emmanuel macron mario draghi

MAI PIÙ AUSTERITÀ! - EMMANUEL MACRON HA ASCOLTATO CON MOLTO INTERESSE LE PAROLE DI DRAGHI CONTRO I FALCHI CHE VOGLIONO REINTRODURRE IL PATTO DI STABILITÀ (“LE REGOLE SI SONO RIVELATE INEFFICACI E ANCHE DANNOSE”) - IL PRESIDENTE FRANCESE E “MARIOPIO” SONO PRONTI A PUBBLICARE UN DOCUMENTO COMUNE, CHE POTREBBE ESSERE LA PIETRA TOMBALE PER LE REGOLE SUI CONTI. SPERANDO CHE I TEDESCHI NON SI METTANO DI TRAVERSO…

mario draghi alla camera

1 - DRAGHI:REGOLE PATTO STABILITÀ INEFFICACI-DANNOSE,SÌ NUOVE REGOLE

(askanews) - "Le regole del patto di stabilità si sono rivelate inefficaci e anche dannose, sarebbero dovute essere cambiate in ogni caso ma poi con l'avvento della pandemia" vanno sicuramente cambiate, "queste regole, insieme ad altre come la regola sugli aiuti di Stato, come si può pensare a una transizione ecologica e digitale senza un ruolo attivo dello Stato?".

 

emmanuel macron mario draghi trattato del quirinale 3

Lo ha detto il premier Mario Draghi nella sua replica al Senato spiegando che "lo sforzo di riflessione dell'Ue sarà profondo e complesso, non c'è motivo di dubitare che una discussione approfondita possa generare una soluzione condivisa", "occorrerà arrivare a un nuovo sistema di regole".

 

2 - DRAGHI-MACRON, LA SVOLTA SUI CONTI

Ilario Lombardo per “la Stampa”

 

La prossima sfida europea di Italia e Francia, di Mario Draghi ed Emmanuel Macron, è già in corso. Entrambi i leader sono pronti alla pubblicazione di un documento comune per il superamento dell'attuale Patto di stabilità.

 

mario draghi al senato

Un testo che potrebbe cambiare la storia dell'Europa e che è previsto venga sintetizzato in più punti con una lettera firmata da entrambi sul Financial Times molto probabilmente dopo la visita Roma, il prossimo lunedì, del neo-cancelliere tedesco, il socialdemocratico Olaf Scholz.

 

Sulla questione c'è grande riserbo nel governo italiano ma da quanto si è potuto ricostruire, incrociando fonti di Roma e Bruxelles, si possono fissare alcuni punti fermi. La pandemia ha congelato il Patto. Senza un intervento condiviso, però, nel gennaio 2023 verrà riattivato, come chiede la cordata dei severissimi Paesi del Nord Europa.

 

mario draghi regala un mazzo di fiori ad angela merkel

Draghi e Macron puntano a non rientrare nei vecchi vincoli di bilancio, «dannosi e inefficaci», li ha definiti ieri il premier italiano, in vista degli imponenti investimenti necessari alla ricostruzione e transizione ecologica. Il documento programmatico sarà il biglietto da visita della presidenza francese di turno dell'Ue che inizia a gennaio, ma servirà anche a lanciare l'ambiziosa campagna elettorale di Macron per rimanere all'Eliseo. Per Draghi invece potrebbe rappresentare il coronamento della missione europea dopo il salvataggio dell'euro.

angela merkel olaf scholz

 

Le prossime settimane invece ci diranno se questa proposta sarà anche l'eredità che lascerà da premier prima di trasferirsi al Quirinale. O se, diversamente, diventerà la piattaforma con cui, in asse con Macron e Scholz, Draghi punta a cambiare i cardini finanziari europei. Il coinvolgimento del cancelliere tedesco non è un dettaglio.

 

Anzi il suo passaggio da Roma, spiegano da Palazzo Chigi, sarà fondamentale e sancirà l'inizio di una partita che viene definita «dai tempi lunghi e diplomaticamente molto delicata». In un certo senso, Scholz dovrà benedire l'accordo e formalizzare un patto a tre che a sua volta il socialdemocratico dovrà far digerire in Germania.

emmanuel macron mario draghi trattato del quirinale 1

Non a caso l'iniziativa italo-francese, incubata già nei giorni della firma del Trattato del Quirinale, è rimasta in sospeso per settimane, in attesa dell'addio di Angela Merkel e che si formasse il governo "semaforo" a Berlino, tra socialdemocratici, liberali e verdi. La guida di Scholz, leader del Spd, molto più flessibile sull'opportunità di modificare i trattati europei, è un elemento che rassicura Draghi e Macron.

 

Anche per questo, raccontano dal ministero dell'Economia, è stata stoppata un'iniziativa simile partita dalla Spagna un paio di mesi fa. Il governo di Pedro Sanchez avrebbe voluto mettere subito in agenda un "non-paper", un documento non ufficiale di posizione comune per sancire l'impossibilità di tornare, dopo la pandemia, al vecchio regime finanziario europeo.

christian lindner olaf scholz annalena baerbock robert habeck

 

Un piano ideato sulla scia della famosa lettera con la quale Macron, Giuseppe Conte e altri sette Paesi dell'Ue nel marzo 2020 diedero il via al progetto che ruppe il tabù della condivisione del debito e portò al Recovery fund. Non è ancora chiaro se il formato delle proposte sarà comunque quello informale di un non-paper, ma il documento italo-francese punterà all'adesione di un numero di Paesi via via maggiore.

 

passaggio di consegne tra angela merkel e olaf scholz

A un livello ancora molto ufficioso Scholz avrebbe dato solide garanzie, ma sarà ancora più importante che manifesti una convergenza in pubblico, durante la visita a Roma. Da giorni circolavano voci di una lettera cofirmata su una testata internazionale (ieri ne ha scritto anche il Foglio). Di fatto, già il giorno della firma del Trattato del Quirinale, il 26 novembre, il programma di radicale revisione del Patto di stabilità era pronto.

 

mario draghi al senato 1

A coordinare i lavori sul fronte italiano, spiegano dal Tesoro, è stato Francesco Giavazzi, fidatissimo consigliere del premier. Curiosamente colui che è stato uno dei tenaci portabandiera dell'austerity si è tramutato in uno degli artefici del superamento dei precetti su debito e deficit. È anche vero che il Covid ha stravolto il contesto. L'Italia non può rientrare nelle regole del Patto con il debito pubblico al154% di Pil, come ha spiegato Paolo Gentiloni dieci giorni fa durante una call con i deputati della commissione Affari Ue.

 

PAOLO GENTILONI E MARIO DRAGHI

In quell'occasione il commissario europeo agli Affari economici ha sollecitato la possibilità di fare asse con Francia e Spagna sostenuta dai parlamentari. Ha spiegato che la commissione è al lavoro «per creare un periodo transitorio» per conquistare tempo utile a modificare le regole. Ma «vanno coinvolti più Paesi possibili» ha detto Gentiloni, per capovolgere i rapporti di forza favorevoli al Nord Europa. Il fronte comune dei Paesi del mediterraneo servirebbe a poco senza la sponda della Germania. Vale per il bilancio, come per l'immigrazione. Un tema su cui oggi, in Consiglio europeo, Draghi tornerà a chiedere «un chiaro impegno dell'Ue».

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