IL MESSAGGINO DI ENNIO DORIS PER IL BANANA REVOLUCIONARIO: “SILVIO, QUESTO GOVERNO CONVIENE ALLE NOSTRE AZIENDE” (IL TITOLO MEDIOLANUM È SALITO DEL 35%)

Ettore Livini per "la Repubblica"

«I mercati vogliono stabilità. E visto che di alternative, numeri alla mano, non ce ne sono, il Governo Letta è la miglior soluzione per l'Italia». Ennio Doris, da sempre socio e amico di Silvio Berlusconi, prova a mettere le mani avanti: «Non voglio parlare di politica». Ma non è facile nemmeno per lui. Il tam-tam estivo l'ha iscritto d'ufficio (assieme a Fedele Confalonieri) tra le colombe del centrodestra.

Con il compito - si dice - di convincere il Cavaliere a evitare la catarsi delle urne per non far danni alle aziende di famiglia che nell'era delle larghe intese hanno guadagnato a Piazza Affari il +74% regalando all'ex-premier 1,3 miliardi di guadagno.

È vero? «No. Non mi occupo di queste faccende e non dò suggerimenti», garantisce Doris. Ma da esperto di Borsa e di cose italiane qualche messaggio lo manda lo stesso: oggi (forse anche perché dal voto il titolo Mediolanum è salito del 35%) è meglio «andare avanti così». Senza disturbare il manovratore e lasciando da parte i sogni di elezioni. «Io sono un moderato, lei l'avrà capito. Ma è la finanza che preferisce le situazioni chiare. Almeno può fare i suoi calcoli - assicura -. Le alternative all'esecutivo attuale non ci sono o non mi piacciono. Quindi...».

Governo Letta promosso allora, dottor Doris?
«Finora ha fatto quello che poteva. Non mi aspettavo di più per un motivo semplice: l'Italia è da sempre in balìa dei governi di coalizione dove è difficile trovare compromessi. E Letta non ha i poteri di Barack Obama negli Usa o di David Cameron a Londra. Si prendono decisioni giuste, ma poi si fatica a tradurre in pratica i provvedimenti. Per fare di più servirebbe una "governance" diversa per il paese che dia più potere al presidente del Consiglio».

Anche Piazza Affari sembra "votare" per le larghe intese e contro le elezioni...
«La Borsa italiana è sensibile ai temi che stanno muovendo i listini di tutto il mondo: il timore che la Fed ritiri gli stimoli ai mercati, il rialzo dei tassi Usa, il rischio che la Cina rallenti la sua crescita, la rivoluzione geopolitica legata all'indipendenza energetica raggiunta dall'America grazie al gas da scisti. Temi globali cui noi aggiungiamo la difficoltà a mandare in porto davvero le riforme che ci servirebbero».

Eppure lo spread è rientrato a quota 240. Come lo spiega?
«Questa storia dello spread e della paura del debito degli stati sovrani è stata solo una manna dal cielo per la Germania che ha risparmiato miliardi. Berlino si è fatta le sue manovre finanziarie grazie ai tassi bassi, una forma di concorrenza sleale agli altri paesi della Ue.

Il BTp decennale al 4,2%, però, va bene e non è niente di drammatico. I nostri ultimi governi hanno imboccato la strada giusta per rilanciare l'Italia. La speranza ora è che si concretizzino i segnali di ripresa dell'economia, consolidandoli magari con provvedimenti intelligenti come i bonus sulle ristrutturazioni. Se riparte il mercato delle costruzioni, riparte tutto il nostro paese. Ma se siamo a questo punto di svolta è grazie soprattutto a San Mario Draghi che è riuscito a buttare acqua sul fuoco dello spread».

Vede ancora rischi per l'area euro?
«Sì perché abbiamo costruito l'Unione partendo dal tetto, la moneta unica, senza pensare alle fondamenta. E a Bruxelles chi ha più potere, leggi la Germania, impone la sua visione pensando ai propri interessi e non a quelli dell'Europa. La Merkel? Fa gli affari suoi, ma spero lo stesso vinca le elezioni».

A proposito di donne in politica, cosa ne pensa di Marina Berlusconi alla guida di Forza Italia?
«Mi pare abbia precisato che non ha nessuna intenzione di imbarcarsi in un'avventura di quel tipo. Su questo fronte la famiglia Berlusconi ha già dato...».

 

 

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