EXPO 2015: CI ACCORGEREMO DEL MARCIO SOLO QUANDO SARà TROPPO TARDI? - IL BARACCONE VOLUTO DA LETIZIA MORATTI, INVECE DI ESSERE IL SIMBOLO DELLA RIPRESA ITALIANA, RISCHIA DI DIVENTARE L’ENNESIMA DIMOSTRAZIONE DEL FALLIMENTO DEL PAESE - EPPURE I GIORNALI TACCIONO, ANCHE SE MANCANO SOLO DUE ANNI - MA I MEDIA NON DOVREBBERO FUNGERE DA “GUARDIANI”?...

Wilma Laclava per tvzoom.it

Ma che aspettano le nostre amate televisioni (Rai e Mediaset, ma anche Sky, che ha dimostrato di saper usare molto bene i suoi canali tematici) a occuparsi almeno un po' dell'Expo 2015, un evento che fra poco più di due anni dovrebbe portare in Italia 21 milioni di visitatori e che è l'unico grande evento internazionale rimasto al nostro Paese?

È opportuno chiederselo per almeno tre buoni motivi. Eccoli: sinora Milano (che con Letizia Moratti conquistò il diritto a organizzare l'esposizione prevalendo su altre città e altri Paesi del mondo) ha perso tre anni in litigi di vario tipo tra regione, comune, governo e quant'altri. In zona Cesarini, come dicono quelli che masticano di calcio, c'è da correre per onorare l'impegno, se non facciamo le cose all'ultimo momento non siamo contenti, ma pochi sanno cosa sarà l'Expo, su quali temi è incentrato, come verrà sviluppato e cosa resterà dopo i sei mesi dell'esposizione.

Eppure l'alimentazione e la sostenibilità sono temi che riguardano tutti: se gli organizzatori ancora non sono in grado di raccontarci una storia, perché non ci provano i media e le tv in particolare, facendoci vedere dove vogliono far arrivare i famosi 20 milioni di stranieri, com'è oggi quel posto, come sarà fra due anni e perché sono state fatte o si fanno alcune scelte invece di altre?

Secondo, l'Italia non ha in questo momento storico una storia di successo da raccontare al mondo: economia che langue, made in Italy apprezzato (e meno male) soprattutto nei paesi emergenti, politica da rifare, corruzione elevata, federalismo fallito, incertezza del diritto e chi più ne ha più ne metta. Certo, le esposizioni internazionali non sono più quelle di fine ottocento o inizio novecento, quelle delle grandi invenzioni che solcavano terre, cieli e mari e della torre Eiffel eretta come grande simbolo di modernità e tuttora principale meta turistica parigina: nell'era di internet, le esposizioni rischiano di essere molto immateriali, eppure in tema di alimentazione e sostenibilità l'Italia ha moltissimo da dire.

E' dunque un'occasione enorme per dire al mondo che l'Italia c'è, che supererà la crisi e l'impoverimento della sua gente, che il suo genio creativo non si è esaurito. Ma siamo sicuri che questo Expo, per come si va configurando, riuscirà a far passare questo messaggio positivo di fronte al mondo che ha riempito l'Expo di Shangai e premiato alla grande il nostro padiglione? O non ci stiamo avviando a soluzioni poco credibili, più concettuali che fisiche dell'alimentazione e della sostenibilità? E chi deve sollevare il problema?

Terzo, l'Expo è anche una storia di celebri donne italiane che i media televisivi dovrebbero raccontare. All'origine c'è il curioso destino di Letizia Moratti, il sindaco di Milano che seppe vincere una battaglia mondiale per aggiudicarsi l'Expo, ma che non ha saputo gestirlo, riuscendo persino a non essere riconfermata alla guida del comune, e non soltanto perché la sua maggioranza, Lega e Pdl, nel frattempo si era sfarinata ma anche perché non è riuscita a raccontare una storia credibile sull'Expo come opportunità di sviluppo per Milano e per l'Italia.

Nella gestione c'è la tosta Diana Bracco, imprenditrice milanese presidente della società che dovrà realizzare l'Expo, presidente del comitato confindustriale che organizza la presenza delle imprese all'Expo e ora responsabile del Padiglione Italia. Infine, l'ultima arrivata: Evelina Christillin, quella donna elegante che un tempo compariva in tv allo stadio accanto a Gianni Agnelli, che qualche anno fa ha organizzato le Olimpiadi invernali a Torino e che ora è stata arruolata dalla Bracco nella squadra Expo.

Non sarebbe meglio se i media se ne occupassero adesso, accendendo un faro per verificare oggi cosa stanno combinando i nostri eroi ed eroine Expo e non domani, a cose fatte, magari per scoprire che ci sono state infiltrazioni malavitose o semplicemente che abbiamo perso un'occasione, l'ennesima? Allora davvero resterebbe solo roba per Striscia la notizia.

Non veniteci poi a dire che se la gente segue meno i media è solo colpa della crisi e non anche della mancanza di buoni contenuti editoriali su questioni centrali per l'immagine e la sostanza del Paese.

 

expo 2015Progetto dell Expo di MilanoExpo Masterplan expo 2015Expo 2015 Masterplan EXPO SHANGAILETIZIA MORATTIEXPO SHANGAIDIANA BRACCO

Ultimi Dagoreport

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?

malago galliani calcagno ulivieri

DAGOREPORT - NELLA CORSA ELETTORALE PER LA PRESIDENZA FIGC, L’ASSOCALCIATORI (AIC) E L’ASSOALLENATORI (AIAC) SONO PRONTE A SCARICARE MALAGÒ, CANDIDATO DELLA LEGA A, PER ACCODARSI A BEPPE MAROTTA E SOSTENERE IL SENATORE FORZISTA ADRIANO GALLIANI - COME GIUSTIFICHERANNO IL REPENTINO VOLTAFACCIA AI LORO STESSI ASSOCIATI? L’AIC DI UMBERTO CALCAGNO NELLA STORIA RECENTE È STATA SOSTENITRICE DELLE DECISIONI DELLA SERIE A, COME L’ASSOALLENATORI DI RENZO ULIVIERI CHE LO SCORSO LUNEDÌ AVEVA DICHIARATO: “LA NOSTRA IDEA RESTA QUELLA DI ESSERE AL FIANCO DELLA LEGA DI SERIE A. ASPETTEREMO DUNQUE QUELLO CHE DECIDERANNO LORO” - L’ASSOCALCIATORI DEVE FRONTEGGIARE UN CRESCENTE NUMERO DI OPPOSITORI INTERNI CHE DANNO BATTAGLIA SUL FONDO DI FINE CARRIERA: “DOVE SONO I NOSTRI SOLDI?” - L’ASSOALLENATORI E' IN PIENA LOTTA DI SUCCESSIONE PER IL POST-ULIVIERI...