alessandro giuli giovambattista fazzolari emanuele merlino federico mollicone

GIULI CONTRO TUTTI! - IL MINISTRO BASETTONI FA PIAZZA PULITA DEL SUO STAFF E SI METTE CONTRO GIOVANBATTISTA FAZZOLARI (CON CUI AVEVA FATTO SPONDA SULLA VICENDA BIENNALE) LICENZIANDO IL CAPO SEGRETERIA EMANUELE MERLINO, FEDELISSIMO DEL SOTTOSEGRETARIO – A PALAZZO CHIGI CASCANO DAL PERO E TRATTANO PER SALVARE MERLINO. MA IL MINISTRO RESISTE: “O LUI O ME. NON MI FIDO PIÙ” – L’ACCUSA MOSSA DA GIULI A MERLINO È DI PASSARE INFORMAZIONI A FEDERICO MOLLICONE, CAPO DELLA COMMISSIONE CULTURA DELLA CAMERA E ARCI-NEMICO DEL DANDY CARIATO. IL PARTITO SI INTERROGA SUL PERCHÉ DI UNA MOSSA NON CONCORDATA: “NON È CHE GIULI VUOLE COMPIACERE CERTI AMBIENTI DI SINISTRA?” (GLI STESSI CHE HANNO APPLAUDITO IN QUESTE SETTIMANE IL MUSULMANO BUTTAFUOCO PER AVER STESO TAPPETI ROSSI ALL’ARTE DI REGIME PUTINIANA?)

Estratto dell’articolo di Lorenzo De Cicco per “la Repubblica”

 

alessandro giuli

«Ma se Meloni ha potuto far dimettere Santanchè e Delmastro, perché io non posso mandare via due membri del mio staff?», si chiede, privatamente, Alessandro Giuli, nell’ennesimo giorno di tormenta al Ministero della Cultura.

 

Il clima, a Palazzo Chigi, è furente. Il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari deve subire uno smacco a cui non è abituato: Emanuele Merlino è un suo fedelissimo. E Fazzolari, detto per inciso, negli ultimi tempi con Giuli ha fatto sponda nella vicenda Biennale, schierandosi contro l’apertura del padiglione russo voluto da Pietrangelo Buttafuoco.

 

emanuele merlino

Dunque questa mossa non se l’aspettava, la vive come una sgarberia. Pure Giorgia Meloni non era stata messa a parte dei decreti di siluramento già pronti e bollinati. Sua sorella Arianna, che con Giuli ha un rapporto d’amicizia, aveva intuito lo scontento del titolare del Mic. Ma la convinzione era di poter rammendare lo strappo. Invece la premier apprende ieri dai siti online dei giornali - l’anticipazione è del Corriere - che la cacciata è già effettiva.

 

C’è un margine per salvare almeno Merlino? Trattative in corso. I big della fiamma si muovono sottotraccia. Il pressing dei fazzolariani è forte. Ma il ministro, per ora, resiste: «O lui o me», è un altro dei messaggi in bottiglia che trapela dalla sua cerchia. Sarebbe in bilico pure la capo di gabinetto del Mic, Valentina Gemignani, moglie di l’ex deputato Basilio Catanoso, l’ultimo capo di Azione giovani prima di Meloni.

 

federico mollicone (2)

L’ex presidente del Maxxi non ne fa una questione politica, ma di “macchina”, di funzionamento del ministero. Che nella sua lettura avrebbe rischiato la paralisi, per colpa dei dirigenti chiamati ad assisterlo sul piano operativo.

 

«Non mi fido più». Considerazioni, malumori, che si mischiano ai veleni. Merlino, dicono altri da FdI, sarebbe stato accusato dal ministro di passare informazioni a Federico Mollicone, il meloniano tendenza Rampelli che guida la commissione Cultura della Camera. Arci-nemico interno di Giuli. Il grosso del partito però s’interroga sul perché di una mossa non concordata, che sfida il gran regista di Chigi. Altra battuta maligna: «Non è che Giuli vuole compiacere certi ambienti di sinistra?».

 

I Fratelli che poco apprezzano il ministro raccontano pure che il rapporto di Giuli con Meloni sia sempre più accidentato. Che probabilmente non verrebbe candidato alle prossime Politiche, ammesso che questa sia la sua intenzione. La premier ha sofferto […] la lite pubblica con Salvini […].

 

ALESSANDRO GIULI E PIETRANGELO BUTTAFUOCO

Quello di ieri è l’ennesimo tornante travagliato. Ricuciture? Difficili. Battuta che circola dentro FdI (sempre dagli anti-Giuli): «Era meglio mettere Mazzi alla Cultura e tenere al Turismo Santanchè, che aveva guai giudiziari per le sue imprese, ma come ministro funzionava».

 

Giuli, solitario, è convinto che la sua sia la giusta battaglia. La gestione del caso del documentario su Regeni, privato di finanziamenti pubblici, l’ha fatto imbestialire. Tanto da far arrivare messaggi indiretti alla famiglia, per scusarsi. E chiedere un incontro. Forse farà pace con i genitori del ricercatore. Con altri, nel governo, sembra decisamente più complicato.

alessandro giuli matteo salvinifederico mollicone giulio base (2)alessandro giuliemanuele merlinofabio rampelli gloria sabatini alessandro giuli emanuele merlino (3)giorgia meloni alessandro giulialessandro giuli vitalia LUCIA BORGONZONI ALESSANDRO GIULIAlessandro Giuli - inaugurazione padiglione italia - biennale architettura claudia conte con alessandro giuli Pietrangelo buttafuoco e Alessandro Giuli - inaugurazione padiglione italia - biennale architettura alessandro giuli foto lapresse ALESSANDRO GIULI IN VERSIONE TEMPLAREALESSANDRO GIULI CON DITINO BIRICHINO IN MEZZO ALLE GAMBE sergio mattarella alessandro giuli

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...