CRISI? QUALE CRISI? I “BERLUSCHINI” SPENDENDO 5 MLN € ALL’ANNO A TESTA PER CAMPARE! - SICCOME FININVEST NON HA STACCATO IL DIVIDENDO AGLI AZIONISTI, I FIGLI DEL BANANA E DI VERONICA LARIO SONO PASSATI DA UN GUADAGNO DI 42,3 MLN € AD “APPENA” 2 MLN - E SONO STATI COSTRETTI AD ATTINGERE DAI RISPARMI DEGLI ANNI PRECEDENTI - CON LUIGI, ALLA SUA PRIMA ESPERIENZA MANAGERIALE, SARANNO PRUDENTI: NON POTRÀ COMPIERE OPERAZIONI DA PIÙ DI 10 MLN € A VOLTA…

Fosca Bincher per "Libero"

Un anno da dimenticare. Anche per i tre figli minori di Silvio Berlusconi la crisi si è fatta sentire e il 2011 è stato il peggiore anno della sia pure breve vita imprenditoriale di Eleonora, Barbara e Luigi, nati dal matrimonio del Cavaliere con Veronica Lario. Secondo il bilancio della Holding italiana quattordicesima depositato ieri sera al registro della Camera di commercio di Milano, i tre azionisti hanno visto crollare nell'ultimo anno i loro guadagni da 42,3 milioni di euro ad appena 2.096.623. C'è chi sta peggio, naturalmente.

Ma è la prima volta nella storia della holding di famiglia che gli utili prodotti nell'anno non sono sufficienti ai bisogni degli azionisti: negli ultimi anni non solo avevano avuto dividendi più che decorosi, ma avevano messo addirittura fieno in cascina della società: 50 milioni di euro nel 2008, 15 milioni nel 2009 e 12 milioni nel 2010. Questa volta Eleonora, Barbara e Luigi hanno dovuto prendere un po' di quel fieno, perché i due milioni non erano sufficienti a pagare le loro spese nel 2012.

Hanno così preso dalla riserva straordinaria altri 12,9 milioni di euro, dividendosi quindi in tutto 15 milioni di euro per tutto il 2012. I tre hanno dunque bisogno per le spese ordinarie di 5 milioni a testa per quest'anno. Una bella somma, senza dubbio. Grazie anche a questa scelta il patrimonio netto della holding dei berluschini si è assottigliato, sia pure conservando fieno d'oro in cassa: ammonta a 231,8 milioni di euro rispetto ai 259,7 milioni di euro dell'anno precedente.

Se i tre dovessero litigare e sciogliere la società, la quota distribuibile di quel patrimonio ammonta comunque a 212,9 milioni di euro: 71 milioni di euro a testa, e si può tranquillamente ricominciare da capo. Il crollo dell'utile è dovuto sostanzialmente a una sola ragione: la decisione di Fininvest di non staccare il dividendo agli azionisti.

Quindi anche se non sono ancora stati depositati, è immaginabile che stessa situazione emerga dai bilanci delle quattro holding di Silvio Berlusconi (la prima, la seconda, la terza e l'ottava) e da quelle intestate a Marina (la quarta) e a Piersilvio (la quinta). I tre figli minori però sono riusciti a compensare l'assenza di dividendi con gli investimenti finanziari e con le altre partecipazioni.

I Berluschini hanno partecipazioni in altre cinque società: la Bel immobiliare (tutta loro, con la quale hanno acquistato un palazzo nel centro di Milano), la Sator private Equity Fund di Matteo Arpe, la Molmed Molecular medicine spa, la Expobee Inc (organizzazione fiere) e Assicurazione.it spa, in cui sono saliti al 20,01%. Nell'ultimo anno si sono più che dimezzati i depositi bancari, passati da 138,4 a 64,6 milioni di euro.

In compenso sono triplicati gli investimenti in titoli: da 20,3 a 60,7 milioni di euro. Il presidente della holding, Salvatore Sciascia, spiega nella relazione al bilancio che «parte della liquidità disponibile è stata investita aprendo due nuove gestioni patrimoniali con primari istitutivi credito internazionali (di cui non si fa il nome, ndr). L'affidabilità e la competenza dei gestori esterni prescelti nonché l'accurata selezione degli investimenti direttamente effettuati hanno consentito di ottenere un rendimento da ritenere soddisfacente tenuto conto del non facile contesto nazionale ed internazionale nel quale la vostra società ha operato».

Come si ricorderà proprio alla fine dell'anno scorso la holding ha nominato vicepresidente il più piccolo dei Berlusconi, Luigi, assegnandogli il compito di "mister spread", e cioè di scegliere gli investimenti con cui difendere il patrimonio dei figli di secondo letto del cavaliere. A Luigi sono stati «conferiti specifici poteri per effettuare operazioni finanziarie di investimento della liquidità», e siccome era alla sua prima vera esperienza manageriale, è stato posto un solo limite: ha i più ampi poteri «per compiere in nome e per conto della società tutte le operazioni finanziarie di ordinaria amministrazione- nessuna esclusa», ma «nel limite di euro 10 milioni per singola operazione».

La basi da cui si parte non sono certo ottimali, e anche il prossimo bilancio di Fininvest e la scelta che verrà operata sui dividendi, condizioneranno pesantemente l'attività di Luigi. Che dovrà basarsi soprattutto sul patrimonio accumulato grazie agli utili degli ultimi anni, sempre superiori ai 40 milioni di euro dal 2006, con il picco dei 55 milioni registrati nel 2008. Dovrà prendere anche una decisione sui titoli (4,7 milioni di euro) depositati «presso la partecipata italiana di una primaria banca estera costituiti in pegno quale garanzia per consentire alla società l'accesso alle negoziazioni in valute estere, a pronti e/o a termine, nonché l'operatività in strumenti finanziari derivati». Ma con quei 5 milioni in tasca appena ricevuti, ogni decisione potrà essere presa più serenamente.

 

berlusconi silvio e piersilviosilvio e marina berlusconibarbara berlusconi foto mezzelani gmt LUIGI BERLUSCONI eleonora berlusconi

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...