole e senza scrupoli. Ciò che avviene in questi giorni è la conferma che pure a Londra la politica soffre.

Non è il caso di generalizzare e di gettare ombre sulla civilissima Gran Bretagna ma è un segno di debolezza e di malattia strisciante che quattro parlamentari (un conservatore ai Comuni e tre Lord, due laburisti e un unionista nordirlandese), siano stati sorpresi a «vendersi» per alcune migliaia di sterline ai lobbisti di società nazionali e internazionali: promettevano di difendere e promuovere interessi industriali e finanziari in cambio di un extra mensile.

È vero che gli anticorpi della democrazia nel Regno Unito restano efficaci e, a conferma, sono bastate poche ore perché i quattro venissero sospesi e messi nel limbo del silenzio ma è ugualmente una pessima figura per quel luogo sacro che è Westminster, simbolo di inviolabile equilibrio trasformato in un acquario dove si muovono gli squali professionali del lobbismo. Che un'impresa, che un'associazione, che una multinazionale «sensibilizzino» un parlamentare è nella norma.

Purché avvenga in modo trasparente e fuori dal Palazzo. E non è stato così. Anche nel Regno Unito, i partiti faticano a trovare i tempi giusti per sintonizzarsi con l'elettorato. È da tre anni che si parla di riforma del lobbismo però non se ne vede ancora traccia. Ritardo colpevole e sospetto.

Soffiano venti strani su Westminster e pure su Downing Street visto che ieri il Mail parla di uno scandalo-dinamite, un storia d'amore e di letto clandestina fra due misteriosi protagonisti (non c'è il premier) sotto i tetti del famoso «numero 10». Due casi molto diversi, il secondo da scrutinare e seguire. Ma la immacolata democrazia di Sua Maestà è fiaccata da qualche pericolosa linea di febbre. Sesso e lobbismo, miscela esplosiva a Londra?

 

 

DAVID CAMERON E LA MOGLIE SAMANTHA A IBIZA DAVID CAMERON IN UNA SCUOLA DAVID CAMERON IN UNA SCUOLA DAVID CAMERON CON JACOB ZUMA DAVID CAMERON A DAVOS DAVID CAMERON GIOCA AD ANGRY BIRDSCAMERON DAVID

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