salvini di maio tav

SALVINI E DI MAIO DERAGLIANO SULLA TAV - I GRILLINI VOGLIONO FERMARE LA LINEA AD ALTA VELOCITA’ TORINO-LIONE MA I LEGHISTI NON NE VOGLIONO SAPERE: SIGNIFICHEREBBE CHIUDERE IL CORRIDOIO 5 CHE DALLA FRANCIA ARRIVA A TRIESTE - IN CASO DI RESCISSIONE UNILATERALE DA PARTE DELL’ITALIA, LA FRANCIA E L’UE AVREBBERO DIRITTO A CHIEDERE IL RISARCIMENTO DELL'INTERA SPESA SOSTENUTA. OLTRE A PERDERE I CIRCA 400 MILIONI FIN QUI INVESTITI…

1 - LEGA E SALVINI ALL' OSCURO ARRIVA IL PRIMO STRAPPO NEL GOVERNO GIALLO-VERDE

Amedeo La Mattina per “la Stampa”

 

salvini di maio

La Lega aspetta che gli alleati 5 Stelle formalizzino la loro intenzione di bloccare la Tav per alzare il cartellino giallo e mettere davanti al loro naso pagina 50 del contratto di governo in cui della parola «chiusura» non c'è traccia. Testuale: «Con riguardo alla Linea ad Alta Velocità Torino-Lione, ci impegniamo a ridiscuterne integralmente il progetto nell'applicazione dell'accordo tra Italia e Francia».

 

Nulla è stato discusso con il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, precisano il viceministro e il sottosegretario Edoardo Rixi e Armando Siri. Stupito e spiazzato il capogruppo del Carroccio alla Camera, il piemontese Riccardo Molinari, che considera una follia fermare un'opera del genere: «Bisogna assolutamente farla».

 

ARMANDO SIRI TONINELLI MINISTRO

È uno dei problemi che stanno venendo al pettine in questo esperimento politico giallo-verde. È la fatica di mettere insieme due mentalità, due esperienze diverse: quella del Movimento 5 Stelle che in larga parte nasce nei meet-up sulle questioni ambientaliste e la leghista dei governi nazionali e regionali che considera le infrastrutture un volano dello sviluppo e della crescita economica.

 

ARMANDO SIRI GIUSEPPE CONTE

Nel caso specifico della Tav la discussione durante la stesura del contratto è stata serrata. In una prima versione si parlava di sospendere i lavori, nella definiva solo di ridiscutere questo e altri progetti sulla base della valutazione dei costi-benefici. Così il «no» pentastellato era diventato un «nì».

 

Ora sembra che M5S voglia cambiare le carte in tavola. «Avevamo capito - spiega Rixi - che loro volevano ridurre i costi, risparmiare per ricavare risorse da utilizzarle in altri investimenti, sui treni locali ad esempio. Cosa ben diversa è invece bloccare un'opera che consideriamo strategica per l'Italia». Per i leghisti non farla significherebbe chiudere il corridoio 5 che dalla Francia arriva a Trieste.

danilo toninelli 6

 

TENSIONI INTERNE

«Con Toninelli - spiega il sottosegretario Siri - non abbiamo mai affrontato concretamente l'argomento, tranne come una delle tante questione che in prospettiva avremo su tavolo. Il ministro non ha fatto cenno a una decisione così drastica. Ci sono in corso approfondimenti, verifiche. In ogni caso - precisa il leghista - non credo che i lavori della Tav si possano fermare: i costi in termini di penali sarebbero enormi e non è possibile procedere in maniera unilaterale rispetto alla Francia. Non si tratta mica di bloccare una rotonda a Grugliasco».

 

giuseppe conte 1

Anche Matteo Salvini è all'oscuro dell'ok del premier Giuseppe Conte su pressione di Luigi Di Maio. Sa che dentro i 5 Stelle la tentazione di forzare la mano è molto forte: il loro mondo di riferimento elettorale preme in questa direzione.

 

Magari hanno bisogno di un effetto annuncio. Riprendersi la scena pure sul terreno ambientalista andrebbe a sommarsi alle altre iniziative di questi giorni, dal decreto dignità all'insistenza sul reddito di cittadinanza, che stanno facendo risalire le quotazioni di M5S nei sondaggi.

 

grillo no tav

In ogni caso una decisione drastica sulla Tav non avrebbe alcuna chance di passare, né in Consiglio dei ministri né in Parlamento. Quindi per i leghisti gli amici grillini farebbero bene a non fare «un passo falso», soprattutto in autunno, andando ad alimentare le tossine che verranno prodotte già in abbondanza con la discussione sulla legge di Bilancio. Salvini vorrebbe evitare di mettersi a litigare sulla Tav. Anche perché si ricorda perfettamente gli assalti dei No-Tav ai gazebo piemontesi della Lega da parte di quelli che lui definì «i soliti violenti zecconi». Chissà se tra quelli c'erano pure i grillini di allora.

 

2 - I RISCHI PER L' ITALIA: MULTA DA 2 MILIARDI E FONDI EUROPEI IN BILICO FINO AL 2023

Andrea Rossi per “la Stampa”

NO TAV

 

Che cosa è la Tav?

L' Asse ferroviario Torino-Lione è il progetto di una nuova linea internazionale per il trasporto merci e passeggeri la cui progettazione è cominciata nel 1991 mentre il primo cantiere in Italia è stato aperto nel 2011. L' opera dovrebbe essere terminata nel 2030. La linea è lunga 270 chilometri (80 in Italia e 190 in Francia) e costerà 15,8 miliardi: 4,7 a carico dell' Italia, 7,7 della Francia e 3,4 dell' Unione europea.

 

Come è suddivisa l'opera?

L' asse ferroviario è ripartito in una sezione transfrontaliera regolata da accordi internazionali, co-finanziata dai due Paesi e per il 40% dall' Ue, lunga circa 70 chilometri (50 in Francia e 20 in Italia) più due tratte di competenza nazionale. Per la parte internazionale l' Italia spenderà 3 miliardi, la Francia 2,2 e l' Ue 3,4. L' Italia ha accettato un maggiore contributo per compensare il fatto che la tratta nazionale francese è molto più costosa.

Il bacio no Tav

 

Chi si occupa della costruzione dell'opera?

Italia e Francia hanno costruito una società ad hoc, Telt, di diritto francese, partecipata al 50% tra Ferrovie italiane e Stato francese.

 

A che punto è l'opera?

Stando ai dati ufficiali di Telt è stato scavato il 14% dei tunnel previsti. Sul versante italiano è stato ultimata la galleria di 7 chilometri necessaria per conoscere la struttura della montagna in cui passerà la linea. La Francia sta già realizzando il tunnel vero e proprio: ha superato il 50% dei 9 chilometri di sua competenza. Attualmente sono in corso lavori per 240 milioni che arriveranno a un miliardo a fine anno. Nel 2019 sono previsti appalti per 5,5 miliardi.

UN MANIFESTANTE NO TAV CONTRO LA POLIZIA IN VAL DI SUSA

 

Quanto è stato investito finora?

Circa 1,5 miliardi, metà a carico dell' Ue, il resto equamente diviso tra Italia e Francia. Nel 2017 l' Italia ha definito il percorso di finanziamento sbloccando 2,4 miliardi per opere previste entro il 2022 (più 450 milioni dell' Ue). A oggi l' impegno dell' Italia ammonta dunque a 2,88 miliardi, circa l' 80% del finanziamento totale.

 

Quali sono le prossime scadenze?

Per le opere da realizzare entro il 2019 - circa 1,9 miliardi - come previsto da un accordo del 2015, Francia e Italia beneficiano di un contributo europeo di 813,8 milioni. L' Ue ha accordato una proroga di alcuni mesi. Ulteriori ritardi potrebbero provocare la revoca degli 813 milioni stanziati.

GUERRIGLIA VAL DI SUSA

 

Che cosa succederebbe se l'Italia decidesse di non realizzare più l'opera?

In caso di rescissione unilaterale le controparti - Francia e Ue - avrebbero diritto a chiedere il risarcimento dell' intera spesa sostenuta. Inoltre l' Italia avrebbe perso i circa 400 milioni fin qui investiti. Ancora, le opere già realizzate andrebbero «sigillate» e messe in sicurezza con tanto di ripristino ambientale: si stimano 6-7 anni per circa 200 milioni. Infine, si potrebbero configurare indennizzi per la rescissione dei contratti in corso.

 

ATTACCO DEI NO TAV CON BOMBE CARTA NOTAV

La struttura del commissario di governo per la Torino-Lione ha stimato un costo di 2 miliardi. Nello scenario peggiore l' Italia potrebbe anche vedersi revocato per cinque anni qualunque finanziamento europeo, come prevedono le regole del Cef, struttura della Commissione europea, in caso di gravi inadempienze.

 

C'è un'alternativa «morbida»?

L'unica è un accordo con lo Stato francese per la rescissione consensuale (possibilmente con la benedizione dell' Unione europea) degli accordi. I soldi finora spesi andrebbero persi, i costi per la chiusura dei cantieri resterebbero tali, ma non ci sarebbero penali e indennizzi da sborsare.

Ultimi Dagoreport

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?

malago galliani calcagno ulivieri

DAGOREPORT - NELLA CORSA ELETTORALE PER LA PRESIDENZA FIGC, L’ASSOCALCIATORI (AIC) E L’ASSOALLENATORI (AIAC) SONO PRONTE A SCARICARE MALAGÒ, CANDIDATO DELLA LEGA A, PER ACCODARSI A BEPPE MAROTTA E SOSTENERE IL SENATORE FORZISTA ADRIANO GALLIANI - COME GIUSTIFICHERANNO IL REPENTINO VOLTAFACCIA AI LORO STESSI ASSOCIATI? L’AIC DI UMBERTO CALCAGNO NELLA STORIA RECENTE È STATA SOSTENITRICE DELLE DECISIONI DELLA SERIE A, COME L’ASSOALLENATORI DI RENZO ULIVIERI CHE LO SCORSO LUNEDÌ AVEVA DICHIARATO: “LA NOSTRA IDEA RESTA QUELLA DI ESSERE AL FIANCO DELLA LEGA DI SERIE A. ASPETTEREMO DUNQUE QUELLO CHE DECIDERANNO LORO” - L’ASSOCALCIATORI DEVE FRONTEGGIARE UN CRESCENTE NUMERO DI OPPOSITORI INTERNI CHE DANNO BATTAGLIA SUL FONDO DI FINE CARRIERA: “DOVE SONO I NOSTRI SOLDI?” - L’ASSOALLENATORI E' IN PIENA LOTTA DI SUCCESSIONE PER IL POST-ULIVIERI...

edouard philippe melenchon le pen hollande glucksmann

DAGOREPORT! LO SPETTRO DEL BALLOTTAGGIO LE PEN-MELENCHON AGITA LA FRANCIA (E L’EUROPA) – PER QUESTO LA BORGHESIA PARIGINA È IN SOMMOVIMENTO, COME L’EX PRESIDENTE, FRANCOIS HOLLANDE. IL VISPO “BUDINO SCOPAIOLO” NON AVREBBE INTENZIONE DI SCENDERE DIRETTAMENTE IN CAMPO, MA STA LAVORANDO COME “EMINENZA GRICIA”: AVREBBE GIÀ INCONTRATO IL RIFORMISTA GLUCKSMANN, PER CERCARE DI CONVINCERLO A TROVARE UN’INTESA CON IL CENTRISTA EDOUARD PHILIPPE – L’IDEA E’ QUELLA DI LANCIARE PER LA CORSA ALL’ELISEO PHILIPPE, EX PREMIER MACRONIANO, ESPERTO E MOLTO POPOLARE NEL PAESE CON GLUCKSMANN CHE FAREBBE IL PREMIER. OBIETTIVO: EVITARE LA TRAGEDIA DI UN BALLOTTAGGIO LE PEN-MÉLENCHON, ARRIVARE AL SECONDO TURNO E GIOCARSELA CONTRO LA ZARINA SOVRANISTA. CE LA FARANNO I NOSTRI EROI?

meloni tajani crosetto garavaglia giorgetti salvini conte

DAGOREPORT - NON SOLO SALVINI MA ANCHE I COSIDDETTI ''RIBELLI LEGHISTI'' APPARTENGONO ALL'IMMORTALE COMMEDIA ITALIANA: SCALPITANO, BRIGANO, ANNUNCIANO, MA NEL MOMENTO DELLA VERITÀ SI DIMOSTRANO SEMPRE I MEJO “CAGHETTA” DELLA PADANIA - IL CONGRESSO STRAORDINARIO DELLA LEGA, CHE HA MANTENUTO AL VERTICE IL MALCONCIO SALVINI, È L’ULTIMO, LAMPANTE ESEMPIO - TUTTO IL CORAGGIO DI GIORGETTI E' STATO QUELLO DI MANDARE ALLO SBARAGLIO IL FIDO GARAVAGLIA: SE FEDRIGA NON SI E' NEMMENO PRESENTATO (SCUSA CRESIMA DEL FIGLIO), QUEL CUOR DI CONIGLIO DI ZAIA SI E' LIMITATO A FARE CIAO-CIAO CON LA MANINA: COSI', GARAVAGLIA SI E' RITROVATO AL FIANCO SOLO FONTANA (E ROMEO) – LA SPARATA ANTI-UCRAINA DI SALVINI (“DIRÒ STOP ALLE ARMI A KIEV”) DEFLAGHERA' NEL PROSSIMO CDM CHE DOVRA' DARE IL VIA AL PACCHETTO DI AIUTI A ZELENSKY DI 4 MILIARDI, FERMI DA GIUGNO – SUL RIPETUTO NO DI SALVINI, LA MELONI NICCHIA, MENTRE TAJANI PREME PER VOTARLA - TANTA FIBRILLAZIONE, PUR ESSENDO L'ITALIA IN FONDO ALLA CLASSICA DEI CONTRIBUTORI EUROPEI DI AIUTI ALL'UCRAINA, LA SVELO' CROSETTO IN UN'INTERVISTA ALLA BBC: "LA MAGGIORANZA DELL'OPINIONE PUBBLICA ITALIANA E' CONTRARIA A SOSTENERE L'UCRAINA" - E MICA SOLO A DESTRA: SE IL M5S DI CONTE DA SEMPRE SBERTUCCIA I "CESSI D'ORO" DI ZELENSKY, ANCHE PER IL 70% DEGLI ELETTORI DEL PD SERPEGGIA UNA FORTE INSOFFERENZA (EUFEMISMO) PER LE SORTI DELLA DISGRAZIATA UCRAINA... - VIDEO

julianne moore tilman fertitta

FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA: IL MILIARDARIO, AMICO PERSONALE E FINANZIATORE DI TRUMP, SOGNAVA DI INCONTRARE LA DIVA JULIANNE MOORE, NELLA CAPITALE PER PARTECIPARE AL FESTIVAL. LA GRANDE ATTRICE SI È RIFIUTATA, ESSENDO UN’ANTI-TRUMPIANA DI FERRO – FERTITTA SE LA SAREBBE PRESA DIRETTAMENTE CON L’INCOLPEVOLE SALVO NASTASI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA, CHE AVREBBE DOVUTO ORGANIZZARE, SECONDO FERTITTA, UN’IMBOSCATA ALL'ATTRICE PREMIO OSCAR…

elly schlein franceschini, zingaretti, orlando, speranza decaro, de pascale); gualtieri beppe sala veltroni, bersani, gentiloni

DAGOREPORT – SE ELLY SCHLEIN SPADRONEGGIA NEL PD E’ ANCHE PERCHE’ CHI POTREBBE CONTRASTARLA, PERCHE’ NON CONDIVIDE LE SUE IDEE, EVITA DI ESPORSI (PER PARACULISMO O CONVENIENZA) – DAI MAGGIORENTI DEM (FRANCESCHINI, ZINGARETTI, ORLANDO, SPERANZA) AI GOVERNATORI FURBACCHIONI (DECARO, DE PASCALE); DAI SINDACI CACADUBBI (GUALTIERI) A QUELLI CHE SI SONO ALLINEATI BEPPE SALA) FINO AI “PADRI NOBILI” (VELTRONI, BERSANI, GENTILONI) CHE SOGNANO IL QUIRINALE, IN CASO DI VITTORIA DEL “CAMPO LARGO” – IL RUOLO DI STEFANO BONACCINI CHE DA RIVALE DI ELLY SI E' TRASFORMATO NEL SUO CAVALIER SERVENTE ED E' STATO ABBANDONATO DAI SUOI - EPPURE, PER I SONDAGGI, SI PROFILA UNA SOLENNE BATOSTA PER ELLY - E SE COSI’ FOSSE, GLI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA SAPREBBERO CON QUALI “IMBOSCATI” PRENDERSELA…