FINI-AMOLA CON UN PARTITO SENZA LEADER - A MIRABELLO I FISCHI PER LE MANCATE DIMISSIONI DA PRESIDENTE DELLA CAMERA FANNO CLAMORE – ORMAI BRUCIATO L’INFOJATO BOCCHINO, LA TIPINA FINA NAPOLI: “CAPISCO I FISCHI. PRESSING DI NAPOLITANO PER NON FARLO DIMETTERE? SÌ, NO, FORSE…” - “IL FOGLIO”: ORMAI IL LEADER FLI È FUORI TEMPO MASSIMO, TRAGICAMENTE FINITO AL RIMORCHIO DI PIERFURBY NEL TERZO POLO…

SE I FINIANI URLANO "DIMETTITI" A FINI
Salvatore Merlo per http://www.ilfoglio.it/palazzo/194

Lo ha scritto pochi giorni fa Marco Travaglio sul Fatto, lo aveva consigliato anche Alessandro Campi (ma molto tempo fa), lo pensano quei militanti che domenica scorsa hanno urlato al loro leader "dimettiti".

Si chiede a Gianfranco Fini di liberarsi dal gessato grigio che lo ingessa a Montecitorio. Quelli che gli vogliono bene (Travaglio compreso, pare) gli chiedono di acquistare libertà di manovra politica abbandonando lo scranno più alto della Camera: giri l'Italia, trovi uno spazio di autonomia da quel Pier Ferdinando Casini che oggi in tutta evidenza guida il terzo polo (e dunque anche Fli).

Questo blog, ieri, non si aspettava affatto le dimissioni di Fini. E' tardi per dimettersi e trarne qualche vantaggio. Il capo di Futuro e Libertà lo avrebbe dovuto fare prima. Avrebbe dovuto dimettersi prima del famoso 17 dicembre, quando tentò (invano) di sfiduciare Silvio Berlusconi.

Avrebbe dovuto infatti pronunciare Fini, da deputato semplice, il discorso che alla Camera fu invece scandito dalla parole un po' troppo travagliesche di Italo Bocchino: un discorso inefficace in quei termini, poco credibile in bocca a lui che fino al giorno prima era organico alla corrente di Maurizio Gasparri e Ignazio La Russa. Forse Fini avrebbe saputo declinare un originale antiberlusconismo di destra. Forse, se non fosse stato presidente della Camera, sarebbe riuscito a rendere più solida l'opposizione parlamentare di Fli (tragicamente finita al rimorchio di Casini). Ma chissà.

Di sicuro ormai, dal punto di vista di Fini, è tardi per dimettersi: incerti i vantaggi, evidenti, invece, i rischi. In questa fase la presidenza della Camera è per Fini una garanzia di centralità. Forse l'unica. Il leader in grande difficoltà teme, non senza qualche buona ragione, di precipitare ancora di più nell'irrilevanza.

E dunque Fini resta lì, dimostrando - è vero - poco coraggio. Molti militanti sono rimasti delusi ieri a Mirabello. Ma ci si chiede: se Fini il coraggio di mollare Montecitorio non lo ha avuto prima, quando le dimissioni avrebbero avuto un senso tattico e politico, e quando i più spassionati tra i suoi consiglieri glielo chiedevano, perché mai questo coraggio lo avrebbe dovuto improvvisamente trovare ieri a Mirabello?

2 - ANGELA NAPOLI: "SIAMO DELUSI CAPISCO I FISCHI"
Alessandro Ferrucci per il "Fatto quotidiano"

"Se mi aspettavo i fischi? Non pensavo a una protesta così plateale, ma sapevo quanto il popolo di Fli aspettava un segnale forte da parte di Fini. Che non è arrivato". È Angela Napoli, deputato fliniano dagli esordi del partito: assieme a Fabio Granata incarna l'ala più dura, decisa e intransigente di Futuro e Libertà.

Delusa?
Un anno fa, sempre a Mirabello, da parte di Fini avevamo intuito la volontà di un suo maggiore impegno.

E invece?
Da presidente della Camera è, e sarà, costretto a mantenere un ruolo istituzionale. Di equilibrio politico.

Mentre voi?
Avremmo bisogno di una strategia chiara, incisiva, identitaria all'interno del Terzo polo. Altrimenti saremo schiacciati.

Perché non si è dimesso?
Non per mancanza di responsabilità. Anzi, forse per troppa responsabilità nei confronti dello Stato, in un momento di crisi pesante, dove viviamo uno sbandamento generale. Anche se...

Cosa?
Ritengo sarebbe altrettanto importante tutelare l'opposizione.

C'è chi ipotizza un pressing di Napolitano per non farlo dimettere.
(Rimane a lungo in silenzio. Per tre volte inizia la risposta e altrettante la corregge di qualche "virgola") Ma non credo ... sì, potrebbe esserci stato... il presidente della Repubblica sta gestendo questo momento di crisi generale cercando di richiamare tutti a un senso di responsabilità. E probabilmente Fini lo ha percepito in tal senso. Comunque niente di diretto.

Nella base, dopo il discorso, ha percepito dello scoramento?
Eccome! E lo hanno rivolto in particolare a noi. Probabilmente il presidente Fini non lo ha colto, ma noi che eravamo in mezzo al pubblico siamo stati accerchiati da militanti che manifestavano la loro delusione.

Cosa le dicevano?
Volevano capire dove stiamo andando. Chiedevano chiarezza rispetto al progetto iniziale.

In particolare dove manca la chiarezza?
Sulla linea politica. Le faccio un esempio: non basta dire ‘questa è una manovra iniqua', dobbiamo trovare anche il modo di essere più incisivi con proposte e iniziative.

Comunque Fini inizierà un tour por l'Italia.
Sì, e mi auguro anche torni il suo nome nel simbolo. Ma ribadisco: ci sentiamo troppo appiattiti all'interno del Terzo polo.

Come giudica l'interregno di Bocchino?
Ha dovuto mantenere l'equilibrio durante una fase politica molto mobile.

Ha firmato per il referendum?
Certo. E come me diversi esponenti calabresi di Fli.

Sul Molise?
Non possiamo appoggiare Iorio. Assolutamente.

 

fini-mirabelloANGELA NAPOLICASINIBocchino sudatissimo Silvio Berlusconi

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