ursula von der leyen giorgia meloni olaf scholz emmanuel macron

EURO-SCENARI – SECONDO GLI ULTIMI SONDAGGI, POPOLARI, SOCIALISTI E LIBERALI AVRANNO ANCORA LA MAGGIORANZA DOPO IL 9 GIUGNO, MA SUPERERANNO DI POCO IL 50%. PER QUESTO, DOVRANNO SCEGLIERE UN QUARTO PARTNER: I VERDI, PER CONTINUARE LE POLITICHE SUL GREEN DEAL. O GIORGIA MELONI, PER SPOSTARE L’UNIONE A DESTRA – LA DUCETTA VOTERÀ LA FIDUCIA ALLA PROSSIMA COMMISSIONE, E SOGNA DI FEDERARE L’ULTRADESTRA (COMPRESI ORBAN E LE PEN) PER NON RIMANERE ISOLATA…

Estratto dell’articolo di Alberto D’Argenio per “la Repubblica”

 

giorgia meloni ursula von der leyen kiev

C’è un sondaggio riservato che circola tra i corridoi delle istituzioni europee. Commissionato dai vertici dell’Unione, viene considerato il più attendibile. Indica che dopo il voto del 9 giugno in Europa non ci sarà la temuta onda nera.

 

Le famiglie politiche della destra sovranista - l’Ecr di Meloni e del polacco Kaczynski e l’Id capitanato da Salvini e Le Pen - non sfonderanno. Cresceranno. Ma di poco. Un piccolo salto in avanti che non cambierà gli equilibri politici al Parlamento europeo.

 

macron scholz

Anzi, sempre […] Partito popolare, Socialisti e Liberali di Macron continueranno a detenere la maggioranza al Parlamento europeo. Ma sarà risicata. Poco sopra il 50%. Un margine poco rassicurante per governare l’aula di Strasburgo. E dunque saranno costretti a scegliere un quarto partner: i Verdi, nel nome di un’Europa che si arma contro il climate change. O Fratelli d’Italia, per una Unione più nera. Le due alternative di Europa che si misureranno nei prossimi mesi e decideranno il futuro politico ed economico dell’Unione. Ruoteranno intorno al destino del Green Deal.

 

I sondaggi indicano che il Partito popolare di fatto reggerà rispetto al 2019, i socialisti prederanno qualcosa mentre i macronisti di Renew rischiano il tracollo. E non saranno più decisivi in aula: […] non avranno più i numeri per una maggioranza alternativa con socialisti, sinistra e Verdi sui singoli dossier. Quindi perderanno forza contrattuale.

 

antonio tajani manfred weber congresso forza italia

[…] Autorevoli fonti di Bruxelles spiegano che una parte del Ppe non vuole Meloni, preferisce guardare ai Verdi per salvare il Green Deal, preda numero uno dell’ultradestra sovranista. Non sarà facile però compattare tutti i popolari verso l’alleanza “progressista”, mentre chi spinge è il premier spagnolo Pedro Sanchez, calibro da 90 dei socialisti (per quanto in difficoltà a Madrid) che punta a suggellare il patto verde ottenendo la poltrona di super commissario al Green Deal per la sua vicepremier, Teresa Ribera. […]

 

ursula von der leyen giorgia meloni

Ma c’è un’altra Europa che vuole affondare il patto con i Verdi. Che nel Ppe […] è capitanata da Manfred Weber e Antonio Tajani. Puntano ad allargare la maggioranza ai Conservatori dell’Ecr. O meglio, a una parte di essi. A Giorgia Meloni. L’ala più dura dei popolari scommette che dopo le Europee Fratelli d’Italia e i polacchi del Pis si spaccheranno per le tensioni che si stanno accumulando nel contrasto tra la postura più governativa di Meloni e quella più oltranzista dei polacchi […]

 

Ma a destra cosa succederà? I due gruppi sovranisti, Ecr e Id, appunto cresceranno, ma lievemente. In casa Meloni, il pieno di FdI in Italia sarà in parte bilanciato da un calo del Pis in Polonia. Dentro l’Id, invece, l’exploit atteso di Le Pen sarà in parte compensato dal crollo della Lega rispetto al 34% del 2019.

 

OLAF SCHOLZ URSULA VON DER LEYEN EMMANUEL MACRON

Le altre famiglie europee scommettono su una implosione della galassia sovranista, con il divorzio tra FdI e i polacchi del Pis dentro la famiglia dei Conservatori e l’allontanamento da Id dei tedeschi della Afd […] su spinta di Le Pen. La francese, guardando alle presidenziali del 2027, cerca infatti compagnie europee meno imbarazzanti, tanto che avrebbe già bussato alla porta di Meloni per un matrimonio politico senza Salvini.

 

La premier – spiegano dal fortino conservatore a Strasburgo – voterà la fiducia al prossimo (o alla prossima) presidente della Commissione Ue. Anche perché quel nome dovrà prima passare al vaglio del Consiglio europeo con il sì di tutti i capi di Stato e di governo, quindi anche di Meloni.

 

URSULA VON DER LEYEN - GIORGIA MELONI - OLAF SCHOLZ

«Il matrimonio con i socialisti è davvero difficile», spiega un influente membro di FdI. E soprattutto i Fratelli di Italia da soli, se facessero da stampella alla maggioranza, conterebbero poco. E allora l’ambizione della leader sarebbe federare tutta l’ultradestra sotto il suo ombrello, renderla più presentabile e traghettarla in maggioranza al posto dei Verdi da una posizione di forza.

 

Le prede sono due: Orbàn – oggi isolato a Strasburgo - e Le Pen, attualmente alleata di Salvini (Id). L’operazione scatterà dopo le Europee: Meloni da troppi mesi tiene l’amico ungherese in attesa e teme che si allei con Le Pen creando un competitor alla sua destra.

 

Giorgia Meloni Viktor Orban Mateusz Morawiecki

[…] il progetto è molto ambizioso e in molti in Europa scommettono sul fatto che la presidente del Consiglio italiano alla fine resterà sola, con il cerino in mano. Da questa partita dipendono i destini dei prossimi 5 anni dell’Ue e della sua politica più ambiziosa: il Green Deal

OLAF SCHOLZ URSULA VON DER LEYEN EMMANUEL MACRON giorgia meloni ursula von der leyen vertice italia africa

Ultimi Dagoreport

julianne moore tilman fertitta

FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA: IL MILIARDARIO, AMICO PERSONALE E FINANZIATORE DI TRUMP, SOGNAVA DI INCONTRARE LA DIVA JULIANNE MOORE, NELLA CAPITALE PER PARTECIPARE AL FESTIVAL. LA GRANDE ATTRICE SI È RIFIUTATA, ESSENDO UN’ANTI-TRUMPIANA DI FERRO – FERTITTA SE LA SAREBBE PRESA DIRETTAMENTE CON L’INCOLPEVOLE SALVO NASTASI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA, CHE AVREBBE DOVUTO ORGANIZZARE, SECONDO FERTITTA, UN’IMBOSCATA ALL'ATTRICE PREMIO OSCAR…

elly schlein franceschini, zingaretti, orlando, speranza decaro, de pascale); gualtieri beppe sala veltroni, bersani, gentiloni

DAGOREPORT – SE ELLY SCHLEIN SPADRONEGGIA NEL PD E’ ANCHE PERCHE’ CHI POTREBBE CONTRASTARLA, PERCHE’ NON CONDIVIDE LE SUE IDEE, EVITA DI ESPORSI (PER PARACULISMO O CONVENIENZA) – DAI MAGGIORENTI DEM (FRANCESCHINI, ZINGARETTI, ORLANDO, SPERANZA) AI GOVERNATORI FURBACCHIONI (DECARO, DE PASCALE); DAI SINDACI CACADUBBI (GUALTIERI) A QUELLI CHE SI SONO ALLINEATI BEPPE SALA) FINO AI “PADRI NOBILI” (VELTRONI, BERSANI, GENTILONI) CHE SOGNANO IL QUIRINALE, IN CASO DI VITTORIA DEL “CAMPO LARGO” – IL RUOLO DI STEFANO BONACCINI CHE DA RIVALE DI ELLY SI E' TRASFORMATO NEL SUO CAVALIER SERVENTE ED E' STATO ABBANDONATO DAI SUOI - EPPURE, PER I SONDAGGI, SI PROFILA UNA SOLENNE BATOSTA PER ELLY - E SE COSI’ FOSSE, GLI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA SAPREBBERO CON QUALI “IMBOSCATI” PRENDERSELA…

leonardo maria del vecchio marco travaglio il fatto quotidiano

DAGOREPORT - L’ULTIMA SMARGIASSATA MANICOMIALE DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO DI LANCIARE UN’OPA SULLA "SEIF", SOCIETA EDITORIALE DEL "FATTO QUOTIDIANO", REO DI SQUADERNARE CON I SUOI ARTICOLI FATTI E MISFATTI DELLA SUA AGITATISSIMA ATTIVITÀ PRIVATA E PROFESSIONALE, FINO A IERI POTEVA RIENTRARE IN UNA CATEGORIA BEN NOTA IN ITALIA CON IL TERMINE: "CI SEI O CI FAI?", "SEI SCEMO O MI STAI PRENDENDO PER IL CULO?" - NEL CASO DI LMDV, ORMAI, L’INTERROGATIVO NON HA PIÙ SENSO: IL SIGNORINO È PROPRIO FUORI DI TESTA, FUORI ORARIO, FUORI BINARIO - ANZICHÉ OCCUPARSI DI SBLOCCARE LA RISSA IN CASA DEL VECCHIO CHE OCCUPA LE CRONACHE FINANZIARIE ITALIANE DA BEN QUATTRO ANNI, NONCHÉ PREOCCUPARSI DI UN DEBITO PERSONALE CRESCIUTO A VELOCITÀ IMPRESSIONANTE, IL RISULTATO OTTENUTO DALL’ULTIMA SPACCONATA DA FEDEZ PICCHIATELLO DI LEONARDINO, DETTO LENNY, È CHE OGGI IN BORSA È RIUSCITO A FAR BALZARE IN POSITIVO IL TITOLO DELLA SOCIETÀ EDITORIALE IL FATTO: + 18,18%. BENE, BRAVO, CONTINUA COSÌ…

elly schlein vincenzo de luca piero

VINCENZO, SCENDI IN CAMPO! - DE LUCA E' STUZZICATO ALL'IDEA DI CANDIDARSI ALLA PRIMARIE DEL "CAMPO LARGO", MA AL MOMENTO DELLA VERITA’ SI FRENA PER NON DANNEGGIARE IL FIGLIO PIERO, DEPUTATO DEM E COORDINATORE DEL PD IN CAMPANIA - RENZI IMPLORA IL SINDACO DI SALERNO DI PROPORSI COME FRONTMAN DI ITALIA VIVA (“DA SOLO VALE DUE PUNTI PERCENTUALI”) MA LO SCERIFFO HA DECLINATO (PER ORA) PER IL “BENE” DI PIERO, E CHIEDE AI SUOI FEDELISSIMI DI IMPEGNARSI PER ELLY SCHLEIN ALLE PRIMARIE - RISULTATO: I SUOI STORICI AMICI LO STANNO MOLLANDO PERCHE' NON LO RICONOSCONO PIU'... - VIDEO!

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…