IL FANTASMA DI GHEDDAFI ESCE DAL SARKO-FAGO - IL FONDO SOVRANO LIBICO CHIEDE 1,5 MILIARDI ALLA BANCA FRANCESE SOCIÉTÉ GÉNÉRALE CON L’ACCUSA DI AVER PAGATO TANGENTI AI GHEDDAFI AI TEMPI DI SARKOZY

Alessandra Carlini per "Libero quotidiano"

È uno scontro senza fine quello che si continua a combattere fra Nicolas Sarkozy e Muammar Gheddafi. Anche se il primo non è più presidente francese e il secondo è morto col crollo del suo regime, i loro passati (e forse illeciti) rapporti, sui quali i magistrati francesi indagano, hanno ancor oggi forti ripercussioni sui destini di Francia e Libia. È proprio in questa chiave che si deve leggere la causa miliardaria che è stata intentata a Londra dal Fondo sovrano libico (Lia) contro la banca francese Société Générale.

La richiesta di danni da parte dei libici è quantificata in 1,5 miliardi di dollari (circa 1,09 miliardi di euro). Nell'esposto presentato all'Alta corte inglese, si afferma che gli investimenti e le transazioni effettuate dalla banca per conto del fondo sovrano hanno generato forti perdite a causa di malversazioni e atti di corruzione. Secondo indiscrezioni di stampa, le operazioni finanziarie contestate sono avvenute tra il 2007 e il 2009.

Non a caso gli anni in cui Sarkozy era all'Eliseo e veniva dalla «luna di miele» col regime del colonnelllo Gheddafi. L'accusa di tangenti riguarda il versamento di 58 milioni di dollari da parte dell'istituto transalpino a una società panamense, chiamata Leinada, riconducibile a Saif Al-Islam Gheddafi, secondogenito dello scomparso dittatore libico, che è finito sotto processo a Tripoli.

La società avrebbe ricevuto il denaro come compenso riguardante «alcuni servizi di consulenza» sull'investimento da parte del Lia di 2,1 miliardi di dollari (1,5 miliardi di euro) in obbligazioni emesse da Soc- Gen e da alcune sue filiali. Rientra nella nuova strategia del fondo libico, che vuole vederci chiaro sugli affari condotti da Gheddafi negli anni in cui riallacciava i rapporti coi Paesi occidentali, muoversi contro i grandi gruppi bancari.

Lo aveva già fatto all'inizio dell'anno, facendo causa a Goldman Sachs, accusata di aver influenzato i manager ed essersi approfittata della loro fiducia per ottenere importanti investimenti su operazioni «inadeguatamente documentate». Goldman Sachs - secondo i libici - avrebbe guadagnato 350 milioni di dollari su scommesse per un miliardo di dollari.

Sia i francesi che gli americani respingono ogni accusa ma se la lotta in tribunale può ancora essere vinta o perduta dai due colossi, per Sarkozy il raìs ormai rappresenta una vera e propria «nemesi», che si mette di traverso sulla strada per la candidatura all'Eliseo nel 2017.

Il recente scandalo sulle intercettazioni compiute dalla magistratura sui telefoni dell'ex presidente - il primo nella storia del Paese ad essere messo sotto controllo - è partito proprio dalla ricerca su particolari riguardanti l'accusa più infamante che riguarda Sarkò: aver preso bustarelle dell'ex leader libico per la campagna presidenziale che nel 2007 gli consegnò l'Eliseo.

Finanziamenti illeciti che gettano una luce sinistra circa i veri motivi dietro l'intervento militare internazionale che portò alla caduta e alla morte del colonnello. Intervento fortemente voluto dall'ex «amico» Sarkozy. L'inchiesta riguarda corruzione attiva e passiva, traffico di influenze, falso, appropriazione indebita e riciclaggio. Il faccendiere franco-libanese Ziad Takieddine aveva dichiarato nel dicembre 2012 di avere in mano le prove del finanziamento da parte della Libia della campagna elettorale.

Nel giugno 2013 un diplomatico dell'entourage del defunto colonnello ha ribadito le accuse in una intervista a France 2. In un estratto Moftah Missouri ha affermato: «Lui (Gheddafi, ndr) mi disse, a voce, che la Libia aveva versato una ventina di milioni di dollari».

«Siamo stati noi a finanziare la sua campagna e ne abbiamo la prova - aveva già detto fin dal marzo 2011, prima della caduta di suo padre, il figlio di Gheddafi Saif al-Islam - siamo pronti a rivelare tutto. Abbiamo i particolari». A questo si aggiungono altre accuse raccolte da più parti contro l'ex presidente francese, che proprio non riesce a liberarsi del suo passato che lo lega in modo indissolubile al colonnello.

 

gheddafi sarkozy x gheddafi e sarkozy jpegCARLA BRUNI E NICOLAS SARKOZY

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...