virginia raggi rifiuti

È LA POLITICA, MONNEZZA - LA RAGGI DICE NO AI RIFIUTI IN EMILIA: È UN BOOMERANG ELETTORALE PER I GRILLINI. E ORA ROMA È A RISCHIO PARALISI SPAZZATURA - BONACCINI, GOVERNATORE EMILIANO: ''È SURREALE, CI AVEVANO CHIESTO LORO DI AIUTARLI. DA SOLI NON CE LA FANNO, ORA PARE CHIEDERANNO AIUTO ALL'ABRUZZO. LA SOSTANZA NON CAMBIA''

 

1. RIFIUTI, NO DI RAGGI ALL'AIUTO DELL'EMILIA: ROMA A RISCHIO PARALISI

Fabio Rossi per www.ilmessaggero.it

 

RAGGI RIFIUTI

Il trasporto dei rifiuti in Emilia? «Costa troppo, possiamo anche farne a meno», dicono in Campidoglio. La scelta di portare la monnezza romana verso i termovalorizzatori di Parma, Modena e Granarolo (Bologna), faticosamente suggellata da un'intesa con il governatore emiliano Stefano Bonaccini a poche ore da San Silvestro, è destinata ad arenarsi definitivamente tra i maldipancia dei pentastellati, poco propensi a pagare un prezzo politico (ancor più che economico) molto alto a un accordo che ha messo per l'ennesima volta in evidenza su scala nazionale la mancata autosufficienza della Capitale nel ciclo dei rifiuti. E che ha messo la principale città a trazione grillina nelle mani di Federico Pizzarotti, il sindaco di Parma fuoriuscito dal Movimento ed entrato in rotta di collisione con i suoi vertici anche per il termovalorizzatore.

 

CARICHI FERMI

Con un rischio immediato: i sacchetti accumulati nel periodo festivo potrebbero restare ancora per le strade romane, con buona pace dello «sforzo straordinario» dell'Ama (con tanto di preavviso di precettazione per i dipendenti) tra Natale e Capodanno. I primi carichi di rifiuti dalla Città Eterna, in direzione della via Emilia, sarebbero dovuti partire giovedì scorso, fino a raggiungere le 15 mila tonnellate.

 

RAGGI RIFIUTI

Ma nessuno all'Ama, la municipalizzata che si occupa del settore, ha formalizzato i contratti con le ditte che avrebbero dovuto trattarli. Così è stato l'assessore all'ambiente della Regione Lazio, Mauro Buschini, a puntare il dito verso il problema: «Ama e l'amministrazione capitolina esitano sull'invio dei quantitativi concordati - attacca Buschini - Voglio sperare non ci sia un collegamento con le polemiche politiche. Sarebbe grave e la città di Roma ne sta pagando un prezzo altissimo e inaccettabile».

 

I COSTI

In attesa di una presa di posizione formale della sindaca Virginia Raggi, la prima risposta arriva da un consigliere comunale M5S, il presidente della commissione consiliare ambiente Daniele Diaco: «Portare i rifiuti di Roma in Regione Emilia Romagna costa molto di più, oltre 180 euro a tonnellata - sostiene l'esponente della maggioranza Cinque stelle - Per questo, e non per ragioni politiche, ancora nessun camion è partito da Roma per gli impianti emiliano-romagnoli».

 

RENZI BONACCINI

E così l'accordo con l'Ama, che era stato veicolato dalla Regione Lazio, si trasforma improvvisamente in carta straccia: «Il rispetto istituzionale esige chiarezza verso coloro che si sono esposti offrendo solidarietà», tuona l'assessore regionale. Prima dell'Emilia, la Capitale - nell'elaborare il suo piano B - aveva sondato le strade della Toscana e dell'Abruzzo: sarebbero queste, ancora, le carte di riserva del Movimento 5 Stelle. «Non c'è un documento ufficiale che fa venire meno l'opzione della Toscana, più conveniente per la collettività dal punto di vista economico e geografico - spiega Diaco - Sono le due destinazioni scelte fin dall'inizio in base ai principi di prossimità ed economicità che permetterebbero risparmi all'Ama, quindi alla città di Roma».

 

L'ALLARME

In città, però, la situazione non è per nulla rosea, con i social network inondati di foto di cassonetti strapieni e centinaia di sacchetti - più tanti rifiuti ingombranti, frutto però dell'inciviltà delle persone - abbandonati sui marciapiedi o sulle carreggiate. I tecnici del settore stimano in circa mille le tonnellate di rifiuti non raccolti fino a ieri che, viste le ulteriori difficoltà del fine settimana, potrebbero arrivare a quota 1.500-1.600 tonnellate per domani mattina, alla riapertura delle scuole. Ma la maggioranza capitolina è ancora scottata dalle polemiche sul tritovagliatore mobile dell'Ama: durante la campagna elettorale per il X Municipio - quello di Ostia - era stato promesso che mai sarebbe stato portato sul litorale. Dove, invece, ha già cominciato a trattare i suoi primi rifiuti.

 

federico pizzarotti

 

2- RIFIUTI: BONACCINI, SURREALE, LORO CI HANNO CHIESTO AIUTO

 (ANSA) - "Questa è una vicenda così surreale che, da amministratore con anni di esperienza alle spalle, mai mi era capitata". Così, intervistato da Repubblica, il governatore Pd dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini commenta il caso dei rifiuti romani all'indomani del mancato avvio dei carichi dalla Capitale all'Emilia Romagna. "Ce lo hanno chiesto loro. Poche settimane fa l'azienda Ama ha inviato alla Regione Lazio la richiesta di sottoscrivere un accordo con la Regione Emilia-Romagna. Da prassi la Regione Lazio ci ha girato la comunicazione formale il 20 dicembre scorso", spiega.

PIZZAROTTI

 

"Fatte le verifiche con i Comuni dove ci sono i nostri impianti, che avevano dato disponibilità sempre nei limiti autorizzati, (Parma, Modena e Granarolo, nel bolognese), dissi al presidente Nicola Zingaretti che avremmo dato l'assenso con una delibera di giunta. Ma, lo abbiamo premesso subito, a certe condizioni". Ovvero: "Quantità limitate, per un periodo non reiterabile di non più di due mesi. Ci siamo messi a disposizione, come istituzione, perché l'immagine di una capitale con l'immondizia in strada non ci pareva utile, né per Roma, né per il Paese".

 

Poi la frenata dei vertici del Movimento 5 Stelle: "Si decidano", dice Bonaccini, "noi stiamo bene anche senza l'immondizia di Roma. Per altro, se è vero ciò che ho letto oggi, e non ho motivo di dubitarne, Ama ipotizza di portare i rifiuti in Abruzzo. Ma così non è che cambiano i termini della questione: sempre ad altri si rivolgono perché non riescono a smaltire 'in casa' la loro spazzatura".

 

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